La stagione di “Kino@Bratislava” è ripresa con l’imbarazzo della scelta tra “I Am Legend” (con Will Smith) e “American Gangster” (con Denzel Washington e Russel Crowe).
Nonostante l’accordo di vederlo con gli amici in Italia, sono andato lo stesso a vedere il primo (il secondo probabilmente next week).
Il film è la trasposizione (non so se la terza o la quarta) dell’omonimo romanzo di Richard Matheson (anche questo comprato e parcheggiato in attesa di vedere il film).
Will Smith è l’unico sopravvissuto a un virus che ha colpito l’umanità intera, uccidendone il 90% e trasformando il resto in un branco di mostri selvaggi e carnivori. Di giorno si muove tra le rovine di New York alla ricerca di sopravvissuti e di cibo mentre cerca una cura per guarire gli infetti. La notte si chiude in casa sperando che i mostri non trovino la sua casa.
La storia, ormai un classico della fantascienza e anche del cinema, regge tutto il film, che ha però alcuni difetti fondamentali.
Il primo è Will Smith. Bravo, per carità, ma in un film in cui per gran parte del tempo è l’unico umano presente in scena commette l’errore di gigioneggiare un po’ troppo, un po’ alla “Il Principe di Bel Air”. La scena di Shrek e quella di Bob Marley, anche se effettivamente aiutano ad allentare un po’ la tensione, potevano sicuramente essere fatte meglio.
Il secondo difetto sono gli effetti speciali. Un film come questo si può fare con oppure praticamente senza computer graphic. Se scegli di usarla, allora lo fai bene. La scena iniziale di lui sulla macchina sportiva è assolutamente fastidiosa, le ruote girano a vuoto sul terreno e a volte neanche sembrano che tocchino terra. Il trucco dei mostri si poteva fare meglio con un po’ di cerone e qualche dentiera. E poi, diciamoci la verità, siamo stufi di vedere in ogni film i ponti di Brooklyn distrutti con mezza campata a testimoniare la fine del mondo (dopo il braccio della Statua della Libertà ne “Il Pianeta delle Scimmie” non è più ‘sta gran ideona).
Insomma un film che poteva anche meritarsi un buon voto, ma che per me (gli amanti del genere non saranno sicuramente d’accordo) si ferma al 7-.
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giovedì, gennaio 10, 2008
Io sono Leggenda
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Pierlabi
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mercoledì, gennaio 09, 2008
Cosa vi siete persi? Parte 4: Serie TV
Quando sono molto giù o mi butto su “Harry, ti presento Sally” o vado di serie TV in dosi massiccie. Questa volta è toccato alle serie.
La quarta serie di House M.D. in lingua originale, alquanto ostica da capire sia per come parlano sia per il gergo da ospedale (ho capito solo “Lupus” e “You’re fired”), porta su un ulteriore livello di assurdità tutta la schizofrenia del protagonista e dei suoi collaboratori (che chi ha visto la terza serie si domanda chi saranno visto i licenziamenti/dimissioni di Chase, Cameron e Foreman). Dal punto di vista medico, continuo a pensare che piuttosto che un dottore come lui preferirei un giro alla roulette russa (le probabilità di rimanerci sono le stesse, ma con minori sofferenze); dal punto di vista dei rapporti tra i personaggi, si ride di grosso (o almeno così è successo a me, ma ero triste e solo a Bratislava).
La seconda serie di Boston Legal, serial di cui già parlai qualche mese fa, è forse ancora meglio della prima, tagliando un po’ sulle trame amorose (lasciandole ai coprotagonisti) e concentrandosi sulla follia (presunta) del personaggio impersonato da William Shatner e agli scontri tra i caratteri dei protagonisti (soprattutto sulle diverse idee politiche). Shatner è fenomenale nel rendere la sua assoluta fedeltà ai classici clichè repubblicani e sono più le volte che usa la pistola di quelle che usa la legge. Impagabili le citazioni da Star Trek e i cameo di personaggi in auge negli anni ottanta (Heather Locklear, Tom Selleck e Michael J. Fox). I casi affrontati (nell’eredità di Ally McBeal) sono spesso abbastanza assurdi e scavano (non so con quanta fedeltà alla realtà) tra le pieghe interpretative della legislazione statunitense. Insomma, una serie molto divertente.
La sesta serie di Smallville (che ho appena visto non ha superato la prova dell’audience finendo in terza serata su Italia 1) prosegue con il suo ritmo ormai stanco. L’introduzione di Freccia Verde ha portato un po’ di aria fresca, ma ha rischiato di oscurare definitivamente il grigio Clark Kent. La storia tra Lana e Lex è una autentica palla. Le uniche note positive vengono dai personaggi di Chloe e Lois che mettono quel po’ di simpatia che altrimenti latiterebbe del tutto. Una menzione alla puntata con la nascita della Justice League of America (anche se ancora senza Batman, Wonder Woman e Green Lantern), anche se hanno esagerato con i toni (spreco la parola in questo contesto) epici. Ormai la serie è alla frutta, spero proprio che con la settima serie (come da programma originale) chiuda i battenti.
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Cosa vi siete persi? Parte 3: Cinema
Quest’ultimo mese sono andato al cinema una sola volta, a vedere “La Bussola d’Oro”, filmone fantasy (genere ormai ultra sfruttato da Hollywood) che, forte di una trilogia best-seller per ragazzi e dell’appeal di Nicole Kidman, mira a conquistare i box-office di tutto il mondo.
Non ho letto il libro (non ancora), per poter giudicare il film per quello che è, sperando in questo modo di godermelo un po’ di più (insomma evitare l’effetto fan de “Il Signore degli Anelli”).
Il film è discreto, anche se la storia è deboluccia e scontata in alcuni passaggi. Le citazioni ai film di riferimento (il “Io sono tuo padre” di Guerre Stellari, le inquadrature stile “Lord of the Rings”) si sprecano e i personaggi chiave sono solo abbozzati per dare più spazio alla azione pura. Il non finale da primo volume della trilogia, poi, mette in attesa di un secondo capitolo che non sono così ansioso di vedere. Voto: 6-.
Anche se non al cinema, ho recuperato la visione di due film di un anno fa che non ero riuscito a vedere: “The Illusionist” e “The Prestige”, entrambi con un cast di un certo rilievo.
Come si può dedurre dai titoli, le storie hanno alcuni tratti in comune, anche se poi li sviluppano in modo molto diverso e con esiti ancora più distanti.
“The Illusionist” è ambientato a Vienna, durante l’Impero Austro-Ungarico e narra la storia di Eisenheim, grande illusionista e la sua storia d’amore con Lady Sophie, minacciata dal suo essere promessa all’erede al trono Leopoldo. La storia è scritta abbastanza bene e ruota intorno alla sfida tra i giochi di prestigio e da illusionista e la spiegazione del trucco. Peccato che un passaggio a un terzo del film sia stato per me troppo indicativo di come sarebbe finito, guastandomi un po’ la visione (gli altri presenti non l’hanno colto e sono arrivati alla fine con maggiore suspence e quindi con maggiore divertimento). Voto: 6,5.
“The Prestige” si svolge invece a Londra e racconta della rivalità tra due illusionisti nata a seguito della morte della moglie di uno dei due a causa di un errore dell’altro. Rivalità portata fino alle estreme conseguenze. Il film è abbastanza complesso da seguire, con diversi livelli di flashback (tipo A che legge il diario di B dove racconta il contenuto del diario di A precedentemente rubato). Anche quello che sembra evidente, in realtà ha dietro un mistero diverso, un gioco a spiazzare che alla fine però diventa un po’ troppo fine a se stesso.
Un altro elemento che incasina il tutto è che non si capisce se ci si muove in un contesto dove certe cose contrarie alle leggi della fisica sono effettivamente possibili (la macchina per il teletrasporto) oppure no (e quindi ogni illusione ha effettivamente dietro un trucco molto pratico). Io (nella mia ansia di indovinare il finale) ho optato per una ipotesi, SteGal per l’altra e abbiamo immaginato due finali ben diversi. Il mio andava bene fino a cinque minuti dal termine, il suo era quello giusto.
Il finale però mi è sembrato un po’ inconsistente, al di là della morale di fondo.
Nel complesso un film sufficiente, ma non del tutto. Voto 5/6.
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Etichette: Cinema
Nove Parole
Oggi e' stata una giornata tipo qua a Bratislava.
Segue resoconto dei dialoghi avuti in ufficio, parola per parola.
All'arrivo: "Dobre Rano" (ovvero Buon giorno).
In mensa: "Menu dva" (Menu due)
Alla cassa: "Sto Koruna" "Dovidenia" (Cento corone - Arrivederci)
Al tizio cui ho tenuto aperto la porta "Dakujeme" (Grazie)
Stasera quando andro' via: "Dovidenia"
Aspetto con ansia la prima partita di Capello sulla panchina dell'Inghilterra, almeno gli inglesi potranno venire a insultarmi...
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martedì, gennaio 08, 2008
Cosa vi siete persi? Parte 2: Feste di Natale
Il mese di dicembre da dieci anni a questa parte vive delle solite tappe. Ponte di S.Ambrogio con Giochi Sforzeschi e Ciarpame Leonardesco; il sabato dopo, la cena sociale dellUnione Lombarda; il sabato seguente, la festa organizzata da me e Roby e infine l’ultimo dell’anno da Paolo e Sabrina.
Quest’anno, complici il ricovero di mia madre, il rientro a Bratislava e la diversa organizzazione dell’evento, è saltato il primo appuntamento.
In compenso sono stato invitato alla cena natalizia della Banca qui a Bratislava. Dopo averci pensato a lungo ho deciso di accettare, prendendomi il rischio di pentirmene in un secondo momento.
Per la serie “Cominciamo bene”, c’era da portare un regalino e nessuno me l’aveva detto (ci potevi pure pensare, direte voi). Inoltre avevo capito che era un aperitivo (anche perchè alle cinque io faccio merenda, mica cena) e l’arrivo del piatto unico mi ha preso alla sprovvista.
Il fatto piacevole è stato che al di fuori delle mura dell’ufficio sono tutti molto più chiacchieroni ed anche ad ampio raggio (vacanze, arrivo dell’euro, storie di famiglia, filosofia spicciola, sport, etc.).
Un momento di difficoltà quando è arrivata la zuppa di Natale, una brodaglia dall’odore veramente immondo a base di crauti, cipolla e chissà cos’altro. Ma con la prontezza che mi contrddistingue quando devo evitare un piatto che non mi piace (ne sa qualcosa Roby) mi sono dedicato a servire (abbondantemente) tutti i vicini finchè non sono finite le scodelle.
Poi è iniziata la distribuzione dei regali, con il meccanismo classico dell’estrazione del nome. Qui la fortuna mi ha baciato, assegnandomi un bellissimo romanzo storico completamente in slovacco. La gran capo dell’IT, sentendosi in colpa per un regalo inutilizzabile, mi ha fatto omaggio allora di uno dei regali avanzati. Una scatola di cioccolatini bulgari a forma di posizioni del Kamasutra.
Mi è venuto il sospetto che un po’ mi stessero a pigliare per il c..o, ma ho preferito pensare bene. Tanto nessuno dei due regali raggiungerà mai Milano...
La festa UL è andata come sempre, con cibo a volontà e chiacchiere a fiumi. La piacevole sorpresa è stata la caccia al tesoro via SMS, organizzata da Stephen. Anche se con alcuni problemi tecnici (dovuti al fatto che si trattava del primo esperimento), l’idea di vagare per le strade in base a ciò che un SMS ti indica è stata molo divertente.
La festa mia e di Roby, ormai alla decima edizione, è volata in compagnia di 25 amici che si sono sorbiti i miei giochini, il cui gradimento è stato inversamente proporzionale al tempo speso per prepararli (effettivamente, i quiz sui Carosello degli anni sessanta erano un po’ troppo complicati).
Infine il Capodanno dai Consoli, dove ho preparato parte dei giochi, ma dove Paolo ha tormentato gli orientisti con “Piazza la foto sulla cartina” ovvero associare le foto fatte ai punti di una gara di CO alla corrispondente posizione in cartina. Lui pensava che in dieci minuti avremmo buttato lì una risposta. Invece la testardaggine propria di tutti gli orientisti ha fatto sì che ci siano voluti cinquanta minuti prima che si arrivasse a una soluzione, perchè “o si fa tutto per bene o è inutile persino iniziare”.
