Curiosando tra i vari blog (un giorno magari vi dico anche su quali vado regolarmente) capita spesso di trovare dei giochini che poi vengono passati dall'uno all'altro.
Uno che non mi va di fare, ma che vi lascio in eredità, è dire i 25 brani degli anni '80 che più vi hanno segnato.
Un altro lo sto compilando e lo vedrete più in là.
Il terzo, invece, ve lo propino qui.
La regola è di non pensarci troppo, l'associazione deve essere rapida e quasi inconscia.
Se fossi un mese sarei: settembre
Se fossi un pianeta sarei: giove
Se fossi un animale marino sarei: orca
Se fossi una direzione sarei: perso
Se fossi un personaggio storico sarei: metternich
Se fossi un albero sarei: quercia
Se fossi un fiore sarei: papavero
Se fossi un evento atmosferico sarei: l'occhio del ciclone
Se fossi un colore sarei: blu
Se fossi un elemento sarei: aria
Se fossi un libro sarei: lo hobbit
Se fossi una città sarei: milano
Se fossi una parola sarei: amico
Se fossi un oggetto sarei: la mia playstation 3
Se fossi una parte del corpo sarei: occhi
Se fossi un'espressione del viso sarei: un sorriso
Se fossi una materia scolastica sarei: matematica
Se fossi il personaggio di un cartone animato sarei: peter parker
Se fossi una forma sarei: un quadrato
Se fossi un profumo sarei: aqua
Se fossi un sapore sarei: cioccolato
Se fossi un materiale sarei: lana
Se fossi un cibo sarei: pasta
Se fossi una canzone sarei: love of my life dei queen
Se fossi un suono sarei: una risata
Se fossi una verdura sarei: asparagi
Se fossi un'emozione sarei: gioia
Se fossi un animale sarei: un'aquila
Se fossi uno strumento: pianoforte
Se fossi un uccello sarei: un'aquila
Se fossi un liquido sarei: acqua
Se fossi un articolo di arredamento sarei: un divano
Se fossi un orario del giorno sarei: mezzanotte
Se fossi un giorno della settimana sarei: domenica
Se fossi un numero sarei: 8
Se fossi un frutto sarei: arancia
Se fossi una stagione sarei: primavera
Se fossi un pittore sarei: picasso
Se fossi un poeta sarei: catullo
Se fossi un momento della giornata sarei: tramonto
Se fossi un mezzo di trasporto sarei: aereo
Se fossi un indumento sarei: scarpe da ginnastica
Se fossi un programma per pc sarei: Mozilla Firefox
Se fossi un periodo storico sarei: oggi
Se fossi uno sport: orienteering
Se fossi un mestiere: il mio
Se fossi un genere musicale: rock
Se fossi un film: Harry ti presento Sally oppure I soliti sospetti
Se fossi una lettera: E
Se fossi una festa: natale
Se fossi una nazione: australia
Se fossi una lingua: italiano
Se fossi un gioiello: collana
Se fossi uno dei sette nani: cucciolo
Se fossi un telefilm: Star Trek
Se fossi un dolce: un gelato
Se fossi un nome: piero
Se fossi una regione: lombardia
Se fossi un pregio: affetto
Se fossi un difetto: pigrizia
Se fossi un videogioco: final fantasy
Se fossi un'arma: fionda
Se fossi un dio: thor
Se fossi un fumetto: spider-man oppure nathan never
Se fossi un'isola: rapa-nui
Se fossi una scultura: david di donatello
Se fossi un alcoolico: birra
Se fossi una carta da gioco: jolly
Se fossi una stella: seconda stella a destra
Se fossi una carta dei tarocchi: il matto.
Fatemi sapere le vostre risposte...
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domenica, agosto 05, 2007
Giochi blog
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Pierlabi
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Etichette: Blogging
Don't you (Forget about me)
... così, giusto per citare un'altra canzone dei Simple Minds al rientro da una 5 giorni di gare e visto che ormai è passata più di una settimana.
Si diceva O-Ringen, per la seconda volta dopo l'esperienza di Goteborg 2004, conclusa con tre ritiri su cinque gare.
Quest'anno è andata un pochino meglio e se avessi tenuto il cervello (quel Simple Mind di cui sopra che sotto stress non è in grado di correre e pensare allo stesso tempo) un attimino più collegato starei bullandomi di una O-Ringen di grande livello.
Ma andiamo con calma.
Dopo non aver seguito il consiglio del buon SteGal67, brillante mente che ha mosso le fila del grandissimo GOK, che suggeriva un allenamento alla domenica (saltato per tuffarmi nella lettura di HP7), affronto impreparato la prima tappa.
