Visualizzazione post con etichetta Cinema. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cinema. Mostra tutti i post

venerdì, maggio 22, 2009

Star Trek

Il giorno dell'anteprima, ho preso quattro posti, ho chiamato il nucleo duro degli aficionados del cinema e siamo arrivati là dove nessun uomo è mai giunto prima.
Il film a me è piaciuto, anche se ha i suoi difetti.
La storia, per esempio, non è proprio il massimo, anche se è chiaro che in questo film la cosa più importante era (ri)creare l'atmosfera, la relazione tra i personaggi, mostrare la nuova faccia di Kirk, Scott e McCoy.
Insomma, preparare il terreno per un reboot del brand, attualizzandolo.
I personaggi, con la sola esclusione del cattivo di turno, sono riusciti bene (magari andrebbe un po' limato l'accento russo di Cechov). Ho qualche dubbio sulla scelta di partire subito con uno Spock molto influenzato dal suo lato umano (nel senso di non-vulcaniano) e sulla love story di Uhura.
Tornando alla storia, il ritmo è sempre sufficientemente alto e i paradossi temporali inseriti non disturbano più di tanto. Anzi, hanno un vantaggio per eventuali sequel: quello di avere un universo su cui muoversi in maniera più libera dai vincoli di continuity della serie classica, senza per questo snaturare del tutto i personaggi.
Voto: 7,5 (il mezzo voto è di speranza per sequel futuri).

mercoledì, maggio 20, 2009

Come farne senza ?

Ma seriamente ? Qualcuno potrebbe essere interessato ?

mercoledì, maggio 06, 2009

Duplicity

Okay, certe volte voglio proprio farmi del male.Lo so che i film basati su doppio e triplo gioco, truffe e controtruffe, sono difficili da fare. Lo so che dopo "La Stangata" e "I soliti sospetti", solo Spy Game è riuscito a tenermi interessato fino alla fine.
Ma questo film, sebbene impreziosito dalla presenza di Julia Roberts, è una autentica palla.
Lento (mi sono addormentato un paio di volte), scontato (ho capito il trucco al minuto otto, l'unico dubbio era se era tutto voluto o una parte era solo danno collaterale), recitato male (sotto tono i protagonisti, sopra le righe i comprimari).
Insomma, se non fosse che era la serata a 3 euro, sarei anche discretamente imbufalito.
Voto: 4.

mercoledì, aprile 22, 2009

Gran Torino

Recupero la recensione di un film visto settimana scorsa.
Gran Torino è un bel film, con una storia ben costruita, che fa pensare e ti lascia anche con un po' di amarognolo in bocca. Forse la visione dell'autore è un po' semplicistica, ma il finale, coerente con il personaggio e con lo sviluppo della storia, è di tutto rispetto.
L'ultima prova di Eastwood come attore (almeno stando a quanto da lui dichiarato) è sicuramente coinvolgente, anche se ogni tanto mi ha dato l'impressione di aver voluto gigioneggiare un po' troppo (un po' come gli ultimi Nicholson e DeNiro).
Gli attori di contorno, a me poco noti, sono tutti molto in parte, soprattutto il prete.
Non proprio il mio genere di film, ma il voto è alto: 7,5.

La verità è che non gli piaci abbastanza

Una regola abbastanza corretta è che se in un film sono presenti più di un tot di star di Hollywood (con tot intorno a 3-4), non potrà essere un capolavoro.
Anche questo film, peraltro tratto da un libro che non vedo molto come fonte di una sceneggiatura, conferma la succitata regola.
Le varie storie, anche se intrecciate tra di loro in maniera coerente, mancano di mordente, di ritmo e, spesso, anche di credibilità. Credibilità che nemmeno gli attori sembrano sentire, offrendo in risposta una recitazione abbastanza piatta.
Il finale, che ovviamente è quasi per tutti lieto, risulta stucchevole e poco in tono con il resto del film.
Insomma, un film che sconsiglio vivamente. Voto: 5- (se non ci fossero state alcune delle mie attrici preferite, sarebbe un bel 4).

