martedì, settembre 04, 2007

Per fortuna c'è chi ci pensa...

Una telefonata inopportuna? Un calpestatore di alluci sulla metropolitana? Un superiore che spara cavolate?
Un'imprecazione sta per sorgere dal cuore e non sapete come impedirlo?
Non preoccupatevi. Qualcuno ha già trovato la soluzione.

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Brano corrente su iTunes: U2 - Hallelujah Here She Comes
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Europei di Basket

L'Italia del Basket stecca la prima, in una partita che avrebbe potuto vincere facilmente con un poco di coraggio in più.
A questo punto, diventa fondamentale la partita con la Francia. Mi sa che la strada verso le Olimpiadi di Pechino si è fatta molto difficile.

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Trofeo delle Regioni

Week end dedicato a una delle manifestazioni più importanti dell'intera stagione. E sicuramente quella che genera le maggiori discussioni, basata com'è su una serie di convocazioni che, in un paese di cinquantun milioni di commissari tecnici, sono sempre e comunque opinabili.
Sabato, prova a staffetta in quel di Marilleva 900.
Ai tempi della cinque giorni dei forti si era discusso della possibilità di fare staffette monofamiliari (Davide&Paola, Stefano&Adele, Marco&Mary, etc.), ma la convocazione di Roby e Marco per la selezione Lombarda, incasinava un po' lo scenario. La mia compagna di staffetta è quindi Mary, mentre SteGal67 assume ancora una volta il ruolo di Speaker. La gara è dura, su un terreno un po' accidentato. Paola fa un garone e dà il cambio a Davide davanti a me e al Bellini, che invece partiamo al lancio, non sapendo quale delle nostre compagne di gara è arrivata prima.
Il primo punto è comune, anche se non lo sappiamo. Io ci arrivo prima, avendo attaccato da un punto più semplice ("Uno a zero per me", gli sbatto in faccia). A questo punto l'ansia da gara mi prende e parto a razzo verso la due. Vado bene, senza particolari errori e anche di corsetta fino alla 10, sempre con la paura di vedere apparire il Bellini. Cosa che succede alla 11, dove un brutto errore, in una brutta zona piena di sassi, erbacce e acqua, mi vede oltrepassare il punto e vagare per cinque minuti. Da lì in poi, i punti sono in comune. Provo a uscire dalla 11 per una strada diversa, ma non si passa tra i rovi e torno sulla sua strada. Sbagliamo la 13 e provo a ricollocarmi sul sentiero sperando che lui vaghi ancora un po' nel verde. Non funziona. Decidiamo quindi di giocarci tutto allo sprint. Niente da fare. Stesso tempo. Mi consolo con la vittoria morale dovuta al fatto che io ho fatto 100 metri in più nello stesso tempo, ma soprattutto con quella della staffetta, visto che Mary ha fatto meglio di Adele. Davide e Paola hanno dominato la sfida interna, peraltro come da pronostico.
Domenica, gara individuale a Marilleva 1400.
Un delirio. A cominciare dai cinquanta minuti per andare in partenza, con passaggio in cordata che le mie vertigini ringraziano (senza Roby e Paola non so se l'avrei mai superato).
La gara, poi, è stata un inferno. Tecnicamente non difficilissima fino alla 7, ma su un terreno da brivido, tutto sassi, buche, rami e sterpaglie, condito da dislivelli e passaggi in costa per la gioia di caviglie e ginocchia (che ancor oggi mi fanno male).
La 8 poi è una sorta di jolly senza punti di attacco e da trovare fondamentalmente a c..o. Per andare alla 9 decido di buttarmi sul sentiero molto più in basso perché ormai stufo di massacrarmi su quel terreno infame. La rampa che mi porta verso il mio punto di attacco mi scoraggia definitivamente e decido di mollare, essendo giunto a metà lanterne, ma già a un'ora e quaranta.
Alla fine, il TdR viene vinto da Trentino, su Veneto e Lombardia, tutto sommato come da pronostico. Qui trovate il commento ufficiale, by SteGal67.

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Brano corrente su iTunes: Nelly Furtado - All Good Things (Come to an End)
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venerdì, agosto 31, 2007

Die Baumeister von Arkadia

Questo, invece, è un gioco nuovo, nel senso che tra l'acquisto e la prima partita di prova sono passati solo pochi giorni.
Il gioco è decisamente semplice nelle regole, ma ha una serie di componenti strategiche non banali.
Le azioni a disposizione dei giocatori sono solo due: posare un edificio oppure posare uno o più lavoratori. In aggiunta è possibile effettuare (ma solo quattro volte in tutto il gioco) un'azione opzionale per vendere i sigilli ottenuti e acquisire altri lavoratori.
I sigilli rappresentano le famiglie che richiedono la costruzione di un edificio e ce ne sono di quattro colori diversi.
Ogni edificio è associato a un particolare committente e frutta, al completamento, un numero di sigilli del colore corrispondente legato al numero di lavoratori che lo circondano. Il valore di questi sigilli dipende dallo stato della Torre che viene costruita man mano che gli edifici vengono chiusi e può variare fortemente durante il gioco.
Diventa a questo punto fondamentale capire il momento migliore per vendere i sigilli e recuperare nuovi lavoratori per massimizzare il proprio guadagno e ridurre quello dell'avversario (la cui dotazione di lavoratori e sigilli è nascosta).
Strategia, memoria e una certa dose di cattiveria sono richiesti per apprezzare questo gioco.
Finora ho giocato partite a due e il gioco mi è piaciuto. Resta da vedere come può andare con tre o quattro giocatori.
Voto: 7.

mercoledì, agosto 29, 2007

Candamir, Die Ersten Siedler

Durante le ferie ho provato questo gioco, un altro di quelli comprati tanto tempo fa e mai provati per mancanza di tempo.
Il gioco si rifà in parte alle meccaniche di Catan, aggiungendoci però un elemento di esplorazione interessante. Inoltre, ogni giocatore ha un personaggio del quale deve migliorare le caratteristiche principali per migliorare le chance di successo nelle varie missioni.
Lo scopo del gioco, raggiungere per primo dieci punti, mediante la vendita ai coloni dei beni loro necessari. Per fare ciò, occorre trovare i luoghi dove sono le materie prime e raggiungerli, attraversando terreni in cui però si rischia di incontrare serpenti e orsi, che solo con un tiro del dado opportuno vengono sconfitti (altrimenti si perdono punti salute).
Oltre alle materie prime, è possibile trovare miglioramenti per le caratteristiche dei personaggi.
Un giusto bilanciamento tra i due tipi di ricerca è quindi fondamentale per raggiungere la vittoria.
Le pecche fondamentali sono due: la prima, il fattore caso, come sempre fortissimo e decisivo soprattutto nelle fasi iniziali in cui i personaggi non sono ancora particolarmente sviluppati; la seconda, la scarsità di interazione tra i giocatori, le occasioni di effettuare scambi sono molto rare, gli obiettivi sono esclusivi, per cui non c'è ragione di cooperare, ma nemmeno di ostacolarsi.
In conclusione, il gioco (nella versione a due giocatori) è carino, semplice e veloce. Ma tutto sommato mi è sembrato più godibile Elasund, che ha una componente strategica leggermente superiore.

martedì, agosto 28, 2007

Shrek Terzo

Mercoledì scorso, quando ormai non ci speravo più, sono riuscito a organizzare la spedizione all'anteprima del nuovo appuntamento con l'orco più simpatico del cinema.
Le attese non erano particolarmente alte, dato il sospetto che le scene migliori fossero già state cannibalizzate dai trailer. Ed effettivamente è stato così.
Per carità. il film si lascia vedere e strappa anche qualche risata, ma ormai ha perso l'originalità del primo e il relativo spirito dissacratore: al di là di qualche citazione tipo L'uomo da sei milioni di dollari, la continua narcolessia della bella addormentata, la parrucca di Raperonzolo c'era poco.
Ormai è diventato fondamentalmente un film per bambini (quindi perfetto per te, direte voi).
Voto: 6-.

lunedì, agosto 27, 2007

Una settimana da Zio

Per raccontare in ordine cronologico gli eventi delle ultime tre settimane, non posso non cominciare dalla settimana all'Aprica, in cui mi sono dedicato alle nipoti.
Inizialmente i risultati non sono stati particolarmente confortanti, in quanto nessuna delle due aveva la benchè minima intenzione di farsi coccolare dall'uomo con la barba.
Nemmeno la corruzione, in forma di Renna di Peluche made in Sweden, ha portato qualche risultato.
Ma, come insegnano tutti i manuali, la gola è un buon punto di attacco. E così, dopo alcune pappine (per la piccola Alessia) e la condivisione dei miei piatti di formaggio (per Giorgia), la convivenza è diventata più tranquilla e alla fine divertente e non particolarmente stancante (il grosso del lavoro era comunque in carico alle due mamme).
Non ho approfittato dell'occasione per impartire a Giorgia i primi rudimenti dell'Orienteering, un po' perchè ancora traballante sulle gambe, un po' perchè non volevo bruciarmi il suo interesse troppo presto. Però ci siamo quasi: la curiosità per gli spazi sconosciuti e l'istinto a vagare un po' ovunque ci sono. Vanno solo coltivati e istradati nella giusta direzione...

Ferie finite

Non l'avevo scritto, ma queste ultime tre settimane ero in ferie.
Per tutta una serie di motivi, il principale dei quali la vita reale, non ho avuto granché stimolo a scrivere, ma in pochi giorni conto di recuperare gli arretrati e andare in pari.
Il programma di settembre è molto intenso e questo riposo assoluto mi è proprio servito.
Che dire? Stay tuned.

domenica, agosto 05, 2007

Giochi blog

Curiosando tra i vari blog (un giorno magari vi dico anche su quali vado regolarmente) capita spesso di trovare dei giochini che poi vengono passati dall'uno all'altro.
Uno che non mi va di fare, ma che vi lascio in eredità, è dire i 25 brani degli anni '80 che più vi hanno segnato.
Un altro lo sto compilando e lo vedrete più in là.
Il terzo, invece, ve lo propino qui.
La regola è di non pensarci troppo, l'associazione deve essere rapida e quasi inconscia.