Come già tre anni fa, il terzo punto mi uccide. Dopo due punti fatti bene, mi illudo di capirci qualcosa e questo mi frega. Arrivo al punto di attacco sul sentiero, saranno cinquanta metri dal punto, ma da lì non capisco più nulla. Piove, sono partito tra gli ultimi e quindi non vedo nessuno intorno; cerco, vago, esploro, torno al sentiero, ri-attacco, ri-cerco, ri-vago.
Insomma cinquanta minuti così, sotto la pioggia, con gli occhiali sempre più inservibili. Decido di ritirarmi, la certezza che comunque non finirei mai nel tempo massimo. E 'sti precisini di svedesi neanche mi fanno usare la strada per tornare all'arrivo, come se uno dovesse per forza soffrire nel pantano. Però, almeno, mossi a compassione, mi ci hanno portato in macchina.
Il secondo giorno va un po' meglio, anche se l'inizio sembra la fotocopia del giorno precedente. Bene la prima, errorino alla seconda, la terza finisco in una zona piena di particolari e di altre lanterne che mi mette molto in difficoltà. Stavolta però non ero solo, ma circondato da altri
come me, per cui io ho detto a uno dov'era la sua, lui ha detto a me dov'era la mia e sono riuscito ad andare avanti. Quarta, quinta e sesta in sicurezza, la settima era la 114, ho praticamente fatto dalla 111 alla 119 prima di trovarla. Altra cappellata alla nona, dove entro troppo presto sulla collina e vago nel posto sbagliato; quando capisco dove sono (74) e mi avvio alla mia (76) mi faccio fermare da una lanterna fuori sequenza (46) che mi fa erroneamente pensare di essere lungo. Quando finalmente decido di fregarmene e proseguo, la trovo subito. Da lì senza problemi al traguardo, anche se la velocità è sempre stata tremendamente bassa e il tempo non merita di essere ricordato.
Terzo giorno, sprint, parto subito male, sbagliando direzione al via, ma mi ricolloco bene e velocemente. La gara scorre senza errori particolari fino al terzultimo punto, dove un po' la stanchezza, un po' la zona ricca di gente e di particolari, mi fanno fare un po' di casino.
All'arrivo le energie sono scarse e gli incitamenti di Roby non riescono a darmi uno sprint migliore. Quello che mi stava dicendo (e io troppo stanco non capivo) era che potevo battere Attilio, ma purtroppo non ci sono riuscito. Il cronometro si fermava esattamente sullo stesso tempo, per me buono, per lui scarso.
Il quarto giorno è il giorno jolly. Gara su carta talmente piatta che le curve di livello sono a 2,5 metri. Il timore è un'altra Torslanda, dove mi ero già perso (ma proprio perso!) dopo 50 metri. Dalla partenza. Stavolta, però, volevo essere molto più preciso e performante. E per i primi quattro punti tutto va bene, non veloce, ma neanche troppo lento, le curve di livello non mi distraggono troppo, il bosco è tutto sommato abbastanza comprensibile.
Alla quinta lanterna, faccio un errore, ma mentre mi sto rilocando, vedo Attila, che partiva dopo di me. Decido di seguirlo, silenziosamente, anche se non mi convince molto dove sta andando. Lui vaga e quando lo avvicino, gli chiedo "95?". "No, 93". Alla fine arrivo sulla 95 e mi lancio verso nord, dove si trova la mia sesta. Dopo poco, penso di sbagliare e mi trovo in una zona completamente diversa da quello che mi aspetto. Ci metto un bel po' a ricollocarmi e finalmente trovo la sesta. Da lì vado tranquillo fino alla fine, con l'unico problema del passaggio obbligato nella palude, dove il ponte è crollato e io mi trovo immerso nel fango fino all'ombelico.
La scena triste, però, deve ancora arrivare. Scarico all'arrivo e mi dicono che ho una punzonatura errata, la quinta. "It's not possible! I'm sure I did it!". Mi mandano allora al tavolo delle contestazioni, dove discuto per trenta secondi. Poi mi dicono "You punched 95. Your fifth was 92." Io rispondo "I'm sure, I did the fifth correct. 95 was one of my controls!" e in quel preciso momento realizzo che sì, la 95 era una delle mie, ma era la settima! Anche la signora al tavolo se ne accorge e lo sguardo di commiserazione stile "Povero Pirla!" era il minimo che mi meritassi.
Ricostruendo per i non orientisti, ho sbagliato ad andare alla cinque, seguendo Attilio che stava andando alla sei, ho punzonato la sette (che tra l'altro era decisamente diversa dalla cinque), sono uscito andando verso la sei, ma ovviamente non l'ho trovata dove la cercavo, e dopo quando son tornato alla sette non mi sono neanche accorto che l'avevo già fatta!!!
