mercoledì, luglio 11, 2007

Lupin III e il Castello di Cagliostro

"Roba nuova!" direte voi.
Ed effettivamente non si può negare che i quasi trent'anni un po' si vedano.
Però la scelta coraggiosa di restaurare, rieditare e ridoppiare (con le voci originali della prima serie) questo film di Hayao Miyazaki andava sostenuta (soprattutto nella speranza che questo poi porti a sbloccare gli altri che ancora vagano nel limbo dei DVD).
Il film (già visto più volte tra TV e DVD) è molto piacevole e guadagna molto dallo schermo gigante. Non mi ha invece molto convinto il risultato della riedizione e ridoppiaggio. La pellicola sente il peso degli anni e, anche se non ci sono grandissimi problemi, un po' di graffi e disturbi ci sono.
La parte che mi ha convinto meno, però, è proprio il ridoppiaggio, cosa peraltro molto di moda in questo periodo per tutti gli anime storici (Gundam, Goldrake e Daitarn 3, ad esempio). Il fatto di usare gli stessi attori per le stesse voci è una buona idea, ma non si può negare che trent'anni siano passati e le voci cambiate; rifare gli stessi accenti risulta forzato e perde sia in naturalezza sia in comprensibilità.
Nonostante tutto però il film mantiene la sua godibilità e ve lo consiglio (anche se mi sa che, come tutti i film di animazione, resterà fuori pochissimi giorni).

martedì, luglio 10, 2007

La Stanza dei Giochi

Sto iniziando a creare la Stanza virtuale dei Giochi da tavolo.
Lo scopo è raccogliere in un unico punto tutti i giochi, le regole, gli amici, le sfide, le classifiche in modo da condividere con tutti quelli di voi che possono essere interessati la mia passione.
L'idea di base si fonda, al momento, su due elementi:

  • un gruppo di Google per raccogliere tutti gli interessati; al suo interno si potrà discutere delle ultime partite e dei nuovi giochi, si potranno condividere classifiche e regolamenti, si potrà scrivere a tutti i componenti in un colpo solo;
  • un calendario Google dove preparare un calendario di serate di giochi e dove condividerlo (perché se è vero che tutte le giocate di cui parlo mi vedono ovviamente al tavolo, mi piacerebbe sapere anche a cosa giocano gli altri quando io non ci sono).
I link al gruppo e al calendario saranno presto disponibili nella colonna a destra. Intanto, se vi interessa entrare nella mia sala giochi, scrivetemi.

CruciPeres 2007

Mi scuso per il ritardo nella segnalazione, ma anche quest'anno è stata lanciata la sfida del cruciverba più difficile del mondo. Se vi interessa, lo trovate qui.
Io gli ho dato un'occhiata mentre ero via e non ci ho capito un'acca. Ma sicuramente voi sarete più bravi di me...

Highlands Open 2007

La prima parte della vacanza orientistica si è svolta ad Asiago per gli Highlands Open, ottimamente organizzati dall'Erebus Vicenza.
Peccato per i pochi partecipanti, perchè le gare e i boschi meritavano sicuramente molta più attenzione.
Le tre gare sono state molto belle, con percorsi interessanti e impegnativi.
L'UL ha partecipato in grande numero, alcuni in preparazione alla 5 giorni successiva, altri proprio perché non potevano parteciparvi.
Io non sono andato assolutamente bene, la condizione fisica dopo la sosta forzata era ancora più triste del solito e non mi sono azzardato a tirare troppo, visto ciò che mi aspettava in seguito.
Poi, su queste cartine abbastanza tecniche, ci ho messo molti errori, non grossi come quelli che avrei fatto la settimana successiva, ma continui, ottenendo l'ultima posizione tra i classificati.
Non sono contento di questi tre giorni: la sfida con il buon Rebelot speravo di perderla con onore, mentre invece non c'è mai stata storia.
Dal punto di vista extra-sportivo, invece, non mi posso proprio lamentare: compagnia simpatica, tempo splendido, cibo ottimo e abbondante. Peccato per l'aver perso la rievocazione della battaglia dell'Ortigara, ma proprio non c'era tempo.

lunedì, luglio 09, 2007

Non c'è bisogno di andare così lontano...