Se fossi un mese sarei: settembre
Se fossi un pianeta sarei: giove
Se fossi un animale marino sarei: orca
Se fossi una direzione sarei: perso
Se fossi un personaggio storico sarei: metternich
Se fossi un albero sarei: quercia
Se fossi un fiore sarei: papavero
Se fossi un evento atmosferico sarei: l'occhio del ciclone
Se fossi un colore sarei: blu
Se fossi un elemento sarei: aria
Se fossi un libro sarei: lo hobbit
Se fossi una città sarei: milano
Se fossi una parola sarei: amico
Se fossi un oggetto sarei: la mia playstation 3
Se fossi una parte del corpo sarei: occhi
Se fossi un'espressione del viso sarei: un sorriso
Se fossi una materia scolastica sarei: matematica
Se fossi il personaggio di un cartone animato sarei: peter parker
Se fossi una forma sarei: un quadrato
Se fossi un profumo sarei: aqua
Se fossi un sapore sarei: cioccolato
Se fossi un materiale sarei: lana
Se fossi un cibo sarei: pasta
Se fossi una canzone sarei: love of my life dei queen
Se fossi un suono sarei: una risata
Se fossi una verdura sarei: asparagi
Se fossi un'emozione sarei: gioia
Se fossi un animale sarei: un'aquila
Se fossi uno strumento: pianoforte
Se fossi un uccello sarei: un'aquila
Se fossi un liquido sarei: acqua
Se fossi un articolo di arredamento sarei: un divano
Se fossi un orario del giorno sarei: mezzanotte
Se fossi un giorno della settimana sarei: domenica
Se fossi un numero sarei: 8
Se fossi un frutto sarei: arancia
Se fossi una stagione sarei: primavera
Se fossi un pittore sarei: picasso
Se fossi un poeta sarei: catullo
Se fossi un momento della giornata sarei: tramonto
Se fossi un mezzo di trasporto sarei: aereo
Se fossi un indumento sarei: scarpe da ginnastica
Se fossi un programma per pc sarei: Mozilla Firefox
Se fossi un periodo storico sarei: oggi
Se fossi uno sport: orienteering
Se fossi un mestiere: il mio
Se fossi un genere musicale: rock
Se fossi un film: Harry ti presento Sally oppure I soliti sospetti
Se fossi una lettera: E
Se fossi una festa: natale
Se fossi una nazione: australia
Se fossi una lingua: italiano
Se fossi un gioiello: collana
Se fossi uno dei sette nani: cucciolo
Se fossi un telefilm: Star Trek
Se fossi un dolce: un gelato
Se fossi un nome: piero
Se fossi una regione: lombardia
Se fossi un pregio: affetto
Se fossi un difetto: pigrizia
Se fossi un videogioco: final fantasy
Se fossi un'arma: fionda
Se fossi un dio: thor
Se fossi un fumetto: spider-man oppure nathan never
Se fossi un'isola: rapa-nui
Se fossi una scultura: david di donatello
Se fossi un alcoolico: birra
Se fossi una carta da gioco: jolly
Se fossi una stella: seconda stella a destra
Se fossi una carta dei tarocchi: il matto.

Fatemi sapere le vostre risposte...

Don't you (Forget about me)

... così, giusto per citare un'altra canzone dei Simple Minds al rientro da una 5 giorni di gare e visto che ormai è passata più di una settimana.
Si diceva O-Ringen, per la seconda volta dopo l'esperienza di Goteborg 2004, conclusa con tre ritiri su cinque gare.
Quest'anno è andata un pochino meglio e se avessi tenuto il cervello (quel Simple Mind di cui sopra che sotto stress non è in grado di correre e pensare allo stesso tempo) un attimino più collegato starei bullandomi di una O-Ringen di grande livello.
Ma andiamo con calma.
Dopo non aver seguito il consiglio del buon SteGal67, brillante mente che ha mosso le fila del grandissimo GOK, che suggeriva un allenamento alla domenica (saltato per tuffarmi nella lettura di HP7), affronto impreparato la prima tappa.
Come già tre anni fa, il terzo punto mi uccide. Dopo due punti fatti bene, mi illudo di capirci qualcosa e questo mi frega. Arrivo al punto di attacco sul sentiero, saranno cinquanta metri dal punto, ma da lì non capisco più nulla. Piove, sono partito tra gli ultimi e quindi non vedo nessuno intorno; cerco, vago, esploro, torno al sentiero, ri-attacco, ri-cerco, ri-vago.
Insomma cinquanta minuti così, sotto la pioggia, con gli occhiali sempre più inservibili. Decido di ritirarmi, la certezza che comunque non finirei mai nel tempo massimo. E 'sti precisini di svedesi neanche mi fanno usare la strada per tornare all'arrivo, come se uno dovesse per forza soffrire nel pantano. Però, almeno, mossi a compassione, mi ci hanno portato in macchina.
Il secondo giorno va un po' meglio, anche se l'inizio sembra la fotocopia del giorno precedente. Bene la prima, errorino alla seconda, la terza finisco in una zona piena di particolari e di altre lanterne che mi mette molto in difficoltà. Stavolta però non ero solo, ma circondato da altri
come me, per cui io ho detto a uno dov'era la sua, lui ha detto a me dov'era la mia e sono riuscito ad andare avanti. Quarta, quinta e sesta in sicurezza, la settima era la 114, ho praticamente fatto dalla 111 alla 119 prima di trovarla. Altra cappellata alla nona, dove entro troppo presto sulla collina e vago nel posto sbagliato; quando capisco dove sono (74) e mi avvio alla mia (76) mi faccio fermare da una lanterna fuori sequenza (46) che mi fa erroneamente pensare di essere lungo. Quando finalmente decido di fregarmene e proseguo, la trovo subito. Da lì senza problemi al traguardo, anche se la velocità è sempre stata tremendamente bassa e il tempo non merita di essere ricordato.
Terzo giorno, sprint, parto subito male, sbagliando direzione al via, ma mi ricolloco bene e velocemente. La gara scorre senza errori particolari fino al terzultimo punto, dove un po' la stanchezza, un po' la zona ricca di gente e di particolari, mi fanno fare un po' di casino.
All'arrivo le energie sono scarse e gli incitamenti di Roby non riescono a darmi uno sprint migliore. Quello che mi stava dicendo (e io troppo stanco non capivo) era che potevo battere Attilio, ma purtroppo non ci sono riuscito. Il cronometro si fermava esattamente sullo stesso tempo, per me buono, per lui scarso.
Il quarto giorno è il giorno jolly. Gara su carta talmente piatta che le curve di livello sono a 2,5 metri. Il timore è un'altra Torslanda, dove mi ero già perso (ma proprio perso!) dopo 50 metri. Dalla partenza. Stavolta, però, volevo essere molto più preciso e performante. E per i primi quattro punti tutto va bene, non veloce, ma neanche troppo lento, le curve di livello non mi distraggono troppo, il bosco è tutto sommato abbastanza comprensibile.
Alla quinta lanterna, faccio un errore, ma mentre mi sto rilocando, vedo Attila, che partiva dopo di me. Decido di seguirlo, silenziosamente, anche se non mi convince molto dove sta andando. Lui vaga e quando lo avvicino, gli chiedo "95?". "No, 93". Alla fine arrivo sulla 95 e mi lancio verso nord, dove si trova la mia sesta. Dopo poco, penso di sbagliare e mi trovo in una zona completamente diversa da quello che mi aspetto. Ci metto un bel po' a ricollocarmi e finalmente trovo la sesta. Da lì vado tranquillo fino alla fine, con l'unico problema del passaggio obbligato nella palude, dove il ponte è crollato e io mi trovo immerso nel fango fino all'ombelico.
La scena triste, però, deve ancora arrivare. Scarico all'arrivo e mi dicono che ho una punzonatura errata, la quinta. "It's not possible! I'm sure I did it!". Mi mandano allora al tavolo delle contestazioni, dove discuto per trenta secondi. Poi mi dicono "You punched 95. Your fifth was 92." Io rispondo "I'm sure, I did the fifth correct. 95 was one of my controls!" e in quel preciso momento realizzo che sì, la 95 era una delle mie, ma era la settima! Anche la signora al tavolo se ne accorge e lo sguardo di commiserazione stile "Povero Pirla!" era il minimo che mi meritassi.
Ricostruendo per i non orientisti, ho sbagliato ad andare alla cinque, seguendo Attilio che stava andando alla sei, ho punzonato la sette (che tra l'altro era decisamente diversa dalla cinque), sono uscito andando verso la sei, ma ovviamente non l'ho trovata dove la cercavo, e dopo quando son tornato alla sette non mi sono neanche accorto che l'avevo già fatta!!!
Venti minuti di gara in cui il cervello è stato tranquillamente scollegato, venti minuti in cui non ho assolutamente pensato a cosa stavo facendo. E una gara buttata nel cesso.
Incavolato nero, mi resta solo l'ultimo giorno per migliorare il risultato del 2004, e mi riprometto che, dovessi stare pure in giro due giorni (non di più perchè ho l'aereo), la finirò a tutti i costi.
Pur partendo in fondo alla mia categoria, non sono tra gli ultimi a partire (contrariamente a Goteborg, dove l'assoluta solitudine nel bosco era stato il motivo principale del ritiro). Decido di prendere la gara in assoluta sicurezza, niente attraversamenti di paludi, sentieri per l'avvicinamento al punto, bassa velocità. Tutto va bene, con la sola eccezione del quinto punto, parete rocciosa nel verde. Arrivo tranquillo alla collina sul cui lato si trova il punto, scendo e inizio la ricerca, mentre inizia a piovere a dirotto, lampi e tuoni. Ci metto venti minuti a trovarla, passandole più volte accanto, ma senza vederla. Una volta trovata il resto della gara prosegue senza particolari intoppi. Se escludiamo la palude che il penultimo punto è diventato: la descrizione dice bivio canalette, ma dopo che ci sono passati più di tredicimila orientisti, delle canalette resta solo l'acqua e il fango.
Chiudo quindi l'Oringen 2007 con tre gare completate, un ritiro e una PE. Un risultato decisamente al di sotto delle mie aspettative e anche di quello che avrei potuto fare. Non tanto il primo giorno, dove proprio non ho capito dov'ero (la prossima volta farò l'allenamento preparatorio), quanto il quarto, in cui ho solamente staccato il cervello e smesso di pensare.
A casa ho portato, il ricordo di un bel posto, di gare belle, difficili ma non impossibili, di paludi, boschi e prati, di tanta gente. Ma soprattutto di tanto fango.
Ma proprio tanto. Ci sono voluti quattro prelavaggi per portare l'acqua a un beige sufficientemente chiaro da poter passare alla lavatrice. E il bagno è rimasto una specie di camera di decontaminazione NBC per quattro giorni.
Ma chi va all'Oringen sa cosa lo aspetta, cosa dovrà affrontare, quante paludi dovrà attraversare. Ed è per questo che ci va. Ed è per questo che ci andrò ancora (2008? 2009?). Con l'obiettivo di finirle tutte. O almeno di superare la terza del primo giorno...