Venti minuti di gara in cui il cervello è stato tranquillamente scollegato, venti minuti in cui non ho assolutamente pensato a cosa stavo facendo. E una gara buttata nel cesso.
Incavolato nero, mi resta solo l'ultimo giorno per migliorare il risultato del 2004, e mi riprometto che, dovessi stare pure in giro due giorni (non di più perchè ho l'aereo), la finirò a tutti i costi.
Pur partendo in fondo alla mia categoria, non sono tra gli ultimi a partire (contrariamente a Goteborg, dove l'assoluta solitudine nel bosco era stato il motivo principale del ritiro). Decido di prendere la gara in assoluta sicurezza, niente attraversamenti di paludi, sentieri per l'avvicinamento al punto, bassa velocità. Tutto va bene, con la sola eccezione del quinto punto, parete rocciosa nel verde. Arrivo tranquillo alla collina sul cui lato si trova il punto, scendo e inizio la ricerca, mentre inizia a piovere a dirotto, lampi e tuoni. Ci metto venti minuti a trovarla, passandole più volte accanto, ma senza vederla. Una volta trovata il resto della gara prosegue senza particolari intoppi. Se escludiamo la palude che il penultimo punto è diventato: la descrizione dice bivio canalette, ma dopo che ci sono passati più di tredicimila orientisti, delle canalette resta solo l'acqua e il fango.
Chiudo quindi l'Oringen 2007 con tre gare completate, un ritiro e una PE. Un risultato decisamente al di sotto delle mie aspettative e anche di quello che avrei potuto fare. Non tanto il primo giorno, dove proprio non ho capito dov'ero (la prossima volta farò l'allenamento preparatorio), quanto il quarto, in cui ho solamente staccato il cervello e smesso di pensare.
A casa ho portato, il ricordo di un bel posto, di gare belle, difficili ma non impossibili, di paludi, boschi e prati, di tanta gente. Ma soprattutto di tanto fango.
Ma proprio tanto. Ci sono voluti quattro prelavaggi per portare l'acqua a un beige sufficientemente chiaro da poter passare alla lavatrice. E il bagno è rimasto una specie di camera di decontaminazione NBC per quattro giorni.
Ma chi va all'Oringen sa cosa lo aspetta, cosa dovrà affrontare, quante paludi dovrà attraversare. Ed è per questo che ci va. Ed è per questo che ci andrò ancora (2008? 2009?). Con l'obiettivo di finirle tutte. O almeno di superare la terza del primo giorno...
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Pierlabi
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venerdì, agosto 03, 2007
Eclisse di Luna
Luna Rossa non parteciperà alla prossima edizione della America's Cup.
Come tutti i cicli, anche questo è finito.Mi spiace, viste le belle emozione e soddisfazioni date da questo team.
Tra tutte le nuvole che oscurano il cielo della futura edizione, doveva arrivare un primo lampo.
Speriamo che tra gli equipaggi che parteciperanno, ce ne sia uno italiano di livello.
A questo punto, diventa sempre più probabile che io tifi Oracle, dopo che qualche settimana fa ha preso Russell Coutts.
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giovedì, agosto 02, 2007
Notizie fondamentali
Sono alcuni giorni che leggo notizie inutili che emergono dai giornali, evidentemente in versione completamente estiva.
- In Germania, una signora è scesa nuda da una Ferrari per comprare le sigarette. Nessuna particolare reazione dagli altri avventori, probabilmente perché si trattava di notevole gnocca. Quando la signora se ne è andata, non c'erano solo le sigarette che tiravano...
- Mamma 81enne litiga con il figlio 61enne: "Niente più paghetta e ti ritiro le chiavi di casa". Giusto! Così si fa! E mi raccomando, controlli che non nasconda Playboy sotto il letto!!
- Il Times ha fatto una classifica dei 50 peggiori insulti sportivi: vincitore Materazzi su Zidane (senza peraltro sapere esattamente cosa si sono detti). Accidenti, se gli brucia ancora aver perso il mondiale!
- Un capo ha costretto una dipendente a un rapporto orale; lei, evidentemente non consenziente, glielo ha morso. L'impronta dei denti è servita come prova a carico. Al di là della tristezza della cosa e della solidarietà alla povera ragazza, mi viene da ridere a pensare ai periti della scientifica che prendono le impronte dentali sul corpo del reato.
- Hanno fatto una ricerca scientifica sui motivi per cui uno fa sesso. Ne hanno trovati 237. Accipicchia! E io che ero fermo a uno...
