Sabato, solita visita all'annuale fiera milanese del Fumetto.
Ormai non ho più l'età per queste fiere. Già l'impatto con la fila alla biglietteria mi inversa e mi fa venire voglia di tenere il giro molto breve.
In realtà, poi, il giro è stato approfondito e ripetuto (prima per selezionare i possibili acquisti, poi per effettuarli), ma gli acquisti non ci sono stati.
Ormai queste fiere sono un dilagare di manga, anime e relative action figure, ma io in questo ambito non ho buchi in collezione e non cerco nulla. La mia mancolista contiene fondamentalmente Marvel e quello, tranne qualche volta a Lucca, non si trova mai. Nuove serie cerco di non prenderne più, perchè sono al limite della capienza e del tempo per leggere.
Insomma, dopo lungo penare, tutto quanto avevo pensato di prendere è rimasto sugli scaffali e le uniche cose di un certo peso che ho acquistato non sono state per me (arretrati per amici e pupazzi per le nipoti).
Per me un fumetto giallo promozionale della Lomellina (con allegato calendario delle sagre paesane) e un set di buste di plastica per conservare i fumetti di una certa grandezza.
Insomma, una spedizione al risparmio.
Domani vado alla Borsa e mi rifaccio...
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La mia agenda
martedì, marzo 31, 2009
Cartoomics
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Pierlabi
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venerdì, marzo 27, 2009
Team Building
L'altra sera, seconda edizione del "Trofeo Fred Flintstones", ovvero la partitona aperiodica di bowling tra i colleghi.
La coppa per più di un anno (aperiodica mica per niente...) ha fatto bella mostra di sé sulla mia scrivania e non vedevo l'ora di mandarla a prendere polvere su quella di qualcun altro.
Le scuse erano molte: la spalla che da un po' mi da fastidio (c'ho il certificato medico), la caviglia malconcia dall'infortunio a Firenze e recidiva dopo il week-end di Coppa Italia, la fatica della visita medica, l'effetto Wii Bowling che ha cambiato la mia impostazione di tiro, voi altri che non avete fatto altro che allenarvi...
Insomma, ero mentalmente pronto a perdere e mi ero preparato il tappeto di scuse su cui cadere bene.
I primi lanci dei principali avversari, poi, erano stati ottimi, mentre il mio scarso, a confermare una serata di basso profilo.
Peccato, però, che il mio agonismo, quello che mi fece giocare bastardo a un torneo di Monopoli contro un bimbo di nove anni, si sia risvegliato e abbia preteso di non mollare neanche un punto (solo una volta ho provato a fare il figo con un tiro ad effetto, ma la palla non è il Wii controller ed è finita dritta nel canale).
Alla fine del primo giro lo strike alla 10, mia specialità come già raccontato, mi ha fruttato il sorpasso su tutti e da lì non è stato possibile per nessuno l'aggancio.
Così, la coppa è tornata a prendere polvere sulla mia scrivania e rischia di rimanerci per sempre tra la aperiodicità della sfida e il fatto che vale come per la Coppa Rimet, alla terza vittoria viene assegnata definitivamente.
Il terzo tempo è stato in una pizzeria abbastanza inquietante, anche se discretamente buona.
Se passa l'idea del Destro, la prossima sfida aziendale sarà con le carte. E lì le prenderò, eccome se le prenderò (stai buono, agonismo, è tutta una tattica...)
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venerdì, marzo 20, 2009
Topini, zucca e scarpetta
Si parla, per chi non l'avesse capito, di Cenerentola.
O meglio, come da un po' non succedeva su questo blog, di Cenerentoliadi.
Ieri sera, con molta più gente del solito, sono andate in scena quelle di marzo.
Aldo ha come sempre estratto dieci quiz interessanti.
L'abbinamento con il Bellini, ormai usuale, è stato arricchito dalla presenza del Sissio (occasionale guest star), per una squadra che non poteva che chiamarsi 3Ori.
Devo dire che il Bellini è proprio il compagno ideale per questi quiz, nè troppo bravo, nè scarso, molto metodico e ordinato, complementare nell'abilità di risolvere i giochi.
Ieri sera, poi, ha avuto un colpo di genio nel gioco buffo che ci ha fatto indovinare ben 7 parole (o meglio ben 7 occorrenze della stessa parola).
Il risultato finale è stata una vittoria, ma, come sempre, la cosa più importante è che mi sono proprio divertito tanto.