martedì, marzo 31, 2009

The International

Con un po' di ritardo rispetto alla visione, vi parlo di questo film, che sull'onda del sentimento contro le istituzioni finanziarie imperante in questo periodo di crisi, mette in scena una storia su quanto possono essere cattive le banche off-shore.
Non manca nemmeno una specie di riferimento alla realtà italiana in una figura che richiama apertamente il nostro Primo Ministro (o almeno le sue origini).
La trama parte da uno spunto interessante, ma si perde quasi subito, con una serie di salti logici alquanto arditi. Pur di sostenere il messaggio che le banche sono cattivissime e che comunque il sistema è talmente marcio che non è possibile colpirle, il regista non lesina sparatorie, esagerazioni e voltafaccia assolutamente inverosimili.
Il voler a tutti costi avere una specie di lieto fine, poi, vanifica la trama precedente.
Unica nota positiva, le scene girate a Milano, in zona Stazione Centrale/Grattacielo Pirelli: le inquadrature dall'alto e l'inseguimento per Via Fabio Filzi mi sono molto piaciute, forse più per i ricordi di quando bazzicavo quella zona, che per quello che rappresentavano per lo scorrere della trama.
Voto: 5.

giovedì, marzo 26, 2009

Ponyo sulla scogliera

La rubrica di critica cinematografica riprende con l'ultimo film del Maestro Hayao Miyazaki.
Gli standard di programmazione degli anime nei cinema milanesi (in cartello generalmente per non più di una settimana) hanno fatto sì che l'invito al club dei fan dell'autore di Nausicaa e de La Città Incantata fosse del tipo "Prendere o lasciare" e quindi praticamente tutti hanno lasciato.
Il film è carino, volutamente con uno stile grafico artigianale che, ormai abituato alla grafica digitale, mi ha lasciato all'inizio un po' sfasato.
La storia è molto semplice, una fiabetta apparentemente per bambini, in cui gli abituali temi sul rispetto dell'ambiente e sui fragili equilibri uomo-natura sono più sullo sfondo e meno funzionali alla trama.
In realtà, credo che il target giusto per questo film non sia comunque costituito da bambini troppo piccoli (ammetto che l'ho guardato anche con l'intento di capire se potrei portare mia nipote a vederlo), perchè la storia, nel suo scorrere non mi sembra avere il ritmo giusto.
Ponyo è un personaggio molto simpatico e non manca di toccare il cuore degli spettatori. Un po' sotto tono, invece, mi è sembrato il cast degli altri personaggi, a partire proprio da Sousuke, il bambino che trova Ponyo all'inizio del film e da cui nasce tutta la storia.
In conclusione, un film piacevole, ma sicuramente non al livello dei capolavori precedenti.
Voto: 6,5.

giovedì, ottobre 23, 2008

Wall-E

Ieri sera sono andato a vedere l'ultimo film della Pixar.
Il film è sicuramente fatto benissimo, ma non mi ha esaltato come Cars o Gli incredibili.
L'aver scelto come protagonisti i robot ha, secondo me, limitato le possibilità di sviluppo dei personaggi. Infatti, per quanto questi possano aver imparato a formulare pensieri autonomi, le loro azioni sono comunque guidate essenzialmente dalle loro direttive. Nel citato Cars, per esempio, i protagonisti erano sì automobili, ma si trattava solo di un aspetto che era più funzionale al film e alla storia, la quale avrebbbe comunque retto fossero stati gazzelle o uomini.
Le citazioni si sprecavano (anche alcune relative alla Mela, la quale possiede la Pixar), anche se alcune le ho perse.
Una cosa che ho trovato un po' fastidiosa sono state alcune distorsioni spazio-temporali (durata del viaggio Terra-Axiom e ritorno, resistenza al vuoto assoluto nello spazio, etc.), ma questo ormai sta diventando una mia fisima.
Voto: 6,5.

giovedì, ottobre 16, 2008

The Women

Ieri sera ho ceduto al mio lato oscuro e, grazie alla compagnia di Roby, sono andato a vedere The Women.
In realtà le avevo offerto la scelta tra questo e Burn After Reading, ma con la scusa dell'orario di inizio e della durata (in tutto meno di mezz'ora di differenza) ha avuto la gentilezza di scegliere quello che preferivo.
E il motivo, per quanto mi riguarda, è presto detto: Meg Ryan, mia passione da sempre.
Il film è il remake dell'omonimo film del 1939, che ovviamente non ho mai visto.
La caratteristica principale di questo film è che in tutto il film non si vedono uomini, con la sola esclusione della scena finale.
Il film è carino, anche se con qualche passaggio lento, i ruoli sono ben azzeccati e il vastissimo cast (tra cui una, per me, irriconoscibile Carrie Fisher) abbastanza in palla.
Certo, non è un capolavoro e non rifugge da alcuni clichè da lieto fine, ma sicuramente un film che mi ha divertito (e comunque meglio dell'ultimo film di Meg che avevo visto).
Voto: 6,5.

