Iniziano ad arrivare i pullman dalle varie sedi ed è già tempo delle prime battute e gaffe (tipicamente sulla famosa oculatezza finanziaria dei genovesi).
Un giretto alle zone con gli animali, con esemplari tipici del Monferrato quali l'Alpaca, e il tempo passa velocemente.
Ma si sa, non si può iniziare se non arriva il Grande Capo e così si continua a passare da un Bellini (l'aperitivo, non l'orientista) a un prosecchino, da un'oliva ascolana a una crocchetta, mentre il processo batch continua a elaborare un'unica informazione ("due ore da quando esco a quando sono a casa").
Ci sarebbe un'altra opzione, che il giovane neo-assunto esplora immediatamente, e cioè attaccare bottone con le colleghe, possibilmente le più carine, delle altre sedi (visto che con quelle della propria ormai il mazzo dei due di picche è completo). Ma c'è da scavalcare gli altri colleghi che hanno ancora il mazzo incompleto e quindi, via con un'altra oliva ascolana.
Finalmente il Grande Capo arriva e la Via per il buffet si apre che neanche Mosè sul Mar Rosso.
Il giovane neo-assunto effettua il primo tentativo della manovra "Facciamoci vedere dal Grande Capo", ma gli va peggio che con le colleghe di cui sopra. Si fa una nota di provarci ancora quando il vino sarà scorso a fiumi e via con un'altra oliva ascolana.
In tutto ciò, il sole è calato, la temperatura inizia ad abbassarsi, l'orologio segna le 20.55 e notiamo che intorno ai tavoli apparecchiati in giardino mancano le sedie.
Alle 21.00, abbiamo la risposta: tutte le sedie sono nel padiglione dove ci rechiamo per ascoltare il discorso del Grande Capo.
E mentre mi avvio verso il padiglione, il batch cambia elaborazione passando da "due ore da quando esco a quando sono a casa" a "repeat until (aletto=true) [x=(now+2 ore); echo("uscendo adesso sarò a casa alle ore " + x); wait(5)]), ben sapendo che x non sara mai prima di 2 a.m.
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venerdì, giugno 19, 2009
Calcio d'inizio - Parte seconda
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Pierlabi
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giovedì, maggio 28, 2009
Calcio d'inizio - Parte prima
Quale migliore data della Finale di Champions League (a proposito, congratulazioni al Barca) per il Kick-Off dell'anno fiscale della mia azienda, tanto "Nessuna squadra italiana si è qualificata" ?
Per uno strano percorso mentale incontrollato, ho deciso di partecipare (per la prima volta), anche se munito di auto indipendente.
Dato che riguarda le sedi del Nord-Ovest, è stata scelta una location equidistante da tutte, ovvero il nulla più assoluto in provincia di Alessandria. Per carità, il posto è molto bello, ma proprio perso nel nulla.
Da qui, visto anche l'orario post-lavorativo del tutto, la scelta di non appoggiarmi al pullman fornito dall'Azienda, ma di essere indipendente, pronto a prendere la strada di casa nel preciso secondo in cui mi fossi stufato. Essendo il viaggio lungo, mi sono anche premunito di avere almeno un compagno di viaggio che mi tenesse sveglio al ritorno.
Pronti via, A7 e poi A21. Il navigatore della mia macchina è preciso, il compagno di viaggio chiama i colleghi sul pullman per prenderli in giro su quanto ci metteranno ad arrivare.
"Destinazione raggiunta." dice il navigatore. Mi guardo intorno e quello che vedo sono la provinciale davanti a me, il nulla a destra e il nulla a sinistra.
Controllo la stampa di Google Maps (da bravo orientista, me l'ero portata dietro per ogni evenienza), ricontrollo la destinazione sul navigatore, riguardo il panorama. Niente di niente.
Iniziamo a muoverci a naso, salendo su per stradine le cui caratteristiche fondamentali erano l'essere deserte e l'essere franate, finchè, al centro del paese in cui doveva essere la nostra destinazione, troviamo un indigeno.
"Scusi, sa dirci dove si trova xxxx ?".
"Navigatore, eh?"
Ci dà qualche indicazione su come girare intorno alla frana che blocca la strada più diretta e andiamo.
Il pensiero di arrivare dopo il pullman, visti gli sberleffi precedenti, pesa sull'umore dell'equipaggio e iniziamo ad essere impazienti.
All'incrocio in cui siamo già passati venti minuti prima, a svolta a destra già intrapresa, l'occhio da orientista esperto in ricerche di ritrovi nota un cartello con il nostro logo che punta esattamente a sinistra.