Unico neo, la mia lingua lunga che è costata a xmau la soluzione di un gioco. Scusa, Maurizio.
Prossimo appuntamento, il 23 aprile.
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martedì, marzo 17, 2009
Colleghi di classe
In attesa della prossima sfida in ufficio con PS2 + proiettore, come definire un collega che organizza la pausa pranzo a casa sua per sfidarsi a PES ?
Un grande. Sconfitto (0-2 la prima, 1-3 la seconda), ma un grande.
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Pierlabi
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lunedì, agosto 25, 2008
Agricola
Con l'avvicinarsi della fine dell'estate, si pensa a riprendere lentamente l'attivita ludica e quindi si provano nuovi giochi.
Questo week-end è toccato a Agricola, da tempo nel mirino, ma impossibile da giocare in assenza di una versione in lingua comprensibile (leggasi non-tedesca), finalmente giunta da oltre-oceano.
Si tratta di un gioco che si iscrive al filone di Puerto Rico, Caylus e Leonardo, in cui le risorse e le azioni disponibili ai giocatori sono limitate (se in un turno il giocatore A fa una certa cosa, non la può più fare il giocatore B).
Lo scopo del gioco è sviluppare la propria fattoria in termini di coltivazioni, pascoli, membri della famiglia e animali. Per fare ciò occorre procurarsi le risorse, arare i campi, costruire i recinti e le stalle, senza dimenticarsi di mantenere abbastanza cibo per sostenere i familiari.
Il gioco ha un'unica componente di caso, costituita dalle carte Occupazione e Minor Improvement che vengono distribuite all'inizio a ciascun giocatore. La loro distribuzione (tranne in un caso) mi è sembrata abbastanza equilibrata, anche se può influenzare notevolmente la strategia da adottare (la terza partita non sono proprio riuscito a capire come utilizzare quelle che mi erano capitate).
In definitiva, un gioco molto bello e complesso, da giocare secondo strategie ogni volta differenti in cui a volte il fattore C può essere un po' troppo determinante.
Voto: 8 (da rivedere l'impatto delle carte e da provare in più di due giocatori).
EDIT: la partita di ieri (25/08/2008) ha confermato il fatto che le carte a volte contano davvero troppo. Roby aveva carte che le davano bonus di risorse in continuazione mentre metà delle mie carte erano inutili, vista l'altra metà. Io credo di aver tratto il massimo dalle mie carte (non sono a riuscito a giocarne una, ma non so se effettivamente ci ho perso qualcosa), Roby ha commesso un errore a fine partita da almeno cinque punti e ciò nonostante ha vinto (di poco, ma comunque vinto). La partita è stata comunque divertente (sono riuscito a non arrabbiarmi troppo alla sua ammissione "Stasera ho proprio preso delle belle carte" e quindi a restare concentrato). Resta ancora da provare la partita a più di due giocatori.
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giovedì, marzo 06, 2008
Quando lanciavo i dadi da 10
Apprendo dal Corriere che è morto Gary Gigax, uno dei due creatori di “Dungeons&Dragons”, il più famoso gioco di ruolo di tutti i tempi.
La scatola base entrò in casa mia un Natale all’università, regalo (interessato?) di un compagno di studi e ne fui subito affascinato, colpito dall’esistenza di un gioco che essenzialmente sta tutto nella tua testa e dalla scoperta dei dadi a n facce.
Ho sempre fatto il master, secondo Attilio in maniera troppo buona (avrebbe dovuto vedere quello con cui giocava mio cugino…). L’unica volta che ho tenuto un personaggio sono stato assolutamente ingestibile: una sacerdotessa di un culto che accettava e promuoveva la ricerca del piacere fisico, per cui, ogni volta che c’era da ottenere qualcosa (un oggetto, un’arma, un’informazione) facevo il puttanone (e via lunghe discussioni sulle modifiche ai dati dovute alle mie mirabolanti capacità amatorie in grado di sciogliere la resistenza di ogni uomo, donna o semi-umano).
Ormai è tanto che non gioco più, vista la difficoltà di riuscire a garantire un appuntamento regolare con un numero adeguato di persone (in questo, i boardgame sono molto più gestibili, visto che i partecipanti possono variare di volta in volta), ma non posso dimenticare alcune scene assolutamente demenziali.