Solo una domanda: visto che di solito inventano assurde traduzioni per non usare i titoli originali, stavolta che potevano semplicemente usare "Donne", perchè avranno tenuto il titolo inglese ?

venerdì, ottobre 03, 2008

Hancock

Recupero qualche film che ho visto nel recente passato, giusto perchè è un po' che non ne parlo.
Cominciamo con Hancock, filmone tutto effettoni speciali appartenente alla serie Supereroi con Superproblemi (qualcuno ha detto Spider-man?).
La prima parte, che lascia ampio sfogo alla verve comica di Will Smith, è abbastanza divertente. Peccato che le parti migliori fossero comunque già state bruciate dai trailer.
La seconda parte, che cerca di spiegare chi sia Hancock e da dove arrivano i suoi poteri, invece non è eccezionale.
La trama non è particolarmente originale, soprattutto per un vorace lettore di Marvel/DC Comics, la scena di lui ubriaco prende un po' da Superman 3, la soluzione finale è un po' raffazzonata.
Quello che si salva, soprattutto all'inizio, è il ritmo, che si tiene sempre sufficientemente alto, da non far sbadigliare.
Insomma, un film da 6+.

mercoledì, settembre 17, 2008

X-Files - (NON) Ci voglio credere

Il mio rapporto con "The X-Files" è sempre stato complesso.
Non mi piacevano le prime puntate, che di solito vedevano la seguente scena:

  • io e Roby sul divano davanti alla TV
  • io che dopo cinque minuti (rimembrando uno a caso dei racconti di fantascienza, orrore o fantasy letti in gioventù) dicevo "Finisce così: ...." e mi addormentavo
  • Roby che alla fine mi svegliava dicendo: "di' la verità: l'avevi già visto!"
  • io che provavo a raccontare le fonti da cui era stato tratto l'episodio
  • lei che non ci credeva e rimaneva convinta che l'avessi già visto (nonostante ai tempi non ci fosse ancora il mulo da cui scaricare le puntate originali e il mio inglese non fosse così fluent).
Le puntate della congiura degli alieni mi avevano invece intrigato, e allo stesso tempo stufato Roby, che le vedeva ormai solo per tenermi compagnia.
Il primo film al cinema mi era abbastanza piaciuto.
L'uscita del nuovo e definitivo film mi ha quindi creato sentimenti contrastanti.
Ieri sera, purtroppo, la visione ha confermato la mia metà pessimistica.
Il film è insulso, lento, stiracchiato, ma soprattutto veramente poco "X".
Di film con sparizioni e omicidi seriali, in cui sensitivi aiutano le ricerche tra lo scetticismo della polizia e la fiducia dei nostri eroi, se ne sono visti molti. Il punto di forza avrebbe dovuto essere l'effetto nostalgia e il rapporto Mulder-Scully. Peccato che il primo non si scateni e per il secondo, beh, non tr..bano. Giusto un bacetto.
Insomma, un bel 4. Evitatelo.

giovedì, maggio 15, 2008

Iron Man - The Movie

Ormai Hollywood sta spolpando il filone fumetti, ma per fortuna la Marvel (dopo i terrificanti risultati di Ghost Rider, Daredevil, Punisher ed Elektra) ha deciso di entrare in prima persona nella gestione dei suoi personaggi e dei film da essi tratti.
Il film è molto fedele allo spirito del fumetto, soprattutto nel carattere dei personaggi.
La scelta degli attori è decisamente azzeccata, con la sola eccezione forse di Gwyneth Paltrow, non so bene perchè.
La trama racconta bene, con qualche adattamento per renderla più al passo coi tempi, le origini e lo sviluppo delle prime versioni delle armature e la relativa evoluzione di Tony Stark.
Robert Downey Jr è perfetto nell'impersonare sia il Tony Stark playboy miliardario, sia quello umano che si fa carico della sua missione.
Gli effetti speciali, grazie all'altissima qualità della ILM, sono spettacolari e rendono al massimo le evoluzioni dell'armatura.
Alcuni passaggi del film sono forse un po' troppo per fumettofili e molte strade vengono lasciate aperte per il sequel che, visto il successo al botteghino, non mancherà.
La cosa che mi ha un po' infastidito, invece, è che in alcuni passaggi il film non è fisicamente credibile, ben oltre la sospensione di credulità richiesta da questo tipo di soggetti. Su tutte l'esplosione finale del reattore, che in un mondo reale raderebbe al suolo una città e nel film non ferisce nemmeno lui che ci si trova sopra.