Un ultima segnalazione va alla cena della vigilia da Mirella, notevole per qualità di cibo e compagnia, dove sono anche riuscito a dare sfoggio delle mie conoscenze tecnologiche in materia di PS3 e di Home Theater (Ah! Ah! Ah!).
Se tutti i mesi fossero come dicembre, sarei in breve tempo sopra i cento chili.
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Cosa vi siete persi? Parte 1: Giochi
Il mese trascorso è stato pieno di partite, anche se povero di vittorie. Nemmeno il buon caro Puerto Rico ha portato le soddisfazioni di untempo.
Le partite sono sempre state intense e combattute, sia che al tavolo ci fosse SteGal, che l’avversario fosse il DiPa o che fosse una tranquilla (!) sfida a due con Roby.
Tra i giochi nuovi provati, Brass e Imperial.
Semplice, ma non banale il primo, altamente strategico e quindi complesso il secondo. Il giudizio per entrambi è positivo, con una preferenza per Brass. L’impressone è che Imperial sia un gioco che si gode appieno in 3 o 4 giocatori (nella partita di prova eravamo solo io e Roby).
Le recensioni dei giochi le posterò in occasione delle prossime partite, ma se volete notizie potete leggere qui oppure qui.
Il DiPa vuole che organizzi una giornata full immersion a Civilization, possibilmente con il numero massimo di partecipanti (ovvero 7), ma la cosa ancora non si è concretizzata e i sabati a disposizione sono pochi prima della ripartenza delle gare di CO.
Se siete interessati, fatemelo sapere (Rusky, non dire che organizzo sempre senza dirti niente...;-P)
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Metropolitana a 5 tacche
La mia sopportazione dei cellulari (soprattutto altrui) è inversamente proporzionale alla dimensione del luogo in cui questi suonano o vengono (rumorosamente) usati. Potete quindi immaginare quale possa essere la mia gioia a sapere che la linea Metropolitana 1 di Milano è in fase di copertura telefonica.
Si comincia con cinque stazioni in centro, poi entro l’estate fino a Loreto e a seguire anche le altre linee.
Un autentico servizio alla clientela!
Uno dei pochi momenti tranquilli della giornata è quando, dopo una lunga giornata lavorativa, mi accomodo sulla metropolitana e so che quei metri che mi separano dalla superficie mi proteggono da quelle classiche domande da fine giornata dei miei capi. “Spegni il telefono”, direte voi. Ed è ovvio che andrà così, diventando però un atto voluto, non più un vantaggioso “problema tecnico”.
Per non parlare poi delle suonerie che faranno a gara per decidere qale sia tra di loro la più noiosa o delle persone che (anche per superare il rumore di fondo dei treni) si metteranno a gridare i fatti loro in carrozza.
Ha un bel da dire l’ATM a ricordare la buona educazione nei treni. Con il casino e la puzza che ci sono sempre, uno non ci mette niente a lasciarsi andare e a unirsi alla massa dei maleducati. Sono quasi pronto a scommettere che in poche settimane anch’io mi unirò al gruppo e disconoscerò questo post, frutto della mia attuale lontananza dai treni della MM.
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lunedì, gennaio 07, 2008
Milano nei Parchi 2008
Ricevo (dal sito dell'Unione Lombarda) e pubblico. Mi raccomando, partecipate!
Dopo la fortunata prima edizione 2006, che ha visto al via un migliaio circa di appassionati nell’arco delle 4 prove, e quella ancora più ricca di partecipazione del 2007 con circa 1600 partecipanti al via, l’A.S.D. Unione Lombarda Milano, in collaborazione con l’Unione Sportiva Acli Milano, organizza sabato 16 febbraio 2008 presso il Parco Forlanini di Milano la prima prova della terza edizione di “Milano nei Parchi”, manifestazione sportiva di Corsa d’Orientamento (Orienteering) aperta sia a coloro che vogliono avvicinarsi a questa disciplina sia agli sportivi che vogliono mettere alla prova la propria tenuta atletica non più su un percorso fisso bensì su un tracciato da “inventare” con l’ausilio di una apposita mappa.
Il ritrovo è previsto a partire dalle ore 9.30 nel piazzale antistante il Centro Sportivo SAINI – Via Corelli. Un team di atleti orientisti sarà a disposizione del pubblico per illustrare le regole di questa disciplina agli esordienti. I percorsi resteranno aperti fino alle ore 13.00.
Saranno predisposti, interamente all’interno del perimetro del parco, in zone quindi non interessate dal traffico automobilistico, 3 percorsi a lunghezza crescente: quello più corto (2 km circa) adatto anche ai bambini accompagnati dai genitori, il percorso “medio” (4 km circa) ed un percorso “lungo” di circa 5,5 km di lunghezza. Anche gli atleti più esperti potranno cimentarsi su un tracciato misto e ricco di sorprese, adatto a coloro che vogliono riprendere confidenza con mappa e bussola in vista delle prime gare ufficiali del calendario nazionale (calendario 2008 che propone il Parco Lambro, più volte teatro della Milano nei parchi, come terreno di gara per l’assegnazione dei titoli regionali sulla distanza sprint domenica 24 febbraio).
L’iscrizione alla prova e’ gratuita e puo’ essere effettuata sia presentandosi sul posto, sia inviando una e-mail all’indirizzo di posta elettronica parchi@unionelombarda.it. Per tutti i percorsi verrà stilata una classifica che sarà pubblicata sul sito www.unionelombarda.it
L’Orienteering è una prova di corsa o cammino su terreno vario in cui i partecipanti, con l’ausilio di una carta topografica molto dettagliata, devono raggiungere nel minor tempo possibile e con scelte di percorso autonome il traguardo, passando da una serie di punti di controllo detti “lanterne”.
Il percorso tra un punto di controllo e l’altro viene scelto da ciascun concorrente in base alle caratteristiche del terreno ed alle proprie capacità tecniche ed atletiche.
La carta topografica è realizzata appositamente per questo tipo di competizioni, con una precisa simbologia ad essa allegata.
Il programma non ancora definitivo della “Milano nei parchi 2008” prevede l’organizzazione della seconda e terza tappa:
- sabato 1° marzo, presumibilmente al Parco delle Cave (zona Forze Armate)
- sabato 5 aprile al Parco Lambro o al Parco del Monte Stella di San Siro Una quarta tappa è prevista nel mese di maggio, in data e luogo ancora da definire.
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Spider-Dallas (ovvero l’amichevole Bobby Ewing di quartiere)
Avvertenza: nel seguito di questo post verranno svelati avvenimenti relativi a fumetti Marvel NON ANCORA pubblicati in italiano. Astenetevi dalla lettura se non volete rovinarvi la sorpresa (anche se forse il titolo già fa capire qualcosa.
Avvertenza numero 2: guardate che stavolta davvero non vado per il sottile. Leggete a vostro rischio e pericolo.
Avvertenza numero 3: ultimo avvertimento. Poi non dite che non vi avevo avvertito.
Ultimamente la Marvel pubblica storie che pubblicizza come cataclismatiche, ma che, alla fine dei conti, non sono tutta ‘sta gran cosa.
Non ho più parlato delle conseguenze della Civil War, perchè dopo la morte di Capitan America, lo scenario che si è venuto a creare non mi piace un gran che, anche se ammetto che ha una sua potenzialità e coerenza.
Non ho commentato la fine della World War Hulk, perchè mi sembrava sin dall’inizio una storia troppo esagerata per potersi concludere in maniera non inferiore alle attese. E ciò nonostante, il tutto aveva un suo senso e un suo perchè.
Però non posso non commentare quella autentica PORCATA che è “One More Day”, saga che chiude il lungo periodo di J.M.Straczynsky ai testi di Amazing Spider-Man, testata storica dell’arrampica-muri. Dopo aver fatto svelare a Peter Parker la propria doppia identità, averlo reso un nemico pubblico, averlo spinto sull’orlo dell’abisso con il ferimento mortale (?) di Zia May con una pallottola in realtà diretta a lui, l’editor in chief della Marvel ha deciso che la strada intrapresa non andava bene, che i toni erano troppo cupi, il futuro poco roseo e gli scenari poco praticabili.
Quindi che fa? Cancella tutto. Tipo quando Bobby Ewing, dopo essere stato morto per una stagione di Dallas, è uscito dalla doccia in cui gli avevano sparato come se niente fosse successo.
La scelta già di per sè fa schifo, ma non basta. Nell’Universo Marvel non mancano entità talmente potenti da poter modificare la realtà (si vedano i vari “House of M”, “Age of Apocalypse” e “Heroes Reborn”), però tutte queste avventure si sono sempre concluse con un ritorno alla continuity principale, magari con qualche piccola conseguenza, ma fondamentalmente in maniera quasi indolore. E soprattutto con una logica magari contorta, ma (scusate il gioco di parole) comunque logica. Nel caso in questione, si tira in ballo Mefisto, il quale non si interessa più di anime, ma di sentimenti, e promette di salvare May in cambio di una piccola cosetta: l’amore tra Peter e Mary-Jane.
Ho sempre dichiarato che il motivo principale per cui leggevo Spider-Man era la presenza della Rossa mogliettina, personaggio che nel tempo si era guadagnata uno spessore presente in pochi altri personaggi dei fumetti d’oltre-oceano (mi vengono in mente solo Sue Richards e Tempesta, oltre alla pluri-defunta Jean Grey).
La fine del matrimonio tra i due, senza peraltro alcuna ragione evidente, rappresenta un ulteriore passaggio assolutamente orribile di questa storia. Ma ancora non basta.
Tutto questo ha una motivazione molto commerciale: presentare un nuovo inizio che possa attirare l’interesse dei giovani, anche se a scapito dei vecchi aficionados. Quindi, gli autori hanno deciso di riportare le atmosfere indietro di un decennio, dove Harry Osborn (non solo il padre Norman) non è morto, dove Peter è ancora uno studente spensierato, dove tutti gli amici principali sono ancora lì intorno a lui, con la sola esclusione di Gwen Stacy (il cui cadavere è stato riesumato così tante volte da essere ormai inutilizzabile).
Come tutto questo possa riflettersi sulla continuity del Marvel Universe, dove ad esempio Peter è parte dei Nuovi Vendicatori, mi sfugge. Così come mi sfugge cosa possano avere in mente i capi della Casa delle Idee (come amano chiamarsi).
Quello che so è che, per quanto mi riguarda, l’Uomo Ragno ha ricevuto il mio preavviso: sei mesi, dopo i quali deciderò se continuare a essere un amichevole lettore di quartiere o se dirigere quei fondi verso storie più interessanti.
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Ritorno a Blog Mountain
Ebbene sì, sono stato birichino. Assente (giustificato?) dal blog per ben 36 giorni.
Senza tirare in ballo alluvioni o cavallette, i motivi sono stati molti, ma posso riassumerli tutti in una vittoria schiacciante del mondo reale sul mondo virtuale.
Dopo un ponte dell’Immacolata a base di visite a parenti e amici reduci da operazioni più o meno serie (dove la scala è meno=ernia inguinale, più=ablazione alla valvola cardiaca), il rientro a Bratislava è stato caratterizzato da una tristezza crescente, causata dal peso della solitudine aggravata dalla consapevolezza che avrei dovuto essere da un’altra parte, dove sarei stato più utile o quanto meno più di compagnia.
L’avvicinarsi del Natale, poi, come sempre, mi ha ulteriormente intristito. Aggiungiamoci qualche litigata (che con due stati in mezzo è sempre difficile da risolvere) et voilà! ecco servita una bella voglia di non stare a importunare il mondo con i miei problemi.
Da qui niente post.
Le due settimane di ferie sono servite a ritemprarmi, a stare con le persone importanti, la famiglia, gli amici, ma ho preferito stare a tempo pieno nel mondo reale, senza collegarmi al blog, senza vedere le statistiche di accesso, leggendo poco i blog altrui (il DiPa mi ha subito sgridato).
A questo punto, forte di un mese di arretrato (film, fumetti, giochi, un po’ di orienteering) e armato di scheda UMTS nuova fiammante, posso ripartire e tormentarvi ancora per un po’.
E visto che non l’ho fatto prima, vi auguro un 2008 pieno di gioia.
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domenica, dicembre 02, 2007
Aigor
Guardando su Repubblica, ho scoperto che 25 anni fa ci lasciava Marty Feldman, un attore la cui faccia era veramente uno spettacolo (oltre alla sua bravura).
