Primo maggio, gara long a Nova Ponente.
Per chi conosce il posto, potrei finire qua il post (scusate il gioco di parole).
Per chi non lo conosce, potrei dire solo "Vai e guarda con i tuoi occhi, poi ne parliamo".
Ma dato che sono un chiacchierone, continuo.
Il posto è uno di quelli che riempiono gli occhi e il cuore, boschi, prati, silenzio e tranquillità, la mattina addirittura i cerbiatti che vengono a brucare l'erba nel prato davanti all'albergo.
L'albergo, appunto. Roby ha trovato un posticino fantastico quasi nel nulla. L'unica cosa vicina erano il ritrovo della gara e la partenza, entrambi a vista dalla finestra della camera.
La gara (per me MB da 7kmsf) non mi è sembrata difficile, forse perchè venivo dal casino di Civezzano, forse perchè in un bosco così i punti di attacco sono molteplici. La testa ha detto "Vai piano", memore del tempo immane impiegato a Civezzano su una distanza simile, ma il fondo pulito, la giusta distribuzione del dislivello, ma soprattutto la bellezza di alcune zone, mi hanno impedito di trattenermi.
Tecnicamente, la mia gara è stata l'opposto di quella di Civezzano, errori in uscita dal punto, ma poi preciso nel trasferimento e pulito nel punto d'attacco (forse per questo la gara mi è sembrata semplice). Rispetto alla finale dei Campionati Italiani, ho impiegato quasi mezz'ora in meno.
Poi, la mia velocità è quella che è e l'ultima posizione è stata tutta mia comunque. Ma, come sempre, non è mai questo che dà un significato a quello che faccio.
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La mia agenda
martedì, maggio 05, 2009
Impossibile non correre
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Pierlabi
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11:55 AM
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Anonimato
La mia azienda, per migliorare l'ambiente di lavoro, ha commissionato una Survey tra i dipendenti.
Le domande non sono niente di trascendentale o di particolarmente a rischio nè per l'Azienda nè per i dipendenti.
Comunque, per meglio tranquillizzarci, ci ha assicurato che il questionario è in forma assolutamente anonima e non è possibile risalire al dipendente che ha risposto.
Questo perchè (cito dalla mail di invito al sondaggio) "Il codice di accesso personale (assegnato da chi gestisce il sondaggio, ndPLab) garantisce che i tuoi dati verranno trattati in maniera riservata e che non potranno ricondurre a te in nessun modo."
Sono l'unico a notare una strana incongruenza ?
PS. comunque il sondaggio l'ho fatto. La domanda più divertente è stata "Hai un/una grande amico/a in azienda?".
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Pierlabi
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giovedì, aprile 30, 2009
Il passo più lungo della gamba
Ovvero, farsi del male inutilmente solo per far finta di fare punti in Lista Base.
Per uno strano impulso masochistico, ho deciso di partecipare ai Campionati Italiani Middle di Civezzano nella categoria assoluta, invece che in quella master. Questo nella speranza di riuscire a fare qualche punticino in più del solito, almeno nella qualificazione (gara da 100, per farne una ventina pasta un tempo poco superiore al doppio del vincitore).
Peccato che non abbia considerato alcune cose fondamentali, quali la tecnicità del terreno, il dislivello da fare e il fatto che, con il mio allenamento, altro che doppio del vincitore...
La gara del sabato parte subito male per me, con tanti errorini in zona punto (accidenti a tutte quelle buche!), ma (stranamente) le gambe vanno un po' più del solito e quindi corricchio (insomma, esistono momenti in cui nessun piede è a contatto con il terreno). Visti gli errori, decido di passare a una gara più conservativa, con tratte un po' più lunghe, ma con punti di attacco chiari e univoci e la cosa si vede.
Il problema è che, tra l'ansia della prestazione, gli errori e l'aver corso, arrivo agli ultimi punti a serbatoio completamente vuoto.
Gli ultimi due punti, peraltro in notevole salita, sono un calvario: soste continue, fatica solo a muovere un passo, incapacità a superare gli ostacoli del terreno.