Tutto sommato, comunque, un film molto piacevole, che consiglio anche a chi (come me) trova il personaggio di Iron Man sopravvalutato all'interno dell'Universo Marvel (io, come saprete, nella Civil War tifavo per Capitan America).
Voto: 7.

PS. se andate a vederlo, restate fino alla fine dei titoli di coda. La mia perversione a tale proposito è nota, ma in questo caso è motivata. Sono stato l'unico in tutta la sala a vedere l'arrivo di Nick Fury.

giovedì, marzo 06, 2008

Abissi Cinematografici

Non mi ricordo se l’ho gia scritto, ma quando sono giù di morale posso finire a guardare di proposito dei film veramente assurdi (se invece la situazione è disperata, vado sul sicuro e mi rifugio in Frankenstein Junior, Animal House e Harry, ti presento Sally).
E’ il caso degli ultimi due film che ho visto, il primo al cinema, il secondo in DVD.

Ho scelto di vedere The Nanny’s Diaries (non so il titolo italiano) perchè con Scarlett Johannson e perchè doveva essere una allegra commediola. In realtà, il film è più una critica ad un certo tipo di famiglia, classico di New York. La storia non convince, alcuni personaggi sono un po’ troppo esagerati e i passaggi chiave del film sono soltanto abbozzati. Non si ride, non si piange e, tutto sommato, il contesto e’ talmente lontano da noi, che nemmeno ti viene da pensare un gran che. Voto: 6-.
Una critica va fatta al trailer, che avevo visto sia in Italia, sia in occasione di precedenti film qui a Bratislava. D’accordo sottolineare gli aspetti che più possono attrarre gli spetattori, ma oggettivamente non c’entra molto con il film.

La mia passione adolescenziale per Meg Ryan e il fatto che il DVD fosse in offerta, mi hanno portato a sorbirmi In the land of women, che per i soliti misteri commerciali è diventato in Italia Quel Bacio che aspettavo. In questo film, i trailer sono ancora più menzogneri che nel caso precedente; ti fanno pensare che succederanno delle cose che nel film neanche vengono pensate; le scene che vengono presentate, nel film appiaono in contesti del tutto diversi. In pratica una truffa.
Ma è passando al film vero e proprio, che la nota si fa dolente. La storia è abbastanza campata per aria, scritta soprattutto per dare spazio al protagonista, star della TV. Meg Ryan non sembra molto convinta del ruolo, ma soprattutto si è rifatta le labbra. L’unica che si salva è Olimpia Dukakis, nel ruolo della nonna matta (o quasi). Ah, e il famoso bacio, praticamente non c’entra niente.
Voto 5-.

A margine del film, brucia molto vedere la differenza tra come sta invecchiando Meg Ryan, incastrata in film e ruoli oggettivamente di basso livello, e come lo sta facendo l’altra mia preferita Michelle Pfeiffer. Non che Stardust fosse un capolavoro, ma comunque, tra i due film non c’è proprio paragone.

lunedì, febbraio 25, 2008

Ratatouille

Grazie all'uscita su DVD, sono finalmente riuscito a vedere questo film.
Mi e' piaciuto, anche se non al livello dei classici Nemo, Incredibili, Monsters&Co e Cars.
La storia e' molto semplice, ma probabilmente non adatta ai bimbi, che ancora poco capiscono di quel mondo di gusti e rivalita' che l'alta cucina.
Tecnicamente, ormai, ci sono poche sorprese e il livello delle animazioni e' superbo.
Divertente il corto presente nel DVD, "Anche gli alieni possono sbagliare".
Voto: 7.