La scena che tutti un po' ricordano è l'arrivo di Gene Wilder in Frankestein Junior, anche se estrarre una scena da quel film è una cosa difficile.
La riporto anch'io, come ricordo.
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The Heartbreak Kid
E già che ci sono, vi parlo anche del film che ho visto settimana scorsa, la nuova commedia dei fratelli Farrelly, gli stessi di Tutti pazzi per Mary.
La presenza di Ben Stiller, anche allora protagonista, non basta però a tenere su un film che è sì carino, ma non graffia.
Come spesso accade, il problema potrebbe essere nel come è stato presentato.
Il film non è centrato sui malintesi e le vicissitudini del protagonista durante la luna di miele di un matrimonio fatto di corsa, in cui la moglie si rivela diversa da come sembrava prima del fatidico sì (anche se quasi tutte le scene migliori sono legate a ciò).
Si tratta invece di una commedia agro-dolce sul trovare la persona giusta, riconoscerla, essere sincero nel rapporto e, dato tutto ciò, sul perchè del matrimonio.
Il ritmo, pertanto, non è arrembante come Tutti pazzi per Mary, non ci sono battute graffianti o scene esagerate (tipo quella in cui Ben Stiller si masturbava per non andare in giro con un’arma carica, con tutto quello che ne seguiva).
Il film insomma scorre via senza acuti, con qualche risata e qualche riflessione nanche troppo profonda.
Del trittico di commedie americane su come mettere su famiglia in maniera non convenzionale (gli altri sono Molto Incinta e Vi dichiaro marito e marito) è quello che mi è piaciuto di meno.
Voto: 6-.
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Quando ai tempi vidi “The Blair Witch Project” pensai che si trattava di un film in cui gli autori avevano una precisa idea di come doveva finire (un Signor Finale, che da solo dava un senso al film, altrimenti deludente) al quale però non sapevano come arrivarci (gente persa nel bosco? Been there, done that).
La stessa impressione l’ho avuta con questo film, tratto da un racconto (che non ho letto, ma recupererò) di Philip K. Dick.
Sono entrato ben conscio che il rischio di porcata fosse alto, e fino a poco dalla fine ero convinto di non essermi sbagliato.
La storia ruota intorno a Nicolas Cage, un tizio che ha il potere di vedere quello che gli succederà nell’immediato futuro (due minuti) e questo suo potere diventa il punto chiave per consentire all’FBI di cercare di sventare un attentato nucleare sul suolo statunitense. Dato che lui non vuole diventare una cavia di esperimenti per capire come utilizzare i suoi poteri, rifiuta di collaborare. Inizia quindi un inseguimento a tre (lui, l’FBI e gli attentatori) che si svolge secondo i classici canoni dei film d’azione (l’eroe sempre un passo avanti degli inseguitori, l’amata presa in ostaggio e quant’altro).
Insomma, sembrerebbe che non ci fosse niente da aggiungere ad un film che si colloca vicino a Minority Report nell’idea di fondo, senza averne però l’impatto visivo (effetti speciali ridotti al minimo indispensabile e anche un po’ grossolani).
Però...
A un certo punto, come spesso succede, è nato in me il dubbio che le cose non stessero come erano dipinte, ma che ci fosse un altro livello, qualcosa che mischiava le carte in tavola. E avevo ragione, anche se, per essere onesto, ho pensato ad un’altra cosa (che comunque non mi convinceva troppo, visto che di Dick si parla).
Effettivamente la chiave di tutto era stata data subito, in maniera inequivocabile, ovviamente in un momento in cui non se ne poteva capire la portata.
Insomma, un finale che ha un suo perchè, ma che purtroppo arriva dopo un film che invece non sa darsi una cifra. Non è un film di fantascienza pura (ambientato ai giorni nostri), non è una storia d’amore (anche se alcuni eventi ci girano intorno), non è un thriller (la minaccia di attentato nucleare non riesce mai a creare la giusta tensione), non è una commedia (anche se Nicolas Cage gigioneggia più volte). Insomma, per tutto il film, non si capisce dove si vuole andare a parare (mettiamoci pure una citazione inutile a Arancia Meccanica e il quadro è completo), finchè non arriva il finale.
Lì tutto assume un senso e rivaluta il film. Ovvio, non lo rende un capolavoro, ma sicuramente un film discreto.
Voto: 6.5 (5 al film, 8 al finale).
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Domenica mattina
Sono qui in casa e riesco finalmente a dedicarmi a piccole vaccate che nel semi-isolamento slovacco mi risultano difficili.
Ieri visita a SteGal, che finalmente ha fatto l'operazione per la sua ernia. L'ho visto abbastanza bene, anche se non so come supererà il trauma della rottura del decoder di Sky.
Stavo anche per comprarmi un nuovo portatile, per sostituire per i fini privati, quello dell'ufficio. Ero lì, moralmente pronto, la carta di credito carica (era il primo del mese). Ce n'erano due, diversi per prezzo ben 300 euri. Ho chiesto al tizio con la maglietta della marca dei due PC: "Scusa, ma questi due PC in cosa sono diversi?".
"Piacerebbe saperlo anche a me."
Il portatile lo compro un'altra volta. E probabilmente in un altro posto.
Roby mi fa: "Mi devi aiutare a comprare le scarpe che mi parlano." Ovviamente, all'inizio non ho capito nulla di quello che intendeva (in precedenza la frase "qualcosa che mi parla" ha sempre significato "Mi piace talmente, che è come se mi dicesse qualcosa"). Poi ho realizzato che parlava dell'accessorio dell'iPod che si mette nelle scarpe e ti dice quanto corri, quanto bruci e altre cose accessorie.
"Ah! Quella cosa che ti ho fatto vedere allo shop dell'Oringen e tu non mi hai minimamente ascoltato!?!" "Ma davvero? Anche Attilio ha detto che me ne avevi parlato".
E' bello, col tempo, avere la conferma di avere sempre avuto ragione...
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lunedì, novembre 26, 2007
Alla faccia del tempo variabile!!!
Stamattina, alle 5.30, sono stato svegliato da una pioggia fortissima, con vento che faceva sbattere i goccioloni contro le finestre in maniera rumorosissima.
Alle 8.30, quando sono andato al lavoro, c’era una bellissima giornata di sole, neanche troppo fredda (al di là di un po’ di vento).
Alle 14.00, dopo pranzo, ho intravisto al’orizzonte delle nuvole bianchissime, foriere di brutto tempo.
Adesso, alle 16.50, sta nevicando da paura.
Non mi resta che sperare che, con questo ritmo di variabilità, alle 18.00, quando vado a casa, sia tutto finito...
EDIT: sono le 19.00. Non nevica piu'
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Come gestire la priorità - 2a puntata
La raccolta degli episodi divertenti legati a ciò che succede quando avviene l’imbarco di chi ha acquistato il diritto di priorità nei voli Ryanair si è arricchita ulteriormente.
Sorvolando sull’aumento di faccia tosta del sottoscritto, il quale ormai taglia le file, scavalca i vecchietti e calpesta le aiuole (visto che c’è gente peggio di me, è quasi legittima difesa), vi sono ulteriori fatti che mi confermano che il servizio di priorità di imbarco è una mezza bufala.
Ciò che succede a Orio l’ho già detto (anche ieri sono riuscito a prendere il posto alle ali, salendo per primo sull’aereo).
Ma quello che succede a Bratislava cambia di volta in volta (e generalmente senza vantaggio per i prioritizzati). Venerdì, ad esempio, la priorità è stata gestita perfettamente, prima è partito il pullman con quelli che ne avevano diritto; poi il pullman è tornato e ha caricato gli altri.
Quando salgo, però, comincia il cinema. “...e Vi preghiamo per cortesia di mettere gli zaini e le borse di piccole dimensioni sotto il sedile di fronte a voi, e, se possibile, di tenere addosso le giacche, almeno per la fase di decollo...” (mi sfugge dove uno doveva metterle dopo, se le cappelliere erano tutte piene). E’ quindi iniziato uno spostamento generale di tutto ciò che era già nelle cappelliere (che ovviamente era di quelli che avevano la priorità) per far posto al bagaglio di quelli che stavano salendo (che la priorità non l’avevano). Inoltre, chi arrivava dopo, essendo ultimo, aveva ben chiaro se c’era posto per i bagagli piccoli e per le giacche, e quindi le infilava comodamente in cappelliera, mentre i prioritizzati si tenevano tutto in mano o vedevano le proprie cose scorrere lungo la cabina, allontanandosi sempre più.
Qualcuno si è pure incavolato, alzando la voce (giustamente direi), ma ricevendo in prima battuta delle giustificazioni delle hostess che non stavano nè in cielo nè in terra (che per un aereo, non è cosa bella a dirsi...). Al che, la voce si è alzata ulteriormente e, come per miracolo, gli effetti personali che vagavano per l’aereo si sono materializzati nella cappelliera esattamente dove erano stati messi inizialmente.
Un altro mistero, anche se indipendente dalla priorità, è perchè tutti, quando salgono a bordo, invece di scorrere fino al centro dell’aereo e fermarsi all’ultimo posto libero, si fermano subito, prendendosi tutto il tempo per togliersi la giacca, mettere il bagaglio nella cappelliera, aprirlo per estrarne il libro da leggere, spegnere il cellulare, tutto stando bellamente e allegramente in mezzo al corridoio, ovvero in mezzo ai piedi di quelli che stanno aspettando di salire e prendere posto (molti magari sono ancora in fila sulla scaletta, esposti al vento e alla pioggia).
Direte voi che così uno poi scende prima e arriva prima a casa. Peccato che a Orio si scenda dall’aereo per salire sul pullman, il quale ti porta al terminal solo dopo che sono scesi tutti i passeggeri (quindi stai anche in piedi in pullman ad aspettare).
Direte allora che così si è più vicini alle uscite di sicurezza o alle toilette. L’età media non è così alta da far pensare a problemi di prostata e il volo dura solo ottanta minuti e se pensi di averne bisogno (toccandosi i gioielli) al centro sei più vicino alle uscite sulle ali.
Io non so quale è la logica. Io, prima di tutto, punto al centro, in modo da dare spazio anche a chi sta dietro di me; poi, appena arrivo al mio posto (se riesco, lato corridoio), mi metto subito davanti al sedile e da lì faccio le mie cose (spesso salgo già senza la giacca addosso e le letture fuori dal bagaglio a mano): tempo di occupazione del corridoio, meno di cinque secondi.
Ecco, non chiedo tanto, ma farcela in quindici ?
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mercoledì, novembre 21, 2007
Oregon
Il terzo gioco provato nel week-end, anch’esso di recente acquisto alla Fiera di Lucca, è un gioco di piazzamento, dove lo scopo è fare punti mettendo i segnalini vicino agli edifici oppure tra loro.
Il posizionamento è legato alle carte che uno pesca e questo fattore casuale un po’ condiziona, ma esistono due bonus che consento di limitare un po’ il fattore C.
L’interazione tra giocatori dipende dalle carte. Nella prima partita ognuno si è curato un po’ la propria zona, nella seconda le carte in giro all’inizio erano le stesse, per cui ci si è veramente accapigliati (o meglio, io che ero l’ultimo subivo le angherie dei primi due).
Roby nella prima partita non ha capito la dinamica del gioco, lasciando me e SteGal a combattere (ha vinto lui di un punto), nella seconda ha visto la luce e ci ha massacrato (in realtà il punteggio è stato molto chiuso, ma lo svolgimento non lasciava dubbi sul risultato finale).
Il gioco è carino, facile da spiegare e abbastanza rapido. Perfetto per serate poco impegnative o con compagni poco propensi a lunghe pensate (peccato che sia solo per quattro giocatori).
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I Pilastri della Terra
Uno dei giochi acquistati alla Fiera di Lucca è questo gioco ispirato al famoso bestseller di Ken Follett, che ammetto tranquillamente di non aver letto.
Il gioco appartiene alla categoria Gestione risorse, in cui (come già Leonardo e Puerto Rico, anche se in modo diverso) devi ottenere risorse, lavoranti, bonus e soldi, che poi si trasformano in punti vittoria.
Il gioco è carino, ma non eccezionale. La dinamica è molto semplice, ma esiste diversi fattori casuali che non ti consentono una strategia a lungo termine. L’interazione tra i giocatori è poi molto bassa e, giocando in due o tre, non si arriva mai a rompersi veramente le uova nel paniere a vicenda.
