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giovedì, maggio 21, 2009

Fine di una lunga strada

Ieri, dopo una settimana di ferie (seguiranno post appropriati), il passaggio dall'edicola e dalla Borsa del fumetto, si è tradotto nella classica montagna di fumetti di tutti i tipi.
Tra questi spiccava l'ultimo numero di Inu Yasha, in cui la lunga storia del mezzo demone arriva alla sua conclusione.
Il finale mi è piaciuto ed è riuscito a chiudere bene tutti i fili sospesi, con quel giusto bilanciamento tra azione, sentimenti e umorismo che ha sempre caratterizzato questa saga.
Non sono abituato ad arrivare alla fine di storie a fumetti così lunghe. I fumetti Bonelli e quelli Marvel lavorano (sebbene all'interno di una continuity abbastanza stretta) su archi narrativi di pochi mesi, un paio d'anni al massimo (sia per le miniserie, che per le serie classiche), ma comunque nell'ipotesi che la serie duri per sempre. Le collane manga che leggo, invece, non durano molto, e spesso la durata è più legata a tempi tecnici di produzione che per effettiva numerosità degli episodi.
Mi spiace un po' che la storia sia finita: la sensazione è un po' quella di quando è finito il ciclo di Harry Potter o la decima stagione di Friends, una piccola separazione da un compagno (virtuale) che ha riempito piacevolmente molte ore del mio viaggio.
Se ho capito bene, è probabile che a breve pubblichino una nuova edizione. Se vi capita, prendetela.
E chissà che finalmente qualcuno in Giappone non decida di riprendere e concludere anche la serie animata.

martedì, marzo 31, 2009

Cartoomics

Sabato, solita visita all'annuale fiera milanese del Fumetto.
Ormai non ho più l'età per queste fiere. Già l'impatto con la fila alla biglietteria mi inversa e mi fa venire voglia di tenere il giro molto breve.
In realtà, poi, il giro è stato approfondito e ripetuto (prima per selezionare i possibili acquisti, poi per effettuarli), ma gli acquisti non ci sono stati.
Ormai queste fiere sono un dilagare di manga, anime e relative action figure, ma io in questo ambito non ho buchi in collezione e non cerco nulla. La mia mancolista contiene fondamentalmente Marvel e quello, tranne qualche volta a Lucca, non si trova mai. Nuove serie cerco di non prenderne più, perchè sono al limite della capienza e del tempo per leggere.
Insomma, dopo lungo penare, tutto quanto avevo pensato di prendere è rimasto sugli scaffali e le uniche cose di un certo peso che ho acquistato non sono state per me (arretrati per amici e pupazzi per le nipoti).
Per me un fumetto giallo promozionale della Lomellina (con allegato calendario delle sagre paesane) e un set di buste di plastica per conservare i fumetti di una certa grandezza.
Insomma, una spedizione al risparmio.
Domani vado alla Borsa e mi rifaccio...

giovedì, marzo 19, 2009

Xvoluzioni musicali

Contrariamente a quello che il titolo può far pensare non voglio parlare di X-Factor, che non ho mai visto e che per me continua a rimanere una serie Marvel.
La x sta per variabile indeterminata i cui possibili valori sono e (la lettera, non il numero di Nepero) oppure in.
Sulla TV via Internet, all'ormai classico e già più volte celebrato VH1, ho trovato un nuovo canale di MTV (si chiama MTV ma non è nè MTV Italia nè MTV UK, anche se è molto inglese nelle scelte) che mi ha aperto una nuova finestra su autori e gruppi che neanche pensavo esistessero.
Il canale non ha pubblicità, non ha programmi o VJ, trasmette solo video a rotazione, una rotazione peraltro abbastanza limitata a cose recenti e molto british pop. Spesso la roba che trasmettono non si trova su iTunes o nei negozi di dischi che frequento.
Alcune scoperte, in ordine alfabetico (lungi da me dire che è ggente bbrava, ma a me piacciono):

  • Alesha Dixon (prima che inizassero a tormentarci anche le radio italiane)
  • Alphabeat
  • Amy McDonald (come sopra)
  • Ash
  • Biffy Clyro
  • M.I.A.
  • Paramore (prima che facessero la colonna sonora di Twilight)
  • Scouting for girls
  • The Last Shadow Puppets
  • Vampire Weekend
La botta finale a tutto pop, poi, sono le Saturdays e le Girls Aloud (entrambe perfette come sottofondo quando lavoro).