venerdì, agosto 03, 2007

Eclisse di Luna

Luna Rossa non parteciperà alla prossima edizione della America's Cup.
Come tutti i cicli, anche questo è finito.Mi spiace, viste le belle emozione e soddisfazioni date da questo team.
Tra tutte le nuvole che oscurano il cielo della futura edizione, doveva arrivare un primo lampo.
Speriamo che tra gli equipaggi che parteciperanno, ce ne sia uno italiano di livello.

A questo punto, diventa sempre più probabile che io tifi Oracle, dopo che qualche settimana fa ha preso Russell Coutts.

giovedì, agosto 02, 2007

Notizie fondamentali

Sono alcuni giorni che leggo notizie inutili che emergono dai giornali, evidentemente in versione completamente estiva.

  1. In Germania, una signora è scesa nuda da una Ferrari per comprare le sigarette. Nessuna particolare reazione dagli altri avventori, probabilmente perché si trattava di notevole gnocca. Quando la signora se ne è andata, non c'erano solo le sigarette che tiravano...
  2. Mamma 81enne litiga con il figlio 61enne: "Niente più paghetta e ti ritiro le chiavi di casa". Giusto! Così si fa! E mi raccomando, controlli che non nasconda Playboy sotto il letto!!
  3. Il Times ha fatto una classifica dei 50 peggiori insulti sportivi: vincitore Materazzi su Zidane (senza peraltro sapere esattamente cosa si sono detti). Accidenti, se gli brucia ancora aver perso il mondiale!
  4. Un capo ha costretto una dipendente a un rapporto orale; lei, evidentemente non consenziente, glielo ha morso. L'impronta dei denti è servita come prova a carico. Al di là della tristezza della cosa e della solidarietà alla povera ragazza, mi viene da ridere a pensare ai periti della scientifica che prendono le impronte dentali sul corpo del reato.
  5. Hanno fatto una ricerca scientifica sui motivi per cui uno fa sesso. Ne hanno trovati 237. Accipicchia! E io che ero fermo a uno...

mercoledì, agosto 01, 2007

I suoi primi quarant'anni

Di solito non celebro su questo blog i compleanni degli amici, anche perché molti me li dimentico (dovrei inserirmeli in una agenda elettronica...).
Però oggi faccio un'eccezione, SteGal67 compie (come potete intuire dal nick) 40 anni.
Il suo post celebrativo è molto bello. Se conoscete anche solo di vista, o piuttosto di voce, questo orientista con il problema delle scarpe, leggetelo. Io, dopo averlo letto, ho bruciato la bozza del post sullo stesso argomento che pubblicherò l'anno prossimo.
Per quello che mi riguarda, posso solo dire che lui è una delle poche persone che mi ha veramente cambiato la vita, introducendomi all'orienteering e ad un ambiente che non so se avrei mai incrociato altrimenti.
L'incontro come neo-assunti nell'ormai scomparsa Comitsiel, i miei interventi in classe al limite della spocchia, i suoi interventi al limite del pessimismo cosmico, i suoi numeri in ufficio e fuori dall'ufficio, sono solo le prime piccole pagine del nostro rapporto che si è poi cementato al di fuori dell'ufficio, sui tavoli da gioco (o meglio sui giochi da tavolo), alle cenerentoliadi (la prima e più brillante formazione dei Polgara l'ha sempre visto come mattatore), ai Giochi sforzeschi, ma soprattutto sui campi di gara e in società, dove è sempre stato il più disponibile, il più premuroso, il più chiacchierone, insomma, come dice lui, "il più timido" degli amici.
Potrei andare avanti per pagine e pagine (la volta che l'ho visto litigare con la Roby entrambi con un coltello da cucina in mano, la volta che ha mandato il messaggio "andato alla PS, ma tutto bene" per dire che la Polizia l'aveva convocato per una testimonianza, la volta che, di ritorno da casa nostra, non stava bene e la Polizia l'ha fermato per un controllo stradale, etc.) ma mi fermo qui.
Auguri Ste.

PS.: quando, nei suoi secondi quarant'anni, si candiderà per la carica di Presidente IOF, votatelo!

lunedì, luglio 30, 2007

Harry Potter and the Deathly Hallows

Dopo un'attesa spasmodica e un mattinata dove ho dato il meglio di me in quanto capricci, sabato 21 luglio sono entrato in possesso di una tanto agognata copia del capitolo finale delle avventure del maghetto.
La lontananza dal suolo italico e da qualunque giornale, televisione, internet e quant'altro potesse rovinarmi la sorpresa, ha contribuito a rendermi la lettura piacevole.
Cercherò di fare un commento senza dire troppo, ma sarà difficile (chi ha già letto il libro e ne vuole parlare, si faccia vivo in privato).
Il libro mi è piaciuto, molto. Forse non è al livello dei primi, ma sicuramente è ben fatto.
Tutti i segreti, i perché, i legami nascosti, vengono alla fine svelati. E tutto regge.
Il libro parte forte nei primi capitoli, anche se poi rallenta e perde un po' di ritmo nella parte centrale. Le cose in gioco sono tante e molte vengono forse risolte un po' velocemente (per carità, a dar loro spazio si sfondavano tranquillamente le mille pagine), ma comunque è chiaro che la Rowling aveva in mente sin dall'inizio dove andare a parare, cosa far fare a ogni personaggio.
La ricerca degli Horcrux presenta degli alti e bassi, ma quando l'azione si sposta finalmente ad Hogwarts, il ritmo diventa incalzante.
Forse il penultimo capitolo, quello delle spiegazioni, è un po' lento e ripetitivo, ma tutto sommato fa da pausa prima dello scontro finale.
I morti, alla fine, sono tanti. Tra i buoni, ben più dei due annunciati, ma non vi svelo quali (sappiate comunque che non ho pianto troppe lacrime...).
Ma veniamo alla fine, quello da cui di solito giudico un libro. Come dicevo prima, regge. Tutti gli eventi dei sei libri precedenti quadrano, tutti i personaggi si sono mossi secondo un motivo preciso, che poi fondamentalmente è sempre lo stesso (i buoni per amore, i cattivi per odio), anche se a volte l'azione è sembrata andare in direzione opposta.
Forse il modo in cui si conclude il duello tra Harry e Voldemort non è perfetto, ma forse non era neanche la cosa più importante del libro (qualcuno poteva pensare che You-Know-Who potesse sopravvivere?).
Finire il libro è stato un po' come finire un lungo viaggio con gli amici, per quanto immaginari. La domanda che tutti hanno e fanno a JKR è: "Ci sarà una nuova avventura di Harry Potter?". Io sinceramente spero di no. E' stata bella, in alcuni momenti fantastica. Ma direi che è giusto finirla così.
Ah, dimenticavo il voto: 8.5 (e speriamo che il film non lo devasti ancora...).

giovedì, luglio 26, 2007

HP finito, o-Ringen quasi

Breve aggiornamento.
L'ultimo Harry Potter me lo sono sbafato in quattro giorni, quando avro' tempo ne scrivero un commento dettagliato. Comunque il voto e' buono.
Non altrettanto buono e' il voto alla mia O-ringen. Ad oggi, un ritiro (il primo giorno, proprio come tre anni fa), una PE (oggi, quarto giorno, un po´ meglio di tre anni fa, ma stesso risultato), una gara scarsa (secondo giorno) e una discreta (terzo giorno, stesso tempo di Attila).
Domani ultima sofferenza. Se finisco potro' dire di aver fatto meglio di tre anni fa, altrimenti se ne riparla alla prossima edizione (2008? 2009? Piu' probabile la seconda).
Resoconti dettagliati, al mio ritorno, quando la rabbia per la vaccatona di oggi mi sara' passata.

venerdì, luglio 20, 2007

Come sopravvivere alla prossima settimana

I miei amici blog-orientisti SteGal e Rebelot hanno già detto la loro. Quindi magari non sembrerò particolarmente originale, ma, a meno di dodici ore dalla partenza per la Svezia, non posso non postare i miei pensieri su quello che mi aspetta.
Avrei voluto arrivare sul campo di gara all'oscuro di ciò che affronterò, ma non ci sono riuscito. E quindi, come già per la 5 Giorni dei Forti, me la sto facendo un po' addosso.
Ma se a Lavarone quello che mi spaventava erano le distanze esagerate, qua è la difficoltà del terreno. Il quarto giorno, per esempio, le carte hanno le curve di livello a 2 metri, in pratica una pianura dove non potrò fare alcun affidamento sulle forme del terreno.
Il mio obiettivo è finire tutte le cinque gare (ricordo che nel 2004 mi sono ritirato ben tre volte), possibilmente in tempi umani. Fortunatamente non sono eccessivamente lunghe e questo mi dà un maggior margine di sicurezza. La sfida con Attila è semplicemente un di più, per riempire le sere confrontando le scelte e gli errori (spero più le prime dei secondi).
Insomma, dovrei essere pronto. E comunque, sarà quel che sarà (comunque vada sarà un successo).