Per la cronaca, una prima partita tra me e Roby è finita con la mia vittoria per differenza Ori (pari punti, due ori in più), la seconda, con anche DiPa al tavolo, ha visto il trionfo di Roby e il mio ultimo posto.
Ho visto che c’è già un’espansione in giro, chissà che non migliori il mio giudizio.
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Back to Puerto Rico
In questo lungo week-end italiano dedicato ai giochi sono riuscito a metterci una partita a uno dei miei giochi preferiti in assoluto, Puerto Rico.
Al tavolo con me, Roby, DiPa e SteGal. DiPa era il novellino, la vittima sacrificale.
O almeno in teoria. Dopo una prima mossa che ha spiazzato tutti, o almeno il sottoscritto che era subito dopo di lui, si è difeso bene, commettendo pochi errori (anche se il suo continuo chiedere “Ma per fare questo, cosa devo prendere?” tendeva a deconcentrarmi un po’).
La partita è stata molto combattuta, con un finale molto equilibrato. La vittoria è andata a SteGal, che è riuscito a mettere a frutto un quasi completo monopolio del grano, davanti a me e a Roby, che invece abbiamo cercato di variare il gioco su più fronti.
Rivedendo la partita a mente fredda, posso dire di averla persa a due turni dalla fine, quando, per ottenere soldi con la Factory, ho fatto una fase di produzione, che SteGal ha subito dopo concretizzato in un Capitano dal quale (essendo ultimo) non ho ottenuto neanche mezzo punto, mentre i soldi accantonati non sono poi stati utilizzati perchè nessuno ha più preso il Builder (io ero ultimo e non avrei attivato comunque l’edificio).
A DiPa non ha esaltato, ma io mi sono come sempre divertito un sacco.
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La casa dei canti
Ultimo numero dell'avventura di Gea.
Come ammesso dall'autore, la serie doveva durare un paio di numeri in più (un altro anno, insomma), ma ha deciso di finirla lì, al diciottesimo numero.
Questa fine anticipata un po' si sente. La storia resta (volutamente) sospesa in un finale aperto, che però sa di lasciato lì.
I disegni, per quanto molto coinvolgenti, non sono al livello dei precedenti numeri. Le tante sottotrame vengono ricondotte ad un ricongiungimento che le penalizza un po'.
Peccato, perchè la storia non è mai stata banale, trattando di temi raramente riscontrati in un fumetto Bonelli.
A posteriori, forse, l'uscita semestrale (che ha lasciato all'autore la possibilità di gestire tutto il fumetto, sia storia che disegno) ha un po' troppo rallentato il procedere della storia e alla fine ha stancato anche lui.
Comunque, un fumetto piacevole, che non mi pento di aver letto.
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martedì, novembre 20, 2007
Pendolari del lunedi’
Questo week-end sono riuscito a rientrare a Bratislava il lunedi’, invece della solita domenica pomeriggio.
Il volo del lunedi’ e’ un po’ diverso da quello della domenica.
Intanto, c’e’ molta piu’ tranquillita’ in aeroporto, la trafila dei controlli e’ molto piu’ rapida e tutti sono di umore migliore.
Ho avuto modo di osservare meglio i miei compagni di volo. A cominciare dal fatto che tutti quelli che di solito trovo la domenica, stavolta sono partiti di lunedi’ (in pratica mi sono litigato il posto con i soliti).
La cosa che mi ha colpito di piu’, pero’, sono state le donne.
Il solito assatanato, direte voi.
E invece no.
Il volo era pieno di mamme, con bambini piccoli (due-tre anni), tutte slovacche che parlavano perfettamente l’italiano, alcune in compagnia della rispettiva madre, tutte senza il rispettivo compagno, che non so se fosse italiano o slovacco, ma comunque rimasto in Italia. I bambini dovevano essere abituati ai viaggi, perche’ nessuno ha fatto il benche’ minimo capriccio per tutto il volo (e soprattutto durante la lunga attesa in pista di decollo). Una sorta di pendolarismo al contrario.
Poi, ovviamente c’era anche la stragnocca. Quella che sul volo da Bratislava noti subito e classifichi come “da Cayenne”, nel senso che non la troverai mai sul pullman dell’Autostradale, ma la vedrai (leggiadra come un gavettone di idrogeno) salire su un Porsche Cayenne (o vettura di analoga categoria) che la aspetta davanti all’uscita, in compagnia di un molto invidiato individuato dal portafoglio pieno.
Quella che non vedi mai nel volo di ritorno alla Domenica pomeriggio, perche’ il fortunato possessore di Cayenne vuole possederla anche la Domenica e quindi torna con il volo del lunedi’.
Certo, il look dell’andata, truccato, elegante, pronto per le serate di vita e’ molto diverso da quello del ritorno, acqua e sapone, capelli raccolti, vestito sportivo, un filo di occhiaie per la stanchezza. Ma tant’e’, il Cayenne e’ nel parcheggio della sua azienda, il week-end e’ stato interessante e sull’aereo ci sono solo i pendolari sfigati e le mamme che tornano a casa…
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lunedì, novembre 19, 2007
Tecnologia alla portata di tutti
Domenica mattina, ore 9.05.
Godendomi il fatto di avere tutta la domenica a Milano, sono nel letto, a metà tra lo sveglio e l'addormentato, quando suona il telefono.
Sollevo il ricevitore, "Pronto?"
"Bababababababababababa!". Una voce di bimba che emette suoni convinta di comunicare non so quale importantissimo messaggio.
"Pronto?"
"Bababababababa!"
"Pronto, Giorgia?"
"Bababababababa!"
"Pronto, Alessia?"
"Bababababababababa!".
Riattacco e provo a telefonare ai numeri di casa delle sorelle, sperando di trovare occupato. Primo tentativo, mamma di Giorgia, libero.
Ri-suona il telefono. "Bababababababa!"
Con il cellulare chiamo l'altra sorella. A casa è occupato. E' la conferma. Chiamo sul cellulare.
"Ciao, Piero. Come mai mi chiami a quest'ora?"
"Ho ricevuto due telefonate da mia nipote, ovvero tua figlia."
"Ha chiamato anche te!?!"
"Ah! Non sono il primo?"
"No. Ha chiamato anche la mamma."
"Ah! Bene."
Indagini successive hanno portato alla scoperta del fatto il telefono di casa è un giocattolo fantastico: ha il display luminoso, emette suoni quando schiacci i tasti, fa tutututu, e ogni tanto si sentono anche le voci! (O forse è un tratto genetico, visto che sia mia madre che entrambe le sorelle sono campionesse del mondo di telefonata ininterrotta).
Un tempo, selezionando a caso dei tasti, la probabilità di ottenere un numero corrispondente a una vera utenza era molto bassa. Ora, tra tasti abbreviati e ripetizione degli ultimi numeri, è praticamente certo. Se penso che mia madre riesce, a fronte di un SMS inviato dal cellulare A, a rispondermi sul cellulare B, non avendo ancora imparato il pulsante Rispondi, e mia nipote a 11 mesi già telefona (l'altra, tre mesi fa, mi ha mandato un SMS) ...
Visto poi che i bambini imparano subito le azioni che danno i migliori risultati, sono pronto moralmente a fiumi di telefonate.
Spero che i genitori abbiano iniziato a accantonare il fondo telefono, perché se questo succede quando ancora non sa parlare, figuriamoci da grande...
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sabato, novembre 17, 2007
A cena col nemico
O, almeno, quello di un tempo.
Alcuni giorni fa ho ricevuto un invito che non mi aspettavo sarebbe mai giunto.
Un aperitivo (che qui si accompagna spesso con una zuppetta corroborante, specie se, come ieri, nevica e tira un vento polare) in compagnia di due persone con le quali, ai tempi del precedente progetto, erano volati alcuni stracci.
Ma il tempo, come sempre, arrotonda gli spigoli. Il progetto è andato maluccio anche senza il mio contributo e ciò nonostante (o forse proprio per questo) mi hanno richiamato; una delle due persone ha trovato pane per i suoi denti nel progetto successivo e a ritenuto il caso di levare le tende; l’altra, ormai priva di sponde di lingua inglese, si è un po’ addolcito.
Io, lo ammetto, all’inizio ero un po’ teso. Alcuni scontri verbali erano ancora vivi nella mia memoria, e il fatto che i lazzi e le battute fossero tutte rivolte ai consulenti che gestiscono (bene? male?) il passaggio all’Euro, non mi tratteneva dal pensare che molte di queste erano (o potevano essere) state rivolte a me o ai miei colleghi quindici mesi fa.
Quando finalmente, però, si è smesso di parlare di lavoro e si è passato ad altro, allora il clima si è stemperato un bel po’ e mi sono decisamente divertito.
Il che conferma una cosa. Un anno fa, qui, questi non ci volevano proprio.
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giovedì, novembre 15, 2007
I now pronounce you Chuck and Larry
Da noi presentato come “Vi dichiaro Marito e Marito” che, una volta tanto, e’ una traduzione abbastanza fedele.
Si tratta di una commedia abbastanza gradevole, che ruota intorno ad una coppia di amici in cui uno, vedovo, per ottenere sostegno dalle istituzioni americane, in modo da riuscire a sostenere i propri figli, chiede e ottiene dall’altro, noto sciupafemmine, di mettere in piedi una unione gay.
La cosa nasce in sordina, ma presto iniziano gli equivoci, sia sul posto di lavoro (sono entrambi vigili del fuoco), sia con gli ispettori federali, sia con l’avvocatessa che li deve difendere.
Il film riesce a mantenersi sempre in equilibrio tra la denuncia delle discriminazioni, la presa in giro di certi cliché’ gay e la celebrazione dell’amicizia tra i protagonisti, anche se alcuni personaggi di contorno erano forse un po’ esagerati.
Il finale, forse, e’ l’unica cosa un po’ debole, ma d’altra parte, vista come era stata imbastita la trama, qualunque altro lieto fine era abbastanza impraticabile.
Insomma, una commedia dove si ride, anche se non ci sbellica, ma che comunque ti lascia un buon sapore in bocca.
Voto: 7.
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martedì, novembre 13, 2007
Excuse, Piero, but what's happened in Rome?
Tutti i miei colleghi qui a Bratislava che, di solito, mi rivolgono la parola solo sotto minaccia armata o nel bisogno piu' disperato, oggi sono venuti a cercarmi per farmi questa domanda.
Si parla delle violenze seguite alla morte del tifoso laziale prima di Inter-Lazio.
Mi astengo da giudizi sulla vicenda, per tutta una serie di motivi.
Pero' una cosa la devo dire: "Bella figura di me..a agli occhi del mondo!".
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Primi segnali di insofferenza
Sono un po' preoccupato.
Non e' neanche un mese che sono qui (quindi meno di quattro rientri) e gia' inizio a vivere male i viaggi.
Il primo indizio e' la scarsa fiducia nei tassisti locali. Venerdi', pronti via, mi ha gabbato dieci euri, con alcune stradine che, se in teoria dovevano evitare il traffico, in realta' si sono tradotte in giri inutili per viuzze dove temevo sempre che saltasse fuori qualcuno e finisse sotto (o peggio, mi rapinasse). Domenica, invece, il conducente, era gentilissimo (ha cercato di comunicare con me, ma io non sapevo slovacco e tedesco, lui non sapeva italiano e inglese; e' finita che e' riuscito solo a dirmi, in un tedesco che ho capito non so come, che quella che vedevo era la prima neve dell'anno), ma mi sembrava altamente imbranato (o forse solo preoccupato dalla neve).
Il secondo e' la scarsa sopportazione delle code in aeroporto. Vi ho gia' parlato di come gabbare il discorso del check-in prioritario (domenica, ero ancora una volta nei posti migliori), ma un paio di accidenti alla coda ettometrica (non scherzo, saranno stati due-trecento metri) per i controlli di sicurezza li ho tirati.
Il terzo e' il desiderio di non essere disturbato in volo, sia per acquisti inutili, ma soprattutto da imbranati che ti rovesciano addosso (in assenza di turbolenza, perlatro) la bibita o il bagaglio.
Avrei anche da parlare della maleducazione dei conducenti del pullmann da Orio alla Cascina Gobba, ma me lo tengo per quando succedera' di nuovo.