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mercoledì, agosto 01, 2007
I suoi primi quarant'anni
Di solito non celebro su questo blog i compleanni degli amici, anche perché molti me li dimentico (dovrei inserirmeli in una agenda elettronica...).
Però oggi faccio un'eccezione, SteGal67 compie (come potete intuire dal nick) 40 anni.
Il suo post celebrativo è molto bello. Se conoscete anche solo di vista, o piuttosto di voce, questo orientista con il problema delle scarpe, leggetelo. Io, dopo averlo letto, ho bruciato la bozza del post sullo stesso argomento che pubblicherò l'anno prossimo.
Per quello che mi riguarda, posso solo dire che lui è una delle poche persone che mi ha veramente cambiato la vita, introducendomi all'orienteering e ad un ambiente che non so se avrei mai incrociato altrimenti.
L'incontro come neo-assunti nell'ormai scomparsa Comitsiel, i miei interventi in classe al limite della spocchia, i suoi interventi al limite del pessimismo cosmico, i suoi numeri in ufficio e fuori dall'ufficio, sono solo le prime piccole pagine del nostro rapporto che si è poi cementato al di fuori dell'ufficio, sui tavoli da gioco (o meglio sui giochi da tavolo), alle cenerentoliadi (la prima e più brillante formazione dei Polgara l'ha sempre visto come mattatore), ai Giochi sforzeschi, ma soprattutto sui campi di gara e in società, dove è sempre stato il più disponibile, il più premuroso, il più chiacchierone, insomma, come dice lui, "il più timido" degli amici.
Potrei andare avanti per pagine e pagine (la volta che l'ho visto litigare con la Roby entrambi con un coltello da cucina in mano, la volta che ha mandato il messaggio "andato alla PS, ma tutto bene" per dire che la Polizia l'aveva convocato per una testimonianza, la volta che, di ritorno da casa nostra, non stava bene e la Polizia l'ha fermato per un controllo stradale, etc.) ma mi fermo qui.
Auguri Ste.
PS.: quando, nei suoi secondi quarant'anni, si candiderà per la carica di Presidente IOF, votatelo!
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lunedì, luglio 30, 2007
Harry Potter and the Deathly Hallows
Dopo un'attesa spasmodica e un mattinata dove ho dato il meglio di me in quanto capricci, sabato 21 luglio sono entrato in possesso di una tanto agognata copia del capitolo finale delle avventure del maghetto.
La lontananza dal suolo italico e da qualunque giornale, televisione, internet e quant'altro potesse rovinarmi la sorpresa, ha contribuito a rendermi la lettura piacevole.
Cercherò di fare un commento senza dire troppo, ma sarà difficile (chi ha già letto il libro e ne vuole parlare, si faccia vivo in privato).
Il libro mi è piaciuto, molto. Forse non è al livello dei primi, ma sicuramente è ben fatto.
Tutti i segreti, i perché, i legami nascosti, vengono alla fine svelati. E tutto regge.
Il libro parte forte nei primi capitoli, anche se poi rallenta e perde un po' di ritmo nella parte centrale. Le cose in gioco sono tante e molte vengono forse risolte un po' velocemente (per carità, a dar loro spazio si sfondavano tranquillamente le mille pagine), ma comunque è chiaro che la Rowling aveva in mente sin dall'inizio dove andare a parare, cosa far fare a ogni personaggio.
La ricerca degli Horcrux presenta degli alti e bassi, ma quando l'azione si sposta finalmente ad Hogwarts, il ritmo diventa incalzante.
Forse il penultimo capitolo, quello delle spiegazioni, è un po' lento e ripetitivo, ma tutto sommato fa da pausa prima dello scontro finale.
I morti, alla fine, sono tanti. Tra i buoni, ben più dei due annunciati, ma non vi svelo quali (sappiate comunque che non ho pianto troppe lacrime...).
Ma veniamo alla fine, quello da cui di solito giudico un libro. Come dicevo prima, regge. Tutti gli eventi dei sei libri precedenti quadrano, tutti i personaggi si sono mossi secondo un motivo preciso, che poi fondamentalmente è sempre lo stesso (i buoni per amore, i cattivi per odio), anche se a volte l'azione è sembrata andare in direzione opposta.
Forse il modo in cui si conclude il duello tra Harry e Voldemort non è perfetto, ma forse non era neanche la cosa più importante del libro (qualcuno poteva pensare che You-Know-Who potesse sopravvivere?).
Finire il libro è stato un po' come finire un lungo viaggio con gli amici, per quanto immaginari. La domanda che tutti hanno e fanno a JKR è: "Ci sarà una nuova avventura di Harry Potter?". Io sinceramente spero di no. E' stata bella, in alcuni momenti fantastica. Ma direi che è giusto finirla così.