Insomma, x = e oppure x = in ?

giovedì, maggio 15, 2008

Iron Man - The Movie

Ormai Hollywood sta spolpando il filone fumetti, ma per fortuna la Marvel (dopo i terrificanti risultati di Ghost Rider, Daredevil, Punisher ed Elektra) ha deciso di entrare in prima persona nella gestione dei suoi personaggi e dei film da essi tratti.
Il film è molto fedele allo spirito del fumetto, soprattutto nel carattere dei personaggi.
La scelta degli attori è decisamente azzeccata, con la sola eccezione forse di Gwyneth Paltrow, non so bene perchè.
La trama racconta bene, con qualche adattamento per renderla più al passo coi tempi, le origini e lo sviluppo delle prime versioni delle armature e la relativa evoluzione di Tony Stark.
Robert Downey Jr è perfetto nell'impersonare sia il Tony Stark playboy miliardario, sia quello umano che si fa carico della sua missione.
Gli effetti speciali, grazie all'altissima qualità della ILM, sono spettacolari e rendono al massimo le evoluzioni dell'armatura.
Alcuni passaggi del film sono forse un po' troppo per fumettofili e molte strade vengono lasciate aperte per il sequel che, visto il successo al botteghino, non mancherà.
La cosa che mi ha un po' infastidito, invece, è che in alcuni passaggi il film non è fisicamente credibile, ben oltre la sospensione di credulità richiesta da questo tipo di soggetti. Su tutte l'esplosione finale del reattore, che in un mondo reale raderebbe al suolo una città e nel film non ferisce nemmeno lui che ci si trova sopra.

Tutto sommato, comunque, un film molto piacevole, che consiglio anche a chi (come me) trova il personaggio di Iron Man sopravvalutato all'interno dell'Universo Marvel (io, come saprete, nella Civil War tifavo per Capitan America).
Voto: 7.

PS. se andate a vederlo, restate fino alla fine dei titoli di coda. La mia perversione a tale proposito è nota, ma in questo caso è motivata. Sono stato l'unico in tutta la sala a vedere l'arrivo di Nick Fury.

mercoledì, maggio 14, 2008

GOK-Men

La mia passione per i fumetti mi spinge spesso a cercare paralleli tra il mondo reale e quello delle nuvole parlanti. Per questo, ogni tanto mi trovo ad associare le persone ai miei personaggi preferiti.
Un associazione che spesso mi è venuta è quella tra i membri del GOK (io, Roby, SteGal e Atty) e i Fantastici Quattro. Il numero dei componenti dei due gruppi e il loro genere tornava, ma non ero mai riuscito a quadrare i singoli componenti (a parte, ovviamente, Roby/Sue Richards).
Leggendo una delle ultime cronache di SteGal, ho capito perché.
L'associazione era sbagliata.
Il GOK non è i Fantastici Quattro, è gli X-Men!
Il classico incipit delle avventure degli X-Men è "Un gruppo di mutanti in un mondo che li teme e li odia".
Ora, se sostituiamo mutanti con orientisti e un mondo che li teme e li odia con un più semplice un mondo che si domanda perché fanno quelle stupide gare, la cosa torna.

A questo punto torna anche l'associazione tra le persone e i personaggi.

GOK-Men - Formazione originale

  • SteGal/Professor X: il fondatore del gruppo, colui da cui tutto nasce, con l'aiuto di Cerebro conosce i segreti, la posizione, le capacità e le tecniche di tutti gli altri orientisti/mutanti del pianeta;
  • Roby/Jean Grey: le capacità telepatiche, oltre ad alcuni malintesi per frasi non dette ma da lei sentite, la portano sempre a convincere gli altri membri del GOK a quasi qualunque impresa; quando Fenice prende possesso del suo corpo, diventa praticamente inarrestabile;
  • Atty/Bestia: una brillante intelligenza, un corpo che risponde con agilità e velocità (specie quando si alza da tavola), in costante rivalità con le capacità del professore;
  • PLab/Uomo Ghiaccio: la quantità di ghiaccio utilizzata in questi anni di attività per lenire gli infortuni giustifica da sola l'associazione.
GOK-Men - Nuova formazione
  • Rusky/Wolverine: l'uomo dei boschi, il migliore (tra di noi di sicuro) che c'è in quello che fa;
  • Mary/Tempesta: tranquilla, pacata, ma se c'è da andare, va come il vento
GOK-Men - Next Generation
  • Bellini/Banshee: l'unico motivo per cui il Bellini parla poco è per lo scarso controllo sui suoi poteri sonici; l'ultima volta che, a tradimento, fu costretto a dare una risposta, i vetri di tutto l'isolato sono stati frantumati dall'onda sonora emessa;
  • Adele/Jubilee: la ragazzina del gruppo, sempre sorridente, sempre fiduciosa (e si sa che con me questo ha delle controindicazioni...)
Visto che di orientisti e di X-Men ce ne sono centinaia, potrei andare avanti ancora per mesi, e chissà che non torni sull'argomento.