Insomma, se dopo sole tre settimane, son gia' a questo livello, cosa succedera' tra tre mesi?
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L’abominevole uomo delle nevi
Il mio rientro a Bratislava e’ stato caratterizzato dalla neve. Dieci centimetri sulla pista d’atterraggio e rimasugli sparsi un po’ dovunque per le vie del centro.
Tenuto conto che i contatti umani sono sempre scarsi e quasi tutti attraverso freddi strumenti quali mail o brevi sms, sento che mi sto lentamente avviando sulla strada dello Yeti.
Che con il vento freddo che tira questi giorni, aiuterebbe anche un po’…
Certo, dovrei essere un po’ piu’ peloso (e cosi’ recupererei anche un po’ dei capelli persi in questi anni…)
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domenica, novembre 11, 2007
Chi eri nella tua vita precedente?
Vagando in internet ho trovato questo giochino che ti dice, in base alla data di nascita, chi eri nella tua vita precedente.
Io ho ottenuto la seguente risposta:
Zona: a quel paese....
Periodo storico: nei primi anni D.C.
Un breve profilo psicologico della tua vita precedente:
Carattere rivoluzionario. Hai probabilmente provocato dei cambiamenti in ogni campo: politica, affari, religione. Probabilmente un leader del tuo tempo
Sul carattere rivoluzionario si può discutere, ma l'ingegneria e le mappe devono essere scolpiti a fuoco nel mio Karma (per la cronaca, a militare ero nel nucleo topografi).
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Home Sweet Home
Mentre sono comodamente accomodato in casa a Milano, in attesa di prendere il solito volo per Bratislava, penso con liberazione che finalmente non devo più stare in albergo, perchè finalmente ho preso possesso dell’appartamento in cui starò durante la mia trasferta slovacca.
Il posto è in pieno centro, comodo sia per andare in ufficio sia per fare un giro per le vie principali del borgo.
A dir la verità, l’impatto con l’androne e l’ascensore è stato un po’ traumatico, ma tutto funziona e, soprattutto, una volta superata la porta d’ingresso dell’appartamento è tutta un’altra scena.
Dall’annuncio, mi aspettavo un monolocale con cucinotto e servizi, ma lo spazio è veramente tanto (anche se forse usato male).
La cucina è enorme, il soggiorno/camera da letto molto spaziosa e c’è pure un ingresso molto ampio (nella mia concezione, questo è spazio sprecato).
Poi, come usa da queste parti, il bagno e la tazza sono in due bagni diversi, che se da un lato ha degli indubbi vantaggi odoriferi, dall’altra mi costringe a passare dalla cucina per andare a farmi la doccia.
L’arredamento è discreto e la dotazione di elettrodomestici è di tutto rispetto. E mi fanno pure le pulizie settimanalmente.
Direi che dovrei trovarmici bene.
Le uniche pecche: manca una rete wireless da scroccare, ma, soprattutto, mi sono accorto dopo che manca la lavatrice, cosa che mi costringe a fare il pendolare della biancheria sporca (camicie e vestiti andavano comunque in lavanderia).
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Assente (in)giustificato
Quest'ultima settimana sono stato assente dal blog.
Incompatibilità tra i momenti in cui avevo qualcosa da dire e quelli in cui avevo una qualunque connessione attiva.
Aggiungete che ero in compagnia negli altri momenti e risulta chiaro che la vita reale ha battuto 5-0 la vita virtuale.
Questa settimana dovrei essere più presente, anche se solo dopo una certa ora (causa limitazioni dei proxy in ufficio).
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11:05 AM
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lunedì, novembre 05, 2007
Leonardo da Vinci
La sera prima di partire per Lucca, per entrare nello spirito giusto, serata di gioco (la prima dopo tanto tempo).
Ospiti Max e Nat che ci hanno portato alcuni dei giochi che avremmo poi comprato il giorno dopo.
La prova e' stata fatta con Leonardo Da Vinci, gioco di quelli che potenzialmente mi dovrebbero piacere molto, stante la quasi assoluta assenza di fattore casuale.
Lo scopo del gioco e' ottenere piu' fiorini degli altri mediante la costruzione di invenzioni, per le quali sono richiesti lavoratori, laboratori e materie prime.
Il punto chiave del gioco e' il posizionamento degli segnalini che rappresentano i lavoratori, che o producono materie o collaborano all'invenzione.
Ovviamente io, come faccio sempre, non capisco una regola fondamentale e canno clamorosamente la prima mossa. Da li' mi deprimo e gioco poco convinto fino quasi alla fine, dove finalmente capisco alcuni punti chiave della strategia, che Max non aveva spiegato.
La partita e' una battaglia tra poveri (io e Max), mentre le fanciulle hanno fatto il bello e il cattivo tempo. Vince alla fine Roby, di una incollatura su Nat e Max (ucciso da due mie mosse).
A mente fredda devo dire che il gioco e' carino (da riprovare con piu' attenzione), anche se la configurazione iniziale per principianti non mi sembra molto equilibrata.
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Come un bimbo davanti all'albero il 25 dicembre
Sabato, viaggio a Lucca in occasione della Fiera del fumetto e del gioco da tavolo.
Il fatto che abbiano concentrato in un unico luogo due delle mie principali passioni (per la terza, mi sono dovuto acconentare della cartina della città per capire dove andare...) è stato irresistibile. Grazie alla compilicità di Roby e Attilio (la prima interessata ai giochi, il secondo che ha barattato un pranzo per la guida al ritorno) il viaggio è stato organizzato in men che non si dica e la soddisfazione complessiva è stata notevole. Prima, giro esplorativo al padiglione dei giochi (per vedere cosa acquistare), poi io in giro per fumetti, Roby e Attilio al ristorante, alla fine ricongiungimento per gli acquisti ludici.
Dall’ultima volta che ci sono andato dieci anni fa, la manifestazione si è ingrandita e si è spostata dal palasport per diffondersi nella città, con padiglioni in tutte le piazze principali. Questo ha implicato che l’intera cerchia muraria era invasa da migliaia di ragazzi alla ricerca del loro fumetto preferito, del manga mancante, dell’anime fresco di masterizzazione, con un colpo d’occhio veramente impressionante.
Moltissimi i cosplayer, ovvero persone che si divertono (concordi, Rebelot?) a travestirsi da personaggi di film, fumetti, ma soprattutto manga e anime. I migliori, per me, quelli che si sono vestiti da Star Wars, con Darth Vader, la guardia imperiale, i sabbipodi e tutti gli altri, tutti in costumi perfetti.
Dal punto di vista degli acquisti, sono soddisfatto. Alcuni giochi nuovi, di cui vi parlerò a prova effettuata, ma soprattutto diversi buchi colmati nella mia collezione di fumetti.
Una certa qual lacrimuccia, poi, subito seguita da un istinto assassino nei confronti di uno accanto a me che minacciava di portarmi via una delle ultime tre copie rimaste, quando ho trovato in uno stand l’ultimo DVD della Collector’s Edition di Last Exile, anime per me bellissimo e la cui pubblicazione era sospesa da quasi due anni dopo il penultimo disco.
Alla fine ero esausto, avendo girato tutti gli stand senza neanche una pausa per mangiare, lo zaino pesava come un macigno e non sono stato in grado di fare nemmeno un piccolo turno alla guida durante il ritorno.
Ma la pila di oggetti acquistati, lì sul tavolo del soggiorno mi rende veramente pieno di gioia.
Come un bambino la mattina di Natale...
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sabato, novembre 03, 2007
Brrrrividooo!
Il portatile aziendale ha fatto il cattivo. Ha dato schermo blu all'accensione e non ne ha voluto sapere di partire.
Senza l'aiuto di Vinnie the Horse, mai sarei riuscito a farlo ripartire (ero già pronto moralmente all'acquisto di un Vaio tutto mio). Peccato che questo mi sia costato una mattina in ufficio non prevista e quindi persa.
Ma adesso tutto OK e domani vi racconterò la mia giornata a Lucca tra giochi e fumetti (mandate qualcuno a trascinarmi via!).
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martedì, ottobre 30, 2007
500
Non si tratta della nuova versione del film sulla Battaglia delle Termopili e nemmeno del nuovo modello della Fiat.
Non si tratta neppure della misura in millimetri del mio attributo, altro che John Holmes.
E' che non me ne sono accorto prima, ma questo blog ha superato i 500 post.
E il pensiero e' ovviamente uno solo: "Ne ho sempre tante di cazzate da dire!".
Appuntamento al millesimo post.
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Come gestire le priorita'
Al terzo volo con Ryanair sulla tratta Orio-Bratislava, ho finalmente capito come gestire la faccenda dell’imbarco prioritario.
Come tutti voi saprete, Ryanair, compagnia leader nei voli low-cost, non assegna un numero al momento del check-in, ma funziona con la regola del "primo arriva, meglio alloggia" (io ho in mente un vecchio film con Paolo Villaggio, in cui parte con aereo charter e si lancia a conquistare i posti migliori al grido di "Occupato! Occupato! Occupato!").
Viene quindi messo in vendita un servizio aggiuntivo che e‘ l’imbarco prioritario, ovvero la possibilita‘ di salire a bordo per primo.
Peccato che ci siano diversi modi di gestire l’imbarco prioritario. Vi riporto quelli in vigore a Orio e a Bratislava. A voi indovinare quale dei due e‘ quello italiano.
Opzione 1.
L’assistente a terra chiama l’imbarco, verifica l’identita‘ e indirizza la persona in possesso del titolo alla fila prioritaria, altrimenti alla fila dei comuni mortali.
La fila prioritaria viene portata verso l’aereo e solo quando la fila e‘ conclusa, parte la fila normale.
In questo caso il trucco e‘ quello di non mettersi in nessuna fila, in modo da potersi infilare dietro la fila prioritaria appena questa finisce e quindi davanti ai comuni mortali.
Opzione 2.
L’assistente a terra chiama l’imbarco per i passeggeri a priorita‘ e li fa salire sul bus per l’aereo. Finita la fila prioritaria (mentre tutti aspettano erroneamente che il bus parta), inizia a imbarcare i passeggeri senza priorita‘, che a questo punto salgono sul bus mischiandosi ai prioritari.
In questo caso il gioco e‘ piu‘ semplice, anche se l’ideale e‘ riuscire a salire tra gli ultimi del bus (ma attenzione che non si riempia e tocchi poi aspettarne un secondo!).
Capita l’antifona, senza priorita‘, ma con uno scatto atletico che in gara mi sogno, sono anche riuscito a sedermi nei posti davanti alle uscite di sicurezza, che offrono il maggior spazio per le gambe.
A chi giustamente si domanda, quindi, a cosa serva pagare l'imbarco prioritario (per carita', e' una decina di euri) rispondo "Non lo so".
A chi, invece, pensa che la cosa migliore e' fare l'imbarco prioritario solo per l' aeroporto in cui questo e' getito a modo, rispondo che, ovviamente, Ryanair non consente di prendere la priorita‘ solo per un viaggio, se si fa andata/ritorno.
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lunedì, ottobre 29, 2007
Cartagena 2
Sabato sera, fresco di arrivo dalla Germania e potendo contare sulla traduzione live delle regole da parte del paziente (piu' o meno) Attila, abbiamo provato la nuova versione di Cartagena.
Questo gioco di carte, pur basandosi sul meccanismo del primo, aggiunge due elementi che cambiano notevolmente la strategia.
Il primo e' la presenza della barca a meta' percorso, che crea una sorta di discontinuita' nella strategia di avvicinamento.
Il secondo, molto piu' importante, e' che ora, per ottenere le carte da giocare, non si deve retrocedere un proprio pirata, bensi' avanzare uno di quelli degli avversari. La strategia quindi cambia molto, perche' prima si sceglieva in base alle carte che uno aveva in mano, mentre adesso il vantaggio che si da' all'avversario e' assolutamente ignoto.
Io in tutto cio' non ci ho capito granche', oltre ad essere stato un po' sfortunato con le carte. Risultato: ultimo e di tanto.
Il gioco pero' mi e' piaciuto. Ha quella velocita' e semplicita' che lo rende perfetto per serate poco impegnative e molto divertenti.
Voto: 6.5.
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Primo week-end di rientro
E dopo una lunga settimana in trasferta, il meritato rientro.
Il tempo e' stato denso di cose da fare, persone ad vedere e saluti da fare e il ritorno all'ora solare mi ha dato un'ora in piu' che si e' rivelata preziosa.