La prima è stata su un treno. Io e i miei compagni di avventura rientravamo da un week-end al mare. Eravamo in quattro e ci eravamo accomodati in uno scompartimento dove avevamo trovato una coppia di signori.
“Buongiorno”.
“Buongiorno”.
Il treno riparte dalla stazione e Lele, così di punto in bianco, inizia a parlarmi.
“Sai, Piero, ho scoperto a cosa servono le fiaschette di olio sacro. Le lanci addosso ai non-morti e dai loro fuoco.”
Ho sentito una ventata di gelo provenire dai due signori, oggettivamente molto spaventati. Sono scesi tre fermate dopo, ma non hanno proferito verbo e non hanno mai avuto il coraggio di guardare nella nostra direzione. E, tutto sommato, li posso anche capire.
La seconda, durante una serata. Il gruppo di personaggi era stato assalito da un’orda di arpie e combatteva disperatamente. Il nano di D. era morto (una costante di quel periodo) e neanche gli altri erano messi benissimo. A. era riuscito a uccidere il suo avversario e giunto il suo nuovo turno di agire uscì con un perentorio “E ora mi attacco all’uccello di B.!” (per la cronaca, questa frase venne battuta solo sei anni dopo, durante una partita di Catan, dall’uscita “Prendete me! Prendete me! Sono una donna di sole pecore!”).
Ne avrei altre da raccontare, ma sono più legate al contesto in cui avvenivano e perderebbero molto della loro comicità.
Spesso mi torna la voglia di iniziare una nuova avventura, con un piccolo gruppo di amici e un’ambientazione di mia invenzione. Ma, un po’ tutte le nuove regole da imparare, un po’ la mancanza di tempo, un po’ la pigrizia, non lo faccio mai.
Magari, quando saranno più grandi, potrei costringere le nipoti…
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lunedì, febbraio 18, 2008
Week-end trafelato
Ormai i week-end a Milano stanno diventando una specie di prova contro il tempo, cioe' come inserire il maggior numero possibile di cose da fare all'interno delle quarantadue ore che vanno dall'arrivo a casa il venerdi' sera a quando prendo il pullman la domenica pomeriggio.
Questo week-end e' andata cosi':
- sabato mattina, breve capatina alla Milano nei Parchi, visto che dopo anni di inviti e relativi pacchi, il buon Cassano ha deciso di venire; fortunatamente gli altri non avevano bisogno di me, per cui dopo poco piu' di un'ora ho levato le tende (non prima di aver organizzato la giocata serale);
- capatina in Buenos Aires, per comprare il regalo per il compleanno della nipote, prioritario sulla solita visita alla Borsa del Fumetto; il regalo (un peluche) e' stato preso alla Feltrinelli, cosa che mi ha evitato di andare al Saturn alla ricerca degli ultimi DVD;
- pranzo veloce dai miei, per recuperare tutta la documentazione medica che mi servira' venerdi' per la risonanza;
- pomeriggio dedicato alla lavatrice e ad alcuni lavori sui PC (non solo miei), oltre a dare una mano alla Roby per la serata;
- serata di gioco con Davide e Paola (con Attilio come spettatore non giocante, ma mangiante);
- domenica mattina, bagagli, visita alla nipote compleannante (la festa del pomeriggio era per me impossibile), la nipote ha apprezzato il regalo per circa quaranta secondi, poi ha ripreso ad ignorarmi;
- pranzo con Roby e via
Per quanto riguarda la giocata di sabato sera, abbiamo spiegato agli ospiti Leonardo. Io continuo ad apprezzarlo abbastanza, ma a non capirlo per niente. La mia conclusione, suffragata dai fatti, e' che si tratti di un gioco intrinsecamente femminile, visto che in tutte le partite i primi posti sono sempre appannaggio delle fanciulle (Paola ha perso da Roby, ma ha comunque dato una legnata clamorosa a me e Davide
Saranno le lezioni di economia domestica...
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lunedì, febbraio 04, 2008
I Pilastri della Terra – Espansione
Sabato sera, abbiamo provato l’espansione fresca di consegna dalla Germania.
Al tavolo, io, Roby, SteGal e DiPa.
Il gioco continua a non esaltarmi e l’espansione inserisce alcuni elementi che secondo me lo snaturano molto e che consentono di fare tutta una partita (e magari vincerla) ignorando l’acquisizione delle risorse e i punti dei lavoratori.