giovedì, febbraio 21, 2008

Notizie fresche

Vedere come la carta stampata tratta i fumetti fa sempre riflettere.
Sul corriere di oggi, parlavano della futura serie americana di Hulk.
L'articolo e' abbastanza interessante e anche discretamente preciso.
C'e' solo un piccolo errorino. Questa fantomatica nuova serie, che stupira' prossimamente gli americani, e' gia' in corso. Io ho letto il primo numero da piu' di un mese.
Ma la domanda e', come li pensano, certi articoli? Recuperano vecchie rassegne stampa e dato che hanno un buco a pagina 37, ci scrivono su?
Comunque, per un giudizio sulla nuova serie di Hulk ci si rivede tra un po' (qui, mica sul corriere...)

giovedì, febbraio 14, 2008

San Valentino e i fumetti

Per celebrare San Valentino, quale modo migliore per la Marvel, se non fare una classifica delle sue coppie piu' famose?
Io non sono d'accordo sulle posizioni (sapete quali sono le mie preferenze), ma sicuramente la lista e' di tutto rispetto.

lunedì, gennaio 07, 2008

Spider-Dallas (ovvero l’amichevole Bobby Ewing di quartiere)

Avvertenza: nel seguito di questo post verranno svelati avvenimenti relativi a fumetti Marvel NON ANCORA pubblicati in italiano. Astenetevi dalla lettura se non volete rovinarvi la sorpresa (anche se forse il titolo già fa capire qualcosa.
Avvertenza numero 2: guardate che stavolta davvero non vado per il sottile. Leggete a vostro rischio e pericolo.
Avvertenza numero 3: ultimo avvertimento. Poi non dite che non vi avevo avvertito.

