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mercoledì, ottobre 01, 2008

Siamo serial

Dopo i libri (essenzialmente le interminabili saghe fantasy quali Shannara, Ice&Fire e DiscWorld, e i fumetti Marvel, ho deciso di passare a seguire in lingua originale anche i miei telefilm preferiti.
Ho iniziato per eliminare l'anno di attesa tra le puntate trasmesse qui e negli States e per liberarmi della schiavitù dal palinsesto ballerino delle emittenti italiane.
E ho scoperto, come già per i libri, che la traduzione (per quanto bravi siano i doppiatori) perde un po'.
Con l'inizio della nuova stagione eccomi quindi a tornare a seguire:

  • Heroes; la terza serie promette di farsi perdonare alcune debolezze nella trama della seconda (in onda in questo periodo su Italia 1) e di superare in ritmo le vette della prima; le prime due puntate sono già state infatte piene di colpi di scena e spunti interessanti, vediamo come procede.
  • House M.D.; la quinta serie parte, secondo me, un po' debolmente; le idee mi sembrano un po' languire, anche se qualche semino potrebbe dare buoni frutti.
  • Boston Legal; la quinta (ed ultima, sigh) serie rischia di soffrire proprio del fatto che è l'ultima; aria di saluti e fondo del barile; spero di sbagliare, ma comunque arriverò in fondo, perchè sono solo dodici puntate e comunque "Denny Crane!"
  • Smallville; ormai siamo arrivati alla frutta! La mancanza di idee sembra totale e in effetti si spiega perchè l'idea originale era di chiudere con la settima (e già si era al limite della decenza). Seguo per vedere se e come decideranno di finirla (un po'come ai tempi per la saga aliena di X-Files)
Ho poi in programma di iniziare a vedere:
  • Knight Rider, il rifacimento in salsa moderna di quello che da noi era Supercar: ho visto i primi dieci minuti del Pilot e mi sa di boiata, ma mi riservo un giudizio approfondito
  • Fringe, la nuova serie del creatore di Lost
  • Terminator - The Sarah Connors Chronicles, serie spin-off del celebre film
E poi mi lamento che le letture si accumulano...

martedì, gennaio 29, 2008

Luci del Nord

(Premessa OT: questo è un post che ero sicuro di avere già scritto, ma che non ho più trovato quando volevo linkarlo; evidentemente mi sono sognato tutto).

Questo è il titolo originale de “La Bussola d’Oro”, il primo libro della trilogia “Queste Oscure Materie” che è balzato agli onori della cronaca dopo che si è deciso di farne un (tre?) film.
Ho deciso di leggerlo dopo aver visto il film perchè il DiPa ne ha parlato bene.
Il libro è carino, ma nulla più. Le differenze tra libro e film sono abbastanza importanti, ma tutto sommato il film mantiene lo spirito del libro.
I personaggi sono sufficientemente delineati e la storia procede con un discreto ritmo. L’idea interessante è l’esistenza dei Daimon, che rispetto al film hanno tutto un altro spessore.
Quello che non mi è piaciuto, come sempre, è stato il finale del libro. Troppo caotico e poco controllato: mentre la battaglia tra gli orsi, in quanto elementi fantastici, è stata descritta nei minimi particolari, la lotta finale tra Lyra e il suo avversario (non vi dico chi è per non spoilerare) è stata molto lasciata sul vago rendendo difficile comprendere l’esito e cosa sia effettivamente successo.
Il dubbio che ciò possa essere legato a qualcosa dei libri successivi c’è, ma mi sembra alquanto difficile.
A questo punto ho un dubbio su come proseguire. Aspettare i prossimi film prima di leggere gli altri volumi, leggerli subito o nessuno dei suddetti (SteGal, cogli la citazione?).
Voto: 6-.