Ah, dimenticavo il voto: 8.5 (e speriamo che il film non lo devasti ancora...).
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9:46 AM
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giovedì, luglio 26, 2007
HP finito, o-Ringen quasi
Breve aggiornamento.
L'ultimo Harry Potter me lo sono sbafato in quattro giorni, quando avro' tempo ne scrivero un commento dettagliato. Comunque il voto e' buono.
Non altrettanto buono e' il voto alla mia O-ringen. Ad oggi, un ritiro (il primo giorno, proprio come tre anni fa), una PE (oggi, quarto giorno, un po´ meglio di tre anni fa, ma stesso risultato), una gara scarsa (secondo giorno) e una discreta (terzo giorno, stesso tempo di Attila).
Domani ultima sofferenza. Se finisco potro' dire di aver fatto meglio di tre anni fa, altrimenti se ne riparla alla prossima edizione (2008? 2009? Piu' probabile la seconda).
Resoconti dettagliati, al mio ritorno, quando la rabbia per la vaccatona di oggi mi sara' passata.
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venerdì, luglio 20, 2007
Come sopravvivere alla prossima settimana
I miei amici blog-orientisti SteGal e Rebelot hanno già detto la loro. Quindi magari non sembrerò particolarmente originale, ma, a meno di dodici ore dalla partenza per la Svezia, non posso non postare i miei pensieri su quello che mi aspetta.
Avrei voluto arrivare sul campo di gara all'oscuro di ciò che affronterò, ma non ci sono riuscito. E quindi, come già per la 5 Giorni dei Forti, me la sto facendo un po' addosso.
Ma se a Lavarone quello che mi spaventava erano le distanze esagerate, qua è la difficoltà del terreno. Il quarto giorno, per esempio, le carte hanno le curve di livello a 2 metri, in pratica una pianura dove non potrò fare alcun affidamento sulle forme del terreno.
Il mio obiettivo è finire tutte le cinque gare (ricordo che nel 2004 mi sono ritirato ben tre volte), possibilmente in tempi umani. Fortunatamente non sono eccessivamente lunghe e questo mi dà un maggior margine di sicurezza. La sfida con Attila è semplicemente un di più, per riempire le sere confrontando le scelte e gli errori (spero più le prime dei secondi).
Insomma, dovrei essere pronto. E comunque, sarà quel che sarà (comunque vada sarà un successo).
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Cenerentoliadi estive
Ieri sera ultime Cenerentoliadi prima delle vacanze.
Non c'è stato il pienone della volta precedente, ma i soliti fedelissimi c'erano.
Io sono finito in squadra con il campionissimo xmau e, come l'altra volta che era successo, mi sono trovato un po' in soggezione di fronte alla sua velocità e bravura.
Stavolta, però, ho contribuito di più al bene della squadra. Dopo che nel secondo gioco, per un errore di calcolo, avevamo mancato la risposta, cedendo agli avversari un gioco di vantaggio, nel quinto ho trovato io la soluzione (grazie anche a un aiuto dato a tutti da Aldo) che ci ha consentito di controbilanciare il break (gli avversari, infatti, non hanno risposto). Nel gioco buffo e nei ditloidi, ho trovato la mia quota di risposte esatte. Negli altri, sarei quasi sempre potuto arrivare alla soluzione da solo, ma Maurizio era troppo veloce.
Insomma, ho contribuito abbastanza alla vittoria finale (il cui merito comunque è soprattutto di Maurizio) e quindi sono decisamente soddisfatto.
Il prossimo appuntamento, a settembre.
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giovedì, luglio 19, 2007
Di corsa verso la Svezia
Stasera porto i bagagli al punto di raccolta, poi vado alle Cenerentoliadi.
Domani mezza giornata in ufficio, poi bus, metro, pullman, aereo e "ta-dah!" siamo in Svezia.
E se non sono troppo stanco, all'una di notte vado anche a cercare una libreria che venda "Harry Potter and the Deathly Hallows".
Lo dico adesso, così se domani non ho tempo, lo sapete: non so se e con che frequenza vi aggiornerò sulle mie gare (non so se potrò connettermi e comunque sarò molto impegnato a sopravvivere, a leggere HP e guardare Heroes). Inassenza di mie notizie, passate da Rebelot; anche lui è lì e molto spesso scrive meglio di me.
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Impatti ambientali
Ho sempre pensato che c'è una leggera dissonanza tra il fatto che l'Orienteering sia "Lo sport dei boschi" (nell'accezione di sport di chi ama i boschi e la natura in genere) e quello succede al bosco durante una gara, a partire dalle tracce che si formano dopo che cento atleti passano per lo stesso prato, ai rami rotti perche intralciano la strada, agli alberelli (magari un po' pericolanti) che anch'io un paio di volte ho divelto aggrappandomici.
