Pare che l'età migliore per il cervello siano i trentanove anni.
A parte il tempismo di scoprire questa cosa meno di un mese dopo il quarantesimo compleanno, la cosa comunque non mi torna.
Intanto non ho capito se parliamo del trentanovesimo anno di vita (cioè quando ne ho trentotto) o del quarantesimo (cioè quando ne ho trentanove), ma comunque è dai trentacinque che noto un decadimento delle mie capacità in termini di memoria, attenzione e comprensione delle cose.
Certo, io posso essere l'errore statistico nell'esperimento...
Ho parlato di:
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La mia agenda
venerdì, ottobre 24, 2008
Era lì e non me ne sono nemmeno accorto
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Pierlabi
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giovedì, ottobre 23, 2008
Wall-E
Ieri sera sono andato a vedere l'ultimo film della Pixar.
Il film è sicuramente fatto benissimo, ma non mi ha esaltato come Cars o Gli incredibili.
L'aver scelto come protagonisti i robot ha, secondo me, limitato le possibilità di sviluppo dei personaggi. Infatti, per quanto questi possano aver imparato a formulare pensieri autonomi, le loro azioni sono comunque guidate essenzialmente dalle loro direttive. Nel citato Cars, per esempio, i protagonisti erano sì automobili, ma si trattava solo di un aspetto che era più funzionale al film e alla storia, la quale avrebbbe comunque retto fossero stati gazzelle o uomini.
Le citazioni si sprecavano (anche alcune relative alla Mela, la quale possiede la Pixar), anche se alcune le ho perse.
Una cosa che ho trovato un po' fastidiosa sono state alcune distorsioni spazio-temporali (durata del viaggio Terra-Axiom e ritorno, resistenza al vuoto assoluto nello spazio, etc.), ma questo ormai sta diventando una mia fisima.
Voto: 6,5.
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Pierlabi
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6:28 PM
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giovedì, ottobre 16, 2008
The Women
Ieri sera ho ceduto al mio lato oscuro e, grazie alla compagnia di Roby, sono andato a vedere The Women.
In realtà le avevo offerto la scelta tra questo e Burn After Reading, ma con la scusa dell'orario di inizio e della durata (in tutto meno di mezz'ora di differenza) ha avuto la gentilezza di scegliere quello che preferivo.
E il motivo, per quanto mi riguarda, è presto detto: Meg Ryan, mia passione da sempre.
Il film è il remake dell'omonimo film del 1939, che ovviamente non ho mai visto.
La caratteristica principale di questo film è che in tutto il film non si vedono uomini, con la sola esclusione della scena finale.
Il film è carino, anche se con qualche passaggio lento, i ruoli sono ben azzeccati e il vastissimo cast (tra cui una, per me, irriconoscibile Carrie Fisher) abbastanza in palla.
Certo, non è un capolavoro e non rifugge da alcuni clichè da lieto fine, ma sicuramente un film che mi ha divertito (e comunque meglio dell'ultimo film di Meg che avevo visto).
Voto: 6,5.
Solo una domanda: visto che di solito inventano assurde traduzioni per non usare i titoli originali, stavolta che potevano semplicemente usare "Donne", perchè avranno tenuto il titolo inglese ?
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lunedì, ottobre 13, 2008
Incompatibilità tecnologica?
Sto invecchiando?
Uno degli indizi principali della senilità di un interlocutore è sempre stata per me il grado di confidenza con apparecchiature elettroniche di qualsiasi genere. Da mio zio che perdeva le video cassette dentro il videoregistratore a mia madre che si lamentava quando cambiavo l'autoexec.bat del PC (sto parlando di quando Windows ancora non era un sistema operativo) cosicchè non dovesse più digitare win (rendendo inutile la sua lista di operazioni di avvio, il mammaexec.bat).
Settimana scorsa ben due eventi hanno iniziato a farmi pensare di aver compiuto il salto di confine (in fondo ho compiuto 40 anni).