Io ho giocato una discreta partita con un errore al primo giro (il mio classico errore da “non ho capito le regole”) e uno alla fine (un misto di stanchezza, delusione per la vittoria che sfugge e non perfetta comprensione delle nuove carte).
I miei avversari hanno tutti giocato discretamente, ma il vincitore ha avuto dalla sua un fattore imbattibile: la fortuna, quella con la C maiuscola.
La partita ha dimostrato che questo è un gioco in cui la casualità è dominante. Ne sa qualcosa il povero SteGal, che per due turni di fila (in cui peraltro pescava lui i capi-mastro) è sempre stato l’ultimo a muovere. Di contro, DiPa, che non ha puntato sulle risorse, ha avuto al momento decisivo, quando tutti avevano capito come bloccarlo, la fortuna (ma quella con la C maiuscola)di essere pescato primo di turno, rendendo inutili tutte le contromosse (in realtà una era rimasta, ma non l’ho vista, perdendo per un soffio).
Il giudizio finale, tenuto conto dell’espansione è 6,5. Il vantaggio di ampliare il gioco a 5/6 giocatori è ancora da valutare.
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lunedì, gennaio 28, 2008
Wikinger
In attesa che arrivi la nostra copia dalla Germania, il prestito da parte di Max ha consentito a me e a Roby di provare questo gioco.
Il gioco è molto semplice, più di quello che sembra dalla spiegazione. Lo scopo è fare punti mediante la posa di omini sulle tessere. Entrambi vengono acquistati (in coppia) in base al prezzo determinato da una ruota.
Vi sono sia diversi tipi di omino, con le sue prerogative e i suoi limiti, sia diversi tipi di tessere.
In due, il gioco sembra poco interessante, in quanto ci sono sempre abbastanza omini di ogni tipo per tutti.
Probabilmente, in tre o quattro giocatori il gioco assume un andamento più combattuto e interessante.
Al momento il voto è 6+. Ma mi riservo di rivederlo.
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mercoledì, gennaio 23, 2008
Domenica di Giochi
Approfittando del week-end lungo dovuto all’appuntamento di lunedì per l’ecografia, la domenica pomeriggio è stata dedicata al gioco. Se il DiPa non avesse avuto impegni teatrali per la serata, si sarebbe giocato a Civilization (cosa che aspetto da secoli), invece ci si è dedicati a partite più brevi.
Prima partita a Oregon, in un tavolo con me, Roby, Farah e DiPa. Il gioco continua ad essere piacevole e sufficientemente semplice da spiegare e giocare da poter essere proposto a chiunque. La vittoria è andata a Roby, secondi alla pari io e DiPa, ultima Farah.
Seconda partita ai dadi di Catan, per dare modo a SteGal di arrivare e alla Farah di salutare. Vittoria ancora per Roby, secondi a pari merito io e DiPa.
Finale di giocata con Brass, con SteGal al tavolo al posto di Farah. Finora a Brass avevo preso autentiche scoppole, ma devo dire che giocando in quattro il gioco ha una dinamica completamente diversa, essendo giocato su un numero di turni inferiore e con maggiore disponibilità di risorse.
Il mio gioco non riesce ad essere attento a risorse per troppi turni in avanti e quindi è penalizzato nel gioco a tre, mentre su quello a quattro è risultato vincente. Il vantaggio alla fine della partita è stato molto ampio, degli altri, concentrati in tre punti, non ricordo l’esatta classifica, anche se mi sembra Roby, SteGal e DiPa.
Salutato DiPa, il resto della serata è stato dedicato a rivedere l’intervista di SteGal. Quale intervista? Ve lo dirà lui, se e quando lo riterrà opportuno. Nel caso, si accettano offerte in denaro e in natura...
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Il gioco di dadi di Catan
Piccolo ingombro, numero di giocatori potenzialmente infinito, regole molto semplici (avete presente lo Yatzhee? No? I dadi da poker? Nemmeno? Ma con che giochi siete cresciuti?!?) e durata molto limitata sono le caratteristiche di questo gioco, che si è subito candidato a diventare un must della valigia da trasferta orientistica.
Il gioco è composto da quindici turni in cui bisogna lanciare sei dadi fino a tre volte in modo da ottenere la migliore combinazione di risorse per costruire i classici oggetti di Catan (accampamenti, strade, soldati e città). La fase di commercio consente, in maniera molto limitata, di sopperire alla cattiva fortuna.