La scena poi diventa quasi apocalittica quando il numero degli atleti sale. La zona dell'arrivo del primo giorno della mia O-Ringen 2004, alla fine sembrava un campo di battaglia, completamente devastato dal passaggio di 15000 corridori.
Gli svedesi sono consci di questo problema e si preoccupano per tempo. E ne parlano pure in TV con servizi pieni di pathos, proprio come questo.
Io lo svedese non lo capisco, ma le immagini sono molto esplicative. Salviamo l'ambiente!
Edit: la visione del video ha scatenato privatamente uno scambio di battute su seghe circolari e chiavi a brugola tra persone che mai avrei detto specialiste di ferramenta e attrezzature. La riservatezza che mi contraddistingue mi impedisce di fare i nomi, ma sappiate solo che se avete bisogno di consigli su quali attrezzi sono più adatti ad un certo lavoro, contattatemi che vi dico a chi chiedere...
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mercoledì, luglio 18, 2007
Zooloretto
Ieri sera, collaudo del Spiel des Jahres 2007.
Sinceramente mi sfugge un po' la logica con cui viene assegnato il riconoscimento; quando penso a giochi come Catan, El Grande, Puerto Rico e Carcassone (tutti vincitori) non riesco a vedere cose in comune.
Comunque, il gioco è carino, anche se assolutamente sconsigliato a due giocatori. Il fattore casuale è alquanto decisivo, anche se gli elementi strategici non sono proprio banalissimi.
Si tratta di creare uno zoo, raccogliendo gli animali dello stesso tipo nei vari recinti e, ogni tanto facendoli anche accoppiare. Il gioco si basa sulla pesca di tessere e sul loro posizionamento sui treni che li portano agli zoo. Posizionare un animale su un treno piuttosto che su un altro, ovviamente può avvantaggiare molto un avversario e quindi richiede attenzione e strategia.
Alla fine, in base agli animali posizionati nei recinti, si calcola il punteggio e la penalità e si determina il vincitore.
Le regole sono sufficientemente semplici da consentire una veloce spiegazione agli amici. Si candida quindi a diventare uno dei classici giochi da serata poco impegnativa.
Voto: 6,5.
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Jake Blues
Sono pronto.
Non so come andrò nelle prossime gare, ma almeno una cosa la so già: la scusa.
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martedì, luglio 17, 2007
Post fai-da-te
Oggi sono troppo impegnato per scrivere come si deve.
Facciamo così: vi indico gli argomenti e voi commentate da soli.
1. Il "Vaffa" non è più un reato (ed era solo ora!)
2. Sondaggio sui prodotti che ormai non vengono più prodotti e che erano moooolto meglio di quelli attuali (ridatemi tutti i gusti della Fiesta, e non solo quella di adesso al Curacao).
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lunedì, luglio 16, 2007
Serie TV
A tempo perso, quando il caldo mi fa boccheggiare sul divano o quando la stanchezza delle gare trentine mi schiantava sul letto, ho iniziato a vedere alcune serie TV nuove.
Mi sento di consigliarvene due.
La prima arriverà in TV solo a settembre, io la sto vedendo in originale, si chiama Heroes. Chi mi frequenta un po' più spesso degli altri me ne sta sentendo parlare continuamente. Tratta di un gruppo di persone che scopre di possedere capacità superiori alla norma, come volare, prevedere il futuro, leggere nel pensiero. Alcune di queste (al momento non mi è ancora ben chiaro chi) si uniranno per evitare una catastrofe nucleare.
Il riferimento a serie classiche quali X-Men e Star Trek è palese, continuo e voluto e questo spiega perchè mi interessa.
Il motivo per cui mi piace, invece, è che la storia è ben scritta, con personaggi che entrano via via e con un certo mistero su chi siano i buoni e chi i cattivi (al momento ce ne sono due o tre che non riesco ancora a collocare).
Il mio eroe è Hiro Nakamura, giapponese con la capacità di piegare il continuum spazio-temporale e quindi di teleportarsi e di viaggiare nel tempo. E' tanto forte quanto pirla (almeno al momento) e quindi non può non risultarmi simpaticissimo. Poi ha una conoscenza della continuity Marvel e di Star Trek da farmi invidia.
Il buon Quattrini, cui ho consigliato la visione e che essendo molto più reattivo di me ha già visto tutto, mi ha detto che a metà della serie entra tra gli sceneggiatori anche quel mito vivente che Stan Lee, papà di tutti i supereroi Marvel. Cosa posso dire, non perdetelo...