Il primo, sul tram, reduce dall'ultima missione alla Borsa del Fumetto, mi metto le cuffie del mio nuovo iPod (regalo di compleanno) e estraggo la mia lettura.
Dopo un tempo imprecisato isolato dal mondo tra uomini in calzamaglia e "The day that never comes", sento battermi sulla spalla. Una ragazza sorridente mi risveglia dalla trance e mi accorgo che il tram è vuoto. Tolgo la cuffia e, mentre sento la fanciulla che mi parla, noto il conducente che si avvicina minaccioso. La ragazza intercede per me ("Aveva le cuffie"), mentre capisco che il tram va in deposito e tutti sono scesi e aspettano che quel deficiente con le cuffie (nessuno l'ha detto, ma le mie capacità telepatiche non mentono mai).
Il secondo, a casa, durante una partita di tennis con la nuova Wii di Roby. I movimenti con il controller non sono molto compatibili con la mia spalla, che ha quindi deciso di fare cric (versione leggera del crac che fece in Slovenia, quando uscì dalla sua sede).
A dir la verità, ritengo questo infortunio causato dalla gelosia della mia PS3 che deve essersi sentita tradita per una consolle più giovane...
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lunedì, ottobre 06, 2008
Manic Monday
Immaginate l'umore di uno che comincia la settimana lavorativa dopo un week-end dal cielo completamente azzurro sotto le Pale di S.Martino e che, nonostante potrebbe stare a casa a studiare per quel bellissimo corso di economia aziendale, decide di andare in ufficio a lavorare.
Aggiungete, nell'ordine:
- il guasto sulla linea del tram che lo porta alla metro, con il primo tram che gira a destra invece di andare dritto, il secondo che si ferma, il terzo che riparte ma non è quello giusto, il quarto che non apre le porte e per finire, una fermata a piedi per arrivare alla stazione;
- il guasto sulla linea verde (fortunatamente in fase di smaltimento) con ulteriore ritardo;
- il pullman che gli chiude la porta in faccia e se ne va;
- quello dopo che quando tutti sono saliti dice "L'altro parte prima.";
- i lavori in corso sulla strada per l'ufficio e le code apocalittiche in tutta la zona;
- l'accorgersi che una delle assumptions del progetto (con scadenze già difficilmente rispettabili) su cui sta lavorando è sbagliata e che quindi mancano dei pezzi fondamentali da sviluppare;
- notare che l'ultimo update dell'architettura ha spu..anato tutta una serie di informazioni (fortunatamente non così fondamentali per quello che sta facendo).
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Uno come me
Repubblica ci fa sapere che Wim Vansevenant si ritira.
Per chi come me non ne aveva mai sentito parlare, qui la biografia su Wikipedia.
La notizia risiede nel fatto che per tre volte è stato maglia nera al Tour e che ha vinto una sola volta in carriera.
Ovviamente, per calcare la mano sulla notizia, Repubblica ci fa notare che è il ciclista più scarso.
Io, da fedele abitatore delle zone basse della classifica, apprezzo l'attenzione del giornale verso chi, facendo massa, consente ai campioni di emergere nella loro immensa bravura, ma mi permetto di non essere d'accordo nella scelta del titolo (in aprticolare dell'aggettivo).
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venerdì, ottobre 03, 2008
Hancock
Recupero qualche film che ho visto nel recente passato, giusto perchè è un po' che non ne parlo.
Cominciamo con Hancock, filmone tutto effettoni speciali appartenente alla serie Supereroi con Superproblemi (qualcuno ha detto Spider-man?).
La prima parte, che lascia ampio sfogo alla verve comica di Will Smith, è abbastanza divertente. Peccato che le parti migliori fossero comunque già state bruciate dai trailer.
La seconda parte, che cerca di spiegare chi sia Hancock e da dove arrivano i suoi poteri, invece non è eccezionale.
La trama non è particolarmente originale, soprattutto per un vorace lettore di Marvel/DC Comics, la scena di lui ubriaco prende un po' da Superman 3, la soluzione finale è un po' raffazzonata.