Sporca clamorosa (ovviamente nel deserto più assoluto) e finalmente arriviamo al parcheggio, prima del pullman.
Sono le 19.40 e possiamo finalmente buttarci su prosecco e aperitivo.
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mercoledì, maggio 20, 2009
Sovrapposizioni
Una volta, l'amministratore del mio condominio, sotto serie critiche da parte di molti condomini, organizzò la riunione annuale (quella in cui si discute il bilancio e di conseguenza si può sfiduciare l'amministratore) il giorno in cui l'Italia era impegnata nei Mondiali (o forse gli Europei, non ricordo).
Lo scopo, ovviamente raggiunto, era quello di non avere presenti i 501 millesimi necessari ad approvare un'eventuale mozione per la disdetta del contratto.
Dato questo precedente, come devo leggere il fatto che il Kick-Off annuale della mia azienda è stato convocato per la sera della finale di Champions League (aspettare la Confederation Cup era forse troppo...) ?
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martedì, maggio 05, 2009
Anonimato
La mia azienda, per migliorare l'ambiente di lavoro, ha commissionato una Survey tra i dipendenti.
Le domande non sono niente di trascendentale o di particolarmente a rischio nè per l'Azienda nè per i dipendenti.
Comunque, per meglio tranquillizzarci, ci ha assicurato che il questionario è in forma assolutamente anonima e non è possibile risalire al dipendente che ha risposto.
Questo perchè (cito dalla mail di invito al sondaggio) "Il codice di accesso personale (assegnato da chi gestisce il sondaggio, ndPLab) garantisce che i tuoi dati verranno trattati in maniera riservata e che non potranno ricondurre a te in nessun modo."
Sono l'unico a notare una strana incongruenza ?
PS. comunque il sondaggio l'ho fatto. La domanda più divertente è stata "Hai un/una grande amico/a in azienda?".
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lunedì, marzo 30, 2009
Come nascono gli tsunami
Ore 12.45. Un occhiolino di sole spunta timido sopra la terrazza ed è ora di mangiare.
Collega A: "Piero, andiamo a pranzo?"
Io: "D'accordo. Faccio due gocce d'acqua e possiamo avviarci."
Collega B: "Perchè, ha ripreso a piovere?"
Io: "No. Sono io che vado a fare due gocce al bagno"
Collega C: "Ma come! Diluvia di nuovo?"
Prima che ufficalmente venisse dichiarato lo stato di Calamità, ho preso l'ombrello e sono uscito.
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venerdì, marzo 27, 2009
Team Building
L'altra sera, seconda edizione del "Trofeo Fred Flintstones", ovvero la partitona aperiodica di bowling tra i colleghi.
La coppa per più di un anno (aperiodica mica per niente...) ha fatto bella mostra di sé sulla mia scrivania e non vedevo l'ora di mandarla a prendere polvere su quella di qualcun altro.
Le scuse erano molte: la spalla che da un po' mi da fastidio (c'ho il certificato medico), la caviglia malconcia dall'infortunio a Firenze e recidiva dopo il week-end di Coppa Italia, la fatica della visita medica, l'effetto Wii Bowling che ha cambiato la mia impostazione di tiro, voi altri che non avete fatto altro che allenarvi...
Insomma, ero mentalmente pronto a perdere e mi ero preparato il tappeto di scuse su cui cadere bene.
I primi lanci dei principali avversari, poi, erano stati ottimi, mentre il mio scarso, a confermare una serata di basso profilo.
Peccato, però, che il mio agonismo, quello che mi fece giocare bastardo a un torneo di Monopoli contro un bimbo di nove anni, si sia risvegliato e abbia preteso di non mollare neanche un punto (solo una volta ho provato a fare il figo con un tiro ad effetto, ma la palla non è il Wii controller ed è finita dritta nel canale).
Alla fine del primo giro lo strike alla 10, mia specialità come già raccontato, mi ha fruttato il sorpasso su tutti e da lì non è stato possibile per nessuno l'aggancio.
Così, la coppa è tornata a prendere polvere sulla mia scrivania e rischia di rimanerci per sempre tra la aperiodicità della sfida e il fatto che vale come per la Coppa Rimet, alla terza vittoria viene assegnata definitivamente.
Il terzo tempo è stato in una pizzeria abbastanza inquietante, anche se discretamente buona.
Se passa l'idea del Destro, la prossima sfida aziendale sarà con le carte. E lì le prenderò, eccome se le prenderò (stai buono, agonismo, è tutta una tattica...)