La NASA suggerisce ai ricercatori di usare più creatività nell'elaborare i criteri per cercare le forme di vita nello spazio.
Non capisco il perché del suggerimento. Così a caso mi vengono in mente un sacco di persone che richiedono una certa fantasia per definirle "forme di vita intelligente".

P.S. serio: a questo punto chi ci assicura che la Terra non sia un immenso organismo vivente e noi soltanto una specie di zecca che Lei sopporta non avendo le mani per estirparci ?

Tree Climbing

Ovvero "Il miglior modo per trascorrere il giorno di riposo quando soffri di vertigini".

Per esperienza diretta, temo sempre molto il giorno di riposo di queste n-giorni, in quanto non si traduce mai in un giorno di fancazzismo, ma c'è sempre un allenamento da fare, una città da visitare, una montagna da scalare.
Questa volta, tutto sommato, è andata bene.
La mente inarrestabile di Roby ha trovato il depliant di questo posto, dove è possibile provare, sotto l'attenta supervisione di responsabili preparati, tutta una serie di percorsi tra gli alberi a base di carrucole, ponti tibetani e altre amenità sospese.
Dopo un breve, ma completo, briefing in cui ci è stato spiegato come indossare l'imbragatura e come fissare moschettoni e carrucole, si è partiti per il giro per principianti, altezza media dal suolo 7 metri.
Per le mie vertigini erano già tanto, e lo sguardo di terrore iniziale e il silenzio continuo ne erano la prova costante.
Ciò nonostante, non mi sono fatto mancare niente, nè le carrucole, nè i passaggi sui cavi sospesi e neppure i tronchi ondeggianti.
Sebbene il mio corpo segnalasse in continuazione l'opposto, mi sono divertito. Il percorso non era esageratamente impegnativo e la presenza di cavi cui essere costantemente attaccato ha bilanciato il senso di vuoto sotto i piedi e dentro la testa.
Purtroppo il tempo è peggiorato rendendo impossibile il giro sul percorso avanzato (altezza media 12 metri) che avrei provato, ben sapendo che probabilmente era troppo per le mie vertigini (ma d'altra parte, se ho finito le gare che erano troppo lunghe per le mie possibilità, perché non avrei potuto finire anche quel percorso?).
Insomma, un esperienza da provare senza esitazioni, qualunque sia il vostro rapporto con le altezze.

Voci del bosco

Il mio resoconto di questi dieci giorni di ferie orientistiche non può che cominciare dalle voci che le hanno animate.
Lo speaker e il cantante.
Entrambi, forse per caso, forse no, si chiamano Stefano.
Entrambi hanno riempito il silenzio del bosco con la loro voce, diventando, in maniera diversa, ma ugualmente sentita, un tormentone.
Entrambi lo hanno fatto pur mantenendo inalterato l'impegno agonistico, correndo tutte le tappe (Highlands open e 5 Giorni).
Una menzione particolare va allo speaker, il buon SteGal, il quale non ha esitato ad alzarsi all'alba per affrontare la propria gara (e parlo di 10 kmsf) quando nel bosco ancora non c'era nessuno (e a volte nemmeno le lanterne) e arrivare più o meno fresco, ma comunque pieno di parole da riversare sulla gente in attesa sui prati. Certo, i suoi discorsi in inglese, tedesco, e altre lingue straniere, a volte non erano proprio comprensibilissimi o correttissimi, ma non c'è stato nessuno che se ne sia lamentato, anzi...
Qualche perla c'è stata, tipo il francese che a domanda fatta in francese ha risposto in perfetto italiano "Scusa, ma non ho capito nulla", o il tipo che, rispondendo a una domanda sulla gara raccontando di come non fosse particolarmente allenato, è stato interrotto con "Forget your trainings! How did you find the race!!!?!!. Il divertimento maggiore per me era contare quanto duravano le vocali dei nomi duranti le premiazioni (nove secondi per Mamleev).
L'altro Stefano, il cantante, è stato per me negli ultimi mesi un nome cui non riuscivo ad associare una faccia, uno di cui tutti parlavano ma a cui non riuscivo ad associare un fatto, un evento, una voce.
Dopo otto gare, di cui tre in cui era mia avversario, un concerto e un CD con l'inno della FISO, adesso almeno so di chi stiamo parlando (il buon Volpi ha addirittura scoperto che registrava le sue canzoni alla radio).
Posso dire che non fa brutte canzoni (forse non proprio il mio genere, ma questo è un problema mio), che ha una discreta voce, che nel concerto (al di là dell'emozione di suonare per gente che ti conosce per altri motivi) si è ben mosso.
L'inno della FISO, poi, è molto orecchiabile e, forse perché proposto in continuazione durante questa 5 giorni dei Forti, resta facilmente in testa.
Insomma, dietro tutto questo parlare, effettivamente c'è della sostanza.
E a questo punto, come sognano alcuni orientisti, speriamo di vederlo primo a Sanremo a dedicare la vittoria a tutti gli orientisti, partecipanti dello sport più bello del mondo.