Quello che si salva, soprattutto all'inizio, è il ritmo, che si tiene sempre sufficientemente alto, da non far sbadigliare.
Insomma, un film da 6+.
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giovedì, ottobre 02, 2008
Cercare nel passato
Pare che ci sia qualcun'altro che fa cifra tonda in questi giorni.
Si tratta di Google, che in occasione dei suoi dieci anni, pubblica il più vecchio indice a disposizione per le ricerche.
Ovviamente non potevo non provare il mio nome.
Cinquanta risultati contro i più di 2500 di oggi.
Dei primi 10, uno riguarda mio zio e il suo collega Piero, uno riguarda il mio podio ai Giochi Sforzeschi, altri sei l'orienteering.
Ovviamente il blog ancora non c'era...
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mercoledì, ottobre 01, 2008
Siamo serial
Dopo i libri (essenzialmente le interminabili saghe fantasy quali Shannara, Ice&Fire e DiscWorld, e i fumetti Marvel, ho deciso di passare a seguire in lingua originale anche i miei telefilm preferiti.
Ho iniziato per eliminare l'anno di attesa tra le puntate trasmesse qui e negli States e per liberarmi della schiavitù dal palinsesto ballerino delle emittenti italiane.
E ho scoperto, come già per i libri, che la traduzione (per quanto bravi siano i doppiatori) perde un po'.
Con l'inizio della nuova stagione eccomi quindi a tornare a seguire:
- Heroes; la terza serie promette di farsi perdonare alcune debolezze nella trama della seconda (in onda in questo periodo su Italia 1) e di superare in ritmo le vette della prima; le prime due puntate sono già state infatte piene di colpi di scena e spunti interessanti, vediamo come procede.
- House M.D.; la quinta serie parte, secondo me, un po' debolmente; le idee mi sembrano un po' languire, anche se qualche semino potrebbe dare buoni frutti.
- Boston Legal; la quinta (ed ultima, sigh) serie rischia di soffrire proprio del fatto che è l'ultima; aria di saluti e fondo del barile; spero di sbagliare, ma comunque arriverò in fondo, perchè sono solo dodici puntate e comunque "Denny Crane!"
- Smallville; ormai siamo arrivati alla frutta! La mancanza di idee sembra totale e in effetti si spiega perchè l'idea originale era di chiudere con la settima (e già si era al limite della decenza). Seguo per vedere se e come decideranno di finirla (un po'come ai tempi per la saga aliena di X-Files)
- Knight Rider, il rifacimento in salsa moderna di quello che da noi era Supercar: ho visto i primi dieci minuti del Pilot e mi sa di boiata, ma mi riservo un giudizio approfondito
- Fringe, la nuova serie del creatore di Lost
- Terminator - The Sarah Connors Chronicles, serie spin-off del celebre film
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Da non dormirci la notte
Oggi Repubblica ci allieta con un'articolo che vedrei bene nelle pigre giornate estive sotto la categoria "Non sapendo di cosa scrivere...". Ma d'altra parte, pare che se ne sia occupato anche il Wall Street Journal, forse per suggerire investimenti diversi da quelli in Borsa (io comunque non ho trovato l'articolo, ma ci ho dedicato trenta secondi).
E se non credo che lo studio in questione arriverà mai a concorrere per un IgNobel, una cosa sicuramente suscita la mia curiosità.
Ma il tempo e i soldi per dedicarsi a una cosa così inutile, perchè non li ho io, che sicuramente li impiegherei meglio (sicuramente dal mio punto di vista)?
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11:02 AM
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Non se ne esce indenni (ovvero Posta-ccio 3)
Non intendo dalla vita, come diceva il grande Paul Newman.
Parlo, tanto per cambiare, dell'ufficio postale.
Stamattina vado nell'ultimo luogo del delitto da me frequentato per pagare alcuni bollettini, pronto al peggio (e già ho accuratamente evitato gli ultimi giorni del mese, solitamente pieni di pensioni, scadenze e quant'altro).