Cenerentoliadi estive

Ieri sera ultime Cenerentoliadi prima delle vacanze.
Non c'è stato il pienone della volta precedente, ma i soliti fedelissimi c'erano.
Io sono finito in squadra con il campionissimo xmau e, come l'altra volta che era successo, mi sono trovato un po' in soggezione di fronte alla sua velocità e bravura.
Stavolta, però, ho contribuito di più al bene della squadra. Dopo che nel secondo gioco, per un errore di calcolo, avevamo mancato la risposta, cedendo agli avversari un gioco di vantaggio, nel quinto ho trovato io la soluzione (grazie anche a un aiuto dato a tutti da Aldo) che ci ha consentito di controbilanciare il break (gli avversari, infatti, non hanno risposto). Nel gioco buffo e nei ditloidi, ho trovato la mia quota di risposte esatte. Negli altri, sarei quasi sempre potuto arrivare alla soluzione da solo, ma Maurizio era troppo veloce.
Insomma, ho contribuito abbastanza alla vittoria finale (il cui merito comunque è soprattutto di Maurizio) e quindi sono decisamente soddisfatto.
Il prossimo appuntamento, a settembre.

giovedì, luglio 19, 2007

Di corsa verso la Svezia

Stasera porto i bagagli al punto di raccolta, poi vado alle Cenerentoliadi.
Domani mezza giornata in ufficio, poi bus, metro, pullman, aereo e "ta-dah!" siamo in Svezia.
E se non sono troppo stanco, all'una di notte vado anche a cercare una libreria che venda "Harry Potter and the Deathly Hallows".
Lo dico adesso, così se domani non ho tempo, lo sapete: non so se e con che frequenza vi aggiornerò sulle mie gare (non so se potrò connettermi e comunque sarò molto impegnato a sopravvivere, a leggere HP e guardare Heroes). Inassenza di mie notizie, passate da Rebelot; anche lui è lì e molto spesso scrive meglio di me.

Impatti ambientali

Ho sempre pensato che c'è una leggera dissonanza tra il fatto che l'Orienteering sia "Lo sport dei boschi" (nell'accezione di sport di chi ama i boschi e la natura in genere) e quello succede al bosco durante una gara, a partire dalle tracce che si formano dopo che cento atleti passano per lo stesso prato, ai rami rotti perche intralciano la strada, agli alberelli (magari un po' pericolanti) che anch'io un paio di volte ho divelto aggrappandomici.
La scena poi diventa quasi apocalittica quando il numero degli atleti sale. La zona dell'arrivo del primo giorno della mia O-Ringen 2004, alla fine sembrava un campo di battaglia, completamente devastato dal passaggio di 15000 corridori.
Gli svedesi sono consci di questo problema e si preoccupano per tempo. E ne parlano pure in TV con servizi pieni di pathos, proprio come questo.
Io lo svedese non lo capisco, ma le immagini sono molto esplicative. Salviamo l'ambiente!

Edit: la visione del video ha scatenato privatamente uno scambio di battute su seghe circolari e chiavi a brugola tra persone che mai avrei detto specialiste di ferramenta e attrezzature. La riservatezza che mi contraddistingue mi impedisce di fare i nomi, ma sappiate solo che se avete bisogno di consigli su quali attrezzi sono più adatti ad un certo lavoro, contattatemi che vi dico a chi chiedere...

mercoledì, luglio 18, 2007

Zooloretto

Ieri sera, collaudo del Spiel des Jahres 2007.
Sinceramente mi sfugge un po' la logica con cui viene assegnato il riconoscimento; quando penso a giochi come Catan, El Grande, Puerto Rico e Carcassone (tutti vincitori) non riesco a vedere cose in comune.
Comunque, il gioco è carino, anche se assolutamente sconsigliato a due giocatori. Il fattore casuale è alquanto decisivo, anche se gli elementi strategici non sono proprio banalissimi.
Si tratta di creare uno zoo, raccogliendo gli animali dello stesso tipo nei vari recinti e, ogni tanto facendoli anche accoppiare. Il gioco si basa sulla pesca di tessere e sul loro posizionamento sui treni che li portano agli zoo. Posizionare un animale su un treno piuttosto che su un altro, ovviamente può avvantaggiare molto un avversario e quindi richiede attenzione e strategia.
Alla fine, in base agli animali posizionati nei recinti, si calcola il punteggio e la penalità e si determina il vincitore.
Le regole sono sufficientemente semplici da consentire una veloce spiegazione agli amici. Si candida quindi a diventare uno dei classici giochi da serata poco impegnativa.
Voto: 6,5.

Jake Blues

Sono pronto.
Non so come andrò nelle prossime gare, ma almeno una cosa la so già: la scusa.

martedì, luglio 17, 2007

Post fai-da-te

Oggi sono troppo impegnato per scrivere come si deve.
Facciamo così: vi indico gli argomenti e voi commentate da soli.
1. Il "Vaffa" non è più un reato (ed era solo ora!)
2. Sondaggio sui prodotti che ormai non vengono più prodotti e che erano moooolto meglio di quelli attuali (ridatemi tutti i gusti della Fiesta, e non solo quella di adesso al Curacao).

lunedì, luglio 16, 2007

Serie TV

A tempo perso, quando il caldo mi fa boccheggiare sul divano o quando la stanchezza delle gare trentine mi schiantava sul letto, ho iniziato a vedere alcune serie TV nuove.
Mi sento di consigliarvene due.
La prima arriverà in TV solo a settembre, io la sto vedendo in originale, si chiama Heroes. Chi mi frequenta un po' più spesso degli altri me ne sta sentendo parlare continuamente. Tratta di un gruppo di persone che scopre di possedere capacità superiori alla norma, come volare, prevedere il futuro, leggere nel pensiero. Alcune di queste (al momento non mi è ancora ben chiaro chi) si uniranno per evitare una catastrofe nucleare.
Il riferimento a serie classiche quali X-Men e Star Trek è palese, continuo e voluto e questo spiega perchè mi interessa.
Il motivo per cui mi piace, invece, è che la storia è ben scritta, con personaggi che entrano via via e con un certo mistero su chi siano i buoni e chi i cattivi (al momento ce ne sono due o tre che non riesco ancora a collocare).
Il mio eroe è Hiro Nakamura, giapponese con la capacità di piegare il continuum spazio-temporale e quindi di teleportarsi e di viaggiare nel tempo. E' tanto forte quanto pirla (almeno al momento) e quindi non può non risultarmi simpaticissimo. Poi ha una conoscenza della continuity Marvel e di Star Trek da farmi invidia.
Il buon Quattrini, cui ho consigliato la visione e che essendo molto più reattivo di me ha già visto tutto, mi ha detto che a metà della serie entra tra gli sceneggiatori anche quel mito vivente che Stan Lee, papà di tutti i supereroi Marvel. Cosa posso dire, non perdetelo...

La seconda serie è Boston Legal, attualmente in programmazione su Rete4.
Il motivo di attrazione principale è la presenza nel cast di William Shatner, aka James Tiberius Kirk, con la sua espressività classica da T.J Hooker. In aggiunta, la serie è ideata dallo stesso autore di Ally McBeal, del quale condivide l'ambientazione in uno studio di avvocati abbastanza schizzati. Rispetto a Ally, però, la serie si mantiene su un livello meno demenziale, anche se le gag di Shatner ("Danny Crane!") sono sempre esagerate.
Non mi convincono ancora del tutto alcune dinamiche tra i personaggi, ma nel complesso le storie si lasciano godere. Spero che si mantengano così.

Post scriptum: nella ricerca di informazioni e link su William Shatner, ho scoperto che stanno per girare un nuovo film di Star Trek, "Star Trek XI" ambientato nella serie classica, ovvero con Kirk, McCoy e Spock. Data di uscita Natale 2008. Chissà chi saranno gli interpreti...

Adesso è tutto chiaro...

... non sopravviverò all'Oringen.
Il buon SteGal continua a tenermi aggiornato sulle ultime news dal sito ufficiale, con chicche come questa.
Io non sono elite, e forse manco della sensibilità necessaria, ma quello che emerge dal confronto tra le due foto è una cosa sola: "Aiuutooooo!!!".

5000


Congratulazioni a SteGal67, che ha vinto il Non-Premio per il cinquemillesimo visitatore.