In pratica, se ne vanno quasi venti minuti, vanificando quasi del tutto le speranze di un punteggio decente.
La domenica, con le gambe di legno e la testa pronta alla mia bella finale C (con tutta probabilità uguale alla M35B di molti amici e comunque più corta della gara del sabato) scopro che la suddetta è stata soppressa e quindi dovrò fare la finale B (lunga e tecnica, in quanto valida per il World Ranking Event).
La gara è la fotocopia di quella del sabato, con la sola differenza che parto pianissimo, per non rischiare di restare a secco. Gli errori in zona punto ci sono sempre e il tempo passa inclemente, insomma una gara di basso livello, peggiore di quella del sabato.
Ma tant'è, la finisco, tutto sommato divertendomi anche: azzecco la previsione su quando avrei incontrato il DiPa in gara, evito di disfarmi le caviglie, non arrivo ultimo e riesco anche a inserire il mio nome nella classifica WRE.
Vista la scelta azzardata, è più di quanto potessi sperare...
P.S.: mi rendo conto che non ho parlato di come erano la gara, l'organizzazione, il posto. L'hanno fatto (e meglio di come avrei potuto farlo io) SteGal, DiPa, Oscar e Rusky (e altre decine di orientisti). Aggiungo solo il mio grazie ad Andrea e a tutto il Trent-O.
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mercoledì, aprile 22, 2009
Gran Torino
Recupero la recensione di un film visto settimana scorsa.
Gran Torino è un bel film, con una storia ben costruita, che fa pensare e ti lascia anche con un po' di amarognolo in bocca. Forse la visione dell'autore è un po' semplicistica, ma il finale, coerente con il personaggio e con lo sviluppo della storia, è di tutto rispetto.
L'ultima prova di Eastwood come attore (almeno stando a quanto da lui dichiarato) è sicuramente coinvolgente, anche se ogni tanto mi ha dato l'impressione di aver voluto gigioneggiare un po' troppo (un po' come gli ultimi Nicholson e DeNiro).
Gli attori di contorno, a me poco noti, sono tutti molto in parte, soprattutto il prete.
Non proprio il mio genere di film, ma il voto è alto: 7,5.
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La verità è che non gli piaci abbastanza
Una regola abbastanza corretta è che se in un film sono presenti più di un tot di star di Hollywood (con tot intorno a 3-4), non potrà essere un capolavoro.
Anche questo film, peraltro tratto da un libro che non vedo molto come fonte di una sceneggiatura, conferma la succitata regola.
Le varie storie, anche se intrecciate tra di loro in maniera coerente, mancano di mordente, di ritmo e, spesso, anche di credibilità. Credibilità che nemmeno gli attori sembrano sentire, offrendo in risposta una recitazione abbastanza piatta.
Il finale, che ovviamente è quasi per tutti lieto, risulta stucchevole e poco in tono con il resto del film.
Insomma, un film che sconsiglio vivamente. Voto: 5- (se non ci fossero state alcune delle mie attrici preferite, sarebbe un bel 4).
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lunedì, aprile 20, 2009
Trail-Outlet
Sabato, visto che per tutta una serie di motivi si era deciso di non fare il week-end in Valsugana, trasferta in Val Trebbia per la Coppa Italia di Trail-O.
La proposta era nata dal sottoscritto e aveva trovato subito sponda nel buon SteGal (sempre a patto che non si andasse in Valsugana). Roby era stata più difficile da convincere, ma la promessa di un passaggio all'Outlet di Serravalle vinceva i residui dubbi.
Per tutta una serie di problemini, poi, il passaggio all'Outlet è stato degno dei meccanici Ferrari dei tempi d'oro (cioè di prima dell'introduzione del lecca-lecca elettronico).
Insomma, dopo alcuni temporali, quattro nuove paia di scarpe Nike, un tot di curve, eccoci a Loco di Rovegno.