lunedì, gennaio 28, 2008

Io sono Leggenda – Libro vs Film

Dopo La Bussola d’Oro (che ero sicuro di aver recensito in un post che non trovo), eccomi a leggere il libro da cui è stato tratto l’altro film che ho visto recentemente.
Il libro e il film sono molto diversi, perchè (ovviamente, ma era proprio necessario?) il film semplifica molto.
Il protagonista nel libro non è un medico, la sua famiglia muore per il contagio (un contagio che trasforma in vampiri, con tanto di rimedi a base di aglio, paletti e croci), l’azione si svolge fuori Los Angeles e non a New York, il cane appare solo a un certo punto, la ragazza e il bambino cui lui consegna la cura non appaiono per nulla.
Ma questi sono solo elementi di contorno.
Quello che al film manca completamente è l’evoluzione del personaggio, dalla disperazione iniziale, al suo studiare per capire cosa è successo, fino alla accettazione della sua solitudine e di quello che ne deriva.
Tutto questo porta alla grossa differenza nel finale. Ho letto molte recensioni del film dove si illustrava come in quest’ultimo ci fosse un finale più positivo. Solo leggendo il libro ho capito cosa intendevano.
Nel libro, il virus evolve, generando due tipi di vampiri, il secondo dei quali dotato di intelligenza e capacità di darsi una struttura sociale. Questi diventano la specie dominante del pianeta, eliminando prima i vampiri del primo tipo e infine i pochi umani rimasti.
“Io sono leggenda” è la frase finale del libro, quando lui realizza che ormai lui è l’ultimo umano rimasto, colui che lotta contro quella che ormai è diventata la società, colui che animerà i racconti popolari come adesso lo sono i vampiri: un mito, una leggenda.
Il libro si lascia leggere abbastanza piacevolmente, anche se alcuni passaggi sono un po’ deboli, specie quelli in cui lui elabora le sue teorie mediche, dove manca un po’ il riferimeno a cosa lo spinge a una certa ipotesi piuttosto che a un’altra (cosa tanto più evidente quanto più il protagonista viene dipinto come ignorante sulla materia).
Gli ultimi capitoli, però, scorrono via in un lampo. L’arrivo di Ruth, il crollo delle sue difese, la lotta finale, forse anche perchè completamente diversi da ciò che appare nel film, ti prendono proprio.
Insomma, un libro che merita proprio tutta la fama che ha.
Voto: 7.

giovedì, ottobre 18, 2007

Stardust

Film tratto da un romanzo di Neil Gaiman, che ai tempi mi era piaciuto abbastanza.
Il film si pregia della partecipazione di star del calibro di Michelle Pfeiffer (autentica calamita per me), Robert De Niro e, in piccoli camei, Peter O'Toole e Rupert Everett. Ma tutto questo ben di Dio si perde in un film che non è capace di decidere cosa vuole essere: una fiaba per bambini (magari un po' cresciuti) o un film fantasy a tutto tondo.
La storia perde quindi ritmo, soprattutto quando insiste nelle scene dove si vedono i vari personaggi spostarsi (a cavallo, in carrozza, sulla nave volante del Capitan De Niro), con chiaro riferimento al Signore degli Anelli di Jacksoniana memoria. Lo spreco di effetti speciali è un ulteriore elemento di intralcio a un film che, invece, avrebbe potuto benissimo essere molto piacevole. In fondo, quasi tutti i personaggi sono abbastanza ben delineati (forse solo De Niro è un po' troppo sornione) e la storia è decisamente simpatica.
Una menzione a parte, per quello che mi riguarda, per Michelle Pfeiffer, costretta con il procedere della storia a invecchiare ed imbruttirsi sempre più. Uno spreco.
Chi era con me, perchè non ha letto il libro o, forse, per umana pietà nei confronti del misero proponente (il sottoscritto) ha detto che l'ha apprezzato.
Io gli do un 6+. Il libro, invece, ve lo consiglio per una serata di pioggia.

lunedì, ottobre 01, 2007

Il Drago di Ghiaccio

Quando ho visto questo libro in libreria, l'ho preso subito, ansioso di leggere qualcosa dall'autore del ciclo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.
Il librettino si legge in mezz'ora, più un racconto che un romanzo breve.
La storia è dedicata a un pubblico molto più giovane rispetto a quello degli altri libri, un po' come per Gli occhi del Drago di Stephen King.
Però a me è piaciuta, pure molto. Il bambino che c'è in me (e soprattutto quello che ero trent'anni fa) si sono molto riconosciuti nella protagonista nel libro, nel suo non essere parte del mondo che la circonda.
Ho molto apprezzato anche i disegni che accompagnano le pagine, opera di quel Luca Enoch, di cui sto aspettando l'ultimo numero di Gea.
Insomma, in conclusione, una lettura leggera, poco impegnativa e molto piacevole. Perfetta per un viaggio in metropolitana.