domenica, luglio 08, 2007

Alive and kicking

Dopo dieci giorni di silenzio rieccomi a voi.
Sono stato in ferie, ma non ho avuto il tempo di scrivere un post di saluti prima di partire.
In questi giorni non avevo le forze e la voglia di scrivere alcunché e nei prossimi giorni vi racconterò brevemente perché (per darvi un indizio vi rimando a questo mio post precedente).
Intanto, vi elenco cosa è successo, cosa ho fatto e il commento di chi era insieme a me ed è stato molto più rapido a scrivere:

  • Highlands Open, Asiago, 29 giugno - 1 luglio, categoria MAK, sito ufficiale, commenti del DiPa, di SteGal, di Rebelot, di Rusky (1 -2 - 3 - 4) e quello ufficiale FISO;
  • 5 Giorni dei Forti, Lavarone, 2 - 7 luglio, categoria MAK (accidenti a me!), sito ufficale, commenti del DiPa (1 - 2), di SteGal, di Rusky (1 - 2 - 3 - 4 - 5) e quelli ufficiali FISO (1 - 2 - 3);
  • il concerto di Zarfo, cantante-orientista (o orientista-cantante, vedete voi), autore dell'inno ufficiale della FISO (qui dal vivo, si vede anche la mia testolina);
  • Team New Zealand ha buttato al vento l'America's Cup, contro una Alinghi che non era poi così più forte come si pensava;
  • Tree Climbing e altre amenità sospese all'AcroPark di Centa San Nicolò; commento di DiPa;
  • Partitone a El Grande: due sconfitte (da Roby e DiPa) e una vittoria; commenti di DiPa (1 - 2);
  • Smaltimento di un po' di arretrati fumettistici (Agenzia Alfa, Dylan Dog vari, Marvel);
  • Arrivo di nuovi giochi in scatola, da provare al più presto; discutendo oggi in macchina ho deciso che a breve aprirò in questo blog "La stanza dei giochi", luogo virtuale dove censire i miei giochi, raccogliere regolamenti, strategie, classifiche e organizzare quello che è il mio sogno da un bel po', ovvero il campionato PLab di giochi da tavolo; a breve news a riguardo
  • Ho dimenticato il regolabarba (il trimmer, per gli anglofoni) e onde evitare di arrivare a una lunghezza insopportabile per me e per i miei vicini, mi sono fatto la barba (intendo proprio rasato, non quell'ombra di barba che ogni tanto mi tengo) per la prima volta dopo tre anni (peraltro con un rasoio monolama, ci ho messo quasi un'ora); il risultato è piaciuto ai presenti (soprattutto a Roby), ma non è piaciuto a me; appuntamento al 2010 per la prossima volta
Alcuni di questi eventi li riprenderò nel corso della settimana (sono in attesa di foto e video compromettenti), per altri non c'è molto altro da dire.