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giovedì, marzo 19, 2009
Cultura aziendale
Mi è arrivata la richiesta di partecipare a una Culture Survey interna.
A parte che non ho ben capito neanche alla fine di cosa si trattava, l'introduzione citava:
Lo scopo di questo studio è quello di continuare a monitorare i progressi dell'azienda lungo il cambiamento culturale sette temi individuati come fondamentali per la strategia di crescita della società.
Ti ringraziamo per il vostro input.
Non so la percezione della cultura, ma quella dell'italiano è bassina...
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martedì, marzo 17, 2009
Colleghi di classe
In attesa della prossima sfida in ufficio con PS2 + proiettore, come definire un collega che organizza la pausa pranzo a casa sua per sfidarsi a PES ?
Un grande. Sconfitto (0-2 la prima, 1-3 la seconda), ma un grande.
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lunedì, settembre 15, 2008
Consecutio Temporum
Richiesta aziendale di venerdì 12 settembre alle ore 16 :
Come consuetudine, vi chiediamo di sottoporre il vostro piano ferie, per l'esattezza per il periodo dal 16 settembre 2008 al 10 gennaio 2009.
(Omissis)
Il termine per l'invio delle richieste è il prossimo 19 settembre.
Per i pignoli come me, è chiaro che qualcosa non torna.
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martedì, marzo 11, 2008
Collegamento a banda stretta
Sara’ che sul discorso “Collegamento a Internet” qui a Bratislava sono particolarmente sensibile, ma certe decisioni dell’azienda, ma soprattutto le relative comunicazioni (di sotto in corsivo), proprio non mi vanno giu’.
Carissimi colleghi,
nell'ambito delle procedure di miglioramento tecnologico delle infrastrutture e di "svecchiamento" delle medesime, si è monitorato l'uso ma soprattutto le performance, delle linee analogiche di accesso alla nostra rete.
Fantastico. Qualcuno che si pone il problema delle ore che mi tocca stare connesso solo per scaricare il titolo della e-mail.
Sto facendo riferimento al numero Verde ormai utilizzato sempre meno e solo da chi accede tramite modem a 56Kb/sec.
Ommioddio! Parla di chi si collega con il modem con lo stesso tono di chi programma in COBOL.
Ehi! Ma io programmo in COBOL!
E tra l’altro, il mio laptop aziendale non ha il collegamento Wireless, quindi (in teoria) si puo‘ collegare solo con il modem a 56K!
Quindi sta proprio parlando di me.
Inoltre 56 Kb/sec sono solo nominali (di solito, la banda è assai minore), quindi l'accesso è lento e si può lavorare solo per qualche applicazione, perdendo molto tempo.
Ed ovviamente e‘ tutta colpa mia, che sono cosi‘ retrogrado da usare il modem a 56K.
Gran parte di voi usa già tecnologie a banda larga (Fibra Ottica, Adsl, UMTS, etc.), per contro il mantenere attivo il numero verde (a prescindere dall'uso) costa all'azienda.
Ma tu guarda. Ci sono colleghi cui l’azienda paga Fastweb o Alice 100Mega per quando si devono collegare da casa e lavorare. E a me fanno delle storie per il costo del collegamento UMTS dall’estero! (Si‘, lo so che non e‘ vero che l’azienda paga il collegamento da casa, pero‘ sarebbe un’idea per un eventuale benefit...)
Con la chiusura dell'anno fiscale (31 Marzo 2008) si è deciso quindi, di chiudere il numero verde, mantenendo attiva la linea normale per eventuali emergenze.
Quindi, in pratica, l’azienda mi dice che per lavorare fuori sede (a meno che non mi venga fornita la schedina UMTS, discorso sul quale al momento vorrei stendere un pietroso velo) mi devo pagare il collegamento.
Non ho parole.
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mercoledì, gennaio 30, 2008
Ritenzione
Improvvisamente l’azienda ha deciso che la posta è come l’acqua. Se ne trattieni troppa, fa male.
E allora, ecco la policy “Cas(n)ella di posta”, quella per cui dopo un tot di giorni, la mail viene automaticamente cancellata. A meno che non la trattieni o la archivi.
Fa come faccio io periodicamente con il frigorifero e la dispensa. “Toh, Roby, questa salsa cocktail scadeva tre anni fa. La butto?” solo che l'azienda aspetta molto meno (noi abbiamo ritrovato l'altr'anno una marmellata comprata nella prima spesa fatta appena sposati).
Insomma, il primo caso di e-m(a)ilk. Infatti, d’ora in poi le mail, come il latte, hanno la data di scadenza.