Ultimamente la Marvel pubblica storie che pubblicizza come cataclismatiche, ma che, alla fine dei conti, non sono tutta ‘sta gran cosa.
Non ho più parlato delle conseguenze della Civil War, perchè dopo la morte di Capitan America, lo scenario che si è venuto a creare non mi piace un gran che, anche se ammetto che ha una sua potenzialità e coerenza.
Non ho commentato la fine della World War Hulk, perchè mi sembrava sin dall’inizio una storia troppo esagerata per potersi concludere in maniera non inferiore alle attese. E ciò nonostante, il tutto aveva un suo senso e un suo perchè.
Però non posso non commentare quella autentica PORCATA che è “One More Day”, saga che chiude il lungo periodo di J.M.Straczynsky ai testi di Amazing Spider-Man, testata storica dell’arrampica-muri. Dopo aver fatto svelare a Peter Parker la propria doppia identità, averlo reso un nemico pubblico, averlo spinto sull’orlo dell’abisso con il ferimento mortale (?) di Zia May con una pallottola in realtà diretta a lui, l’editor in chief della Marvel ha deciso che la strada intrapresa non andava bene, che i toni erano troppo cupi, il futuro poco roseo e gli scenari poco praticabili.
Quindi che fa? Cancella tutto. Tipo quando Bobby Ewing, dopo essere stato morto per una stagione di Dallas, è uscito dalla doccia in cui gli avevano sparato come se niente fosse successo.
La scelta già di per sè fa schifo, ma non basta. Nell’Universo Marvel non mancano entità talmente potenti da poter modificare la realtà (si vedano i vari “House of M”, “Age of Apocalypse” e “Heroes Reborn”), però tutte queste avventure si sono sempre concluse con un ritorno alla continuity principale, magari con qualche piccola conseguenza, ma fondamentalmente in maniera quasi indolore. E soprattutto con una logica magari contorta, ma (scusate il gioco di parole) comunque logica. Nel caso in questione, si tira in ballo Mefisto, il quale non si interessa più di anime, ma di sentimenti, e promette di salvare May in cambio di una piccola cosetta: l’amore tra Peter e Mary-Jane.
Ho sempre dichiarato che il motivo principale per cui leggevo Spider-Man era la presenza della Rossa mogliettina, personaggio che nel tempo si era guadagnata uno spessore presente in pochi altri personaggi dei fumetti d’oltre-oceano (mi vengono in mente solo Sue Richards e Tempesta, oltre alla pluri-defunta Jean Grey).
La fine del matrimonio tra i due, senza peraltro alcuna ragione evidente, rappresenta un ulteriore passaggio assolutamente orribile di questa storia. Ma ancora non basta.
Tutto questo ha una motivazione molto commerciale: presentare un nuovo inizio che possa attirare l’interesse dei giovani, anche se a scapito dei vecchi aficionados. Quindi, gli autori hanno deciso di riportare le atmosfere indietro di un decennio, dove Harry Osborn (non solo il padre Norman) non è morto, dove Peter è ancora uno studente spensierato, dove tutti gli amici principali sono ancora lì intorno a lui, con la sola esclusione di Gwen Stacy (il cui cadavere è stato riesumato così tante volte da essere ormai inutilizzabile).
Come tutto questo possa riflettersi sulla continuity del Marvel Universe, dove ad esempio Peter è parte dei Nuovi Vendicatori, mi sfugge. Così come mi sfugge cosa possano avere in mente i capi della Casa delle Idee (come amano chiamarsi).
Quello che so è che, per quanto mi riguarda, l’Uomo Ragno ha ricevuto il mio preavviso: sei mesi, dopo i quali deciderò se continuare a essere un amichevole lettore di quartiere o se dirigere quei fondi verso storie più interessanti.

mercoledì, novembre 21, 2007

La casa dei canti

Ultimo numero dell'avventura di Gea.
Come ammesso dall'autore, la serie doveva durare un paio di numeri in più (un altro anno, insomma), ma ha deciso di finirla lì, al diciottesimo numero.
Questa fine anticipata un po' si sente. La storia resta (volutamente) sospesa in un finale aperto, che però sa di lasciato lì.
I disegni, per quanto molto coinvolgenti, non sono al livello dei precedenti numeri. Le tante sottotrame vengono ricondotte ad un ricongiungimento che le penalizza un po'.
Peccato, perchè la storia non è mai stata banale, trattando di temi raramente riscontrati in un fumetto Bonelli.
A posteriori, forse, l'uscita semestrale (che ha lasciato all'autore la possibilità di gestire tutto il fumetto, sia storia che disegno) ha un po' troppo rallentato il procedere della storia e alla fine ha stancato anche lui.
Comunque, un fumetto piacevole, che non mi pento di aver letto.

lunedì, novembre 05, 2007

Come un bimbo davanti all'albero il 25 dicembre

Sabato, viaggio a Lucca in occasione della Fiera del fumetto e del gioco da tavolo.
Il fatto che abbiano concentrato in un unico luogo due delle mie principali passioni (per la terza, mi sono dovuto acconentare della cartina della città per capire dove andare...) è stato irresistibile. Grazie alla compilicità di Roby e Attilio (la prima interessata ai giochi, il secondo che ha barattato un pranzo per la guida al ritorno) il viaggio è stato organizzato in men che non si dica e la soddisfazione complessiva è stata notevole. Prima, giro esplorativo al padiglione dei giochi (per vedere cosa acquistare), poi io in giro per fumetti, Roby e Attilio al ristorante, alla fine ricongiungimento per gli acquisti ludici.
Dall’ultima volta che ci sono andato dieci anni fa, la manifestazione si è ingrandita e si è spostata dal palasport per diffondersi nella città, con padiglioni in tutte le piazze principali. Questo ha implicato che l’intera cerchia muraria era invasa da migliaia di ragazzi alla ricerca del loro fumetto preferito, del manga mancante, dell’anime fresco di masterizzazione, con un colpo d’occhio veramente impressionante.
Moltissimi i cosplayer, ovvero persone che si divertono (concordi, Rebelot?) a travestirsi da personaggi di film, fumetti, ma soprattutto manga e anime. I migliori, per me, quelli che si sono vestiti da Star Wars, con Darth Vader, la guardia imperiale, i sabbipodi e tutti gli altri, tutti in costumi perfetti.
Dal punto di vista degli acquisti, sono soddisfatto. Alcuni giochi nuovi, di cui vi parlerò a prova effettuata, ma soprattutto diversi buchi colmati nella mia collezione di fumetti.
Una certa qual lacrimuccia, poi, subito seguita da un istinto assassino nei confronti di uno accanto a me che minacciava di portarmi via una delle ultime tre copie rimaste, quando ho trovato in uno stand l’ultimo DVD della Collector’s Edition di Last Exile, anime per me bellissimo e la cui pubblicazione era sospesa da quasi due anni dopo il penultimo disco.
Alla fine ero esausto, avendo girato tutti gli stand senza neanche una pausa per mangiare, lo zaino pesava come un macigno e non sono stato in grado di fare nemmeno un piccolo turno alla guida durante il ritorno.
Ma la pila di oggetti acquistati, lì sul tavolo del soggiorno mi rende veramente pieno di gioia.
Come un bambino la mattina di Natale...