mercoledì, giugno 27, 2007

Staffetta Inglese

Non si tratta del passaggio di consegne tra Tony Blair e Gordon Brown alla guida del governo britannico, bensì della seconda edizione del Trofeo del Golfo, gara sociale estiva dell'Unione Lombarda, organizzata e ospitata (nel senso che si è fatta a casa sua) da Lucia, con l'aiuto tecnico di Alessandro.
La gara si è corsa con la formula della Staffetta Inglese, ovvero squadre di tre elementi con due cartine di percorsi diversi. Al via il componente A parte con la cartina 1 e B con la 2. C aspetta il primo che arriva, riceve la cartina e parte. Supponiamo arrivi A, C parte con la cartina 1 e A aspetta B con la 2. Quando B arriva, A parte e B aspetta C. A quel punto B parte con la 1 e quando arriva A (che a questo punto ha finito), C parte con la 2.
Quando B e C arrivano, ogni componente avrà fatto entrambi i percorsi.
L'ultimo della squadra che arriva determina il tempo di gara.
La mia squadra, pur potendo contare sulla velocità di Remo (componente A di cui sopra), è arrivata ultima: questo perché quando io (componente C) sono arrivato, nonostante tutti i miei errori, non ho trovato Adele (componente B) che non era ancora arrivata dal primo giro; quando poi sono partito ho commesso un notevole numero di errorini che su una gara da 7 minuti hanno pesato tantissimo.
La squadra sulla carta più forte (Bramby, Barbara e Paola) ha invece rispettato il pronostico.
Dopo la gara, cena a buffet di notevole livello, accompagnata da risate, chiacchiere e programmi vacanzieri.
Mezzanotte è arrivata in un lampo ed era già ora di andarsene.
Grazie ancora agli organizzatori e già inizio ad aspettare la terza edizione.

lunedì, giugno 25, 2007

Le ultime boe

Iniziata la finale di America's Cup tra Alinghi e Team New Zealand.
Le due barche sono sull'1-1 ed è emerso come ognuna sia particolarmente forte in specifiche condizioni di vento.
A questo punto ogni risultato sembra possibile.
Vedremo a chi sorriderà il vento.

El Grande

A completare la settimana di recupero giochi, ieri sera El Grande, gioco che nel lontano 1996 vinse lo Spiel des Jahres.
Il gioco ha tutte le carte in regola per diventare uno di miei preferiti, vista l'assenza del fattore caso.
Lo scopo è fare più punti degli avversari, ottenendo nei momenti di conteggio (che avvengono in momenti prederminati) il controllo delle regioni spagnole. Per fare ciò, occorre posare sul tabellone i caballeros.
In ogni turno, l'ordine di gioco è deciso in base alle carte potere giocate dai vari giocatori (con il vincolo di non poter giocarne una già giocata), ma maggiore è il valore della carta, minore è il numero di caballeros che diventano disponibili all'azione.
Il castillo e il re sono altre due variabili che influiscono sulle strategie. Il primo in quanto riserva di caballeros, il secondo come vincolo nei piazzamenti.
Il gioco è sicuramente più interessante con 3-4 giocatori (noi eravamo in due e come sempre ci siamo dimenticati alcune regole).
Il regolamento è più complesso di quanto non sia poi il gioco, anche se la strategia non è banale.
Voto alla prima impressione: 7.5, ma sicuramente salirà dopo alcune partite complete (e devo anche provare le espansioni...).