5 giorni dei Forti 2007

Ed eccomi, con colpevole ritardo, a raccontare della mia 5 giorni di gare a Lavarone.
Cominciamo con i lati positivi, che non sono tantissimi.
Innanzi tutto, l'ho finita; cosa su cui, viste a priori le distanze, non avrei scommesso un euro. Una sola volta, a metà della seconda tappa, mi ha preso il pensiero di ritirarmi, ma nonostante fossi vicino all'arrivo e fossi oltre i novanta minuti di gara ho tenuto duro, andandomi purtroppo a incastrare nel peggiore errore di tutta la manifestazione (40 minuti!). Lì ho veramente detto "Se quello non è il mio punto, mi ritiro". Purtroppo o per fortuna era il mio.
Spero di tenere duro anche all'O-Ringen.
Altro fatto positivo, il tempo: non troppo caldo, non troppo freddo. Visto il tempo che sono stato in giro, avrebbe potuto essere un elemento devastante; invece mi ha graziato (anche il primo giorno che ha fatto qualche goccia di pioggia, tutto sommato mi ha lasciato in pace).
Ultimo fatto positivo, le cartine: non eccezionali, ma sicuramente piacevoli. La terza tappa, poi, nonostante fosse decisamente lunga, era molto scorrevole e mi ha molto divertito.
Gli aspetti negativi riguardano le mie prestazioni.
Innanzitutto, i tempi in gara, altissimi, complici alcuni errori grossolani, ma soprattutto una assoluta lentezza nella corsa (quando correvo) e una scarsa capacità ad affrontare le salite. Il terzo giorno, dove di errori avrò perso circa dieci minuti (un niente, rispetto ai giorni precedenti) ho preso sulla corsa circa 15 minuti da chi mi stava davanti.
Gli errori tecnici, poi, sono stati alcune volte disarmanti. Il passaggio al 15.000 non ha influito così tanto, quanto la mia insicurezza. Un paio di volte, nonostante avessi linee di arresto chiare e inconfondibili, mi sono più volte fermato dubbioso, con la paura di averla mancata (come se una parete rocciosa fosse invisibile), arrivando a perdere svariati minuti.
L'apoteosi, poi, è stato il solito essere sul punto e non vederlo.
Due casi su tutti.
Il terzo giorno, sono passato di fianco (non più di due metri) al punto, proprio a bordo del sentiero e non ho visto la banalissima parete rocciosa alta due metri che lo indicava.
Il quarto poi cercando una buca, sono arrivato sul naso giusto, trovo una buchetta vuota e entro in difficoltà; il naso ovviamente è quello giusto, c'è il cocuzzolo davanti e io non capisco; sto lì un minuto buono a domandarmi cosa succede, finchè da sotto arriva uno, si infila tra la buchetta e il cocuzzolo mi supera di due passi e si lancia dentro la buca che proprio al di là della buchetta stava a guardarmi con la sua bella lanterna all'interno.
Ormai sono arrivato alla conclusione che certi errori tecnici non siano più recuperabili per me e noto che infatti sto sempre più aumentando la mia capacità nel rilocalizzarmi velocemente, più di quanto non faccia con la capacità di capire quale sia la strada migliore. Il classico orientamento per approssimazioni successive...
Comunque, per tracciare un bilancio finale, non posso essere troppo contento, anche se mi sono sicuramente divertito moltissimo e ho resistito in gare che erano sicuramente un po' oltre i miei limiti fisici. Spero che questa infilata di gare e di errori mi serva per riuscire a sopravvivere a quello che mi aspetta settimana prossima (SteGal mi ha mandato una cartina della zona e non credo che riuscirò a tornare...).

Funkenschlag

Venerdì sera, partita introduttiva a questo nuovo gioco.
Lo scopo del gioco è riuscire a fornire elettricità al maggior numero di città possibile, tenendo conto dei costi necessari a costruire le centrali elettriche (a carbone, petrolio, nucleari e ecologiche), a comprare le materie prime e a connettere le varie città.
Il gioco è molto lineare, con poche regole molto semplici, ma con una strategia non banale.
Come piace a me, il fattore caso è molto limitato (la pesca delle centrali disponibili all'acquisto è mitigato dall'ordinamento per valore, per cui una centrale pescata, se troppo potente, non è immediatamente disponibile).
Il turno di gioco è strutturato per dare il vantaggio delle mosse a chi è più indietro nello sviluppo, anche se un errato posizionamento iniziale risulta comunque molto difficile da recuperare.
Nella partita di test, dopo un sostanziale equilibrio, vittoria di SteGal67, che è riuscito a raggiungere la potenza necessaria a vincere la partita, un turno prima degli altri, gestendo un ultimo turno senza il bisogno di spendere i soldi per una ulteriore centrale (costo di gran lunga superiore a qualsiasi altra operazione) concentrandosi quindi sulla connessione delle ultime città.
Voto al gioco, 7,5. Da provare con quattro giocatori, dove dovrebbe risultare più complesso connettere le città (che hanno solo tre posti disponibili).

venerdì, luglio 13, 2007

Harry Potter e il disordine della Fenice

Premessa: se voi (come peraltro il sottoscritto) appartenete alla categoria di quelli che comunque andranno a vedere tutti i film di HP e leggeranno avidamente tutti i libri del maghetto, allora è meglio se ripassate di qui dopo aver visto il quinto film, attualmente in sala.
Se state proseguendo, lo fate a vostro rischio e pericolo.
Sin da quando ho finito il il libro mi sono domandato quale ne fosse l'utilità ai fini della saga complessiva. La profezia intorno cui ruota tutto il libro non giustificava il mare di pagine spese, mentre lo scontro tra chi credeva nel ritorno dell'Oscuro Signore e il Ministero delle Arti Magiche, indubbiamente più interessante, sembra alla fine privo di particolari conseguenze.
Però avevo sempre pensato che, sfrondandolo delle molte scene inutili, potesse uscirne un buon film, forse addirittura migliore e più godibile del libro.
Purtroppo mi sono sbagliato. Il film è sconclusionato, oscuro e assolutamente poco fedele al libro.
Come prima cosa, sembra un assurdo che dal libro più lungo sia stato tratto il film più breve di tutti.
Questo poi è stato ottenuto con un taglia e incolla assolutamente folle, un po' come quei traduttori automatici che prendono un brano e lo rendono assolutamente incomprensibile a chi già non sapesse cosa c'era scritto.
Da fedele lettore, i principali difetti sono:

  • la continuità del libro viene completamente stravolta, con eventi che si succedono in ordine casuale senza riuscire a capire perchè;
  • tutto la parte iniziale a casa degli zii, l'aggressione dei Dissennatori, la fantomatica promessa della zia, viene ridotta ai minimi termini;
  • l'Ordine della Fenice, che casualmente dava il titolo al libro, praticamente non appare mai, se non all'inizio e alla fine; lo stesso dicasi per Hagrid, Snape e la McGonagall;
  • tutta la faccenda di Grop, il fratellastro gigante di Hagrid, viene ridotta a una specie di farsa;
  • la profezia è ridotta al minimo indispensabile e risulta pertanto incomprensibile, non tanto per quanto riguarda il futuro, ma piuttosto per quanto spiega di ciò che è successo in precedenza;
  • tutto ciò che ruota intorno al quartier generale dell'Ordine, in particolare Sirius Black, il folletto domestico Kreacher e i rapporti di parentela tra i Black e i mangiamorte, cosa che in qualche modo spiega come e perchè Harry caschi nella trappola al Ministero, viene bellamente e completamente saltato;
  • nello scontro finale tra Voldemort e Harry&Albus si inventano di sana pianta alcune scene che non vogliono dire nulla.
Peccato, perché al quinto film il cast ormai è talmente rodato che sembra davvero incarnare alla perfezione i vari personaggi (Hermione e Sirius una spanna sopra gli altri), ma al di là dei tre protagonisti, tutti gli altri appaiono proprio poco.

Insomma una grossissima delusione, che mi spinge a temere sempre di più per il futuro.
Voto 5, da vedere solo se proprio non potete farne a meno.

mercoledì, luglio 11, 2007

Lupin III e il Castello di Cagliostro

"Roba nuova!" direte voi.
Ed effettivamente non si può negare che i quasi trent'anni un po' si vedano.
Però la scelta coraggiosa di restaurare, rieditare e ridoppiare (con le voci originali della prima serie) questo film di Hayao Miyazaki andava sostenuta (soprattutto nella speranza che questo poi porti a sbloccare gli altri che ancora vagano nel limbo dei DVD).
Il film (già visto più volte tra TV e DVD) è molto piacevole e guadagna molto dallo schermo gigante. Non mi ha invece molto convinto il risultato della riedizione e ridoppiaggio. La pellicola sente il peso degli anni e, anche se non ci sono grandissimi problemi, un po' di graffi e disturbi ci sono.
La parte che mi ha convinto meno, però, è proprio il ridoppiaggio, cosa peraltro molto di moda in questo periodo per tutti gli anime storici (Gundam, Goldrake e Daitarn 3, ad esempio). Il fatto di usare gli stessi attori per le stesse voci è una buona idea, ma non si può negare che trent'anni siano passati e le voci cambiate; rifare gli stessi accenti risulta forzato e perde sia in naturalezza sia in comprensibilità.
Nonostante tutto però il film mantiene la sua godibilità e ve lo consiglio (anche se mi sa che, come tutti i film di animazione, resterà fuori pochissimi giorni).

martedì, luglio 10, 2007

La Stanza dei Giochi

Sto iniziando a creare la Stanza virtuale dei Giochi da tavolo.
Lo scopo è raccogliere in un unico punto tutti i giochi, le regole, gli amici, le sfide, le classifiche in modo da condividere con tutti quelli di voi che possono essere interessati la mia passione.
L'idea di base si fonda, al momento, su due elementi:

  • un gruppo di Google per raccogliere tutti gli interessati; al suo interno si potrà discutere delle ultime partite e dei nuovi giochi, si potranno condividere classifiche e regolamenti, si potrà scrivere a tutti i componenti in un colpo solo;
  • un calendario Google dove preparare un calendario di serate di giochi e dove condividerlo (perché se è vero che tutte le giocate di cui parlo mi vedono ovviamente al tavolo, mi piacerebbe sapere anche a cosa giocano gli altri quando io non ci sono).
I link al gruppo e al calendario saranno presto disponibili nella colonna a destra. Intanto, se vi interessa entrare nella mia sala giochi, scrivetemi.

CruciPeres 2007

Mi scuso per il ritardo nella segnalazione, ma anche quest'anno è stata lanciata la sfida del cruciverba più difficile del mondo. Se vi interessa, lo trovate qui.
Io gli ho dato un'occhiata mentre ero via e non ci ho capito un'acca. Ma sicuramente voi sarete più bravi di me...