giovedì, ottobre 11, 2007

L'ultima ora

Con questo episodio si conclude la mini-serie di Demian, che in diciotto numeri ha esplorato le vie del noir alla francese.
Devo dire che quest'ultimo episodio non mi è piaciuto, né per come è finito, né per come si è svolto.
L'impressione è che si sia messa troppa carne al fuoco, senza poi andare un minimo in profondità, come se in realtà si fosse pensato il tutto contando su un paio di numeri in più e poi dovendo chiudere tutto un po' prima perchè le uscite erano di meno (cosa che vedo spesso anche in alcune serie americane quando vengono chiuse per scarse vendite).
Peccato, perché il resto della serie si era sempre mantenuta su un buon livello di narrazione, con il giusto equilibrio tra azione e caratterizzazione dei personaggi.
Sembra che l'abitudine a produrre serie continue (che chiudono solo quando le vendite sono decisamente basse), in cui non c'è da preoccuparsi di che fine farà il personaggio, influisca un po' sulla capacità di inventare un bel finale, non necessariamente chiuso. Poi io, come ho già detto più volte, sono molto sensibile a come viene scritto il finale, sia esso di un libro, di un film o di un fumetto (può valere la metà del giudizio complessivo) e questo mi rende particolarmente severo.

Adesso vediamo come sarà la nuova mini-serie Volto Nascosto che comincia questo mese.

martedì, settembre 18, 2007

Dieci anni di Jonathan Steele

In edicola in questi giorni il numero 35 della seconda serie di Jonathan Steele, dal titolo "Doppia Morte".
Questo numero rappresenta una doppia celebrazione.
La prima riguarda i dieci anni da quando, a una Comiconvention settembrina, è uscita la prima storia, breve, di questo personaggio a metà tra il fantasy e il fantascientifico, circondato da due compagne molto particolari. Mi ricordo quando mi trovai in mano questo albetto: era la mia prima comiconvention, e il fatto di ricevere un fumetto omaggio con il biglietto di ingresso era per me una novità e solo una volta, negli anni successivi, mi ritrovai più intrigato (ma si trattava di Rat-man, mica dell'ultimo pellegrino).
Insomma, ci fu da aspettare ancora un po', ma la prima serie non mi deluse. Quando venne chiusa e riaperta sotto altra casa editrice, per un po' non mi ci ritrovai. L'idea di una serie diversa, ma uguale, legata alla precedente, ma allo stesso tempo indipendente dalla prima ci mise un po' ad ingranare.
Ma comunque è riuscita a migliorare ed ad arrivare alla seconda celebrazione, ovvero il centesimo numero dall'inizio della sua vita editoriale. Un bel risultato.
Che viene celebrato con una storia piacevole, corale, forse non particolarmente originale o di suspence, ma in cui l'atmosfera di festa si respira ad ogni pagina, arrivando persino a coinvolgere il paradiso di ogni fumettofilo, ovvero LuccaComics.
Insomma, un modo per celebrare un compleanno e augurarsi altri cento di questi numeri.