lunedì, luglio 30, 2007

Harry Potter and the Deathly Hallows

Dopo un'attesa spasmodica e un mattinata dove ho dato il meglio di me in quanto capricci, sabato 21 luglio sono entrato in possesso di una tanto agognata copia del capitolo finale delle avventure del maghetto.
La lontananza dal suolo italico e da qualunque giornale, televisione, internet e quant'altro potesse rovinarmi la sorpresa, ha contribuito a rendermi la lettura piacevole.
Cercherò di fare un commento senza dire troppo, ma sarà difficile (chi ha già letto il libro e ne vuole parlare, si faccia vivo in privato).
Il libro mi è piaciuto, molto. Forse non è al livello dei primi, ma sicuramente è ben fatto.
Tutti i segreti, i perché, i legami nascosti, vengono alla fine svelati. E tutto regge.
Il libro parte forte nei primi capitoli, anche se poi rallenta e perde un po' di ritmo nella parte centrale. Le cose in gioco sono tante e molte vengono forse risolte un po' velocemente (per carità, a dar loro spazio si sfondavano tranquillamente le mille pagine), ma comunque è chiaro che la Rowling aveva in mente sin dall'inizio dove andare a parare, cosa far fare a ogni personaggio.
La ricerca degli Horcrux presenta degli alti e bassi, ma quando l'azione si sposta finalmente ad Hogwarts, il ritmo diventa incalzante.
Forse il penultimo capitolo, quello delle spiegazioni, è un po' lento e ripetitivo, ma tutto sommato fa da pausa prima dello scontro finale.
I morti, alla fine, sono tanti. Tra i buoni, ben più dei due annunciati, ma non vi svelo quali (sappiate comunque che non ho pianto troppe lacrime...).
Ma veniamo alla fine, quello da cui di solito giudico un libro. Come dicevo prima, regge. Tutti gli eventi dei sei libri precedenti quadrano, tutti i personaggi si sono mossi secondo un motivo preciso, che poi fondamentalmente è sempre lo stesso (i buoni per amore, i cattivi per odio), anche se a volte l'azione è sembrata andare in direzione opposta.
Forse il modo in cui si conclude il duello tra Harry e Voldemort non è perfetto, ma forse non era neanche la cosa più importante del libro (qualcuno poteva pensare che You-Know-Who potesse sopravvivere?).
Finire il libro è stato un po' come finire un lungo viaggio con gli amici, per quanto immaginari. La domanda che tutti hanno e fanno a JKR è: "Ci sarà una nuova avventura di Harry Potter?". Io sinceramente spero di no. E' stata bella, in alcuni momenti fantastica. Ma direi che è giusto finirla così.
Ah, dimenticavo il voto: 8.5 (e speriamo che il film non lo devasti ancora...).

venerdì, luglio 13, 2007

Harry Potter e il disordine della Fenice

Premessa: se voi (come peraltro il sottoscritto) appartenete alla categoria di quelli che comunque andranno a vedere tutti i film di HP e leggeranno avidamente tutti i libri del maghetto, allora è meglio se ripassate di qui dopo aver visto il quinto film, attualmente in sala.
Se state proseguendo, lo fate a vostro rischio e pericolo.
Sin da quando ho finito il il libro mi sono domandato quale ne fosse l'utilità ai fini della saga complessiva. La profezia intorno cui ruota tutto il libro non giustificava il mare di pagine spese, mentre lo scontro tra chi credeva nel ritorno dell'Oscuro Signore e il Ministero delle Arti Magiche, indubbiamente più interessante, sembra alla fine privo di particolari conseguenze.
Però avevo sempre pensato che, sfrondandolo delle molte scene inutili, potesse uscirne un buon film, forse addirittura migliore e più godibile del libro.
Purtroppo mi sono sbagliato. Il film è sconclusionato, oscuro e assolutamente poco fedele al libro.
Come prima cosa, sembra un assurdo che dal libro più lungo sia stato tratto il film più breve di tutti.
Questo poi è stato ottenuto con un taglia e incolla assolutamente folle, un po' come quei traduttori automatici che prendono un brano e lo rendono assolutamente incomprensibile a chi già non sapesse cosa c'era scritto.
Da fedele lettore, i principali difetti sono:

  • la continuità del libro viene completamente stravolta, con eventi che si succedono in ordine casuale senza riuscire a capire perchè;
  • tutto la parte iniziale a casa degli zii, l'aggressione dei Dissennatori, la fantomatica promessa della zia, viene ridotta ai minimi termini;
  • l'Ordine della Fenice, che casualmente dava il titolo al libro, praticamente non appare mai, se non all'inizio e alla fine; lo stesso dicasi per Hagrid, Snape e la McGonagall;
  • tutta la faccenda di Grop, il fratellastro gigante di Hagrid, viene ridotta a una specie di farsa;
  • la profezia è ridotta al minimo indispensabile e risulta pertanto incomprensibile, non tanto per quanto riguarda il futuro, ma piuttosto per quanto spiega di ciò che è successo in precedenza;
  • tutto ciò che ruota intorno al quartier generale dell'Ordine, in particolare Sirius Black, il folletto domestico Kreacher e i rapporti di parentela tra i Black e i mangiamorte, cosa che in qualche modo spiega come e perchè Harry caschi nella trappola al Ministero, viene bellamente e completamente saltato;
  • nello scontro finale tra Voldemort e Harry&Albus si inventano di sana pianta alcune scene che non vogliono dire nulla.
Peccato, perché al quinto film il cast ormai è talmente rodato che sembra davvero incarnare alla perfezione i vari personaggi (Hermione e Sirius una spanna sopra gli altri), ma al di là dei tre protagonisti, tutti gli altri appaiono proprio poco.

Insomma una grossissima delusione, che mi spinge a temere sempre di più per il futuro.
Voto 5, da vedere solo se proprio non potete farne a meno.

venerdì, giugno 22, 2007

Ma un bel chilo di cazzi suoi, no?

Come già per il precedente volume, con l'avvicinarsi dell'uscita di HP7 si sprecano gli spoiler (o presunti tali) su come finirà e su chi saranno i due protagonisti a morire.
Il primo colpo ad alta risonanza mediatica è di un hacker che sostiene di essere penetrato nei computer della casa editrice e ottenuto le ultime pagine del libro dove sostiene succederà questo.
Spero solo sia tutto falso, una bieca manovra commerciale per aumentare (come se fosse necessario) l'interesse sul libro. Perchè se è tutto vero, o anche solo la seconda parte, temo la Rowling non sopravviverà all'ira dei fan.
In ogni caso, quello che è certo è che adesso farò molta più fatica a non andare subito all'ultima pagina a vedere chi sopravvive (grazie, bastardo).

venerdì, giugno 15, 2007

Lo schermo magico di Shannara

Ovverosia, faranno mai un film su questa famosa saga Fantasy ?
Pare che finalmente qualcosa si muova, dopo il successo stratosferico del Signore degli Anelli e di Harry Potter.
La notizia non è nuovissima, ma l'ho saputa solo oggi. La rivista Variety annuncia che la Warner Bros ha opzionato la possibilità di trarre un film da uno qualunque dei libri di Shannara.
La prima ipotesi è quella di adattare "Le Pietre Magiche".
Se da un lato è indubbiamente il libro migliore della serie (sia come storia, sia come adattabilità al cinema), mi lascia un po' in dubbio il fatto di prendere la storia a metà (per carità, anche Jackson ha fatto a meno della storia de "Lo Hobbit").
A questo punto, un solo dubbio: chi interpreterà il ruolo di Allanon? Io ci vedrei bene Sean Connery.

venerdì, giugno 01, 2007

Incubi


Ho finalmente finito questa raccolta di racconti horror tutta declinata all'italiana: autori italiani, location italiane, tematiche strettamente italiane.
Probabilmente non l'ho letta nelle condizioni migliori (la metro, con l'iPod nelle orecchie, in ora di punta) e al momento non mi ha convinto fino in fondo.
Ma a mente fredda, qualcosa resta.
Si tratta di racconti che hanno sempre qualcosa che colpisce, magari solo l'inizio, o la fine, o un semplice particolare (che so, citare la torre di Viale Sarca e ambientarci lo scontro finale).
Quei pochi racconti che tengono il ritmo per tutto il tempo (quello di Sclavi, per esempio, quello che ho letto per primo) sicuramente mi sono piaciuti. Gli altri non mi sono dispiaciuti, ma forse me li aspettavo più splatter; il difficile equilibrio tra dire e non dire (che già era difficile per maestri del genere come Edgar Allan Poe o H.P. Lovecraft) spesso si risolve in un senso di incompletezza, l'impressione che qualcosa manchi al racconto.
Se siete proprio patiti del genere, prendetelo. Altrimenti prendete uno qualunque dei libri di Lovecraft.