Highlands Open 2007

La prima parte della vacanza orientistica si è svolta ad Asiago per gli Highlands Open, ottimamente organizzati dall'Erebus Vicenza.
Peccato per i pochi partecipanti, perchè le gare e i boschi meritavano sicuramente molta più attenzione.
Le tre gare sono state molto belle, con percorsi interessanti e impegnativi.
L'UL ha partecipato in grande numero, alcuni in preparazione alla 5 giorni successiva, altri proprio perché non potevano parteciparvi.
Io non sono andato assolutamente bene, la condizione fisica dopo la sosta forzata era ancora più triste del solito e non mi sono azzardato a tirare troppo, visto ciò che mi aspettava in seguito.
Poi, su queste cartine abbastanza tecniche, ci ho messo molti errori, non grossi come quelli che avrei fatto la settimana successiva, ma continui, ottenendo l'ultima posizione tra i classificati.
Non sono contento di questi tre giorni: la sfida con il buon Rebelot speravo di perderla con onore, mentre invece non c'è mai stata storia.
Dal punto di vista extra-sportivo, invece, non mi posso proprio lamentare: compagnia simpatica, tempo splendido, cibo ottimo e abbondante. Peccato per l'aver perso la rievocazione della battaglia dell'Ortigara, ma proprio non c'era tempo.

lunedì, luglio 09, 2007

Non c'è bisogno di andare così lontano...

La NASA suggerisce ai ricercatori di usare più creatività nell'elaborare i criteri per cercare le forme di vita nello spazio.
Non capisco il perché del suggerimento. Così a caso mi vengono in mente un sacco di persone che richiedono una certa fantasia per definirle "forme di vita intelligente".

P.S. serio: a questo punto chi ci assicura che la Terra non sia un immenso organismo vivente e noi soltanto una specie di zecca che Lei sopporta non avendo le mani per estirparci ?

Tree Climbing

Ovvero "Il miglior modo per trascorrere il giorno di riposo quando soffri di vertigini".

Per esperienza diretta, temo sempre molto il giorno di riposo di queste n-giorni, in quanto non si traduce mai in un giorno di fancazzismo, ma c'è sempre un allenamento da fare, una città da visitare, una montagna da scalare.
Questa volta, tutto sommato, è andata bene.
La mente inarrestabile di Roby ha trovato il depliant di questo posto, dove è possibile provare, sotto l'attenta supervisione di responsabili preparati, tutta una serie di percorsi tra gli alberi a base di carrucole, ponti tibetani e altre amenità sospese.
Dopo un breve, ma completo, briefing in cui ci è stato spiegato come indossare l'imbragatura e come fissare moschettoni e carrucole, si è partiti per il giro per principianti, altezza media dal suolo 7 metri.
Per le mie vertigini erano già tanto, e lo sguardo di terrore iniziale e il silenzio continuo ne erano la prova costante.
Ciò nonostante, non mi sono fatto mancare niente, nè le carrucole, nè i passaggi sui cavi sospesi e neppure i tronchi ondeggianti.
Sebbene il mio corpo segnalasse in continuazione l'opposto, mi sono divertito. Il percorso non era esageratamente impegnativo e la presenza di cavi cui essere costantemente attaccato ha bilanciato il senso di vuoto sotto i piedi e dentro la testa.
Purtroppo il tempo è peggiorato rendendo impossibile il giro sul percorso avanzato (altezza media 12 metri) che avrei provato, ben sapendo che probabilmente era troppo per le mie vertigini (ma d'altra parte, se ho finito le gare che erano troppo lunghe per le mie possibilità, perché non avrei potuto finire anche quel percorso?).
Insomma, un esperienza da provare senza esitazioni, qualunque sia il vostro rapporto con le altezze.

Voci del bosco

Il mio resoconto di questi dieci giorni di ferie orientistiche non può che cominciare dalle voci che le hanno animate.
Lo speaker e il cantante.
Entrambi, forse per caso, forse no, si chiamano Stefano.
Entrambi hanno riempito il silenzio del bosco con la loro voce, diventando, in maniera diversa, ma ugualmente sentita, un tormentone.
Entrambi lo hanno fatto pur mantenendo inalterato l'impegno agonistico, correndo tutte le tappe (Highlands open e 5 Giorni).
Una menzione particolare va allo speaker, il buon SteGal, il quale non ha esitato ad alzarsi all'alba per affrontare la propria gara (e parlo di 10 kmsf) quando nel bosco ancora non c'era nessuno (e a volte nemmeno le lanterne) e arrivare più o meno fresco, ma comunque pieno di parole da riversare sulla gente in attesa sui prati. Certo, i suoi discorsi in inglese, tedesco, e altre lingue straniere, a volte non erano proprio comprensibilissimi o correttissimi, ma non c'è stato nessuno che se ne sia lamentato, anzi...
Qualche perla c'è stata, tipo il francese che a domanda fatta in francese ha risposto in perfetto italiano "Scusa, ma non ho capito nulla", o il tipo che, rispondendo a una domanda sulla gara raccontando di come non fosse particolarmente allenato, è stato interrotto con "Forget your trainings! How did you find the race!!!?!!. Il divertimento maggiore per me era contare quanto duravano le vocali dei nomi duranti le premiazioni (nove secondi per Mamleev).
L'altro Stefano, il cantante, è stato per me negli ultimi mesi un nome cui non riuscivo ad associare una faccia, uno di cui tutti parlavano ma a cui non riuscivo ad associare un fatto, un evento, una voce.
Dopo otto gare, di cui tre in cui era mia avversario, un concerto e un CD con l'inno della FISO, adesso almeno so di chi stiamo parlando (il buon Volpi ha addirittura scoperto che registrava le sue canzoni alla radio).
Posso dire che non fa brutte canzoni (forse non proprio il mio genere, ma questo è un problema mio), che ha una discreta voce, che nel concerto (al di là dell'emozione di suonare per gente che ti conosce per altri motivi) si è ben mosso.
L'inno della FISO, poi, è molto orecchiabile e, forse perché proposto in continuazione durante questa 5 giorni dei Forti, resta facilmente in testa.
Insomma, dietro tutto questo parlare, effettivamente c'è della sostanza.
E a questo punto, come sognano alcuni orientisti, speriamo di vederlo primo a Sanremo a dedicare la vittoria a tutti gli orientisti, partecipanti dello sport più bello del mondo.

domenica, luglio 08, 2007

Alive and kicking

Dopo dieci giorni di silenzio rieccomi a voi.
Sono stato in ferie, ma non ho avuto il tempo di scrivere un post di saluti prima di partire.
In questi giorni non avevo le forze e la voglia di scrivere alcunché e nei prossimi giorni vi racconterò brevemente perché (per darvi un indizio vi rimando a questo mio post precedente).
Intanto, vi elenco cosa è successo, cosa ho fatto e il commento di chi era insieme a me ed è stato molto più rapido a scrivere:

  • Highlands Open, Asiago, 29 giugno - 1 luglio, categoria MAK, sito ufficiale, commenti del DiPa, di SteGal, di Rebelot, di Rusky (1 -2 - 3 - 4) e quello ufficiale FISO;
  • 5 Giorni dei Forti, Lavarone, 2 - 7 luglio, categoria MAK (accidenti a me!), sito ufficale, commenti del DiPa (1 - 2), di SteGal, di Rusky (1 - 2 - 3 - 4 - 5) e quelli ufficiali FISO (1 - 2 - 3);
  • il concerto di Zarfo, cantante-orientista (o orientista-cantante, vedete voi), autore dell'inno ufficiale della FISO (qui dal vivo, si vede anche la mia testolina);
  • Team New Zealand ha buttato al vento l'America's Cup, contro una Alinghi che non era poi così più forte come si pensava;
  • Tree Climbing e altre amenità sospese all'AcroPark di Centa San Nicolò; commento di DiPa;
  • Partitone a El Grande: due sconfitte (da Roby e DiPa) e una vittoria; commenti di DiPa (1 - 2);
  • Smaltimento di un po' di arretrati fumettistici (Agenzia Alfa, Dylan Dog vari, Marvel);
  • Arrivo di nuovi giochi in scatola, da provare al più presto; discutendo oggi in macchina ho deciso che a breve aprirò in questo blog "La stanza dei giochi", luogo virtuale dove censire i miei giochi, raccogliere regolamenti, strategie, classifiche e organizzare quello che è il mio sogno da un bel po', ovvero il campionato PLab di giochi da tavolo; a breve news a riguardo
  • Ho dimenticato il regolabarba (il trimmer, per gli anglofoni) e onde evitare di arrivare a una lunghezza insopportabile per me e per i miei vicini, mi sono fatto la barba (intendo proprio rasato, non quell'ombra di barba che ogni tanto mi tengo) per la prima volta dopo tre anni (peraltro con un rasoio monolama, ci ho messo quasi un'ora); il risultato è piaciuto ai presenti (soprattutto a Roby), ma non è piaciuto a me; appuntamento al 2010 per la prossima volta
Alcuni di questi eventi li riprenderò nel corso della settimana (sono in attesa di foto e video compromettenti), per altri non c'è molto altro da dire.

mercoledì, giugno 27, 2007

Staffetta Inglese

Non si tratta del passaggio di consegne tra Tony Blair e Gordon Brown alla guida del governo britannico, bensì della seconda edizione del Trofeo del Golfo, gara sociale estiva dell'Unione Lombarda, organizzata e ospitata (nel senso che si è fatta a casa sua) da Lucia, con l'aiuto tecnico di Alessandro.
La gara si è corsa con la formula della Staffetta Inglese, ovvero squadre di tre elementi con due cartine di percorsi diversi. Al via il componente A parte con la cartina 1 e B con la 2. C aspetta il primo che arriva, riceve la cartina e parte. Supponiamo arrivi A, C parte con la cartina 1 e A aspetta B con la 2. Quando B arriva, A parte e B aspetta C. A quel punto B parte con la 1 e quando arriva A (che a questo punto ha finito), C parte con la 2.
Quando B e C arrivano, ogni componente avrà fatto entrambi i percorsi.
L'ultimo della squadra che arriva determina il tempo di gara.
La mia squadra, pur potendo contare sulla velocità di Remo (componente A di cui sopra), è arrivata ultima: questo perché quando io (componente C) sono arrivato, nonostante tutti i miei errori, non ho trovato Adele (componente B) che non era ancora arrivata dal primo giro; quando poi sono partito ho commesso un notevole numero di errorini che su una gara da 7 minuti hanno pesato tantissimo.
La squadra sulla carta più forte (Bramby, Barbara e Paola) ha invece rispettato il pronostico.
Dopo la gara, cena a buffet di notevole livello, accompagnata da risate, chiacchiere e programmi vacanzieri.
Mezzanotte è arrivata in un lampo ed era già ora di andarsene.
Grazie ancora agli organizzatori e già inizio ad aspettare la terza edizione.

lunedì, giugno 25, 2007

Le ultime boe

Iniziata la finale di America's Cup tra Alinghi e Team New Zealand.
Le due barche sono sull'1-1 ed è emerso come ognuna sia particolarmente forte in specifiche condizioni di vento.
A questo punto ogni risultato sembra possibile.
Vedremo a chi sorriderà il vento.