martedì, settembre 11, 2007

Aggiornamento letture

E' molto tempo che non scrivo una recensione sui fumetti che leggo.
In realtà, non c'è molta roba interessante e neanche il lavoro di sistemazione dell'ultima annata (svolto durante le ferie) ha fatto emergere piccole perle dimenticate e sommerse da nuove uscite.
Sto leggendo la riedizione a colori di Bone, fumetto fantasy che sembra interessante, ma siamo ancora al numero 3 ed è presto per un giudizio motivato.
La World War Hulk non mi sta facendo un'impressione all'altezza delle attese, troppo complesso e sfaccettato il ruolo del Golia Verde.
L'ennesima saga chiave (la terza? la quarta? in meno di tre anni) per l'Uomo Ragno sta per arrivare, in corrispondenza della fine del ciclo di storie di J.M.Straczynski.
Sul lato Marvel, le uniche storie che mi divertono sono quelle dei Fantastici Quattro e di Pantera Nera (che, essendo quest'ultimo entrato nei primi come sostituto di Reed, sono tra di loro correlate). Ce ne era un'altra, Irredeemable Ant-Man, che mi piaceva ma l'hanno chiusa per scarse vendite.
Sul lato italiano, Nathan Never è all'interno di una saga spazio-temporale in sei parti che promette di cambiare lo status del mondo dell'Agente Alfa.
Demian si avvicina alla fine della sua mini-serie e promette tanto sangue e tanta vendetta.
Ma nessuna di queste storie mi ha stuzzicato più di tanto.

Speriamo che la situazione migliori a breve (da solo all'estero e senza neanche il sostegno di letture divertenti sarebbe proprio dura...)

venerdì, giugno 22, 2007

Dal fumetto alla realtà

...o meglio alla trasposizione cinematografica.
L'ennesima classifica inglese sulle preferenze cinematografiche spazia questa volta nel campo dei supereroi.
Sui maschietti non mi pronuncio, ma sulle donne non posso accettare la mancanza di Famke Janssen. Scambierei inoltre le posizioni 2 e 3.

lunedì, giugno 18, 2007

Fumetti Mutande

Questa la chiave di ricerca con cui uno sconosciuto navigatore è finito sul mio blog.
Ovviamente ho provato a effettuare la stessa ricerca. Sono il quindicesimo risultato, seconda pagina.
Da questo si deduce che i primi quattordici siti (o comunque almeno i primi dieci) non erano sufficientemente interessanti.
Mi domando cosa cercasse in realtà. Mi sono dato le seguenti possibilità:

  • analisi comparata dei modelli di mutande dei supereroi (molti dei quali notoriamente le tengono sopra i pantaloni)
  • usi e costumi dei lettori di fumetti, con particolare attenzione al periodo in cui la moglie è in vacanza (periodo in cui notoriamente il marito vaga per casa in canottiera e mutande, anche se di solito con in mano la gazzetta o le ore)
  • elenco dei fumetti, tipicamente giapponesi, dove il vecchio bavoso di turno (si veda a tal proposito Happosai in Ranma1/2) va in giro a collezionare mutande di procaci studentesse
  • variazione degli stili e dei soggetti dei fumetti nel corso dei secoli (mutatis mutandis)
Beh, carissimo navigatore, ti è andata male. Qua non c'è nulla di tutto ciò (almeno per ora).
Spero comunque che tu abbia apprezzato le calciatrici (indubbiamente il mio post di maggior successo dell'ultimo mese).

mercoledì, maggio 30, 2007

Cellular

Di solito non commento film trasmessi alla TV, perché non troppo vecchi da essere dei classici, non troppo nuovi da poter essere visti al cinema.
Ieri sera, però, hanno dato questo film con Kim Basinger e Chris Evans, a me precedentemente noto per essere la Torcia Umana nei film (passato e futuro) dei Fantastici Quattro.
L'ho visto, convinto che sarebbe stato una vaccata, e invece mi è piaciuto.
Certo, la pubblicità ha un po' spezzato il ritmo e lo scontro finale è durato, come sempre nei film americani, un po' troppo, ma nel complesso è stato piacevole.
La vicenda ruota intorno a lei, ex-insegnante di scienze, rapita per motivi ignoti e rinchiusa in una stanza dove i ladri lasciano un telefono rotto. Lei cerca di ricostruirlo e ci riesce in parte, e non potendo selezionare un numero, finisce con il contattare lui, che attraverso diverse vicissitudini riuscirà a scoprire il perché del rapimento, incastrare i cattivi e liberare lei e la sua famiglia.
Il ritmo è discreto, le scene sono abbastanza credibili, i comprimari sono di buon livello.
Le uniche scene un po' sopra le righe sono quando lei cerca (e riesce?) di sopraffare i suoi carcerieri.
Non dico di andarlo a cercare a tutti i costi in videoteca, ma se capita un'occhiatina dategliela.
Voto: 6.5