Assente il campione in carica remm, l'Unione Lombarda schiera comunque ben quattro atleti (Giovannini ci raggiunge direttamente dal lavoro) e tutti ci tengono a fare bella figura.
Il percorso è, secondo la mia modestissima opinione, molto bello. I punti sono tecnici, non banali, ma senza trabocchetti nascosti (cioè, i trabocchetti ci sono, ma non sono del tipo "è Z perchè il punto è 15 gradi più a nord di quello che dovrebbe essere").
Io sbaglio il secondo punto a tempo, perchè non guardo con attenzione quali sono gli oggetti particolari effettivamente cartografati. Avrei potuto accorgermene da tanti particolari, ma l'ansia del tempo e la mia inesperienza mi spingono a non guardare tutta la zona, ma soltanto l'angolo tra le lanterne presenti.
L'errore che invece mi pesa tanto è quello fatto alla 3. Indico Z perchè mi lascio fuorviare dalla descrizione (in mezzo tra una radura e un albero). Non sapendo cosa considerare come estremo della radura da cui calcolare l'"in mezzo" decido che non sono in grado di dire nulla e quindi decido Z. Se invece avessi dato più retta alla posizione del cerchietto (cosa che inizialmente avevo fatto, battezzando correttamente la risposta, ma poi ho ignorato) non avrei sbagliato. Lesson learned: guardare sempre il cerchietto, sempre.
Altro errore alla 5, che essendo lontana dal punto di osservazione, ho faticato a riconoscere. Questo errore, però, mi pesa meno, perchè ho fatto tutte le mie pensate, cercato diversi punti di vista e in base alle mie conoscenze tecniche e a quello che vedevo era Z. Lessons learned: cercare migliori punti di osservazione.
Errore anche alla 7: qua la definizione dell'oggetto era il punto fondamentale; il termine del sentiero non può corrispondere a un punto sul bordo laterale del sentiero. Lesson learned: studiare (una volta per tutte) le guidelines dell'IOF.
Ultimo errore alla 15. In realtà, questo è stato un trabocchetto in cui tutti sono caduti, non considerando con attenzione il limite di vegetazione costituito dalle fronde, spostato rispetto al punto posato.
Il fatto di essere riuscito a fare bene il punto dal ponte, dove le mie vertigini si sono ripresentate causa oscillazioni dello stesso, mi ha fatto piacere.
Alla fine la classifica degli UL dice SteGal secondo, Giovannini quarto, Roby quinta e io ottavo. Una prestazione di squadra di tutto rispetto.
Dopo la gara, il solito giro di discussioni, anche se più contenuto rispetto a Tarzo (forse proprio perchè non c'erano trabocchetti infidi e tutti i punti erano inappuntabili).
Molto interessante la lunga chiacchierata con la già campionessa del mondo, che ho scoperto essere occasionale lettrice di questo blog.
Come già detto in occasione della gara di Tarzo, questa disciplina mi piace. Devo imparare ancora molte cose, forse più nell'approccio mentale alla gara, che di tecnica vera e propria, ma il prossimo appuntamento di Asiago è già dietro l'angolo...
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lunedì, aprile 06, 2009
Sto c'Astico
Week-end di gare in Val d'Astico con la terza prova di Coppa Italia domenica e il prologo sprint promozionale il sabato.
Nove sul Brenta, campo di gara del prologo sprint, è stata una gara molto tecnica rispetto alle ultime sprint che ho fatto. Terreno senza dislivello, ma molto movimentato (curve di livello a 2 metri), in cui si passava dal prato al pietroso, fino al sabbioso della riva del fiume.
Ho stranamente scelto una tattica diversa dal solito, ovvero di puntare veloce alla zona del punto e poi lì riconoscere dove ero e cercare il punto; dico stranamente, perchè di solito cerco (non sempre con successo) di avere sempre l'idea di dove è il punto da cercare.