La seconda serie è Boston Legal, attualmente in programmazione su Rete4.
Il motivo di attrazione principale è la presenza nel cast di William Shatner, aka James Tiberius Kirk, con la sua espressività classica da T.J Hooker. In aggiunta, la serie è ideata dallo stesso autore di Ally McBeal, del quale condivide l'ambientazione in uno studio di avvocati abbastanza schizzati. Rispetto a Ally, però, la serie si mantiene su un livello meno demenziale, anche se le gag di Shatner ("Danny Crane!") sono sempre esagerate.
Non mi convincono ancora del tutto alcune dinamiche tra i personaggi, ma nel complesso le storie si lasciano godere. Spero che si mantengano così.
Post scriptum: nella ricerca di informazioni e link su William Shatner, ho scoperto che stanno per girare un nuovo film di Star Trek, "Star Trek XI" ambientato nella serie classica, ovvero con Kirk, McCoy e Spock. Data di uscita Natale 2008. Chissà chi saranno gli interpreti...
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Pierlabi
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Adesso è tutto chiaro...
... non sopravviverò all'Oringen.
Il buon SteGal continua a tenermi aggiornato sulle ultime news dal sito ufficiale, con chicche come questa.
Io non sono elite, e forse manco della sensibilità necessaria, ma quello che emerge dal confronto tra le due foto è una cosa sola: "Aiuutooooo!!!".
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5 giorni dei Forti 2007
Ed eccomi, con colpevole ritardo, a raccontare della mia 5 giorni di gare a Lavarone.
Cominciamo con i lati positivi, che non sono tantissimi.
Innanzi tutto, l'ho finita; cosa su cui, viste a priori le distanze, non avrei scommesso un euro. Una sola volta, a metà della seconda tappa, mi ha preso il pensiero di ritirarmi, ma nonostante fossi vicino all'arrivo e fossi oltre i novanta minuti di gara ho tenuto duro, andandomi purtroppo a incastrare nel peggiore errore di tutta la manifestazione (40 minuti!). Lì ho veramente detto "Se quello non è il mio punto, mi ritiro". Purtroppo o per fortuna era il mio.
Spero di tenere duro anche all'O-Ringen.
Altro fatto positivo, il tempo: non troppo caldo, non troppo freddo. Visto il tempo che sono stato in giro, avrebbe potuto essere un elemento devastante; invece mi ha graziato (anche il primo giorno che ha fatto qualche goccia di pioggia, tutto sommato mi ha lasciato in pace).
Ultimo fatto positivo, le cartine: non eccezionali, ma sicuramente piacevoli. La terza tappa, poi, nonostante fosse decisamente lunga, era molto scorrevole e mi ha molto divertito.
Gli aspetti negativi riguardano le mie prestazioni.
Innanzitutto, i tempi in gara, altissimi, complici alcuni errori grossolani, ma soprattutto una assoluta lentezza nella corsa (quando correvo) e una scarsa capacità ad affrontare le salite. Il terzo giorno, dove di errori avrò perso circa dieci minuti (un niente, rispetto ai giorni precedenti) ho preso sulla corsa circa 15 minuti da chi mi stava davanti.
Gli errori tecnici, poi, sono stati alcune volte disarmanti. Il passaggio al 15.000 non ha influito così tanto, quanto la mia insicurezza. Un paio di volte, nonostante avessi linee di arresto chiare e inconfondibili, mi sono più volte fermato dubbioso, con la paura di averla mancata (come se una parete rocciosa fosse invisibile), arrivando a perdere svariati minuti.
L'apoteosi, poi, è stato il solito essere sul punto e non vederlo.
Due casi su tutti.
Il terzo giorno, sono passato di fianco (non più di due metri) al punto, proprio a bordo del sentiero e non ho visto la banalissima parete rocciosa alta due metri che lo indicava.
Il quarto poi cercando una buca, sono arrivato sul naso giusto, trovo una buchetta vuota e entro in difficoltà; il naso ovviamente è quello giusto, c'è il cocuzzolo davanti e io non capisco; sto lì un minuto buono a domandarmi cosa succede, finchè da sotto arriva uno, si infila tra la buchetta e il cocuzzolo mi supera di due passi e si lancia dentro la buca che proprio al di là della buchetta stava a guardarmi con la sua bella lanterna all'interno.
Ormai sono arrivato alla conclusione che certi errori tecnici non siano più recuperabili per me e noto che infatti sto sempre più aumentando la mia capacità nel rilocalizzarmi velocemente, più di quanto non faccia con la capacità di capire quale sia la strada migliore. Il classico orientamento per approssimazioni successive...