martedì, maggio 29, 2007

I ricordi sepolti

In un giorno in cui, in realtà senza alcun particolare motivo, sono particolarmente inverso, una parentesi piacevole è stata il nuovo numero di Dylan Dog, "I ricordi sepolti".
La storia non è particolarmente originale, apertamente e dichiaratamente ispirata al film "Big Fish" del mitico Tim Burton.
Ma è comunque piacevole, sospesa tra i ricordi dell'infanzia della bella di turno e le sue paure del presente, da affrontare e vincere proprio rivivendo i primi.
In tutto ciò, come spesso nelle ultime storie, l'investigatore dell'incubo non è il principale attore, ma semplicemente un sostegno, un aiuto, come a voler dire che le proprie paure si vincono da soli.
Ovviamente, nella storia c'è anche qualcos'altro, che non vi dico, altrimenti vi rovino la sorpresa, che a leggere attentamente proprio sorpresa non è (o almeno non del tutto).

E il mese prossimo, 250° numero, tutto a colori e soprattutto con papà Tiziano Sclavi ai testi.

giovedì, maggio 10, 2007

Intrigo Internazionale e Guerra Mondiale

E' un po' che non parlo delle mie letture fumettistiche, fondamentalmente perchè non mi hanno esaltato particolarmente.
Sul lato Bonelli, non ci sono state storie notevoli, con la sola eccezione della prima storia presente sul Maxi Nathan Never, Intrigo Internazionale. Una storia tesa, piena di complotti politici, mescolati con tragiche storie d'amore e legami di sangue, da non sapere mai con certezza chi sta dalla parte dei buoni e chi dei cattivi. Peccato che la seconda storia dell'albo non fosse altrettanto piacevole.
L'universo Marvel, dopo la cataclismatica conclusione della Guerra Civile e la morte di Capitan America, si sta assestando, ma l'ordine che sta emergendo non mi piace molto.
Dato che non è possibile tenere il ritmo a mille per troppo tempo, ci sono stati alcuni numeri più pacati, anche se non privi di novità: una nuova formazione per i Fantastici Quattro, una miriade di squadre di Vendicatori, la famosa/famigerata "Iniziativa" per la gestione di tutti i supereroi che si sono registrati.
Ma in tutto ciò manca qualcosa, anche se non so bene cosa.
La scossa a tutto ciò la promette la prima delle maxi-saghe estive in programma alla Casa delle Idee (la seconda riguarda gli X-Men e promette di mettere un nuovo status quo dopo gli eventi di "House of M" e la conseguente Decimazione della popolazione mutante).
World War Hulk vedrà la vendetta del Golia Verde contro gli Illuminati, il gruppo segreto di mega-cervelloni che sta dietro le principali scelte dell'Universo Marvel (Reed Richards, Tony Stark, Charles Xavier, Black Bolt, Dottor Strange), reo di averlo esiliato su un altro pianeta, ma soprattutto di averne causato poi la distruzione (accidentale?) dopo che era riuscito a diventare re e a trovarsi una regina con tanto di erede in arrivo.
Come questa vendetta si tradurrà nei fatti lo ignoro, spero che sia di livello. Il prologo ha iniziato a mettere in campo le due fazioni che si scontreranno. La cosa che mi dà più fastidio, come già nella Guerra Civile, è il comportamento di alcuni personaggi, che mi sembra cozzi un po' con come erano fino a qualche tempo fa, in questo caso Reed Richards.
Stay tuned per ulteriori aggiornamenti.