giovedì, febbraio 14, 2008

Sweeney Todd

Tra i vari film a mia disposizione, ieri sera ho deciso di andare a vedere il musical di Tim Burton.
Sapevo di prendermi molti rischi: il fatto che fosse un musical, il fatto che avrei fatto ancora più fatica a capire le parole, il fatto che non sia una storia particolarmente allegra, erano tutti elementi che non mi convincevano.
Però c’era una garanzia, il regista non mi aveva mai deluso prima.
E nemmeno stavolta l’ha fatto.
Il film è fatto molto bene, con un uso dei colori molto coinvolgente. Gli attori sono decisamente in palla, con la sola eccezione (ma forse è solo una mia impressione) di Sacha Baron Cohen, che non sa se più o meno serio (e il personaggio non lo aiuta).
La storia, poi, è secca, diretta e molto splatter, soprattutto nel finale. Finale che ovviamente è scontato, data la storia e il genere di film, ma non banale.
Purtroppo,la mia paura di non comprendere bene tutte le parole era fondata e un po’ ne ho risentito (in realtà, se l’avessi risentito, probabilmente l’avrei capito),ma ciò nonostante mi è proprio piaciuto.
Nonostante tutto il sangue.
Voto: 7 (potrebbe essere 8, se non avessi fatto tanta fatica a seguirlo).

P.S.: l’unico vantaggio di andare da solo al cinema (e di non avere niente di altro da fare in questa città) è che posso tranquillamente dare libero sfogo a una mia fissazione, ovvero guardare i titoli di coda fino alla fine, in attesa di eventuali scene aggiuntive. Cosa che in Italia genera sempre uno sguardo di disapprovazione in tutte le fanciulle che, dopo essersi fatte incastrare e aver subito la vaccata da me proposta, non vedono l’ora di andarsene a casa.

giovedì, febbraio 07, 2008

National Treasure: Book of Secrets

Ieri sera cinema per combattere il cattivo umore. In queste condizioni i film adatti sono o i mattonazzi (ieri c’era Atonement, ovvero Espiazione) oppure i vaccatoni.
Dal titolo del post, avrete capito già cosa ho scelto.
Il primo National Treasure (dai noi intitolato “Il Mistero dei Templari”) era un film con poche pretese, ma che tutto sommato poteva contare su alcuni punti di discreta forza: una storia abbastanza coerente, dei personaggi abbastanza delineati, un buon ritmo, e, soprattutto, una divertente rivalità padre-figlio tra i due protagonisti.
In questo sequel, nulla di tutto ciò appare più.
La storia è abbastanza sconclusionata, i personaggi sono poco convincenti, l’azione non prende mai il ritmo, i misteri sono poco misteriosi (vengono svelati molto velocemente).
Forse il fatto di utilizzare come punto di partenza un argomento molto americano (l’assassinio di Lincoln, dove nel primo era stato il tesoro dei Templari) come punto di partenza me l’ha fatto sentire poco vicino alle mie corde. Ma è innegabile che tutto sembra fatto di corsa e giusto per sfruttare il brand.
Voto: 5,5.

martedì, gennaio 29, 2008

Luci del Nord

(Premessa OT: questo è un post che ero sicuro di avere già scritto, ma che non ho più trovato quando volevo linkarlo; evidentemente mi sono sognato tutto).

Questo è il titolo originale de “La Bussola d’Oro”, il primo libro della trilogia “Queste Oscure Materie” che è balzato agli onori della cronaca dopo che si è deciso di farne un (tre?) film.
Ho deciso di leggerlo dopo aver visto il film perchè il DiPa ne ha parlato bene.
Il libro è carino, ma nulla più. Le differenze tra libro e film sono abbastanza importanti, ma tutto sommato il film mantiene lo spirito del libro.
I personaggi sono sufficientemente delineati e la storia procede con un discreto ritmo. L’idea interessante è l’esistenza dei Daimon, che rispetto al film hanno tutto un altro spessore.
Quello che non mi è piaciuto, come sempre, è stato il finale del libro. Troppo caotico e poco controllato: mentre la battaglia tra gli orsi, in quanto elementi fantastici, è stata descritta nei minimi particolari, la lotta finale tra Lyra e il suo avversario (non vi dico chi è per non spoilerare) è stata molto lasciata sul vago rendendo difficile comprendere l’esito e cosa sia effettivamente successo.
Il dubbio che ciò possa essere legato a qualcosa dei libri successivi c’è, ma mi sembra alquanto difficile.
A questo punto ho un dubbio su come proseguire. Aspettare i prossimi film prima di leggere gli altri volumi, leggerli subito o nessuno dei suddetti (SteGal, cogli la citazione?).
Voto: 6-.