Per me, che conservo qualunque cosa (infilandola nel casino più totale, ma comunque la conservo), e quindi anche qualunque mail, è come se mi venissero a dire “Piero, i tuoi fumetti di sei mesi fa sono scaduti. Abbiamo deciso di dar loro fuoco e di spargerne le ceneri nel Naviglio” (Non che non abbia mai ricevuto una minaccia del genere, ma di solito era motivata).
Ho ritenuto da subito questa cosa un po’ stupida.
Infatti, così senza saper nè leggere nè scrivere, alla prima occasione buona (sapete com’è, qui il collegamento è ancora un po’ ballerino) ho settato per tutte le mail la data di scadenza in un lontano futuroa un anno (ho comunque perso alcune mail e sto ancora elaborando il lutto).
Ma il bello è che, in pratica, neanche l’azienda è d’accordo con se stessa.
Oggi infatti è arrivata la mail dall’ufficio legale che dice più o meno così “State attenti a trattenere le mail importanti, quelle che potrebbero servire in caso di dispute, contenziosi o altre situazioni. Insomma, nel dubbio, è meglio se salvate tutto.”
Basta mettersi d'accordo...
Ah, per la cronaca, visto che la data di scadenza è indicativa, la salsa cocktail è ancora lì. Ogni tanto ci fa un cenno con la mano che si è generata per mitosi e va a giocare a “Tappo!” con la marmellata. In fondo sono amiche da tanto...
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giovedì, ottobre 25, 2007
Con colleghi così...
La mia azienda ha mandato una mail dove, a seguito di implementazioni della legge sulla sicurezza sul lavoro, comunica che verranno forniti nuovi tesserini identificativi da usare presso i clienti.
Hanno messo due esempi molto realistici: il tesserino di Orlando Bloom e quello di Marissa O.C. (al secolo Mischa Barton).
Ora, al di là della disparità di trattamento tra maschietti e femminucce (che so, potevano mettere Michelle Pfeiffer, Angelina Jolie, Monica Bellucci o una gnocca di Hollywood qualunque sopra i venticinque anni), mi sembra evidente che la cosa sia assolutamente priva di agganci con la realtà lavorativa di tutti i giorni.
Ridateci il classico Mario Rossi!!!
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mercoledì, ottobre 10, 2007
Paria dei cieli
Oggi ultimo giorno del corso alla SDA Bocconi.
Il corso è stato decisamente interessante, tranne forse un po' oggi.
Solo una cosa, però, cari i miei compagni di corso: tiratevela un po' meno.
D'accordo che io ci sono entrato per caso, d'accordo che non gestisco nessun portafoglio (a malapena il mio), d'accordo che non ho fatto la Bocconi. Ma caspita, almeno una parola!!
Oddio, non è che tra loro poi si guardassero di buon occhio (tutti concorrenti a caccia dei segreti altrui), però, almeno un minimo di facciata facevano finta di mantenerla.
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lunedì, ottobre 08, 2007
Sda Sda Umpa
Tre giorni di corso allo SDA Bocconi, in preparazione al nuovo progetto che comincerò tra due settimane.
Io che, orgogliosamente, non avevo mai messo piede alla Bocconi, mi trovo catapultato in mezzo a esperti di marketing, gestori di portafogli commerciali, responsabili di prodotto e persino un direttore generale, a parlare di cose di cui non so assolutamente niente.
Ovviamente, mi è anche toccato aprire il giro di autopresentazioni.
Non è che potevo dire la verità, quindi ho abbellito un po' quello che faccio. Non dirò cosa ho detto, perchè delle palle che dico, di solito, mi vergogno.
Le sessioni sono state interessanti, anche se metà dei concetti necessari per capire al meglio gli scenari illustrati sono a me sconosciuti (in realtà speravo che li spiegassero lì).
Spero che le prossime due giornate siano più accessibili per un neofita come me.
Tra i lati positivi, il ristorante, che era veramente buono (e gratis).
Tra le cose buffe, il marketing del brand, ovvero le magliette e le sciarpe con il logo della scuola.
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martedì, settembre 04, 2007
Per fortuna c'è chi ci pensa...
Una telefonata inopportuna? Un calpestatore di alluci sulla metropolitana? Un superiore che spara cavolate?
Un'imprecazione sta per sorgere dal cuore e non sapete come impedirlo?
Non preoccupatevi. Qualcuno ha già trovato la soluzione.