Prendo il numero e vedo che appare subito in uno sportello.
Direte voi, la volta precedente questo era stato foriero di sciagure, ma stavolta lo sportello è abitato. Anzi, l'addetto sta persino accontentando uno senza numero che sta riempiendo il suo album Panini dei moduli postali.
In trenta secondi però ha finito e lo sportello è tutto per me.
Mi accoglie il sosia di James Belushi (anche se, giusto per restare alla sitcom, avrei preferito Courtney Thorne-Smith) che, gentilissimo e efficiente, prende i tre bollettini e fa tutto.
Mentre medito sulla somiglianza di cui sopra per evitare di formulare il benchè minimo pensiero su quanto veloce e indolore la cosa sta andando e aspetto la ricevuta del bancomat, getto l'occhio sugli importi dei bollettini per poi verificare il totale addebitato.
Non so che faccia ho fatto, ma è stata sufficiente perchè Jim sentisse la necessità di dirmi che "a partire da oggi (NdP: che tempismo!) la tassa passa da 1 euro a 1,10."
Dico io, per una volta che tutto stava andando alla perfezione (tre minuti da ingresso nell'ufficio all'uscita, e senza che nessuno si portasse via il tubo della benzina), perchè mi devi rovinare l'umore!?!
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10:50 AM
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Come perdere un cliente
Con l'avvicinarsi del mio compleanno, entro sempre in un periodo di astinenza da acquisti (CD, DVD, Libri, Giochi e quant'altro possa piacermi, unica esclusione i fumetti) onde evitare di trovarmi un regalo doppio (ovviamente, anche quest'anno, causa bisogno, ho fatto una sola eccezione e subito sono stato punito dal doppione).
Il giorno dopo la festa (o quello che è in questa occasione), avendo in mano tutti i regali, posso finalmente superare la crisi di astinenza e buttarmi nel Saturn e alla Feltrinelli con la carta di credito pronta (magari aspetto il primo di ottobre così guadagno in valuta, ma non è mica detto).
Quest'anno, dopo aver escluso dalla lista dei gadget da comprare l'iPhone, sono stato a lungo in dubbio tra il Wii e il nuovo iPod Nano (che mi piace molto di più di quello vecchio).
Guardo sul sito Apple e vedo che il modello da 16 GB viene consegnato dopo una decina di giorni, mentre quello da 8 è in pronta consegna.
Decido di vedere cosa c'è al Saturn e vedo un cartello invitante che pubblicizza i due modelli.
Vado al reparto e vedo il cartello che ancora pubblicizza la novità nei due modelli.
Avvicino un addetto e dico "Buona sera, vorrei il nuovo iPod nano da 16GB".
"Ah! Perchè, sono arrivati?"
"Scusi?"
Andiamo a vedere la vetrinetta: "Vede? Ci sono solo quelli da 8."
"Scusi, ma il cartello dice che ci sono entrambi i modelli."
"Eh, vabbè. Lei non deve guardare il cartello. Mica è sempre preciso."
Ormai mi conoscete abbastanza per immaginare i fumi dalle orecchie, ma dato che al limite non c'è peggio, l'addetto conclude con il colpo di grazia: "Probabilmente per Natale".
Non ho nessuna voglia di litigare, visto che tanto non ricaverei il solito ragno dal buco, ma datemi il tempo di scaricare i punti fedeltà e c'è una discreta probabilità che quel negozio non mi veda più.
O forse domani mi passa e decido di escludere solo quel reparto...
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9:40 AM
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lunedì, settembre 29, 2008
Trentadieci
Ovvero, quaranta.
Quaranta anni su questo pianeta (a scanso di equivoci, ci sono nato, non sono caduto in una pioggia di meteoriti).
I miei piani bloggistici prevedevano una serie di post rievocativi dei principali momenti di questi quaranta anni, ma per ora vi beccate solo il nuovo layout (e grazie blogger per aver fatto sì che un template che settimana scorsa funzionava perfettamente abbia smesso di funzionare precisamente venti minuti prima di andare live, per non parlare della semplicità di porting).