In ordine sparso:
- incontrato AR per caso per strada
- portati AA e mio padre a fare acquisti al Saturn (grazie a entrambi per i punti fedelta')
- installato decoder SKY
- ritirato ultimo pacco di giochi in arrivo dalla Germania (vari scenari di Catan piu' Cartagena 2)
- visite parenti varie (mia nipote mi ha chiamato per nome!)
- cena con giocata a Cartagena 2 (si veda post relativo)
- passaggio alla Borsa del Fumetto e alla Feltrinelli (che essendomi poi dimenticato l'adattatore del PC a Milano forniscono l'unica fonte di svago per questi giorni)
In tutto cio' un grosso ringraziamento a Roby, che domenica, di ritorno da una gara da 15 km, invece di collassare (come io avrei fatto, stremato) sul divano, mi ha accompagnato in giro e poi al pullman.
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giovedì, ottobre 25, 2007
Con colleghi così...
La mia azienda ha mandato una mail dove, a seguito di implementazioni della legge sulla sicurezza sul lavoro, comunica che verranno forniti nuovi tesserini identificativi da usare presso i clienti.
Hanno messo due esempi molto realistici: il tesserino di Orlando Bloom e quello di Marissa O.C. (al secolo Mischa Barton).
Ora, al di là della disparità di trattamento tra maschietti e femminucce (che so, potevano mettere Michelle Pfeiffer, Angelina Jolie, Monica Bellucci o una gnocca di Hollywood qualunque sopra i venticinque anni), mi sembra evidente che la cosa sia assolutamente priva di agganci con la realtà lavorativa di tutti i giorni.
Ridateci il classico Mario Rossi!!!
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mercoledì, ottobre 24, 2007
Knocked Up (Molto incinta)
Stasera ho inaugurato la stagione del Kino, ovvero del Cinema a Bratislava, cosa sempre complessa perché generalmente i film che vorrei vedere li doppiano in Slovacco.
Tra quelli a disposizione, ho deciso di andare a vedere questa commedia che prometteva risate e lacrimuccie.
Essendo da un po' che non vedevo film americani in lingua originale, ho fatto un po' fatica a capire le battute iniziali che, a sentire quanto rideva il mio vicino, erano probabilmente le migliori.
Comunque il film mi è abbastanza piaciuto, anche se in alcuni punti un po' scontato e in altri un po' superficiale (forse sono particolarmente buono visto che l'alternativa era stare in albergo).
Voto: 6.
PS.: La cosa bella è stata vedere che i principali negozi del mall dove c'è il cinema sono ancora lì, ma a fianco ne hanno aperti almeno altrettanti (tutto un nuovo edificio). I giorni di shopping da depressione li passerò lì (per non parlare di cosa succede se arriva Roby...).
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Che, c'avete un euro?
In pratica, è come se mi stessi pagando una lunga vacanza. Ma allora andavo alle Maldive o negli States...
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Comunicazione di servizio
Il cliente presso cui mi trovo, per garantire il massimo impegno dei dipendenti e dei collaboratori, ha delle regole per l'uso di Internet molto strette.
Sto quindi provando a pubblicare via e-mail.
Potrebbe essere che il risultato sia di strano formato o peggio.
Abbiate pazienza, spero di trovare una soluzione migliore al più presto.
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12:22 AM
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martedì, ottobre 23, 2007
A Bratislava piove
E io, ovviamente, non mi sono portato l'ombrello.
Ho quindi colto l'occasione per rinfrescare un paio di posti in cui non ero ancora stato.
La giornata è passata tranquilla, ma la solitudine mi pesa un po'. Il momento più critico è la cena, almeno adesso che sono in albergo. Lì la voglia di uscire, sedersi solo in un ristorante e mangiare è un po' quello che è, soprattutto se la dieta che mi sono imposto mi impedisce di passare alla cioccolateria Maximilian, quella dove la cioccolata è molto buona, ma le cameriere di più.
Per mettermi di ulteriore buon umore, Judita ha bocciato la mia proposta di rientrare ogni tanto il lunedì, invece della domenica. E anche il 7 dicembre (addio Giochi Sforzeschi). Per fortuna che il ponte del 1° novembre è andato bene...
So già come andrà a finire, in quei brevi periodi che sarò in Italia (in pratica il sabato) rimpallerò come una trottola e sparerò tante di quelle minchiate da far dubitare seriamente della mia sanità mentale.
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lunedì, ottobre 22, 2007
Primo giorno in trasferta
La giornata di oggi è stata lunga.
L'accoglienza della banca è stata abbastanza calorosa, salvo poi rifilarmi una postazione e lasciarmi lì in totale solitudine.
Sono rimasto positivamente colpito da quanto mi ricordi ancora quello che ho fatto l'altr'anno (tenuta conto della voglia che avevo in quel periodo).
La scena divertente si è avuta all'inizio. Stavo controllando che tutto fosse stato correttamente definito a livello di autorizzazioni e cerco di utilizzare una applicazione. Il comando è semplice: "H" e poi invio. Non succede nulla. Chiamo allora Judita e glielo faccio notare. Faccia strana, poi prova anche lei. Niente. A questo punto, non contenta, riprova. Solo che stavolta picchia forte sui tasti, mica che il computer sia diventato sordo. Ovviamente non ottiene nessun risultato e in più si sente ovviamente anche un po' stupida.
Sul lato italiano, invece, iniziano ad arrivare le reazioni sorprese di chi ha scoperto solo oggi, su questo blog oppure al suo arrivo in ufficio, che per i prossimi mesi non mi si vedrà in giro.
Cena al pub Belga, dove sono cambiati i camerieri, ma la cucina è sempre di livello (anche se mi ricordavo porzioni più grandi).
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Le Rosse in cima al mondo (col giallo)
Ieri finale shock del mondiale di Formula 1. Dopo un anno dove a farla da padroni sono stati i veleni, gli scandali, le scorrettezze, le lamentele, il mondiale piloti si decide nell'unico posto deputato, la pista.
Il campioncino in pectore stecca, forse per la troppa inesperienza. Il campione uscente sconta gli sgambetti della sua stessa scuderia. Ne esce il terzo incomodo, il freddo finlandese; colui che ha preso lo scomodo seggiolino di Schumi e l'ha portato in cima al mondo.
Encomiabile il comportamento di tutta la Ferrari. Basta vedere Massa quando Kimi rientra dal secondo stop ai box per capire dove sta la differenza tra le rosse e la McLaren. I primi sono una squadra, gli inglesi no.
Mette tristezza poi la faccenda delle benzine e del ricorso per far guadagnare a Hamilton quelle due posizioni che a tavolino darebbero ciò che ha buttato via nelle ultime due gare.
Spero che la classifica finale resti quella della pista, altrimenti verrebbe definitivamente gettata nel cesso quella briciola di credibilità e interesse che questo sport ha ancora (fondamentalmente grazie alla Ferrari).
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10:43 PM
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domenica, ottobre 21, 2007
Rugby World Cup - Finale - Inghilterra vs Sudafrica
E così siamo giunti alla fine di questa Coppa del Mondo. La squadra favorita contro la squadra che nessuno si sarebbe mai aspettato di trovare in finale.
E meritatamente, vincono i favoriti, gli Springboks. 15-6.
Anche se devo dire che mi è piaciuto di più il gioco degli inglesi, che hanno giocato oltre le loro possibilità per colmare il gap nei confronti dei sudafricani. Se poi fosse stata buona la meta a inizio ripresa (per me poteva esserlo, ma ci sta anche l'opposto giudizio arbitrale), forse, si sarebbe vista un'altra partita.
E' mancato Wilkinson, al di là dei due calci piazzati. Mentre Montgomery è stato presente e puntuale negli interventi.
E' stata veramente una bella partita, in cui tutti hanno dato tutto quello che potevano dare. La prova è che gli sconfitti non si sono lasciati andare alle solite scene tragiche di pianti inconsolabili. Quando hai la certezza di aver dato tutto e che non è bastato solo perchè chi avevi davanti era molto più forte di te, non si può recriminare nulla. Ma solo uscire dal campo a testa alta, coperti dagli applausi di tutti.
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11:18 PM
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Si parte, via!
Dopo una settimana di tensione, della quale preferisco non parlare perché ci tengo a dimenticarne buona parte, è arrivata la conferma di una cosa di cui non avevo ancora scritto, anche se qualche indizio l'avevo postato.
Non contenti dei danni fatti l'anno scorso, la banca slovacca per cui mi ero cuccato un anno a Bratislava ha chiesto ai miei capi di poter usufruire ancora dei miei servigi.
E così, eccomi qui a Bratislava, invece che a Nuova Delhi.
La città non mi sembra molto cambiata, almeno a una prima impressione. Certo, l'aeroporto ha un terminal in più e ci sono sempre un sacco di cantieri.
Ma le vie del centro hanno più o meno gli stessi ristoranti e lo stesso tipo di gente che va in giro (poca essendo domenica sera e facendo freddino).
Colgo l'occasione per scusarmi con tutti quelli cui avevo detto che avrei chiamato per salutarli una volta che avessi avuto conferma della partenza, ma con meno di 48 ore tra la conferma della partenza (con ancora l'alloggio da trovare) e il volo, il tempo per fare tutto non c'era.
PS. se è vero che di quello che è successo nell'ultima settimana non voglio parlare, però c'è qualcosa che vorrei dire a una persona che ha detto alcune parole di troppo. Ma siccome non sono bravo, uso le parole di un amico.
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10:54 PM
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venerdì, ottobre 19, 2007
Io so che tu sai che io so
All'interno di una notizia potenzialmente seria, quale l'esistenza di apparecchi telefonici modificati in modo da spiare la moglie, il vicino, il dipendente, non poteva mancare l'elemento comico, se non addirittura farsesco della cosa.
I coniugi di due coppie, abitanti nello stesso condominio, avevano intrecciato (nel senso uomo A con donna B e viceversa) tutti all'insaputa gli uni degli altri (lo ammetto mi sto incasinando). Evidentemente (chissà poi perchè) la fiducia era quel che era, per cui tutti e quattro avevano un telefonino modificato.
Repubblica cita: "I quattro protagonisti si trovano ora nel duplice ruolo di parti offese e di indagati."
Delle due l'una. O tutti e quattro erano talmente dementi da non pensare che come uno si metteva a spiare, anche l'altro poteva farlo (per non parlare della storia del bue che dice al toro "Cornuto"). Oppure ognuno sapeva perfettamente dell'altro e il telefono era un gadget erotico in questo scambio di coppie.
Io, da maligno quale sono, penso la seconda.
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Cenerentoliadi Ottobrine
Classico appuntamento alla Casa del Gioco, con giochi ed enigmi.
Come già la volta precedente, faccio squadra con il campionissimo xmau, ma, per incasinare le statistiche storiche della manifestazione, cambiamo nome alla squadra in "PM".
Una parte di me, quella orientistica, pensa che forse è un pochino menagramo, ma nella terra della logica non c'è posto per le superstizioni.
E infatti, il primo gioco è un gioco a fortuna, una slot machine: dici un numero, ti do un punteggio in base a una regola che tu non conosci. Risultato: tutti gli avversari fanno almeno otto punti, noi 2,5. Che in una serata a quattro squadre sono una mazzata. Aggiungiamo un gioco buffo da tristezza e un gioco annullatoci perché ci ha inavvertitamente detto la soluzione. In pratica una gara ad inseguimento continuo.
A partire dal quinto gioco iniziamo a carburare (quattro primi posti e un secondo) e riusciamo a recuperare almeno la terza posizione. La seconda posizione è solo mezzo punto (MP, sarà un caso?).
Io ho contribuito in maniera sufficiente. Un paio di spunti che Maurizio ha concretizzato poi ad una velocità per me improponibile.
Per la cronaca, Aldo si è giocato i mignoli su tre giochi secondo lui impossibili da risolvere e se li è persi tutti e tre. Come si discuteva dopo, ormai i suoi schemi mentali sono sufficientemente noti per riuscire in breve tempo ad esplorare tutte le possibilità e trovare la chiave. Ciò nulla toglie al fatto che i giochi sono comunque e sempre molto divertenti.
Alla fine, visto anche che si era finito presto (se non è stato il record di velocità di una serata, poco ci manca), Gigi, gestore della Città del gioco, ha tirato fuori torta e spumante per celebrare, con dieci giorni di anticipo, il compleanno di Aldo.