sabato, giugno 23, 2007

Elasund reloaded

Ovvero, come accorgersi di non aver capito nulla delle regole del gioco.
Ieri sera, alla presenza del DiPa e di Stegal, io e Roby abbiamo riprovato questo gioco dopo l'esperimento di lunedì.
Il punto fondamentale è che lunedì c'eravamo bellamente fumati alcune regole, ottenendo così un gioco più facile e veloce, ma meno divertente.
In quattro e con le regole complete il gioco è apprezzabilissimo, guidato sempre da un fattore casuale abbastanza forte, ma che comunque lascia ampio margine alle strategie.
Vincitore della serata il DiPa, nonostante un grave errore che, oltre a ritardare il successo, ha anche rischiato di compromettere irrimediabilmente la gara a mio vantaggio. Un paio di tiri fortunati e il fatto di essere stato il primo a giocare, gli hanno dato quel lievissimo vantaggio che gli ha permesso di vincere. Io pensavo avrebbe vinto Ste, che ha passato le prime mani ad accumulare carte che avrebbero dovuto poi fruttare turni liberi da problemi di strategia. Probabilmente però ha aspettato troppo a passare dalla fase di accumulo a quella di utilizzo e questo gli ha impedito di vincere.
Per quanto mi riguarda, una discreta partita. Non ho ancora capito quanto siano utili le mura del villaggio e quindi me ne sono tenuto lontano. Probabilmente ho sbagliato anche un paio di gettoni da costruzione, pagandoli troppo. Ciò nonostante avrei chiuso nello stesso giro in cui ha chiuso Ale.
In conclusione, il gioco si conferma un bel gioco, ottimo da giocare in quattro in una serata non troppo impegnativa (anche se è occorso il doppio rispetto all'ora dichiarata sulla scatola). Mi spiace proprio che abbia aspettato così tanto sul ripiano dei giochi prima di essere provato.

venerdì, giugno 22, 2007

E giusto per essere un filo più seri...

L'ultima classifica riguarda i dieci film più amati dal pubblico USA.
Qui entriamo nella storia del cinema e nel "De gustibus non sputazzandam est".
Chiederei un commento ufficiale al sommo esperto DiPa, ma chissà quando passerà di qua.

Dal fumetto alla realtà

...o meglio alla trasposizione cinematografica.
L'ennesima classifica inglese sulle preferenze cinematografiche spazia questa volta nel campo dei supereroi.
Sui maschietti non mi pronuncio, ma sulle donne non posso accettare la mancanza di Famke Janssen. Scambierei inoltre le posizioni 2 e 3.

E' scientifico

Care le mie sorelle amatissime, anche se non si è mai discusso molto dell'argomento, è stato scientificamente provato che io, in quanto primogenito, sono più intelligente di voi.
Lo so che così me la sto tirando, e molto. Ma comunque son soddisfazioni...

Il peso della scelta

Ci sono scelte che sembrano facili, banali, quasi scontate.
Poi scopri che in realtà, con qualche informazione in più, forse così scontate non erano.
Quando ho deciso di spendere una settimana di ferie per la 5 Giorni dei Forti 2007, la scelta è stata facile: tutti gli amici ci vanno, i posti sono bellissimi, devo vendicare il primo punto del primo dell'edizione precedente (55 minuti!). La scelta della categoria è stata altrettanto semplice: esclusa come sempre la M35 perché troppo lunga, la scelta era tra MB e MAK. Come già l'altra volta, la MAK sembrava essere il giusto compromesso tra difficoltà tecnica e lunghezza.
Salvo poi scoprire settimana scorsa che la MAK non è proprio corta (per usare un eufemismo).
Aggiungiamo poi il tempo necessario per arrivare in partenza (dai 20 ai 50 minuti) e capiamo che sarà un inferno.
A mettere la ciliegina sul "Ma chi me l'ha fatto fare?", oggi mi è giunto da una amica (che solo per aver pensato a me per questa cosa, si è guadagnata una montagna di affetto) un invito per un incontro, riservato agli addetti, per la presentazione dei kolossal Marvel della prossima stagione (Iron Man e Hulk), che però dovrò saltare perché proprio in quei giorni.

Se la scelta la potessi fare oggi, sapendo tutto ciò, farei così: MC (in fondo sono ferie) e nel giorno di riposo farei in modo di essere a Milano per l'evento Marvel.

Ma un bel chilo di cazzi suoi, no?