Al di là dell'incontro ravvicinato con i rovi e la minaccia aerea dell'aviomodello vicino alla 9, la gara è andata abbastanza bene. Un errore alla 3, uno alla 12 (finito sulla 13) e uno piccolo sulla 15, mentre gli altri punti sono stati relativamente buoni. Il problema è che ho affrontato la gara con le scarpe sbagliate (visto il tipo di terreno e la quantità di sassi) per cui, per salvaguardare la caviglia, ho tirato il freno e ho molto camminato.
Domenica, MB in Coppa Italia. La minaccia di pioggia è stata costante, ma fortunatamente si è ridotta a qualche spruzzata ogni tanto.
La gara mi è proprio piaciuta (con la sola esclusione della zona sassosa attraversata dalla 7 alla 9). Partito molto concentrato, ho fatto i primi punti un po' come il sabato alla sprint, ma stavolta non mi sono ritrovato bene in zona punto, arrivando a stare 20 secondi a guardare da cinquanta metri la lanterna perchè "non può essere la mia" (ovvio che lo era).
Alla seconda così, ho deciso di tornare alla mia tattica più usuale. Peccato che sia iniziato il festival dell'ufficio informazioni, ovvero prima una W14 che non era proprio persa, ma sembrava in difficoltà ad affrontare il percorso (che mi è stato poi descritto come discretamente complesso); a questa hanno fatto seguito, una ragazza seduta sul masso del punto 3, una vicino al 4, Paola sul 6, una intorno al 10, una nazionale elite intorno alla 12, e qualcun'altra in giro. Soprattutto la W14 alla 2 mi ha fatto perdere il ritmo e ho impiegato un po' troppo sul trasferimento verso la 3. L'altro errore l'ho fatto dalla 7 alla 8; avendo fatto la 77 e andando alla 81 ho iniziato a incontrare la 78 e la 79, e al pensiero di "Le faccio tutte in ordine fino alla mia" ho deciso che la mia fosse la 80, invece della 81. E avendola vista, mi sono portato un po' fuori dal percorso ideale.
Un po' di paciugamento sulla 12 e molta attenzione alle caviglie sui tratti in discesa mi hanno rallentato ancora.
La classifica finale non è così negativa come mi aspettavo (il Giovannini mi aveva sfidato a fare meglio di alcuni atleti e ce l'ho fatta, più uno che mi ero scelto come soglia tra una gara decente e una brutta) e le caviglie sono tutto sommato in buone condizioni (non parlo delle ginocchia perchè oggi si stanno facendo sentire un po').
Il fatto che non abbia avuto in gara nè il minimo pensiero di mollarla lì, nè la solita canzoncina rompiscatole è la prova che ero proprio contento di essere lì a faticare e prendere l'acqua.
Insomma un week-end molto piacevole (complimenti alle fanciulle GOK che, come sempre, hanno mostrato a noi maschietti cosa vuol dire arrivare sul podio).
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giovedì, aprile 02, 2009
Mica come questo!
Per scendere dal piedistallo della scienza del post precedente, uso una sola parola: bikini.
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Proprio uno studio interessante
L'homepage di Repubblica titola (un po' in basso ad essere corretti) "I geni decidono quando si perde verginità".
Sentitomi chiamato in causa (per l'essere genio, non per la verginità) ho letto l'articolo.
A parte la delusione di scoprire che si parlava di geni intesi come plurale di gene (e non di genio), devo dire che dell'articolo non ho capito una mazza (la scelta della parola non è casuale).
Sostiene una tesi, ma anche altre tre tesi insieme.
Insomma, i geni possono influenzare il carattere di una persona, cosa che potrebbe portarla a cercare di perdere la suddetta verginità con maggiore anticipo, ma anche no, se intervengono fattori ambientali, caratteriali e se lei non te la dà.
La mia esperienza diretta riconosce molto rilievo all'ultimo punto.
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mercoledì, aprile 01, 2009
Io, Diogene
Emergendo dai fumosi ricordi della prima traduzione di latino al liceo e del brillante compagno che la intitolò "Il filosofo di Ogene" (ridente cittadina sull'Ellesponto), scopro che soffro della Sindrome di Diogene, ovvero la tendenza a non buttare via alcuna mail ricevuta.