El Grande

A completare la settimana di recupero giochi, ieri sera El Grande, gioco che nel lontano 1996 vinse lo Spiel des Jahres.
Il gioco ha tutte le carte in regola per diventare uno di miei preferiti, vista l'assenza del fattore caso.
Lo scopo è fare più punti degli avversari, ottenendo nei momenti di conteggio (che avvengono in momenti prederminati) il controllo delle regioni spagnole. Per fare ciò, occorre posare sul tabellone i caballeros.
In ogni turno, l'ordine di gioco è deciso in base alle carte potere giocate dai vari giocatori (con il vincolo di non poter giocarne una già giocata), ma maggiore è il valore della carta, minore è il numero di caballeros che diventano disponibili all'azione.
Il castillo e il re sono altre due variabili che influiscono sulle strategie. Il primo in quanto riserva di caballeros, il secondo come vincolo nei piazzamenti.
Il gioco è sicuramente più interessante con 3-4 giocatori (noi eravamo in due e come sempre ci siamo dimenticati alcune regole).
Il regolamento è più complesso di quanto non sia poi il gioco, anche se la strategia non è banale.
Voto alla prima impressione: 7.5, ma sicuramente salirà dopo alcune partite complete (e devo anche provare le espansioni...).

sabato, giugno 23, 2007

Elasund reloaded

Ovvero, come accorgersi di non aver capito nulla delle regole del gioco.
Ieri sera, alla presenza del DiPa e di Stegal, io e Roby abbiamo riprovato questo gioco dopo l'esperimento di lunedì.
Il punto fondamentale è che lunedì c'eravamo bellamente fumati alcune regole, ottenendo così un gioco più facile e veloce, ma meno divertente.
In quattro e con le regole complete il gioco è apprezzabilissimo, guidato sempre da un fattore casuale abbastanza forte, ma che comunque lascia ampio margine alle strategie.
Vincitore della serata il DiPa, nonostante un grave errore che, oltre a ritardare il successo, ha anche rischiato di compromettere irrimediabilmente la gara a mio vantaggio. Un paio di tiri fortunati e il fatto di essere stato il primo a giocare, gli hanno dato quel lievissimo vantaggio che gli ha permesso di vincere. Io pensavo avrebbe vinto Ste, che ha passato le prime mani ad accumulare carte che avrebbero dovuto poi fruttare turni liberi da problemi di strategia. Probabilmente però ha aspettato troppo a passare dalla fase di accumulo a quella di utilizzo e questo gli ha impedito di vincere.
Per quanto mi riguarda, una discreta partita. Non ho ancora capito quanto siano utili le mura del villaggio e quindi me ne sono tenuto lontano. Probabilmente ho sbagliato anche un paio di gettoni da costruzione, pagandoli troppo. Ciò nonostante avrei chiuso nello stesso giro in cui ha chiuso Ale.
In conclusione, il gioco si conferma un bel gioco, ottimo da giocare in quattro in una serata non troppo impegnativa (anche se è occorso il doppio rispetto all'ora dichiarata sulla scatola). Mi spiace proprio che abbia aspettato così tanto sul ripiano dei giochi prima di essere provato.

venerdì, giugno 22, 2007

E giusto per essere un filo più seri...

L'ultima classifica riguarda i dieci film più amati dal pubblico USA.
Qui entriamo nella storia del cinema e nel "De gustibus non sputazzandam est".
Chiederei un commento ufficiale al sommo esperto DiPa, ma chissà quando passerà di qua.

Dal fumetto alla realtà

...o meglio alla trasposizione cinematografica.
L'ennesima classifica inglese sulle preferenze cinematografiche spazia questa volta nel campo dei supereroi.
Sui maschietti non mi pronuncio, ma sulle donne non posso accettare la mancanza di Famke Janssen. Scambierei inoltre le posizioni 2 e 3.

E' scientifico

Care le mie sorelle amatissime, anche se non si è mai discusso molto dell'argomento, è stato scientificamente provato che io, in quanto primogenito, sono più intelligente di voi.
Lo so che così me la sto tirando, e molto. Ma comunque son soddisfazioni...

Il peso della scelta

Ci sono scelte che sembrano facili, banali, quasi scontate.
Poi scopri che in realtà, con qualche informazione in più, forse così scontate non erano.
Quando ho deciso di spendere una settimana di ferie per la 5 Giorni dei Forti 2007, la scelta è stata facile: tutti gli amici ci vanno, i posti sono bellissimi, devo vendicare il primo punto del primo dell'edizione precedente (55 minuti!). La scelta della categoria è stata altrettanto semplice: esclusa come sempre la M35 perché troppo lunga, la scelta era tra MB e MAK. Come già l'altra volta, la MAK sembrava essere il giusto compromesso tra difficoltà tecnica e lunghezza.
Salvo poi scoprire settimana scorsa che la MAK non è proprio corta (per usare un eufemismo).
Aggiungiamo poi il tempo necessario per arrivare in partenza (dai 20 ai 50 minuti) e capiamo che sarà un inferno.
A mettere la ciliegina sul "Ma chi me l'ha fatto fare?", oggi mi è giunto da una amica (che solo per aver pensato a me per questa cosa, si è guadagnata una montagna di affetto) un invito per un incontro, riservato agli addetti, per la presentazione dei kolossal Marvel della prossima stagione (Iron Man e Hulk), che però dovrò saltare perché proprio in quei giorni.

Se la scelta la potessi fare oggi, sapendo tutto ciò, farei così: MC (in fondo sono ferie) e nel giorno di riposo farei in modo di essere a Milano per l'evento Marvel.

Ma un bel chilo di cazzi suoi, no?

Come già per il precedente volume, con l'avvicinarsi dell'uscita di HP7 si sprecano gli spoiler (o presunti tali) su come finirà e su chi saranno i due protagonisti a morire.
Il primo colpo ad alta risonanza mediatica è di un hacker che sostiene di essere penetrato nei computer della casa editrice e ottenuto le ultime pagine del libro dove sostiene succederà questo.
Spero solo sia tutto falso, una bieca manovra commerciale per aumentare (come se fosse necessario) l'interesse sul libro. Perchè se è tutto vero, o anche solo la seconda parte, temo la Rowling non sopravviverà all'ira dei fan.
In ogni caso, quello che è certo è che adesso farò molta più fatica a non andare subito all'ultima pagina a vedere chi sopravvive (grazie, bastardo).

mercoledì, giugno 20, 2007

Vestiti di scena

Ormai sono in difficoltà.
I sondaggi cretini sul cinema proliferano. E io ci casco sempre.
Stavolta tocca ai dieci vestiti più amati della storia del cinema.
Per quanto mi riguarda, terzo e sesto posto su tutti.

Thurn und Taxis

Settimana dedicata alla prova di nuovi giochi (anche questo, come Elasund, in attesa da mesi).
Il gioco si fregia del titolo di Spiel des Jahres 2006 ed inoltre è stato ideato dall'autore di Puerto Rico, gioco sul podio delle mie preferenze.
Scopo del gioco, riuscire a creare connessioni tra le varie località presenti sulla carta, mediante un attento uso delle carte città ad esse corrispondenti. Particolari bonus vengono poi dati per le connessioni più lunghe e per particolari regioni occupate.
Il gioco è piacevole e veloce, anche se ha per i miei gusti due difetti.
Il primo è il fattore caso: le carte città provengono da un mazzo coperto e, anche se ogni città a molte connessioni, non è da escludere che ti possa capitare di non trovare la carta che ti serve.
Il secondo è l'interazione tra i giocatori: in pratica, ogni giocatore gioca per sè, non ci sono scambi di carte nè vincoli nella posa degli uffici postali; l'unico elemento di scontro è che i bonus per particolari risultati sono decrescenti (per esempio, il primo che occupa tutta la Baviera ha un bonus maggiore di chi lo fa per secondo).
Io mi sono lasciato andare a una connessione più lunga del necessario a metà partita e questo mi ha dato un handicap nei confronti di Roby che, invece, ha sempre mirato a fare carovane lunghe giusto quello che le serviva (tenete conto che man mano che il gioco prosegue occorre fare carovane sempre più lunghe per progredire).
Risultato, netta sconfitta, a bilanciare la vittoria della sera precedente.
Voto finale: 6.5 (da rivedere dopo un paio di altre partite).

martedì, giugno 19, 2007

Elasund, die erste Stadt

Questo il gioco provato ieri sera.
In realtà, si trova nella mia collezione da diverso tempo, ma è sempre mancata l'occasione per la prima partita.
La dinamica di gioco trae spunto dal suo ispiratore Catan, quindi tiro di dadi e relativa produzione.
In questo gioco, però, lo scopo è occupare i quadrati dell'accampamento con edifici, i quali a loro volta possono essere sostituiti con altri. Per costruire occorre mettere preventivamente dei "gettoni costruzione", come prelazione per la zona.
Le regole sono molto semplici, le strategie abbastanza differenziate, anche se la partita di ieri sera è stata troppo breve per un giudizio completo. Il mio avversario, Roby, non ha capito subito come trasferire le regole sul tavolo da gioco e quei pochi turni di vantaggio che mi ha dato sono stati decisivi per prendere un vantaggio non più colmabile (classico difetto di tutti i giochi alla Catan, se parti male non recuperi più).
Alla prima impressione, è un gioco carino, forse più adatto a 3-4 persone che a 2 soltanto (in quel caso lo spazio a disposizione è veramente ridotto e i colpi bassi si dovrebbero sprecare).
Vedremo alle prossime partite (chissa quando, chissà con chi).