Ma tornando ai miei quaranta anni, devo dire che la sto prendendo meglio di quello che pensavo.
Se il corpo prosegue nel suo progressivo declino, la mente invece si mantiene giovane e arzilla.
Oggi, ho persino abbordato una e le ho detto: "Ti va di salire sulla mia macchina?" e lei subito: "Sì, zio!" e sua madre: "Vengo anch'io. Senza il seggiolino, dove la porti?". (Per la cronaca, Giorgia ha detto di preferire la mia auto a quella di suo nonno e sapendo quanto stravede per lui è un risultatone)
Ho sempre patito il giorno dei compleanni a cifra tonda: a 0 anni mi hanno preso a schiaffi, a 10 ho fatto a botte a scuola (ovviamente ne ho date molte di più di quante ne abbia ricevute, l'altro), a 20 ho ciccato un esame, a 30 l'unica eccezione (ma ero fresco sposino).
Ho come l'impressione che il mio corpo, mentre rilascia gioie e allegrie nel momento in cui occorrono, accumuli invece gli acciacchi e i dolorini per dieci anni (dal compleanno 10x alla vigilia di quello 10(x+1)) e li rilasci tutti in una botta. Mi sa che domani starò a letto...
Ma nonostante tutto ci sono notevoli vantaggi nell'aver raggiunto i quaranta anni.
Per esempio, "Più vicino ai 40 che ai 50" suona molto meglio di "Più vicino ai 40 che ai 30", vero?
E' che quando cerco gli altri, la mia memoria da quarantenne fa un po' cilecca (e speriamo ancora solo la memoria...).
Quello che ovviamente non posso dimenticare è di fare gli auguri alla mia co-compleannara.
E che, tecnicamente, nonostante sia già il 29 settembre, al momento in cui scrivo non ho ancora quaranta anni (giusto per mostrare come la sto prendendo bene...) e non li avrò fino alle ore ...
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mercoledì, settembre 24, 2008
Libro a fine corsa
Uno degli innegabili vantaggi dei mezzi pubblici rispetto all'uso di mezzi propri (auto, bici, moto) è la possibilità che mi offrono di abbandonarmi alle mie amate letture.
Libro se sono in piedi, fumetto se seduto (tratto meglio i secondi dei primi, come ben sa chi ha avuto la sfortuna di chiedermene alcuni da leggere).
Quello che mi fa impazzire, però, è il fatto che sempre, costantemente, regolarmente, arrivo a destinazione a meno di una pagina dalla fine di un capitolo, di un numero, di un colpo di scena, e non è che posso sedermi in ufficio e leggermi bellamente Spider-man o l'ultimo Terry Pratchett.
Che ne dite, esiste una legge di Murphy a proposito?
PS.: per coloro cui interessa cosa abbia letto recentemente o stia leggendo adesso, seguirà post specifico.
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giovedì, settembre 18, 2008
Letterina
Caro Babbo Natale,
lo so che è presto per la lista dei regali, ma si avvicina il compleanno e avrei un piccolo desiderio.
Io sono bravo, prendo l'automobile per recarmi in ufficio una sola volta al mese (proprio perchè non ho alternative) e tutte le altre volte subisco in silenzio le disavventure tipiche dell'uso dei mezzi pubblici (vedi ieri la lunga attesa sulla MM, causa malore di un passeggero).
Quando prendo l'auto, poi, evito di lasciarmi andare a insulti nei confronti dei furbetti che tagliano la strada o non danno la precedenza, rispetto tutti i pedoni che attraversano fuori dalle strisce e saluto con la manina tutti i ciclisti e motociclisti che sciamano intorno a me, eseguendo interessanti evoluzioni acrobatiche.