Come già per il precedente volume, con l'avvicinarsi dell'uscita di HP7 si sprecano gli spoiler (o presunti tali) su come finirà e su chi saranno i due protagonisti a morire.
Il primo colpo ad alta risonanza mediatica è di un hacker che sostiene di essere penetrato nei computer della casa editrice e ottenuto le ultime pagine del libro dove sostiene succederà questo.
Spero solo sia tutto falso, una bieca manovra commerciale per aumentare (come se fosse necessario) l'interesse sul libro. Perchè se è tutto vero, o anche solo la seconda parte, temo la Rowling non sopravviverà all'ira dei fan.
In ogni caso, quello che è certo è che adesso farò molta più fatica a non andare subito all'ultima pagina a vedere chi sopravvive (grazie, bastardo).

mercoledì, giugno 20, 2007

Vestiti di scena

Ormai sono in difficoltà.
I sondaggi cretini sul cinema proliferano. E io ci casco sempre.
Stavolta tocca ai dieci vestiti più amati della storia del cinema.
Per quanto mi riguarda, terzo e sesto posto su tutti.

Thurn und Taxis

Settimana dedicata alla prova di nuovi giochi (anche questo, come Elasund, in attesa da mesi).
Il gioco si fregia del titolo di Spiel des Jahres 2006 ed inoltre è stato ideato dall'autore di Puerto Rico, gioco sul podio delle mie preferenze.
Scopo del gioco, riuscire a creare connessioni tra le varie località presenti sulla carta, mediante un attento uso delle carte città ad esse corrispondenti. Particolari bonus vengono poi dati per le connessioni più lunghe e per particolari regioni occupate.
Il gioco è piacevole e veloce, anche se ha per i miei gusti due difetti.
Il primo è il fattore caso: le carte città provengono da un mazzo coperto e, anche se ogni città a molte connessioni, non è da escludere che ti possa capitare di non trovare la carta che ti serve.
Il secondo è l'interazione tra i giocatori: in pratica, ogni giocatore gioca per sè, non ci sono scambi di carte nè vincoli nella posa degli uffici postali; l'unico elemento di scontro è che i bonus per particolari risultati sono decrescenti (per esempio, il primo che occupa tutta la Baviera ha un bonus maggiore di chi lo fa per secondo).
Io mi sono lasciato andare a una connessione più lunga del necessario a metà partita e questo mi ha dato un handicap nei confronti di Roby che, invece, ha sempre mirato a fare carovane lunghe giusto quello che le serviva (tenete conto che man mano che il gioco prosegue occorre fare carovane sempre più lunghe per progredire).
Risultato, netta sconfitta, a bilanciare la vittoria della sera precedente.
Voto finale: 6.5 (da rivedere dopo un paio di altre partite).

martedì, giugno 19, 2007

Elasund, die erste Stadt

Questo il gioco provato ieri sera.
In realtà, si trova nella mia collezione da diverso tempo, ma è sempre mancata l'occasione per la prima partita.
La dinamica di gioco trae spunto dal suo ispiratore Catan, quindi tiro di dadi e relativa produzione.
In questo gioco, però, lo scopo è occupare i quadrati dell'accampamento con edifici, i quali a loro volta possono essere sostituiti con altri. Per costruire occorre mettere preventivamente dei "gettoni costruzione", come prelazione per la zona.
Le regole sono molto semplici, le strategie abbastanza differenziate, anche se la partita di ieri sera è stata troppo breve per un giudizio completo. Il mio avversario, Roby, non ha capito subito come trasferire le regole sul tavolo da gioco e quei pochi turni di vantaggio che mi ha dato sono stati decisivi per prendere un vantaggio non più colmabile (classico difetto di tutti i giochi alla Catan, se parti male non recuperi più).
Alla prima impressione, è un gioco carino, forse più adatto a 3-4 persone che a 2 soltanto (in quel caso lo spazio a disposizione è veramente ridotto e i colpi bassi si dovrebbero sprecare).
Vedremo alle prossime partite (chissa quando, chissà con chi).

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