A parte il fatto che sto guarendo (le pubblicità, le conferme di lettura private, le strisce di Dilbert più vecchie di tot, le cancello), non capisco perchè la suddetta sindrome sia applicabile solo alle mail.
Io prima di buttare qualsiasi cosa, specie se rivista o giornaletto, devo essere alla canna del gas, reazione di quando, condividendo una stanza con le sorelle, mio padre bimestralmente passava e diceva "Quei Topolino, o li vendi davanti al Super o li butti".
Se poi vogliamo ricordare la volta che l'Utente disse "Perchè hai fatto così" e io gli mostrai la sua mail di sedici mesi prima, estratta prontamente tra trecento aventi tutte lo stesso titolo (che era "ISVAP", anche se riguardava un qualunque argomento a caso tra polizza, sinistri, agenti, premi e rimborsi), tutto assume ancora più senso.
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martedì, marzo 31, 2009
Cartoomics
Sabato, solita visita all'annuale fiera milanese del Fumetto.
Ormai non ho più l'età per queste fiere. Già l'impatto con la fila alla biglietteria mi inversa e mi fa venire voglia di tenere il giro molto breve.
In realtà, poi, il giro è stato approfondito e ripetuto (prima per selezionare i possibili acquisti, poi per effettuarli), ma gli acquisti non ci sono stati.
Ormai queste fiere sono un dilagare di manga, anime e relative action figure, ma io in questo ambito non ho buchi in collezione e non cerco nulla. La mia mancolista contiene fondamentalmente Marvel e quello, tranne qualche volta a Lucca, non si trova mai. Nuove serie cerco di non prenderne più, perchè sono al limite della capienza e del tempo per leggere.
Insomma, dopo lungo penare, tutto quanto avevo pensato di prendere è rimasto sugli scaffali e le uniche cose di un certo peso che ho acquistato non sono state per me (arretrati per amici e pupazzi per le nipoti).
Per me un fumetto giallo promozionale della Lomellina (con allegato calendario delle sagre paesane) e un set di buste di plastica per conservare i fumetti di una certa grandezza.
Insomma, una spedizione al risparmio.
Domani vado alla Borsa e mi rifaccio...
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Pierlabi
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The International
Con un po' di ritardo rispetto alla visione, vi parlo di questo film, che sull'onda del sentimento contro le istituzioni finanziarie imperante in questo periodo di crisi, mette in scena una storia su quanto possono essere cattive le banche off-shore.
Non manca nemmeno una specie di riferimento alla realtà italiana in una figura che richiama apertamente il nostro Primo Ministro (o almeno le sue origini).
La trama parte da uno spunto interessante, ma si perde quasi subito, con una serie di salti logici alquanto arditi. Pur di sostenere il messaggio che le banche sono cattivissime e che comunque il sistema è talmente marcio che non è possibile colpirle, il regista non lesina sparatorie, esagerazioni e voltafaccia assolutamente inverosimili.
Il voler a tutti costi avere una specie di lieto fine, poi, vanifica la trama precedente.
Unica nota positiva, le scene girate a Milano, in zona Stazione Centrale/Grattacielo Pirelli: le inquadrature dall'alto e l'inseguimento per Via Fabio Filzi mi sono molto piaciute, forse più per i ricordi di quando bazzicavo quella zona, che per quello che rappresentavano per lo scorrere della trama.
Voto: 5.
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lunedì, marzo 30, 2009
Come nascono gli tsunami
Ore 12.45. Un occhiolino di sole spunta timido sopra la terrazza ed è ora di mangiare.
Collega A: "Piero, andiamo a pranzo?"
Io: "D'accordo. Faccio due gocce d'acqua e possiamo avviarci."
Collega B: "Perchè, ha ripreso a piovere?"
Io: "No. Sono io che vado a fare due gocce al bagno"
Collega C: "Ma come! Diluvia di nuovo?"
Prima che ufficalmente venisse dichiarato lo stato di Calamità, ho preso l'ombrello e sono uscito.