lunedì, gennaio 28, 2008

Io sono Leggenda – Libro vs Film

Dopo La Bussola d’Oro (che ero sicuro di aver recensito in un post che non trovo), eccomi a leggere il libro da cui è stato tratto l’altro film che ho visto recentemente.
Il libro e il film sono molto diversi, perchè (ovviamente, ma era proprio necessario?) il film semplifica molto.
Il protagonista nel libro non è un medico, la sua famiglia muore per il contagio (un contagio che trasforma in vampiri, con tanto di rimedi a base di aglio, paletti e croci), l’azione si svolge fuori Los Angeles e non a New York, il cane appare solo a un certo punto, la ragazza e il bambino cui lui consegna la cura non appaiono per nulla.
Ma questi sono solo elementi di contorno.
Quello che al film manca completamente è l’evoluzione del personaggio, dalla disperazione iniziale, al suo studiare per capire cosa è successo, fino alla accettazione della sua solitudine e di quello che ne deriva.
Tutto questo porta alla grossa differenza nel finale. Ho letto molte recensioni del film dove si illustrava come in quest’ultimo ci fosse un finale più positivo. Solo leggendo il libro ho capito cosa intendevano.
Nel libro, il virus evolve, generando due tipi di vampiri, il secondo dei quali dotato di intelligenza e capacità di darsi una struttura sociale. Questi diventano la specie dominante del pianeta, eliminando prima i vampiri del primo tipo e infine i pochi umani rimasti.
“Io sono leggenda” è la frase finale del libro, quando lui realizza che ormai lui è l’ultimo umano rimasto, colui che lotta contro quella che ormai è diventata la società, colui che animerà i racconti popolari come adesso lo sono i vampiri: un mito, una leggenda.
Il libro si lascia leggere abbastanza piacevolmente, anche se alcuni passaggi sono un po’ deboli, specie quelli in cui lui elabora le sue teorie mediche, dove manca un po’ il riferimeno a cosa lo spinge a una certa ipotesi piuttosto che a un’altra (cosa tanto più evidente quanto più il protagonista viene dipinto come ignorante sulla materia).
Gli ultimi capitoli, però, scorrono via in un lampo. L’arrivo di Ruth, il crollo delle sue difese, la lotta finale, forse anche perchè completamente diversi da ciò che appare nel film, ti prendono proprio.
Insomma, un libro che merita proprio tutta la fama che ha.
Voto: 7.

giovedì, gennaio 10, 2008

Io sono Leggenda

La stagione di “Kino@Bratislava” è ripresa con l’imbarazzo della scelta tra “I Am Legend” (con Will Smith) e “American Gangster” (con Denzel Washington e Russel Crowe).
Nonostante l’accordo di vederlo con gli amici in Italia, sono andato lo stesso a vedere il primo (il secondo probabilmente next week).
Il film è la trasposizione (non so se la terza o la quarta) dell’omonimo romanzo di Richard Matheson (anche questo comprato e parcheggiato in attesa di vedere il film).
Will Smith è l’unico sopravvissuto a un virus che ha colpito l’umanità intera, uccidendone il 90% e trasformando il resto in un branco di mostri selvaggi e carnivori. Di giorno si muove tra le rovine di New York alla ricerca di sopravvissuti e di cibo mentre cerca una cura per guarire gli infetti. La notte si chiude in casa sperando che i mostri non trovino la sua casa.
La storia, ormai un classico della fantascienza e anche del cinema, regge tutto il film, che ha però alcuni difetti fondamentali.
Il primo è Will Smith. Bravo, per carità, ma in un film in cui per gran parte del tempo è l’unico umano presente in scena commette l’errore di gigioneggiare un po’ troppo, un po’ alla “Il Principe di Bel Air”. La scena di Shrek e quella di Bob Marley, anche se effettivamente aiutano ad allentare un po’ la tensione, potevano sicuramente essere fatte meglio.
Il secondo difetto sono gli effetti speciali. Un film come questo si può fare con oppure praticamente senza computer graphic. Se scegli di usarla, allora lo fai bene. La scena iniziale di lui sulla macchina sportiva è assolutamente fastidiosa, le ruote girano a vuoto sul terreno e a volte neanche sembrano che tocchino terra. Il trucco dei mostri si poteva fare meglio con un po’ di cerone e qualche dentiera. E poi, diciamoci la verità, siamo stufi di vedere in ogni film i ponti di Brooklyn distrutti con mezza campata a testimoniare la fine del mondo (dopo il braccio della Statua della Libertà ne “Il Pianeta delle Scimmie” non è più ‘sta gran ideona).
Insomma un film che poteva anche meritarsi un buon voto, ma che per me (gli amanti del genere non saranno sicuramente d’accordo) si ferma al 7-.