Il gioco, completamente soggetto al fattore caso (d’altra parte di lancio di dadi si tratta), ha una piccola, ma determinante, componente strategica che serve a garantirsi il maggior numero possibili di risultati positivi ad un lancio di dadi (dopo quasi dieci partite, sono solo stati 4 su 150 i tiri che non hanno portato a nessuna costruzione, e di questi 3 sono stati causati più da errori grossolani che da vera sfortuna).
Il gioco è molto semplice e poco profondo, ma ha il vantaggio di essere veramente portatile.
Voto: 6,5.
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lunedì, gennaio 14, 2008
Barriere linguistiche
Ho rinnovato per il terzo anno consecutivo l’abbonamento a Spielbox, rivista tedesca di recensioni e suggerimenti sul mondo dei giochi da tavolo, che spesso ha anche la gentilezza di allegare espansioni per i giochi più famosi.
Certo, il fatto che la rivista sia interamente in tedesco, dovrebbe tenermene lontano, ma sapete com’è, fintanto che riesco a guardare le figure e che i voti sono in cifre, le informazioni fondamentali riesco a trovarle comunque.
In teoria, avrei anche due traduttori molto esperti. Ribadisco: “in teoria”.
Il primo ha una tale idiosincrasia per l’argomento Giochi da tavolo che fare una traduzione sull’argomento gli procura una sofferenza paragonabile al lavoro del suo dentista, il secondo, invece, è molto gentile, ma c’è un Ma.
Si perde in continuazione sui termini tecnici (che in un gioco purtroppo non sono secondari). Non dovrei prenderlo in giro, perchè non credo che io di fronte a un testo in inglese che parla di fini concetti filosofici farei una bella figura.
Ciò nonostante non riesco a trattenermi, soprattutto da quella volta che, di fronte al sito del mio attuale pusher tedesco di giochi (ovviamente tutto e soltanto in tedesco) non fu in grado di rispondere alle mie domande su cose che avevo quasi del tutto capito da solo.
Ho da allora un dubbio: millanta un tedesco fluente oppure ricade nel caso del primo traduttore, ma applica una sottile strategia per evitare richieste ?
“Studiare il Tedesco?”, direte voi. Non preoccupatevi. Ce l’ho in agenda.
Subito dopo il Giapponese...
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martedì, gennaio 08, 2008
Cosa vi siete persi? Parte 1: Giochi
Il mese trascorso è stato pieno di partite, anche se povero di vittorie. Nemmeno il buon caro Puerto Rico ha portato le soddisfazioni di untempo.
Le partite sono sempre state intense e combattute, sia che al tavolo ci fosse SteGal, che l’avversario fosse il DiPa o che fosse una tranquilla (!) sfida a due con Roby.
Tra i giochi nuovi provati, Brass e Imperial.
Semplice, ma non banale il primo, altamente strategico e quindi complesso il secondo. Il giudizio per entrambi è positivo, con una preferenza per Brass. L’impressone è che Imperial sia un gioco che si gode appieno in 3 o 4 giocatori (nella partita di prova eravamo solo io e Roby).
Le recensioni dei giochi le posterò in occasione delle prossime partite, ma se volete notizie potete leggere qui oppure qui.
Il DiPa vuole che organizzi una giornata full immersion a Civilization, possibilmente con il numero massimo di partecipanti (ovvero 7), ma la cosa ancora non si è concretizzata e i sabati a disposizione sono pochi prima della ripartenza delle gare di CO.
Se siete interessati, fatemelo sapere (Rusky, non dire che organizzo sempre senza dirti niente...;-P)
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mercoledì, novembre 21, 2007
Oregon
Il terzo gioco provato nel week-end, anch’esso di recente acquisto alla Fiera di Lucca, è un gioco di piazzamento, dove lo scopo è fare punti mettendo i segnalini vicino agli edifici oppure tra loro.
Il posizionamento è legato alle carte che uno pesca e questo fattore casuale un po’ condiziona, ma esistono due bonus che consento di limitare un po’ il fattore C.
L’interazione tra giocatori dipende dalle carte. Nella prima partita ognuno si è curato un po’ la propria zona, nella seconda le carte in giro all’inizio erano le stesse, per cui ci si è veramente accapigliati (o meglio, io che ero l’ultimo subivo le angherie dei primi due).
Roby nella prima partita non ha capito la dinamica del gioco, lasciando me e SteGal a combattere (ha vinto lui di un punto), nella seconda ha visto la luce e ci ha massacrato (in realtà il punteggio è stato molto chiuso, ma lo svolgimento non lasciava dubbi sul risultato finale).