Ciò nonostante, non è che potresti, in quell'unico giorno (è facile da ricordare, è il terzo giovedì di ogni mese, in corrispondenza delle Cenerentoliadi) lanciare un piccolo impulso elettromagnetico che, come nel film La guerra dei mondi, mette fuori servizio tutte le macchine (esclusa ovviamente la mia) ?
Un saluto alle renne.
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mercoledì, settembre 17, 2008
X-Files - (NON) Ci voglio credere
Il mio rapporto con "The X-Files" è sempre stato complesso.
Non mi piacevano le prime puntate, che di solito vedevano la seguente scena:
- io e Roby sul divano davanti alla TV
- io che dopo cinque minuti (rimembrando uno a caso dei racconti di fantascienza, orrore o fantasy letti in gioventù) dicevo "Finisce così: ...." e mi addormentavo
- Roby che alla fine mi svegliava dicendo: "di' la verità: l'avevi già visto!"
- io che provavo a raccontare le fonti da cui era stato tratto l'episodio
- lei che non ci credeva e rimaneva convinta che l'avessi già visto (nonostante ai tempi non ci fosse ancora il mulo da cui scaricare le puntate originali e il mio inglese non fosse così fluent).
Il primo film al cinema mi era abbastanza piaciuto.
L'uscita del nuovo e definitivo film mi ha quindi creato sentimenti contrastanti.
Ieri sera, purtroppo, la visione ha confermato la mia metà pessimistica.
Il film è insulso, lento, stiracchiato, ma soprattutto veramente poco "X".
Di film con sparizioni e omicidi seriali, in cui sensitivi aiutano le ricerche tra lo scetticismo della polizia e la fiducia dei nostri eroi, se ne sono visti molti. Il punto di forza avrebbe dovuto essere l'effetto nostalgia e il rapporto Mulder-Scully. Peccato che il primo non si scateni e per il secondo, beh, non tr..bano. Giusto un bacetto.
Insomma, un bel 4. Evitatelo.
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lunedì, settembre 15, 2008
Consecutio Temporum
Richiesta aziendale di venerdì 12 settembre alle ore 16 :
Come consuetudine, vi chiediamo di sottoporre il vostro piano ferie, per l'esattezza per il periodo dal 16 settembre 2008 al 10 gennaio 2009.
(Omissis)
Il termine per l'invio delle richieste è il prossimo 19 settembre.
Per i pignoli come me, è chiaro che qualcosa non torna.
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Domande difficili e dubbi amletici
Stamattina corro dietro al pullmann per Assago che sta per partire (l'alternativa sono venti minuti di attesa).
Salgo, oblitero il documento di viaggio e mentre le porte si chiudono un tizio si butta dentro alla disperata.
E' riuscito a prendere il bus al volo, ma non ha controllato la destinazione.
Mi chiede quindi: "Scusa, ma questo qua va là?"
E' chiaro che, essendo il pullman un mezzo di locomozione, da qualche parte va. E che essendo qualche parte diverso da qua, non può che andare là.
Resta il problema di capire cosa il signore intenda per là, visto che ripete la domanda pari pari.
Il diavoletto sulla spalla sinistra dice "Rispondi Sì! Rispondi Sì!"
L'angioletto sulla spalla destra vince e chiedo "Milanofiori?"
Il tizio mi guarda come se non capisse la domanda.
A questo punto, visto che il pullman è partito, anche l'angioletto mi dice "Rispondi NO!".
Voi che avreste fatto?
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martedì, settembre 09, 2008
Orario Invernale
Da lunedì 8 settembre è in vigore l’orario invernale dell'ATM.
Aumentatata la frequenza delle corse.
Che saltano (ieri sera) o ritardano (stamattina).
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lunedì, settembre 08, 2008
Posta-ccio 2
Questa me la sono cercata.
Per motivi non allegri mi sono trovato a dover inviare un telegramma e per una serie di motivi troppo lunghi da raccontare, ho deciso, invece del solito servizio telefonico di telegrammi, di utilizzare il servizio originale, quello delle Poste Italiane.