Comunque, per tracciare un bilancio finale, non posso essere troppo contento, anche se mi sono sicuramente divertito moltissimo e ho resistito in gare che erano sicuramente un po' oltre i miei limiti fisici. Spero che questa infilata di gare e di errori mi serva per riuscire a sopravvivere a quello che mi aspetta settimana prossima (SteGal mi ha mandato una cartina della zona e non credo che riuscirò a tornare...).
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Pierlabi
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Funkenschlag
Venerdì sera, partita introduttiva a questo nuovo gioco.
Lo scopo del gioco è riuscire a fornire elettricità al maggior numero di città possibile, tenendo conto dei costi necessari a costruire le centrali elettriche (a carbone, petrolio, nucleari e ecologiche), a comprare le materie prime e a connettere le varie città.
Il gioco è molto lineare, con poche regole molto semplici, ma con una strategia non banale.
Come piace a me, il fattore caso è molto limitato (la pesca delle centrali disponibili all'acquisto è mitigato dall'ordinamento per valore, per cui una centrale pescata, se troppo potente, non è immediatamente disponibile).
Il turno di gioco è strutturato per dare il vantaggio delle mosse a chi è più indietro nello sviluppo, anche se un errato posizionamento iniziale risulta comunque molto difficile da recuperare.
Nella partita di test, dopo un sostanziale equilibrio, vittoria di SteGal67, che è riuscito a raggiungere la potenza necessaria a vincere la partita, un turno prima degli altri, gestendo un ultimo turno senza il bisogno di spendere i soldi per una ulteriore centrale (costo di gran lunga superiore a qualsiasi altra operazione) concentrandosi quindi sulla connessione delle ultime città.
Voto al gioco, 7,5. Da provare con quattro giocatori, dove dovrebbe risultare più complesso connettere le città (che hanno solo tre posti disponibili).
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Pierlabi
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venerdì, luglio 13, 2007
Harry Potter e il disordine della Fenice
Premessa: se voi (come peraltro il sottoscritto) appartenete alla categoria di quelli che comunque andranno a vedere tutti i film di HP e leggeranno avidamente tutti i libri del maghetto, allora è meglio se ripassate di qui dopo aver visto il quinto film, attualmente in sala.
Se state proseguendo, lo fate a vostro rischio e pericolo.
Sin da quando ho finito il il libro mi sono domandato quale ne fosse l'utilità ai fini della saga complessiva. La profezia intorno cui ruota tutto il libro non giustificava il mare di pagine spese, mentre lo scontro tra chi credeva nel ritorno dell'Oscuro Signore e il Ministero delle Arti Magiche, indubbiamente più interessante, sembra alla fine privo di particolari conseguenze.
Però avevo sempre pensato che, sfrondandolo delle molte scene inutili, potesse uscirne un buon film, forse addirittura migliore e più godibile del libro.
Purtroppo mi sono sbagliato. Il film è sconclusionato, oscuro e assolutamente poco fedele al libro.
Come prima cosa, sembra un assurdo che dal libro più lungo sia stato tratto il film più breve di tutti.
Questo poi è stato ottenuto con un taglia e incolla assolutamente folle, un po' come quei traduttori automatici che prendono un brano e lo rendono assolutamente incomprensibile a chi già non sapesse cosa c'era scritto.
Da fedele lettore, i principali difetti sono:
- la continuità del libro viene completamente stravolta, con eventi che si succedono in ordine casuale senza riuscire a capire perchè;
- tutto la parte iniziale a casa degli zii, l'aggressione dei Dissennatori, la fantomatica promessa della zia, viene ridotta ai minimi termini;
- l'Ordine della Fenice, che casualmente dava il titolo al libro, praticamente non appare mai, se non all'inizio e alla fine; lo stesso dicasi per Hagrid, Snape e la McGonagall;
- tutta la faccenda di Grop, il fratellastro gigante di Hagrid, viene ridotta a una specie di farsa;
- la profezia è ridotta al minimo indispensabile e risulta pertanto incomprensibile, non tanto per quanto riguarda il futuro, ma piuttosto per quanto spiega di ciò che è successo in precedenza;
- tutto ciò che ruota intorno al quartier generale dell'Ordine, in particolare Sirius Black, il folletto domestico Kreacher e i rapporti di parentela tra i Black e i mangiamorte, cosa che in qualche modo spiega come e perchè Harry caschi nella trappola al Ministero, viene bellamente e completamente saltato;
- nello scontro finale tra Voldemort e Harry&Albus si inventano di sana pianta alcune scene che non vogliono dire nulla.
Insomma una grossissima delusione, che mi spinge a temere sempre di più per il futuro.
Voto 5, da vedere solo se proprio non potete farne a meno.
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Pierlabi
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10:25 AM
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