----------------
Brano corrente su iTunes: U2 - Hallelujah Here She Comes
via FoxyTunes
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mercoledì, giugno 13, 2007
Aria fritta
Da lunedì a oggi, tre giorni di "Ferie pagate", come dice l'Architetto.
Ovverosia, un corso di "Organizzazione Aziendale e Process Management".
Le due informazioni fondamentali imparate in questi tre giorni sono: la pizza migliore di Milano si mangia da Solo Pizza in Via Farini e uno dei dolci migliori è la Melanzana fritta ricoperta di cioccolato (roba leggera...).
Il massimo divertimento è stato fare gli esercizi in due squadre uomini contro donne. Ho visto scene che allo stadio porterebbero all'arresto immediato...
Per il resto, una autentica palla (peraltro già nota).
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mercoledì, giugno 06, 2007
Buon giorno, Angeli
Con il trasloco di ufficio al sesto piano, un grosso mistero aveva riempito i nostri cuori.
Ma in questo soprattetto in cui ci siamo trasferiti, gli uffici di fianco a noi chi ospitano?
Per rendere la nostra situazione più divertente i grandi capi avevano spacciato la presenza di una importantissima agenzia di modelle (ovviamente non se ne è vista una).
Oggi finalmente ho avuto la risposta, tramite un fattorino che chiedeva informazioni.
Negli uffici di fianco a noi si trova un'agenzia di investigazioni e consulenza nell'ambito della sicurezza, il cui nome è (ragazzi, è proprio così, ho dovuto trattenermi molto per non scoppiare a ridere sul posto) Charlie's Angels. Sì,lo so avrei dovuto linkare i film (1 e 2), ma, con tutta la passione per Cameron Diaz, c'è solo un angelo di Charlie: Farrah Fawcett.
Son curioso di vedere le dipendenti. Con la mia fortuna, ovviamente, sarà già tanto se capiterà di vedere Bosley...
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venerdì, maggio 04, 2007
Senso di appartenenza
Io tendenzialmente evito di parlare di lavoro in questo blog.
Prima di tutto perché per me "è solo un male necessario tra un hobby e un altro" (per citare il mio sondaggio), e poi perché le follie che avvengono nel mio ufficio non sono troppo diverse da quelle che succedono negli altri.
Se uno proprio vuole riderci su, si guardi Dilbert.com (a me arriva in mail tutti i giorni).
In questi giorni però una serie di fatti ha suscitato la mia ilarità.
La mia azienda, dopo un periodo di difficoltà, ha deciso che il modo migliore per uscirne è ridefinire la propria immagine e il proprio posizionamento sul mercato.
Per fare questo ha iniziato con il definire la nuova Vision e la nuova Mission in quattro poster che sono stati appesi nel corridoio di ingresso. Il fatto che questi cartelli cadano ad ogni alito di vento quando la porta si apre non sembra un buon segno...
Poi, in allegato all'ultima busta paga, ha fatto una sorpresa a tutti i dipendenti: una bellissima sacca di tela con dentro alcuni rutilanti gadget quali una penna a sfera, un blocchetto per i memo, un blocco per appunti, tutti griffati con il nostro brand.
Questi oggetti dovrebbero aiutarci ad aumentare il senso di appartenenza ad un unico progetto, ad un unico scopo, ad un unica famiglia.
Una sacca di tela che avrei qualche remora a usare per andare al supermercato, un blocchetto con 10 (dieci) memo, un blocco dopo mesi di cancelleria razionata e una penna a sfera; come famiglia ha un po' il braccino corto...
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martedì, dicembre 19, 2006
Meeting Natalizio
Oggi Banking Meeting, ovvero riunione plenaria della Business Unit per fare il punto sulla situazione economica, del personale e delle prospettive future.
L'occasione poi era perfetta per scambiarsi gli auguri di Natale, soprattutto con quei colleghi che sono sempre presso i Clienti e che non passano mai dalla sede.
Fortunatamente la cosa è stata breve; ho avuto un piccolo passaggio abbioccante, soprattutto nella parte a me già nota, ma tutto sommato ho resistito bene. Le notizie erano abbastanza buone, una addirittura a sorpresa, ma non così tanto (niente bonus o aumenti,per ora).
Poi la parte mondana, con panettone, pizzette, spumante e regalo natalizio, una borsa portadocumenti veramente bella, anche se temo non abbastanza grande da contenere un portatile.
Chiacchiere e battute, agevolate dallo spirito natalizio sono scorse come un buon vino, per una mezz'ora di stacco.
Poi, purtroppo, back to work. Ma le ferie natalizie, anche se non così tante come avrei voluto, si avvicinano. E questo è quello che conta.
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