Il gioco è carino, facile da spiegare e abbastanza rapido. Perfetto per serate poco impegnative o con compagni poco propensi a lunghe pensate (peccato che sia solo per quattro giocatori).
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I Pilastri della Terra
Uno dei giochi acquistati alla Fiera di Lucca è questo gioco ispirato al famoso bestseller di Ken Follett, che ammetto tranquillamente di non aver letto.
Il gioco appartiene alla categoria Gestione risorse, in cui (come già Leonardo e Puerto Rico, anche se in modo diverso) devi ottenere risorse, lavoranti, bonus e soldi, che poi si trasformano in punti vittoria.
Il gioco è carino, ma non eccezionale. La dinamica è molto semplice, ma esiste diversi fattori casuali che non ti consentono una strategia a lungo termine. L’interazione tra i giocatori è poi molto bassa e, giocando in due o tre, non si arriva mai a rompersi veramente le uova nel paniere a vicenda.
Per la cronaca, una prima partita tra me e Roby è finita con la mia vittoria per differenza Ori (pari punti, due ori in più), la seconda, con anche DiPa al tavolo, ha visto il trionfo di Roby e il mio ultimo posto.
Ho visto che c’è già un’espansione in giro, chissà che non migliori il mio giudizio.
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Back to Puerto Rico
In questo lungo week-end italiano dedicato ai giochi sono riuscito a metterci una partita a uno dei miei giochi preferiti in assoluto, Puerto Rico.
Al tavolo con me, Roby, DiPa e SteGal. DiPa era il novellino, la vittima sacrificale.
O almeno in teoria. Dopo una prima mossa che ha spiazzato tutti, o almeno il sottoscritto che era subito dopo di lui, si è difeso bene, commettendo pochi errori (anche se il suo continuo chiedere “Ma per fare questo, cosa devo prendere?” tendeva a deconcentrarmi un po’).
La partita è stata molto combattuta, con un finale molto equilibrato. La vittoria è andata a SteGal, che è riuscito a mettere a frutto un quasi completo monopolio del grano, davanti a me e a Roby, che invece abbiamo cercato di variare il gioco su più fronti.
Rivedendo la partita a mente fredda, posso dire di averla persa a due turni dalla fine, quando, per ottenere soldi con la Factory, ho fatto una fase di produzione, che SteGal ha subito dopo concretizzato in un Capitano dal quale (essendo ultimo) non ho ottenuto neanche mezzo punto, mentre i soldi accantonati non sono poi stati utilizzati perchè nessuno ha più preso il Builder (io ero ultimo e non avrei attivato comunque l’edificio).
A DiPa non ha esaltato, ma io mi sono come sempre divertito un sacco.
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domenica, novembre 11, 2007
Chi eri nella tua vita precedente?
Vagando in internet ho trovato questo giochino che ti dice, in base alla data di nascita, chi eri nella tua vita precedente.
Io ho ottenuto la seguente risposta:
Zona: a quel paese....
Periodo storico: nei primi anni D.C.
Un breve profilo psicologico della tua vita precedente:
Carattere rivoluzionario. Hai probabilmente provocato dei cambiamenti in ogni campo: politica, affari, religione. Probabilmente un leader del tuo tempo
Sul carattere rivoluzionario si può discutere, ma l'ingegneria e le mappe devono essere scolpiti a fuoco nel mio Karma (per la cronaca, a militare ero nel nucleo topografi).
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lunedì, novembre 05, 2007
Leonardo da Vinci
La sera prima di partire per Lucca, per entrare nello spirito giusto, serata di gioco (la prima dopo tanto tempo).
Ospiti Max e Nat che ci hanno portato alcuni dei giochi che avremmo poi comprato il giorno dopo.
La prova e' stata fatta con Leonardo Da Vinci, gioco di quelli che potenzialmente mi dovrebbero piacere molto, stante la quasi assoluta assenza di fattore casuale.
Lo scopo del gioco e' ottenere piu' fiorini degli altri mediante la costruzione di invenzioni, per le quali sono richiesti lavoratori, laboratori e materie prime.
Il punto chiave del gioco e' il posizionamento degli segnalini che rappresentano i lavoratori, che o producono materie o collaborano all'invenzione.