mercoledì, maggio 09, 2007

Voli pindarici

Ogni tanto rimango colpito da strane coincidenze che mi succedono.
Stamattina, mentre mi lavavo i denti (classico momento in cui il sistema si avvia e i pensieri più interessanti trovano spazio, prima di essere scacciati dalle incombenze della giornata), stavo pensando se rispondere con un post apposta al commento dello speaker sul perché dei miei cinque film ossessione.
Mi sono così trovato a pensare ai film che vedevo ai tempi del liceo, tra i quali, non so perché è emerso il noiosissimo Gothic, versione cinematografica della notte in cui, per gioco secondo la leggenda, vennero creati due dei più famosi racconti dell'orrore moderno, "Frankenstein" di Mary Shelley e "Il Vampiro" di John Polidori. Il film era terribile, l'avevamo visto solo perché consigliato dalla prof. di inglese, visto che stavamo studiando Byron e Shelley (secchioni leccaculo!).
Il ricordo sarebbe finito lì e non meriterebbe alcuna particolare attenzione, se non fosse per il nuovo libro che ho iniziato poco dopo in metropolitana.
Si tratta di "Incubi", una antologia di racconti horror scritti da autori italiani, alcuni dei quali famosi per essere sceneggiatori di Dylan Dog e Dampyr.
La prefazione mi mette subito in difficoltà, parlando dello scontro fra il lato Apollineo e quello Dionisiaco della personalità (aiuto! ma che libro mi son comprato!?!). Ma ecco che a riportarmi su un terreno noto arriva il racconto della notte che ha ispirato il film di cui sopra.

La domanda è sorta spontanea: ma è un caso che proprio stamattina, proprio prima di aprire quel libro (e io non sono un frequente lettore di horror), abbia ricordato proprio quel film che era sepolto da dozzine di altri film monnezza che ho visto negli ultimi vent'anni? O i pensieri sono come formichine che seguono tracce a noi invisibili che alla fine le portano nei posti più ricchi di briciole?

A questo punto so anche quale sarà la vostra, di domanda: ma tutto sfoggio di inutile cultura, giusto per farsi bello, doveva proprio finire con una tale banalità?

PS.: il libro promette bene, vi farò sapere se mantiene..

venerdì, marzo 30, 2007

In attesa di HP7



L'attesa per l'ultimo capitolo delle avventure del maghetto cresce.
E per renderla ancora più calda, ci invogliano con l'immagine della copertina, che nel retro contiene qualche indizio interessante.
Mi viene in mente il film "Il Diavolo veste Prada" dove la tirannocapa costringe la povera tapina a procurarsi la copia del manoscritto originale del libro (sbavazz! sbavazz! sbavazz!).
Dai, Labi! In fondo mancano solo quattro mesi...

giovedì, febbraio 01, 2007

Arriva la fine!!!!

L'ultimo HP sarà in libreria il prossimo 21 luglio. Il fato del maghetto dalla cicatrice sulla fronte sarà scritto.
Un altro count-down è partito.