mercoledì, gennaio 09, 2008

Cosa vi siete persi? Parte 3: Cinema

Quest’ultimo mese sono andato al cinema una sola volta, a vedere “La Bussola d’Oro”, filmone fantasy (genere ormai ultra sfruttato da Hollywood) che, forte di una trilogia best-seller per ragazzi e dell’appeal di Nicole Kidman, mira a conquistare i box-office di tutto il mondo.
Non ho letto il libro (non ancora), per poter giudicare il film per quello che è, sperando in questo modo di godermelo un po’ di più (insomma evitare l’effetto fan de “Il Signore degli Anelli”).
Il film è discreto, anche se la storia è deboluccia e scontata in alcuni passaggi. Le citazioni ai film di riferimento (il “Io sono tuo padre” di Guerre Stellari, le inquadrature stile “Lord of the Rings”) si sprecano e i personaggi chiave sono solo abbozzati per dare più spazio alla azione pura. Il non finale da primo volume della trilogia, poi, mette in attesa di un secondo capitolo che non sono così ansioso di vedere. Voto: 6-.

Anche se non al cinema, ho recuperato la visione di due film di un anno fa che non ero riuscito a vedere: “The Illusionist” e “The Prestige”, entrambi con un cast di un certo rilievo.
Come si può dedurre dai titoli, le storie hanno alcuni tratti in comune, anche se poi li sviluppano in modo molto diverso e con esiti ancora più distanti.

“The Illusionist” è ambientato a Vienna, durante l’Impero Austro-Ungarico e narra la storia di Eisenheim, grande illusionista e la sua storia d’amore con Lady Sophie, minacciata dal suo essere promessa all’erede al trono Leopoldo. La storia è scritta abbastanza bene e ruota intorno alla sfida tra i giochi di prestigio e da illusionista e la spiegazione del trucco. Peccato che un passaggio a un terzo del film sia stato per me troppo indicativo di come sarebbe finito, guastandomi un po’ la visione (gli altri presenti non l’hanno colto e sono arrivati alla fine con maggiore suspence e quindi con maggiore divertimento). Voto: 6,5.

“The Prestige” si svolge invece a Londra e racconta della rivalità tra due illusionisti nata a seguito della morte della moglie di uno dei due a causa di un errore dell’altro. Rivalità portata fino alle estreme conseguenze. Il film è abbastanza complesso da seguire, con diversi livelli di flashback (tipo A che legge il diario di B dove racconta il contenuto del diario di A precedentemente rubato). Anche quello che sembra evidente, in realtà ha dietro un mistero diverso, un gioco a spiazzare che alla fine però diventa un po’ troppo fine a se stesso.
Un altro elemento che incasina il tutto è che non si capisce se ci si muove in un contesto dove certe cose contrarie alle leggi della fisica sono effettivamente possibili (la macchina per il teletrasporto) oppure no (e quindi ogni illusione ha effettivamente dietro un trucco molto pratico). Io (nella mia ansia di indovinare il finale) ho optato per una ipotesi, SteGal per l’altra e abbiamo immaginato due finali ben diversi. Il mio andava bene fino a cinque minuti dal termine, il suo era quello giusto.
Il finale però mi è sembrato un po’ inconsistente, al di là della morale di fondo.
Nel complesso un film sufficiente, ma non del tutto. Voto 5/6.

Template by - Abdul Munir | Daya Earth Blogger Template