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giovedì, ottobre 18, 2007
Stardust
Film tratto da un romanzo di Neil Gaiman, che ai tempi mi era piaciuto abbastanza.
Il film si pregia della partecipazione di star del calibro di Michelle Pfeiffer (autentica calamita per me), Robert De Niro e, in piccoli camei, Peter O'Toole e Rupert Everett. Ma tutto questo ben di Dio si perde in un film che non è capace di decidere cosa vuole essere: una fiaba per bambini (magari un po' cresciuti) o un film fantasy a tutto tondo.
La storia perde quindi ritmo, soprattutto quando insiste nelle scene dove si vedono i vari personaggi spostarsi (a cavallo, in carrozza, sulla nave volante del Capitan De Niro), con chiaro riferimento al Signore degli Anelli di Jacksoniana memoria. Lo spreco di effetti speciali è un ulteriore elemento di intralcio a un film che, invece, avrebbe potuto benissimo essere molto piacevole. In fondo, quasi tutti i personaggi sono abbastanza ben delineati (forse solo De Niro è un po' troppo sornione) e la storia è decisamente simpatica.
Una menzione a parte, per quello che mi riguarda, per Michelle Pfeiffer, costretta con il procedere della storia a invecchiare ed imbruttirsi sempre più. Uno spreco.
Chi era con me, perchè non ha letto il libro o, forse, per umana pietà nei confronti del misero proponente (il sottoscritto) ha detto che l'ha apprezzato.
Io gli do un 6+. Il libro, invece, ve lo consiglio per una serata di pioggia.
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martedì, ottobre 16, 2007
Invasion
Serata al Cinema, anche se con molti meno partecipanti di quanto speravo.
Il film è il remake del famosissimo L'Invasione degli Ultracorpi, pietra miliare del cinema di fantascienza, e presenta nel cast stelle del calibro di Nicole Kidman e Daniel Craig.
Il film regge il confronto con l'originale, anche se, nell'adattarsi agli standard moderni, cade in alcuni eccessi di azione che rompono un po' l'atmosfera (il bambino di dieci anni che fa un'iniezione di adrenalina nel cuore è un po' esagerata). Il punto fondamentale, infatti, è la tensione, prima del non capire cosa sta succedendo ai propri vicini (Mio marito non è più mio marito), poi del non potersi addormentare per paura di trasformarsi.
In questo il film è ben strutturato e Nicole Kidman è molto brava. Le scene di azione, come già detto, sono invece un po' sopra le righe, come pure il finale (che ovviamente non vi svelo).
A me è piaciuto, ma continuo a preferire Nicole Kidman quando era rossa.
Voto 7,5.
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lunedì, ottobre 15, 2007
Arge Alp
Per la mia ultima gara 2007, ho scelto (o meglio, hanno scelto per me) questa manifestazione internazionale, che si colloca all'interno degli scambi culturali delle regioni che aderiscono appunto all'Arge Alp.
Come tutte le manifestazioni a rappresentanza regionale, anche questa ha sempre qualche strascico polemico, anche se questa volta non è stato legato alle convocazioni, ma proprio al fatto di partecipare o meno in maniera ufficiale, visto che la Regione non aveva dato il suo supporto.
Sia la posizione del CRL (contrario alla partecipazione) sia quella di chi ci è comunque andato, erano comprensibili. Io, nella mia idea che le persone devono comunque comportarsi meglio delle istituzioni che le rappresentano, soprattutto se si parla di relazioni con altri popoli, ritengo che sia stato giusto partecipare comunque alle gare, cosa dimostrata anche dalla calda accoglienza degli altri land.
La gara a staffetta del sabato è andata discretamente. Corta quanto basta, l'ho affrontata in sicurezza, usando i molti sentieri e corricchiando abbastanza. Il tempo non è stato eccezionale, ma ha ottenuto due risultati inaspettati, battere Roby (lo dico solo perchè so che lei ci rimane male ;-) ) e recuperare due posizioni in classifica.
La gara della domenica, invece, era piuttosto lunga e le mie gambe non andavano. A questo aggiungiamo una scelta suicida sul secondo punto (discesa nel verde per prendere una traccia che si è rivelata poi essere assolutamente impraticabile, invece di stare sul sentiero e fare un giro un po' più largo ma molto più veloce) e un paio di errorini da stanchezza nella parte finale. Risultato, due ore di gara e ultimo posto in classifica.
Il bosco, però, era bellissimo e il tempo stupendo (anche se un po' freddo). Insomma, un weekend veramente positivo (al di là del rsultato).
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domenica, ottobre 14, 2007
Rugby World Cup - Semifinali - Sudafrica vs Argentina
La seconda semifinale non ha riservato sorprese. La squadra più forte, con una tattica attendista, ma di sicuro effetto, ha capitalizzato ogni errore dei Pumas e si è portata là dove tutti si aspettavano che arrivasse, in finale.
Gli argentini hanno provato a mettere in difficoltà gli Springboks, ma al primo errore, una palla intercettata è stata portata immediatamente in meta, indirizzando subito la partita.
37 - 13 il risultato finale, a evidenziare la differenza di livello tra le due squadre.
Devo dire che rispetto alla partita con le Fiji, il Sudafrica mi ha colpito positivamente.
A questo punto, entra in finale da favorito, visto anche il risultato ottenuto con gli inglesi nella partita del girone iniziale. Ma quella era un'Inghilterra senza Wilkinson e ancora in fase di carburazione. In una Coppa del Mondo che ci ha riservato tante sorprese, chissà cosa ci riserva il futuro...
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Rugby World Cup - Semifinali - Francia vs Inghilterra
La semifinale più inaspettata del tabellone regala il risultato più inaspettato (anche se per me il più sperato).
L'Inghilterra, guidata dal solito Wilkinson e da una meta al primo minuto, riesce a mandare fuori i padroni di casa.
Il primo tempo vede appunto una meta inglese (non trasformata) proprio all'avvio, cui i francesi rispondono con due punizioni un po' dubbie. Per tutto il primo tempo mi sembra che l'arbitro abbia un occhio di favore per chi ospita e questo manda un po' su di giri gli inglesi.
La Francia, però, non è in serata e non riesce ad andare oltre un misero punto di vantaggio.
Nel secondo tempo, l'arbitraggio ritrova la sua neutralità e la Francia spinge di più, ma l'Inghilterra tiene e, anzi, inizia a controllare sempre più il gioco. Un calcio per parte è tutto quello che si vede (9 - 8 per la Francia).
Quando poi un drop di Wilkinson si stampa sul palo, sembra proprio che la dea bendata punti tutto sui galletti.
In realtà non è così. A meno di dieci minuti dalla fine, l'Inghilterra si butta in avanti e ottiene una punizione che Wilkinson non può sbagliare. La Francia, sotto nel punteggio, si butta in avanti e sembra quasi fare meta, ma sulla linea sbaglia e perde la palla. Sul ribaltamento, Wilkinson centra un drop, portando i suoi a distanza di sicurezza.
L'ultimo minuto è un assalto alla disperata dei francesi alla ricerca della meta decisiva, che però non arriva.
Wilkinson riesce a portare l'Inghilterra, una squadra con tanti limiti, ma con un carattere indomito, a giocarsi la seconda finale consecutiva.
La strategia sarà la solita, mettere Jonny Wilkinson in condizione di calciare. E' riuscita a protarli in finale, chissà che non li porti ancora più su.
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giovedì, ottobre 11, 2007
L'ultima ora
Con questo episodio si conclude la mini-serie di Demian, che in diciotto numeri ha esplorato le vie del noir alla francese.
Devo dire che quest'ultimo episodio non mi è piaciuto, né per come è finito, né per come si è svolto.
L'impressione è che si sia messa troppa carne al fuoco, senza poi andare un minimo in profondità, come se in realtà si fosse pensato il tutto contando su un paio di numeri in più e poi dovendo chiudere tutto un po' prima perchè le uscite erano di meno (cosa che vedo spesso anche in alcune serie americane quando vengono chiuse per scarse vendite).
Peccato, perché il resto della serie si era sempre mantenuta su un buon livello di narrazione, con il giusto equilibrio tra azione e caratterizzazione dei personaggi.
Sembra che l'abitudine a produrre serie continue (che chiudono solo quando le vendite sono decisamente basse), in cui non c'è da preoccuparsi di che fine farà il personaggio, influisca un po' sulla capacità di inventare un bel finale, non necessariamente chiuso. Poi io, come ho già detto più volte, sono molto sensibile a come viene scritto il finale, sia esso di un libro, di un film o di un fumetto (può valere la metà del giudizio complessivo) e questo mi rende particolarmente severo.
Adesso vediamo come sarà la nuova mini-serie Volto Nascosto che comincia questo mese.
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mercoledì, ottobre 10, 2007
I quattro lati del triangolo
La chicca del corso (al di là di statistiche che da una presentazione all'altra cambiavano nei valori) è stata questa.
Per illustrare gli elementi che necessari a un processo, il docente ha disegnato un triangolo dicendo che ne avrebbe messo uno "su ognuno dei quattro lati". E l'ha anche ripetuto, incurante del fatto che gli elementi erano tre come i lati che aveva appena disegnato.
A mente fredda, il fatto che stesse parlando di frodi mi fa pensare che potesse trattarsi di qualcosa di voluto (d'altra parte, aveva appena cercato di ciulare il cellulare a me e a un altro...), voi che ne dite?
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Paria dei cieli
Oggi ultimo giorno del corso alla SDA Bocconi.
Il corso è stato decisamente interessante, tranne forse un po' oggi.
Solo una cosa, però, cari i miei compagni di corso: tiratevela un po' meno.
D'accordo che io ci sono entrato per caso, d'accordo che non gestisco nessun portafoglio (a malapena il mio), d'accordo che non ho fatto la Bocconi. Ma caspita, almeno una parola!!
Oddio, non è che tra loro poi si guardassero di buon occhio (tutti concorrenti a caccia dei segreti altrui), però, almeno un minimo di facciata facevano finta di mantenerla.
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lunedì, ottobre 08, 2007
Sda Sda Umpa
Tre giorni di corso allo SDA Bocconi, in preparazione al nuovo progetto che comincerò tra due settimane.
Io che, orgogliosamente, non avevo mai messo piede alla Bocconi, mi trovo catapultato in mezzo a esperti di marketing, gestori di portafogli commerciali, responsabili di prodotto e persino un direttore generale, a parlare di cose di cui non so assolutamente niente.
Ovviamente, mi è anche toccato aprire il giro di autopresentazioni.
Non è che potevo dire la verità, quindi ho abbellito un po' quello che faccio. Non dirò cosa ho detto, perchè delle palle che dico, di solito, mi vergogno.
Le sessioni sono state interessanti, anche se metà dei concetti necessari per capire al meglio gli scenari illustrati sono a me sconosciuti (in realtà speravo che li spiegassero lì).
Spero che le prossime due giornate siano più accessibili per un neofita come me.
Tra i lati positivi, il ristorante, che era veramente buono (e gratis).
Tra le cose buffe, il marketing del brand, ovvero le magliette e le sciarpe con il logo della scuola.
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Rugby World Cup - Quarti di finale - Argentina vs Scozia
Partita oggettivamente brutta, dove la superiorità dell'Argentina e i terribili svarioni della Scozia non portano di certo grande divertimento.
Ciò nonostante la Scozia resta in partita fino alla fine, ma non riesce a realizzare quella sporca ultima meta.
Il risultato finale 19 - 13, garantisce sin da adesso una finale che vedrà affrontarsi una squadra dell'emisfero nord e una dell'emisfero sud.
Chi mi conosce quali siano le mie simpatie, ma visto che non ci prendo mai, me le tengo per me.
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Rugby World Cup - Quarti di finale - Sud Africa vs Isole Fiji
La terza delle squadre favorite non segue la sorte delle prime due, anche se si impegna abbastanza nel farlo.
Il Sud Africa gioca maluccio, non impone la sua superiorità se non negli ultimi minuti, becca due mete in superiorità numerica e poco manca che non si becchi la terza, quella di un sorpasso che avrebbe avuto del fenomenale.
Da lì, le Isole Fiji, che fino a quel momento avevano tenuto il campo alla pari, cedono e vengono ricacciate lontano (37 - 20 il risultato finale).