mercoledì, maggio 09, 2007

Voli pindarici

Ogni tanto rimango colpito da strane coincidenze che mi succedono.
Stamattina, mentre mi lavavo i denti (classico momento in cui il sistema si avvia e i pensieri più interessanti trovano spazio, prima di essere scacciati dalle incombenze della giornata), stavo pensando se rispondere con un post apposta al commento dello speaker sul perché dei miei cinque film ossessione.
Mi sono così trovato a pensare ai film che vedevo ai tempi del liceo, tra i quali, non so perché è emerso il noiosissimo Gothic, versione cinematografica della notte in cui, per gioco secondo la leggenda, vennero creati due dei più famosi racconti dell'orrore moderno, "Frankenstein" di Mary Shelley e "Il Vampiro" di John Polidori. Il film era terribile, l'avevamo visto solo perché consigliato dalla prof. di inglese, visto che stavamo studiando Byron e Shelley (secchioni leccaculo!).
Il ricordo sarebbe finito lì e non meriterebbe alcuna particolare attenzione, se non fosse per il nuovo libro che ho iniziato poco dopo in metropolitana.
Si tratta di "Incubi", una antologia di racconti horror scritti da autori italiani, alcuni dei quali famosi per essere sceneggiatori di Dylan Dog e Dampyr.
La prefazione mi mette subito in difficoltà, parlando dello scontro fra il lato Apollineo e quello Dionisiaco della personalità (aiuto! ma che libro mi son comprato!?!). Ma ecco che a riportarmi su un terreno noto arriva il racconto della notte che ha ispirato il film di cui sopra.

La domanda è sorta spontanea: ma è un caso che proprio stamattina, proprio prima di aprire quel libro (e io non sono un frequente lettore di horror), abbia ricordato proprio quel film che era sepolto da dozzine di altri film monnezza che ho visto negli ultimi vent'anni? O i pensieri sono come formichine che seguono tracce a noi invisibili che alla fine le portano nei posti più ricchi di briciole?

A questo punto so anche quale sarà la vostra, di domanda: ma tutto sfoggio di inutile cultura, giusto per farsi bello, doveva proprio finire con una tale banalità?

PS.: il libro promette bene, vi farò sapere se mantiene..

mercoledì, maggio 02, 2007

Spider-Man 3

Ieri, ore 19.45. Driiin. Driiin. Suona il telefono.
"Ciao Piero, sono Massimo. Visto che Alessia è tranquilla e tua sorella altrettanto, ti va di andare a vedere Spider-Man?"
Io, che avevo buttato l'idea ai miei compagni di viaggio bavaresi riscuotendo risposte tipo "meglio altre tre gare", non ho potuto esimermi e via per la Prima Visione (sapendo per certo che me ne beccherò almeno un'altra).
Ovviamente, un'organizzazione all'ultimo momento non poteva che portare a due bellissimi posti in prima fila (era dai tempi dell'anteprima nazionale di 007 Vendetta Privata che non avevo i classici posti da torcicollo).
L'altra cosa fastidiosa è stata che alle due ore e venti di film hanno aggiunto quaranta minuti tra ritardo nell'inizio e intervallo a metà (cosa un tempo abituale, ma ormai solo fastidiosa).
Lo dico subito, il film è fantastico. 250 milioni di dollari spesi bene (anche se qualche blooper è rimasto, stile la maschera che miracolosamente ritorna sulla testa di Peter).
Gli attori principali ormai vestono i panni dei personaggi come una seconda pelle, Stan Lee e Bruce Campbell fanno i loro classici camei da sbellicarsi, i nuovi attori entrano alla perfezione in un ingranaggio ormai oliatissimo.
I miei timori erano relativi al fatto di aver riempito il film di villain e a come riassumere in poco tempo storie che su carta avevano richiesto moltissime pagine. Per non parlare della presenza di due personaggi rischiosi come Gwen Stacy e suo padre.
Devo dire con somma gioia che tutti questi timori erano assolutamente infondati. La sceneggiatura tiene costantemente in equilibrio tutte le sottotrame (compresa quella un po' melensa della storia tra Peter e MJ), ricongiungendole nel finale in un modo che, anche se mai raccontato in un fumetto, è pienamente in Spider-Style.
Gli attori sono stati resi identici alle rispettive versioni disegnate (pur avendola vista in "The Village" e in "Lady in the water", non mi ricordavo Bryce Dallas Howard così bella e così identica a Gwen), gli effetti speciali usati per Venom e soprattutto per l'Uomo Sabbia erano fenomenali, il ritmo sempre alto.
Di più non dico per non rovinarvi la visione, che ovviamente vi consiglio caldamente.
Per quanto mi riguarda, non vedo l'ora di rivederlo in una posizione un po' più comoda.
Voto: 9 (possibile rialzo dopo seconda visione).

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