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venerdì, ottobre 24, 2008

Era lì e non me ne sono nemmeno accorto

Pare che l'età migliore per il cervello siano i trentanove anni.
A parte il tempismo di scoprire questa cosa meno di un mese dopo il quarantesimo compleanno, la cosa comunque non mi torna.
Intanto non ho capito se parliamo del trentanovesimo anno di vita (cioè quando ne ho trentotto) o del quarantesimo (cioè quando ne ho trentanove), ma comunque è dai trentacinque che noto un decadimento delle mie capacità in termini di memoria, attenzione e comprensione delle cose.
Certo, io posso essere l'errore statistico nell'esperimento...

giovedì, ottobre 02, 2008

Cercare nel passato

Pare che ci sia qualcun'altro che fa cifra tonda in questi giorni.
Si tratta di Google, che in occasione dei suoi dieci anni, pubblica il più vecchio indice a disposizione per le ricerche.
Ovviamente non potevo non provare il mio nome.
Cinquanta risultati contro i più di 2500 di oggi.


Dei primi 10, uno riguarda mio zio e il suo collega Piero, uno riguarda il mio podio ai Giochi Sforzeschi, altri sei l'orienteering.
Ovviamente il blog ancora non c'era...

lunedì, settembre 29, 2008

Trentadieci

Ovvero, quaranta.
Quaranta anni su questo pianeta (a scanso di equivoci, ci sono nato, non sono caduto in una pioggia di meteoriti).
I miei piani bloggistici prevedevano una serie di post rievocativi dei principali momenti di questi quaranta anni, ma per ora vi beccate solo il nuovo layout (e grazie blogger per aver fatto sì che un template che settimana scorsa funzionava perfettamente abbia smesso di funzionare precisamente venti minuti prima di andare live, per non parlare della semplicità di porting).
Ma tornando ai miei quaranta anni, devo dire che la sto prendendo meglio di quello che pensavo.
Se il corpo prosegue nel suo progressivo declino, la mente invece si mantiene giovane e arzilla.
Oggi, ho persino abbordato una e le ho detto: "Ti va di salire sulla mia macchina?" e lei subito: "Sì, zio!" e sua madre: "Vengo anch'io. Senza il seggiolino, dove la porti?". (Per la cronaca, Giorgia ha detto di preferire la mia auto a quella di suo nonno e sapendo quanto stravede per lui è un risultatone)
Ho sempre patito il giorno dei compleanni a cifra tonda: a 0 anni mi hanno preso a schiaffi, a 10 ho fatto a botte a scuola (ovviamente ne ho date molte di più di quante ne abbia ricevute, l'altro), a 20 ho ciccato un esame, a 30 l'unica eccezione (ma ero fresco sposino).
Ho come l'impressione che il mio corpo, mentre rilascia gioie e allegrie nel momento in cui occorrono, accumuli invece gli acciacchi e i dolorini per dieci anni (dal compleanno 10x alla vigilia di quello 10(x+1)) e li rilasci tutti in una botta. Mi sa che domani starò a letto...
Ma nonostante tutto ci sono notevoli vantaggi nell'aver raggiunto i quaranta anni.
Per esempio, "Più vicino ai 40 che ai 50" suona molto meglio di "Più vicino ai 40 che ai 30", vero?
E' che quando cerco gli altri, la mia memoria da quarantenne fa un po' cilecca (e speriamo ancora solo la memoria...).

Quello che ovviamente non posso dimenticare è di fare gli auguri alla mia co-compleannara.
E che, tecnicamente, nonostante sia già il 29 settembre, al momento in cui scrivo non ho ancora quaranta anni (giusto per mostrare come la sto prendendo bene...) e non li avrò fino alle ore ...

mercoledì, luglio 30, 2008

Ma che bel bambino!

Il ricordo più antico che ancora sopravvive alla liquefazione neuronale che mi affligge risale a quando avevo quasi tre anni.
In vacanza, sfuggo all'attenzione dei miei e mi avvicino a un signore che, seduto comodamente su una panchina, si sta leggendo il giornale. Inizio a guardare il suo giornale e mi rendo conto che è pieno di parole che sono in grado di leggere.
Il signore, sentendo la mia voce, impiega un po' a capire che sto effettivamente leggendo il suo giornale (ipotesi considerate: un'allucinazione, qualcuno mi ha insegnato cosa dire per fare uno scherzo, un ventriloquo). Ma quando si rende conto lì vicino che ci siamo solo lui ed io, lo stupore si manifesta in maniera per me indimenticabile.
Ma la faccia che proprio non dimenticherò mai è quella che farà all'arrivo dei miei genitori, quando, alla frase "Complimenti, signore. Suo figlio, così piccolo, è già capace di leggere", si sente rispondere da mio padre, che negli anni a seguire non mancherà mai di mostrare altrettanto understatement, rispose "Cosa vuole che sia, avrà imparato così per gioco".

Giusto per calare le arie, segnalo che mi ci sono voluti altri tre anni per imparare a scrivere: una cosa è la teoria, l'altra è la pratica (si vedano a riguardo i miei risultati orientistici). Per non parlare, poi, della mia pigrizia, già allora molto evidente.

Comunque, questo evento avrà notevoli conseguenze da allora fino ai giorni nostri:

  • la mia passione per i fumetti, cominciata su Topolino e Tex, e arrivata trentasette anni dopo a qualsiasi cosa che contenga disegni e parole (da approfondire in alcuni post aggiuntivi)
  • il fatto che mio padre si sia sempre sentito giustificato ad essere molto esigente in tutto quello che ha riguardato i risultati scolastici (e anche questo si meriterà alcuni post aggiuntivi)
  • il fatto che mia nipote sia costretta a subire, da parte del nonno, continue lezioni di lettura dall'età di 18 mesi
  • alcuni siparietti divertenti con la mia professoressa d'Inglese del Liceo (un altro post)
  • la falsa illusione che qualunque cosa potesse essere ottenuta con poco sforzo (si vedano sempre i miei brillanti risultati sportivi)

I secondi quarant'anni

Di solito non penso molto al futuro remoto, ma se proprio devo immaginare come sarò quando sarò vecchio il doppio di oggi, mi piacerebbe una via di mezzo tra lui e lui.

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Now playing: Van Halen - Finish What Ya Started
via FoxyTunes

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