La paura dei sudafricani si concretizza anche in una serie di risse che l'arbitro fatica a sedare (per me, un arbitro che arriva a dire "Don't spoil a great game!", non rovinate una grande partita, per calmare gli spiriti e ci riesce, è comunque un grande).
Dopo questa partita, non vedo più gli Springboks come i grandi favoriti, ma, comunque, essere riusciti a risalire dal casino in cui si erano cacciati da soli potrà dar loro grande sicurezza per arrivare in finale.
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sabato, ottobre 06, 2007
Rugby World Cup - Quarti di finale - Nuova Zelanda vs Francia
Se il quarto di finale tra Australia e Inghilterra aveva avuto un risultato a sorpresa, quello tra gli All Blacks e i francesi è stato con il botto.
Come pronosticato dal buon SteGal67 (il fatto che si chiami Galletti, potrebbe far pensare, erroneamente, che tifi per i transalpini), la Francia ha messo in difficoltà gli avversari, pur non schierando all'inizio Michalak e Chabal.
Il primo tempo è dominato dai neozelandesi, che però non riescono a concretizzare una fuga, mentre i francesi con un calcio al quarantesimo riescono a tenere lo svantaggio sui dieci punti (13-3).
Nel secondo tempo, McAllister becca un giallo e la Francia utilizza la superiorità per ottenere un calcio e una meta. La risposta della Nuova Zelanda è immediata, ma la meta non viene trasformata.
Entrano Chabal e Michalak. Quest'ultimo, appena entrato, è protagonista dell'azione decisiva, quella che porta alla meta, trasformata.
I due punti di vantaggio della Francia resistono fino alla fine, perchè la Nuova Zelanda, che ha ormai fuori Carter, McAllister e Hayman e McCaw si intestardisce a cercare lo sfondamento contro una difesa rocciosa e perfetta, mentre forse un drop o la ricerca di una punizione sarebbero state meglio.
I commenti a caldo parlano di Pool di qualificazione troppo facile e di un arbitro un po' a favore dei francesi (il passaggio a Michalak nell'azione della meta forse era in avanti), ma sono piccole scuse. Gli All Blacks tornano a casa perchè nel primo tempo, quando la Francia era vulnerabile, non sono stati capaci di finirla e nel secondo non hanno avuto la freddezza e la forza che chi vuole diventare campione del mondo deve avere.
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Rugby World Cup - Quarti di finale - Australia vs Inghilterra
Il primo quarto di finale ha visto la sorpresa della vittoria dell'Inghilterra sull'Australia.
12-10 il risultato finale, grazie ai calci del solito Wilkinson, anche se non perfetto come sempre, e a una intensità in difesa e in mischia che ha completamente annullato gli australiani.
Devo dire che, pur continuando a sbagliare i pronostici, sono molto contento del risultato.
Stasera Nuova Zelanda - Francia, che stabilirà il prossimo avversario degli inglesi.
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venerdì, ottobre 05, 2007
Prove mentali di una certa difficoltà
Tutti gli anni, poco prima dell'assegnazione dei Nobel, l'università di Harvard assegna gli Ig-Nobel, premi a ricerche che, contando sui contributi di enti poco attenti ai loro soldi o molto fiduciosi nel futuro, esplorano branche della scienza poco frequentate dal mondo accademico.
Insomma, un premio al "..ecchissene...".
Tutti gli anni, Repubblica fa un articolo pressoché identico.
Visto che però, alcuni di quest'anno sono interessanti, li riporto di seguito. Tra parentesi, i miei commenti
MEDICINA Brian Witcombe di Gloucester, Regno Unito, e Dan Meyer di Antioch, Usa, per uno studio sugli effetti collaterali di mangiare le spade (leggasi mal di gola)
FISICA Lakshminarayanan Mahadevan della Harvard University, Usa, e Enrique Cerda Villablanca dell'Università di Santiago del Cile per aver studiato come le lenzuola si spiegazzano (ma intendono da sole?)
BIOLOGIA Johanna E. M. H. van Bronswijk dell'Università della Tecnologia di Eindhoven, Olanda, per un censimento di tutti gli organismi che vivono nel letto (preferisco non sapere)
CHIMICA Mayu Yamamoto dell'International Medical Center del Giappone per la scoperta di un modo per estrarre vanillina, la fragranza e l'aroma della vaniglia, dallo sterco di mucca (come già diceva De Andrè, "Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior")
LINGUISTICA Juan Manuel Toro, Josep B. Trobalon e Núria Sebastián-Gallés dell'Università di Barcellona per aver dimostrato che i ratti a volte non riescono a distinguere tra una persona che parla giapponese al contrario e una che parla olandese al contrario (Oh, mio Dio, sono diventato un ratto!!)
LETTERATURA Glenda Browne di Blaxland, Australia, per il suo studio sull'articolo inglese "the" e sui problemi che crea a chi deve fare elenchi in ordine alfabetico
PACE Air Force Wright Laboratory di Dayton, Usa, per aver suggerito lo sviluppo di un'arma chimica, la cosiddetta "bomba gay", capace di sviluppare un'irresistibile attrazione sessuale tra i soldati nemici (e le soldatesse?)
ALIMENTAZIONE Brian Wansink della Cornell University, Usa, per aver studiato l'appetito apparentemente illimitato degli esseri umani dando loro da mangiare una quantità illimitata di zuppa (Ho qui in ufficio alcuni volontari per la nuova sessione di esperimenti)
ECONOMIA Kuo Cheng Hsieh di Taichung, Taiwan, per aver brevettato nel 2001 un meccanismo che cattura i rapinatori di banche gettando su di loro una rete (Spider-man, spider-man, does whatever a spider can)
AVIAZIONE Patricia V. Agostino, Santiago A. Plano and Diego A. Golombek dell'Università Nazionale di Quilmes, Argentina, per aver scoperto che il Viagra facilita il recupero del jetlag nei criceti (Ma guarda che scuse si inventano per giustificarne l'acquisto)
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Pierlabi
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Prove atletiche di una certa difficoltà
Perchè se è vero che il servizio ATM in questo periodo mi fa saltare i nervi, è anche vero che alcuni utenti fanno anche peggio.
Lasciando perdere i geni che fumano le sigarette proprio davanti alla porta del pullman fermo a Famagosta (cosa ti costa spostarti di due metri, dico io), oggi ho visto la migliore.
Un gruppo di ragazzini in metropolitana si è sfidato in una prova tanto intelligente quanto utile.
All'avvicinarsi della fermata, il ragazzino di turno si avvicina alla porta e assume la posizione di partenza. Appena la porta si apre, scatta, esce e rientra dalla porta a fianco. Cerca di fare più giri possibili prima della chiusura delle porte, accidentando contro la troppa gente che gli impedisce la velocità.
Non so se poi c'è una penalità nel caso rimanga chiuso fuori (il caso non si è verificato) o un bonus se calpesti i piedi a qualcuno (come ha fatto con me).
Il tizio che ho subìto io (poi sono sceso) è riuscito a fare solo un giro e purtroppo è riuscito a risalire.
A quando l'inserimento nelle specialità olimpiche?
PS. ma invece di questi genialoidi, non poteva capitarmi quella che faceva lo spettacolo di lap-dance sui pali per reggersi?
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Pierlabi
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mercoledì, ottobre 03, 2007
A volte mi piacerebbe...
... avere la fantasia e la capacità di inventare e realizzare cose come queste.
Grazie a Roby per la segnalazione.
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Pierlabi
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11:42 PM
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martedì, ottobre 02, 2007
Penetrare nel caveau
Stamane sono passato in banca per verificare i limiti di prelievo bancomat all'estero.
Entro in filiale e fortunatamente non c'è nessuno. L'umore degli addetti agli sportelli è quindi allegro e gioviale, questo perché, come scopro subito, il sistema va lentissimo e quindi loro sono giustificati nel cazzeggiare.
Quello che mi assiste è cordiale, ma mentre sta aspettando la risposta dal terminale, noto nei suoi occhi uno sguardo di riprovazione.
Penso ce l'abbia con me, ma mi sbaglio. L'occhio gli è caduto sul collega di fianco e io, curioso come sempre, noto che il suo schermo, pur se girato in modo da essere invisibile a chi gli sta di fronte, non lo è per me, leggermente spostato a sinistra.
Il punto è che lui, in assenza di clienti, stava utilizzando la performante stazione PC con schermo piatto a buona risoluzione per la brillante visione di due corpi nudi che copulavano. Insomma, un film porno.
L'imbarazzo del signore di fronte a me è evidente, mentre io cerco di metterla sul ridere (un po' perché non è che me ne fregasse granché, un po' perché ero più interessato a che l'operazione richiesta venisse completata bene e velocemente).
A mente fredda, però, ho pensato: a me il proxy aziendale impedisce di vedere un articolo su Repubblica se c'è scritto la parola sesso, e questo, su un PC che è visibile a chiunque può tranquillamente scaricarsi un pornazzo. Certo che è proprio ingiusto il mondo...
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Pierlabi
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2:45 PM
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lunedì, ottobre 01, 2007
ATM
Ovvero Azienda Trasporti di M...a.
Durante luglio e agosto, grazie al ridotto traffico e per resistere al caldo, sono sempre andato in ufficio in macchina, cosa che però tendo a evitare durante il resto dell'anno.
Quasi tutto settembre è andato bene, i mezzi erano sufficientemente puntuali e poco affollati da consentirmi una agevole lettura dei miei fumetti.
Però...
C'era qualcosa a mettermi di cattivo umore, segno che presto sarebbe successo qualcosa che mi avrebbe fatto alterare.
E infatti è arrivata la sequenza seguente.
Prima, la faccenda dei biglietti elettronici. Per chi, come me, usa i mezzi extraurbani non esiste per l'abbonamento il biglietto elettronico. Peccato che l'ATM consideri i biglietti cartacei praticamente come una cosa in disuso e quindi abbia quasi eliminato tutte le obliteratrici manuali.
Questo potrebbe anche andarmi bene, se non fosse che: 1. fanno l'entrata obbligatoria del bus extraurbano sul davanti e mettono l'obliteratrice manuale in fondo; 2. a Famagosta, dove gran parte di quelli che entrano arrivano dagli extraurbani, mettono un solo tornello con l'obliteratrice manuale, garantendo in entrambi i casi notevole fastidio a chi sale
Poi, venerdì scorso, sotto la pioggia, mi hanno fatto rimanere venti minuti a una fermata che era stata soppressa e spostata altrove senza che un cartello lo indicasse. Un bellissimo bus con su scritto "COLLEGAMENTO" arriva, il conducente urla "Corsa Finita!" e senza rispondere a nessuno prende e se ne va. Il secondo bus "COLLEGAMENTO", almeno, ha su il numero della linea che avrei dovuto prendere. Il conducente, molto più gentile, spiega dove è ora la fermata.
Ci vado, prendo il tram che mi serve e questo, nel giro di tre fermate, brucia. Risultato, mi sono fatto altri venticinque minuti a piedi sotto la pioggia per arrivare dove dovevo.
Oggi l'apoteosi. Esco dalla metropolitana per prendere il tram. Il cartello elettronico dice che il tram sarà lì in due minuti. Bene. Dopo venti minuti non se ne è vista l'ombra. Va bene, succede.
Ma porco cane! Almeno togliete quella cavolo di scritta "Dal 1/10 ATM potenzia il servizio su 13 linee extraurbane!". Mi prendi pure per i fondelli!?!
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Pierlabi
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9:38 PM
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Il Drago di Ghiaccio
Quando ho visto questo libro in libreria, l'ho preso subito, ansioso di leggere qualcosa dall'autore del ciclo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.
Il librettino si legge in mezz'ora, più un racconto che un romanzo breve.
La storia è dedicata a un pubblico molto più giovane rispetto a quello degli altri libri, un po' come per Gli occhi del Drago di Stephen King.
Però a me è piaciuta, pure molto. Il bambino che c'è in me (e soprattutto quello che ero trent'anni fa) si sono molto riconosciuti nella protagonista nel libro, nel suo non essere parte del mondo che la circonda.
Ho molto apprezzato anche i disegni che accompagnano le pagine, opera di quel Luca Enoch, di cui sto aspettando l'ultimo numero di Gea.
Insomma, in conclusione, una lettura leggera, poco impegnativa e molto piacevole. Perfetta per un viaggio in metropolitana.
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Pierlabi
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2:19 PM
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