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venerdì, marzo 27, 2009
Anche le rockstar fanno la fila
Ieri sera, visita settimanale alla Borsa del Fumetto per ritirare la mia dose di letture.
Mentre sto prendendo le ultime cose e sto per mettermi in fila, entra un famoso (almeno, lo era una volta, io ho tutti i suoi dischi usciti prima del 1985) cantautore italiano.
A parte le solite scene da "E' lui o non è lui ?", cui Camilla ha brillantemente risposto "Se pensi che sia lui, allora è lui", le cose divertenti sono state due.
La prima, ha chiesto se vendevano atlanti o guide stradali.
La seconda, il poverino è finito dietro di me in coda.
Per rendervi conto di cosa vuol dire, c'erano da mettere in conto le uscite italiane e quelle americane prese dagli scaffali, da verificare la pila dei nuovi arrivi ancora non esposti, aspettare che mi portassero il contenuto della casella italiana e delle due americane, verificare che tutto fosse corretto, passare tutto alla cassa e pagare con bancomat.
A metà delle operazioni, è stato chiamato al telefono perchè lo davano per disperso ("No, sono ancora dentro, è che c'è molta fila").
Avrei solo voluto dirgli che era stato fortunato. Non erano usciti DVD nuovi...
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Team Building
L'altra sera, seconda edizione del "Trofeo Fred Flintstones", ovvero la partitona aperiodica di bowling tra i colleghi.
La coppa per più di un anno (aperiodica mica per niente...) ha fatto bella mostra di sé sulla mia scrivania e non vedevo l'ora di mandarla a prendere polvere su quella di qualcun altro.
Le scuse erano molte: la spalla che da un po' mi da fastidio (c'ho il certificato medico), la caviglia malconcia dall'infortunio a Firenze e recidiva dopo il week-end di Coppa Italia, la fatica della visita medica, l'effetto Wii Bowling che ha cambiato la mia impostazione di tiro, voi altri che non avete fatto altro che allenarvi...
Insomma, ero mentalmente pronto a perdere e mi ero preparato il tappeto di scuse su cui cadere bene.
I primi lanci dei principali avversari, poi, erano stati ottimi, mentre il mio scarso, a confermare una serata di basso profilo.
Peccato, però, che il mio agonismo, quello che mi fece giocare bastardo a un torneo di Monopoli contro un bimbo di nove anni, si sia risvegliato e abbia preteso di non mollare neanche un punto (solo una volta ho provato a fare il figo con un tiro ad effetto, ma la palla non è il Wii controller ed è finita dritta nel canale).
Alla fine del primo giro lo strike alla 10, mia specialità come già raccontato, mi ha fruttato il sorpasso su tutti e da lì non è stato possibile per nessuno l'aggancio.
Così, la coppa è tornata a prendere polvere sulla mia scrivania e rischia di rimanerci per sempre tra la aperiodicità della sfida e il fatto che vale come per la Coppa Rimet, alla terza vittoria viene assegnata definitivamente.
Il terzo tempo è stato in una pizzeria abbastanza inquietante, anche se discretamente buona.
Se passa l'idea del Destro, la prossima sfida aziendale sarà con le carte. E lì le prenderò, eccome se le prenderò (stai buono, agonismo, è tutta una tattica...)
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Misteri della navigazione
Qualcuno mi sa spiegare perchè il mio navigatore, per andare da dietro il parcheggio di Famagosta al Bowling dei Fiori (in linea d'aria 200 metri), invece di propormi questa strada
Visualizzazione ingrandita della mappa
mi ha proposto questa
Visualizzazione ingrandita della mappa
?
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giovedì, marzo 26, 2009
Ponyo sulla scogliera
La rubrica di critica cinematografica riprende con l'ultimo film del Maestro Hayao Miyazaki.
Gli standard di programmazione degli anime nei cinema milanesi (in cartello generalmente per non più di una settimana) hanno fatto sì che l'invito al club dei fan dell'autore di Nausicaa e de La Città Incantata fosse del tipo "Prendere o lasciare" e quindi praticamente tutti hanno lasciato.