Armato di pazienza e della mia fantasia per frasi di circostanza, mi reco quindi nell'ufficio postale, diverso da quello del disguido del pacco, e (non avendo fatto un telegramma alle poste negli ultimi vent'anni) mi pongo il problema di quale sia lo sportello giusto.
Di fianco al distributore di numeri, c'è un chiarissimo cartello che dice che i telegrammi stanno tra i servizi postali, quindi prendo il numero per lo sportello corrispondente.
Alzo lo sguardo e vedo il mio numero apparire su uno sportello verso il quale mi dirigo lieto dell'attesa praticamente nulla.
Peccato che dietro lo sportello non ci sia nessuno (e capisco quindi lo sguardo a metà tra il disilluso e il cagnesco della signora in fila davanti a me).
Mi metto in placida attesa, quand'ecco che una signora con carrozzina prende il numero per il mio stesso sportello e, magia, appare il suo numero.
Provo a attivare la vista a infrarossi dei miei occhiali, ma non noto alcun tipo di manifestazione ectoplasmatica che possa attivare il numero. Ma visto che la scena si ripete con un nuovo signore (prende il numero e subito quello appare sullo sportello), qualcosa ci deve essere.
L'indagine vede coinvolta anche la signora in fila davanti a me, che ha il numero prima del mio e ovviamente non è stata ancora servita.
Per rendere più divertente la scena, allo sportello vicino sento l'impiegata vicina che dice ai suoi clienti "Ma perchè ha aspettato così tanto per venire a ritirarlo?" (evidentemente questa frase gliela insegnano al corso neo-assunti).
Com'è, come non è, arriva una addetta in carne ed ossa.
"Buongiorno. Dovrei fare un telegramma".
"Ha sbagliato sportello. Deve andare al primo là in fondo che il mio collega le dà il modulo per i telegrammi."
"Ah grazie" e complimenti per la correttezza dei cartelli.
Dato che lo sportello è senza coda e dato che devo solo chiedere un modulo, chiedo direttamente.
"Buongiorno, la sua collega mi ha"
"Guardi che lei ha il numero per un altro sportello."
"Lo so. Io dovrei fare un telegramma e la sua collega mi ha detto di venire a questo sportello e chiederle il modulo"
Si alza accidentando: "E guardi che glielo poteva dare la mia collega, il modulo!".
L'osservazione era pertinente, visto che questo modulo non veniva conservato nel cassetto del tizio, ma in un mobile a disposizione di tutti gli addetti. La mia obiezione, però, è stata immediata "Sì, ma non è colpa mia se la sua collega mi ha detto così".
L'impiegato si è reso conto che aveva mal diretto la sua rabbia ed è tornato allo sportello molto più gentile.
Preso il modulo, lo compilo, prendo il numero per lo sportello giusto e aspetto il mio turno.
"Guardi che non può indirizzarlo a Famiglia xxx. Deve mettere il nome di una persona." (Problema mai posto dal servizio telefonico)
Recupero il nome; non essendo la persona un parente stretto ho dovuto telefonare per conferma, ma il tizio (vista l'assenza di fila), ha aspettato gentilmente.
"E poi deve mettere la firma in calce al testo, altrimenti non appare nel telegramma" (E il mittente non appare?)
Scrive il testo, usando un solo dito. Dopo cinque minuti, stampa una bozza da farmi vedere.
Il mio telegramma contava di tre frasi: introduzione (7 parole), "Sentite condoglianze", "Piero Labanti".
Mi fa: "Va tutto bene?"
"Veramente, manca Sentite condoglianze"
"Vede che ho fatto bene a farglielo verificare?"
Riprende in mano il telegramma, ne stampa un'altra copia, poi inserisce (sempre con un solo dito) la frase mancante e stampa la versione definitiva.
Stavolta va tutto bene e posso pagare.
E così, dopo venticinque minuti (e nell'ufficio c'erano sì e no sette persone) sono uscito con il mio telegramma inviato.
O almeno spero....
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Pierlabi
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