mercoledì, gennaio 24, 2007

007 Casino Royale

Ieri sera, visione dell'ultimo film di "Bond, James Bond".
Con questo titolo, l'agente segreto più famoso del mondo torna alle origini, a quel primo libro di Ian Fleming da cui tutto è nato, dipingendo un personaggio più complesso e tormentato di quanto gli ultimi film non dicessero.
In realtà il film non mi ha convinto.
Si è voluto rinunciare (potrei dire giustamente) alle scene di azione più inverosimili, i gadget più ultratecnologici (non si è neanche visto Q!!), ma non del tutto (l'inseguimento sulle gru è esagerata e comunque tutti gli inseguimenti e le lotte corpo a corpo sono decisamente troppo lunghe).
Si è deciso di accentuare l'introspezione del personaggio ma non si è avuto il coraggio di farlo del tutto, interrompendo la tensione dello scontro al tavolo da gioco con scene di azione inutili (sostituire il Baccarà del libro con il Poker Hold'em all ha però aumentato la comprensione).
La caratterizzazione dei personaggi poi mi è sembrata approssimativa, l'organizzazione terroristica dietro Le Chiffre era assolutamente poco chiara e non si capiva bene chi fosse il nemico da battere.
La mezz'ora finale, quella degli ultimi colpi di scena, dei voltafaccia e dei tradimenti, mi è sembrata lunga, priva di ritmo e un po' raffazzonata (SPOILER: io neanche avevo capito per quale motivo Vesper si lascia morire alla fine...).
Infine lui, Daniel Craig, secondo me poco adatto al ruolo (checchè ne dica la critica); la scena di lui che esce dalle acque, stile Ursula Andress in Licenza di uccidere, se la potevano poi evitare.
Sabrina, che giusto ieri si era riletta il libro, mi ha detto che Fleming era stato molto più chiaro, l'atmosfera molto più tesa, le ragioni che muovono i personaggi molto più semplici (forse perchè ai tempi della guerra fredda i cattivi erano molto più facili da individuare).
Concludendo (scusa Paolo se oso tanto), un voto sotto la sufficienza (diciamo 6--), da vedere solo se siete fan sfegatati della Aston Martin e del Vodka Martini (ovviamente agitato e NON mescolato).

Acquisti online e cultura

Come già altre volte in passato, io e i colleghi abbiamo fatto un ordine su uno dei maggiori siti di vendita online (l'unione ci consente di ridurre le spese di spedizione).
Per la prima volta ben due articoli non sono stati reperiti e quindi cancellati dall'ordine.
Ovviamente si trattava dei libri più colti, "Eneide" e "Sulla strada", mentre i libri Disney per i bimbi o i DVD dei Looney Toones c'erano.
Evidentemente anche Internet si adegua al livello medio dei suoi utenti...

venerdì, gennaio 05, 2007

Il 2007 che mi aspetta (2 - Libri)

Per quanto riguarda i libri, compro molto a caso. Entro in libreria, guardo, se mi piace porto a casa.
Pertanto non c'è una vera e propria attesa o curiosità su quello che verrà (anche perchè le date di uscita dei libri sono spessissimo totalmente aleatorie, anche se mai come i manga).
Uniche eccezioni, il settimo Harry Potter, il quinto A Song of Ice and Fire e il secondo della Genesis of Shannara. Si tratta di cicli che ormai seguo da anni e che spero si risollevino un po' rispetto alle ultime uscite (soprattutto HP e Shannara).
Per tutti e tre la versione in lingua originale è un must. Non me ne vogliano i traduttori, ma ogni tanto vi sono proprio cose intraducibili e per quanto ci si giri intorno qualcosa si perde.
Un esempio classico sono i libri di Terry Pratchett (un altro di cui mi piacerebbe quest'anno vedere qualche libro nuovo) nei quali i giochi di parole sono il succo della storia e per i quali mi trovo spesso a cercare di ricostruire l'inglese a partire dalla traduzione (a volte fatta proprio male).
Mi raccomando, se avete suggerimenti o consigli, non trattenetevi...

martedì, gennaio 02, 2007

Vite Bruciacchiate

Un regalo natalizio che ho molto gradito è la biografia di Elio e le Storie Tese.
Gli inizi e i principali eventi della loro storia sono raccontati da amici, collaboratori, colleghi e altre persone che sono stati in qualche modo coinvolti in questi anni, intervallati (o sarebbe meglio dire interrotti) da ricordi sparsi degli elii. Il libro assume quindi una atmosfera di rimpatriata tra compagni di scuola di fronte a una pizza e a una birra, un po' allegra per i successi conseguiti, un po' triste per chi non c'è più, con un po' di rimpianti per le strade che si sono separate da allora.
La cosa che mi ha più colpito è che parte della storia (gli inizi) ha avuto luogo in luoghi a me ben noti, la mia scuola media, il mio liceo (ho scoperto che io, Faso e Claudio Bisio abbiamo avuto lo stesso professore di Lettere, ovviamente in anni diversi), le vie intorno a dove abitavo più di venti anni fa.
Il fatto buffo è che, pur avendoli così vicini, io ho conosciuto la musica di EelST grazie a un compagno di università di Sesto S. Giovanni (ciao, Lele) e solo dopo ho cominciato a riconoscerli dal panettiere, al seggio elettorale, al super di fronte casa dei miei.
Insomma, forse, fossi nato qualche anno prima, avrei anche potuto essere coinvolto in questa storia o anche solo averli conosciuti direttamente (sì, certo, come no).