Ovviamente io, come faccio sempre, non capisco una regola fondamentale e canno clamorosamente la prima mossa. Da li' mi deprimo e gioco poco convinto fino quasi alla fine, dove finalmente capisco alcuni punti chiave della strategia, che Max non aveva spiegato.
La partita e' una battaglia tra poveri (io e Max), mentre le fanciulle hanno fatto il bello e il cattivo tempo. Vince alla fine Roby, di una incollatura su Nat e Max (ucciso da due mie mosse).
A mente fredda devo dire che il gioco e' carino (da riprovare con piu' attenzione), anche se la configurazione iniziale per principianti non mi sembra molto equilibrata.
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Come un bimbo davanti all'albero il 25 dicembre
Sabato, viaggio a Lucca in occasione della Fiera del fumetto e del gioco da tavolo.
Il fatto che abbiano concentrato in un unico luogo due delle mie principali passioni (per la terza, mi sono dovuto acconentare della cartina della città per capire dove andare...) è stato irresistibile. Grazie alla compilicità di Roby e Attilio (la prima interessata ai giochi, il secondo che ha barattato un pranzo per la guida al ritorno) il viaggio è stato organizzato in men che non si dica e la soddisfazione complessiva è stata notevole. Prima, giro esplorativo al padiglione dei giochi (per vedere cosa acquistare), poi io in giro per fumetti, Roby e Attilio al ristorante, alla fine ricongiungimento per gli acquisti ludici.
Dall’ultima volta che ci sono andato dieci anni fa, la manifestazione si è ingrandita e si è spostata dal palasport per diffondersi nella città, con padiglioni in tutte le piazze principali. Questo ha implicato che l’intera cerchia muraria era invasa da migliaia di ragazzi alla ricerca del loro fumetto preferito, del manga mancante, dell’anime fresco di masterizzazione, con un colpo d’occhio veramente impressionante.
Moltissimi i cosplayer, ovvero persone che si divertono (concordi, Rebelot?) a travestirsi da personaggi di film, fumetti, ma soprattutto manga e anime. I migliori, per me, quelli che si sono vestiti da Star Wars, con Darth Vader, la guardia imperiale, i sabbipodi e tutti gli altri, tutti in costumi perfetti.
Dal punto di vista degli acquisti, sono soddisfatto. Alcuni giochi nuovi, di cui vi parlerò a prova effettuata, ma soprattutto diversi buchi colmati nella mia collezione di fumetti.
Una certa qual lacrimuccia, poi, subito seguita da un istinto assassino nei confronti di uno accanto a me che minacciava di portarmi via una delle ultime tre copie rimaste, quando ho trovato in uno stand l’ultimo DVD della Collector’s Edition di Last Exile, anime per me bellissimo e la cui pubblicazione era sospesa da quasi due anni dopo il penultimo disco.
Alla fine ero esausto, avendo girato tutti gli stand senza neanche una pausa per mangiare, lo zaino pesava come un macigno e non sono stato in grado di fare nemmeno un piccolo turno alla guida durante il ritorno.
Ma la pila di oggetti acquistati, lì sul tavolo del soggiorno mi rende veramente pieno di gioia.
Come un bambino la mattina di Natale...
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lunedì, ottobre 29, 2007
Cartagena 2
Sabato sera, fresco di arrivo dalla Germania e potendo contare sulla traduzione live delle regole da parte del paziente (piu' o meno) Attila, abbiamo provato la nuova versione di Cartagena.
Questo gioco di carte, pur basandosi sul meccanismo del primo, aggiunge due elementi che cambiano notevolmente la strategia.
Il primo e' la presenza della barca a meta' percorso, che crea una sorta di discontinuita' nella strategia di avvicinamento.
Il secondo, molto piu' importante, e' che ora, per ottenere le carte da giocare, non si deve retrocedere un proprio pirata, bensi' avanzare uno di quelli degli avversari. La strategia quindi cambia molto, perche' prima si sceglieva in base alle carte che uno aveva in mano, mentre adesso il vantaggio che si da' all'avversario e' assolutamente ignoto.
Io in tutto cio' non ci ho capito granche', oltre ad essere stato un po' sfortunato con le carte. Risultato: ultimo e di tanto.
Il gioco pero' mi e' piaciuto. Ha quella velocita' e semplicita' che lo rende perfetto per serate poco impegnative e molto divertenti.
Voto: 6.5.
Pubblicato da
Pierlabi
alle
5:51 PM
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