Il film è carino, volutamente con uno stile grafico artigianale che, ormai abituato alla grafica digitale, mi ha lasciato all'inizio un po' sfasato.
La storia è molto semplice, una fiabetta apparentemente per bambini, in cui gli abituali temi sul rispetto dell'ambiente e sui fragili equilibri uomo-natura sono più sullo sfondo e meno funzionali alla trama.
In realtà, credo che il target giusto per questo film non sia comunque costituito da bambini troppo piccoli (ammetto che l'ho guardato anche con l'intento di capire se potrei portare mia nipote a vederlo), perchè la storia, nel suo scorrere non mi sembra avere il ritmo giusto.
Ponyo è un personaggio molto simpatico e non manca di toccare il cuore degli spettatori. Un po' sotto tono, invece, mi è sembrato il cast degli altri personaggi, a partire proprio da Sousuke, il bambino che trova Ponyo all'inizio del film e da cui nasce tutta la storia.
In conclusione, un film piacevole, ma sicuramente non al livello dei capolavori precedenti.
Voto: 6,5.
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martedì, marzo 24, 2009
E' primavera, bellezze...
L'arrivo della primavera (che come ormai tutti sanno è stato il 20 e non il 21) porta sempre con sè un notevole risveglio dei sensi. O almeno così dicono.
Per essere sicuri, Repubblica ci propina gallerie di foto su gallerie di foto dal tema "Le più belle di...".
Solo ieri abbiamo avuto giornaliste sportive e nazionali di curling, mentre prima aveva proposto la sfida di tennis tra Pennetta e Ivanovic.
Oggi, infine, le Patriot Girls (e vi risparmio le battute sui missili...)
D'altra parte, il Corriere ci offre il link a un servizio con le 30 top delle top.
Insomma, vale sempre il detto sul tirare e il carro di buoi...
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35 e 2/3
L'ultimo anno del liceo, in vista della maturità e forti degli intervalli passati a giocare a Tressette in classe, si era arrivati a dire che il voto minimo per essere promossi sarebbe stato 35 e 2/3, che, con la figura di m... (che nel tressette vale un terzo di punto) avrebbe fatto 36.
Questo è quello che mi è venuto in mente alla fine della visita medica agonistica fatta ieri.
Io soffro molto il gradone per l'ECG sotto sforzo; se ci uniamo la mia pessima forma, la stanchezza per le gare del week-end e la caviglia dolorante, il tutto è stato ancora peggio.
Alla fine, mi sono vergognato a guardare in faccia il medico.
L'idoneità ci sarà pure, ma se ci fosse un voto sarebbe proprio 35 e 2/3...
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lunedì, marzo 23, 2009
Ripresa soft
E' stato il week-end della ripresa orientistica.
Se si escludono le organizzazioni della Milano nei Parchi e il giro del parco a Firenze (che mi ha fruttato una distorsione alla caviglia), era dalla gara di Trail-O a Montichiari che non mi mettevo al dito una bussola.
Viste le mie floride condizioni di forma, ho optato per un tranquillo week-end con sole (!) 3 gare, nell'ordine, Coppa Veneto, Coppa Italia Trail-O e Coppa Italia Long CO.
Avrei potuto fare anche la gara notturna, ma il terreno infido (vista la caviglia dolorante) mi ha saggiamente sconsigliato la cosa (con somma gioia del mio stomaco che si è consolato al ristorante).
La gara di sabato pomeriggio (Coppa veneto), a Moriago della Battaglia, si è svolta su una carta dove si potevano contare ben 3 curve di livello. Insomma veramente dislivello zero.
In compenso, c'erano un'infinità di canalette, campi arati e un paio di paludi che mi hanno messo in notevole difficoltà (sempre data la mia caviglia in convalescenza).