venerdì, dicembre 22, 2006

HP7

Annunciato il titolo del prossimo e ultimo libro di Harry Potter :-)))).
Purtroppo la data di pubblicazione ancora no :-((((.
'nuff said.

giovedì, novembre 30, 2006

Letture della settimana

Tre uscite di livello che mi sento di consigliare questa settimana.
"L'assassino è tra noi" vede il ritorno sulle pagine di Dylan Dog dei suoi papà, Tiziano Sclavi e Angelo Stano, autori del mitico primo numero. La storia è molto particolare, impossibile da commentare senza svelarne il colpo di scena finale. Non mancano sangue, cadaveri, misteri e il tutto e montato con un ritmo incalzante (diverse pagine senza dialoghi) che ti rende difficile raccapezzartici dentro. Il finale è sicuramente a sorpresa, forse anche troppo, e questo credo che porterà i lettori a dividersi in maniera netta tra chi amerà alla follia questa storia e chi la detesterà. Sicuramente non lascia indifferente e pertanto da leggere assolutamente.
"Tempo di uccidere" vede invece il ritorno in edicola di una storia inedita di Nick Raider, fumetto poliziesco che la Bonelli decise, purtroppo, di chiudere per scarsi risultati di vendite. La storia riprende esattamente dove la serie precedente si era interrotta, con un colpo di scena che riesce contemporaneamente a portare indietro l'orlogio e avanti il personaggio. La storia procede poi con un buon ritmo, anche se sul finire mi sembra che le reazioni di Nick siano un po' poco credibili (di più non posso dire senza svelare tutto). I disegni forse non sono eccelsi (i disegnatori sono diversi e le varie tavole sono un po' disomogenee), ma comunque apprezzabili.
"Il Bouquet Rosso" è una raccolta di storie brevi di Rumiko Takahashi, autrice di alcuni personaggi storici quali Lamù, Ranma1/2 e Inuyasha. Lo stile grafico è quello di sempre, piacevole e raffinato. Ma il punto di forza sono le storie, piccole storie di piccole famiglie giapponesi, piene di tradizione, pregi, difetti e stranezze tipiche della cultura giapponese. Ammetto che un paio di lacrimucce hanno cercato di farsi vive, ma la sensazione alla fine del volume è stato di benessere, come se mi avessero parlato di qualche parente o amico caro.
Ah, e per la cronaca, è finalmente uscito la prima parte dell'ultimo libro delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco in italiano (ma caspita, gentile Mondadori, perchè spezzarlo in due volumi?).

giovedì, ottobre 19, 2006

Libro finito

Per quanto finito si possa dire di un libro che è il primo di una trilogia (o peggio di una doppia trilogia).
Ho finito "I figli di Armageddon" di Terry Brooks. Avevo espresso alcuni dubbi in un post precedente e devo dire che buona parte di questi dubbi sono rimasti.
Però TB sa scrivere, per cui il ritmo del libro migliora decisamente fino ad arrivare alla classica situazione di fine primo libro, dove tutti i protagonisti sono fondamentalmente nelle canne (qualcuno rischia la pelle, qualcuno solo di essere mazziato).
Alla fin fine, i richiami ai cicli che si propone di unire ("Il Verbo e il Vuoto" e "Shannara") sono abbastanza apprezzabili: le citazioni sono sempre precise, coerenti con le due storie, e creano quel legame affettivo che dopo diciassette libri (fischia se sono tanti! non credevo!) ti spinge ad andare avanti anche quando non sei del tutto convinto di dove voglia arrivare.
Non mi è piaciuta invece la collocazione che dà agli Elfi all'interno di quello che sarebbe il mondo di oggi.
Tutto sommato, non mi sento di consigliarlo a chi non sia un fan sfegatato dei cicli di cui sopra (e per sfegatato intendo che abbia apprezzato "I viaggi della Jerle Shannara" e "Il druido supremo di Shannara" che obiettivamente sono alquanto deludenti).

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