La gara era composta da una farfalla con quattro ali, che ognuno faceva in ordine diverso. Questo ha fatto sì che ben presto mi sia ritrovato solo. Ho come sempre quasi solo camminato, tranne quando saltavo i canali.
La gara era abbastanza semplice, anche se un paio di campi non attraversabili mi hanno fregato (nel senso che ho sbagliato a girare loro intorno).
Probabilmente, la carta è molto più adatta alla gara in notturna, che vi è stata corsa la sera.
Domenica, mega tour de force, dato che si svolgevano due gare di Coppa Italia, una di Trail-O e l'altra di Corsa.
Della gara di Trail-O parlo in fondo, mentre la gara di Corsa è andata tutto sommato bene.
Arrivato in partenza all'ultimo momento, a causa del Trail-O, sono partito con l'idea di non finirla. Ciò nonostante mi avvio lungo i primi tratti, lunghi e poco divertenti (tutti su strada e sentieri). Ci metto anche un errore verso la due (scambio un tratto nero di scarpata per un sentiero e lo scelgo come attacco al punto, salvo poi non poter assolutamente scendere da quella parte).
Alla 3 penso addirittura di tagliare verso la 9 e da lì fare gli ultimi punti, ma decido di tirare fino alla 6 e poi, eventualmente, ritirarmi lì.
In realtà, dalla 5, la gara diventa più divertente, io mi sono un po' ripreso dopo lo sforzo mentale del Trail-O e decido di fare tutta la gara. Un paio di imprecisioni alla 8 e alla 9 e un errore alla 12 (le passo a due metri e non la vedo, vagando per due minuti buoni) e sono all'arrivo.
Il tempo di gara è vergognoso, ma sconto i primi 4 punti fatti al passo e non di corsa (allenarsi!) e comunque arrivo di buon umore, per una giornata che mi ha davvero divertito.
A corsa finita, inizia il dopo-gara Trail-O, con il solito fiume di commenti, discussioni e polemiche.
La gara era stata complessa e impegnativa, cosa che vuol dire che ci sono stati tanti punti che hanno dato difficoltà e quindi polemiche. Io, per la prima volta, sono arrivato al limite del tempo massimo, prendendomi 72 dei 75 minuti a disposizione. I punti a tempo all'inizio mi hanno buttato in gara a bomba ed ero anche convinto di averli sbagliati (specie il primo). Molti punti non li ho capiti, ma rispetto ad altre volte non sono caduto nei trappoloni: quando ho sbagliato, l'ho fatto sulla base di una lettura ragionata e approfondita (sebbene sbagliata) della carta.
So che ho ancora molto da imparare sulla cosa, ma il Trail-O mi piace sempre di più.
Quello che mi piace poco, invece, è il solito dopo-gara, in cui ognuno (o quasi) si sente in dovere di sollevare una polemica perchè il punto x era y centimetri più a nord.
Non ritenendomi ancora così bravo da poter giudicare il tracciatore, io mi sono dato un tempo limite: sia dopo aver tagliato il traguardo, sia dopo che sono state esposte le soluzioni, discuto (con chi ne ha voglia) della gara per non più di mezz'ora. Dopo di che, quel che ho fatto, ho fatto.
Ed è con lo stesso stato d'animo che ho quindi accolto il mio nono posto in classifica (frutto di molti errori di lettura), che è poi diventato quinto (evidentemente hanno eliminato alcuni punti che io avevo sbagliato e che chi era davanti a me aveva riconosciuto), ed infine sesto (si erano dimenticati di Marco Giovannini).
La soddisfazione, per me, è stata battere (anche se solo per i punti a tempo) Stegal (che sicuramente mi umilierà alla prossima occasione).
Congratulazioni ai miei compagni di squadra che si sono tutti piazzati in ottima posizione in classifica, segno che il trofeo per società vinto l'anno scorso ci dovrà essere strappato di mano un dito alla volta...
Ora week-end di riposo e poi nuova Coppa Italia CO. Il calendario si sta riempiendo...
Pubblicato da
Pierlabi
alle
3:30 PM
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Etichette: Orienteering