lunedì, giugno 18, 2007

Fumetti Mutande

Questa la chiave di ricerca con cui uno sconosciuto navigatore è finito sul mio blog.
Ovviamente ho provato a effettuare la stessa ricerca. Sono il quindicesimo risultato, seconda pagina.
Da questo si deduce che i primi quattordici siti (o comunque almeno i primi dieci) non erano sufficientemente interessanti.
Mi domando cosa cercasse in realtà. Mi sono dato le seguenti possibilità:

  • analisi comparata dei modelli di mutande dei supereroi (molti dei quali notoriamente le tengono sopra i pantaloni)
  • usi e costumi dei lettori di fumetti, con particolare attenzione al periodo in cui la moglie è in vacanza (periodo in cui notoriamente il marito vaga per casa in canottiera e mutande, anche se di solito con in mano la gazzetta o le ore)
  • elenco dei fumetti, tipicamente giapponesi, dove il vecchio bavoso di turno (si veda a tal proposito Happosai in Ranma1/2) va in giro a collezionare mutande di procaci studentesse
  • variazione degli stili e dei soggetti dei fumetti nel corso dei secoli (mutatis mutandis)
Beh, carissimo navigatore, ti è andata male. Qua non c'è nulla di tutto ciò (almeno per ora).
Spero comunque che tu abbia apprezzato le calciatrici (indubbiamente il mio post di maggior successo dell'ultimo mese).

Fantastici Quattro e Silver Surfer

Venerdì sera, prima visione del secondo film tratto dal famosissimo fumetto Marvel.
A me il primo era abbastanza piaciuto, ne avevo apprezzato soprattutto lo spirito, fedele a quello del fumetto, della famiglia unita di fronte a tutto, con i battibecchi, le gelosie e gli affetti classici.
La trama, invece, era alquanto moscia, soprattutto nel finale.
In questo nuovo film, quindi, mi aspettavo la stessa atmosfera di fondo, ma una trama più spettacolare, grazie all'utilizzo di un personaggio a tutto tondo come Silver Surfer.
Purtroppo, il risultato non mi ha convinto.
La parte iniziale, incentrata sul matrimonio di Reed e Sue, è un po lenta, anche se qualche battutina si lascia apprezzare.
Quando poi entra in gioco SS, la cosa si complica. Il ruolo di Von Doom è assolutamente inutile (lui peraltro recita in maniera vergognosa), la storia non prende quel ritmo vorticoso che ci mi aspettavo (anche la scena tipo super-Skrull è bruttina), ma soprattutto, manca Galactus, nel senso che non si vede, resta una costante ma invisibile minaccia fino alla fine del film, dove viene distrutto (!) dal sacrificio di Norrin Radd.
Per un fan dei F4, il finale non regge, non è giustificato da nessun elemento il fatto che SS sia così potente da distruggere il Divoratore dei mondi, peraltro a contatto dell'atmosfera, ma senza causare danni alla Terra.
Restano i personaggi principali: Jessica Alba splendente nella sua bellezza, e quindi poco invisibile, Chris Evans fiammeggiante, il roccioso Michael Chiklis, e Ioan Gruffud, ottimo Mr Fantastic. Tutti quanti decisamente a loro agio nel ruolo, anche se penalizzati dalla trama.
In fin dei conti un'occasione persa: è vero che di tutti i supereroi Marvel, i Fantastici Quattro sono probabilmente, per il tipo di avventure, i più complessi da realizzare, ma bastava proprio poco per fare un bel film.
Voto: 6.5.

venerdì, giugno 15, 2007

Lo schermo magico di Shannara

Ovverosia, faranno mai un film su questa famosa saga Fantasy ?
Pare che finalmente qualcosa si muova, dopo il successo stratosferico del Signore degli Anelli e di Harry Potter.
La notizia non è nuovissima, ma l'ho saputa solo oggi. La rivista Variety annuncia che la Warner Bros ha opzionato la possibilità di trarre un film da uno qualunque dei libri di Shannara.
La prima ipotesi è quella di adattare "Le Pietre Magiche".
Se da un lato è indubbiamente il libro migliore della serie (sia come storia, sia come adattabilità al cinema), mi lascia un po' in dubbio il fatto di prendere la storia a metà (per carità, anche Jackson ha fatto a meno della storia de "Lo Hobbit").
A questo punto, un solo dubbio: chi interpreterà il ruolo di Allanon? Io ci vedrei bene Sean Connery.

Vincitore morale

Sottotitolo: "Come indovinare sbagliando tutto".

Ci sono serate alle Cenerentoliadi dove mi diverto moltissimo. Ieri è stata una di quelle.
Innanzitutto c'era molta più gente del solito: io avevo invitato Denicolai e futura signora (e in memori dei bei tempi in cui eravamo colleghi, Polgara è diventata Polga-RAS), xmau aveva portato un po' di ragazze, il DiPa aveva esagerato portando tutta la sua compagnia teatrale.
Insomma un casino di gente.
Io in squadra co-opto Bellini e si parte.
Se escludo il secondo gioco, che proprio non capisco da che parte prendere e il nono, che non risolve nessuno, sono decisamente in palla: un paio di giochi addirittura non faccio neanche leggere il quesito agli altri che già rispondo. Per mostrare il mio eccezionale grado di forma, ben dodici parole indovinate al Gioco Buffo.
Il primo problema è che il secondo gioco, il DiPa l'ha risolto e ovviamente si esalta della sua prima posizione. La mia gara all'inseguimento è però complessa, Ale va alla grande, come molte delle squadre avversarie.
La chiave di volta è il decimo gioco, il tradizionale Fil Rouge (nove indizi sparsi nei primi nove giochi da riunire nel decimo).
E qui, capolavoro, nel bene e nel male: le lettere che iniziano ad apparire sono A, B, C, F e H. Già due squadre hanno ipotizzato una risposta, ma non sanno se su alfabeto italiano o inglese. Io, invece, ho un lampo di genio: "Azoto, Boro, Carbonio, Fluoro e Idrogeno". La squadra mi segue, elenchiamo in ordine alfabetico tutti gli atomi che sulla tavola periodica hanno una sola lettera.
Alla fine della lista, però, mi rendo conto di una cosa che tutti avrete già notato: Azoto non è A, ma N. La A non c'entra nulla.
Scarto quindi l'idea. Intanto la nuova lettera è I. Anche l'ipotesi degli altri cade, così ci troviamo a raccontarcele a vicenda. In particolare io racconto la mia fantastica conoscenza della chimica.
Appare la N. A questo punto il secondo colpo di genio, sarà mica che l'ultimo gioco è "Trova l'intrusa". Tutto torna, io butto la risposta a Aldo e la reazione è di quelle sospettose. Sono sulla strada giusta.
Appaiono O ed S. Agli altri, che non avevano scartato la mia ipotesi, la mancanza della P crea problemi. Io faccio un altro errore. Dico "Anche a me manca la P". Loro mi chiedono: "E quindi?" Io rispondo: "Ho deciso che non mi interessa".
L'indizio che ho dato è troppo semplice. Anche loro stabiliscono che di intrusa si tratta.
Intanto, metto fuori strada il DiPa, che alla domanda "Alfabeto inglese o italiano" riceve la risposta "Italiano" (poi sentendomi in colpa, ho aggiunto "se ti fidi delle mie risposte, sei messo male").
Arriviamo all'ultimo gioco. Il DiPa è sempre avanti, ma io so di poter contare sulla risposta giusta. Alla lettura del titolo ho la conferma. Con gli altri (Crapamark, il nome della squadra) siamo d'accordo e ci alziamo insieme, quasi tenendoci per mano, per andare a raccogliere un ex-aequo.
Il tempo passa e DiPa non risponde (pur avendo due chimici in squadra).
E' sorpasso (beccati questa). Alla fine arriviamo secondi, Crapamark primi, DiPa terzo.
Visti gli eventi, mi sento il vincitore morale.
E comunque, le ho date al DiPa (tiè!), anche se è giusto fare i complimenti alla sua squadra di novellini veramente tosti.

giovedì, giugno 14, 2007

Alle mie lettrici

Oggi voglio dedicare un post alle mie lettrici, soprattutto se single.
La rivista americana People ha effettuato una classifica sui dieci scapoli d'oro dello spettacolo.
Rifatevi gli occhi (?).

mercoledì, giugno 13, 2007

Aria fritta

Da lunedì a oggi, tre giorni di "Ferie pagate", come dice l'Architetto.
Ovverosia, un corso di "Organizzazione Aziendale e Process Management".
Le due informazioni fondamentali imparate in questi tre giorni sono: la pizza migliore di Milano si mangia da Solo Pizza in Via Farini e uno dei dolci migliori è la Melanzana fritta ricoperta di cioccolato (roba leggera...).
Il massimo divertimento è stato fare gli esercizi in due squadre uomini contro donne. Ho visto scene che allo stadio porterebbero all'arresto immediato...
Per il resto, una autentica palla (peraltro già nota).

martedì, giugno 12, 2007

Eventi dimenticati

O meglio, che non ho avuto tempo di commentare.

  • Luna Rossa eliminata: 5-0, cosa si può dire? Niente, la differenza di valori in acqua era talmente netta che si può solo ringraziare per quanto ha fatto. Per quanto mi riguarda, hanno già passato un turno in più di quanto mi aspettassi
  • Olimpia Milano eliminata: dopo aver visto dal vivo gara 3, buttata via nel terzo quarto con una assoluta assenza di tiri, non si poteva sperare in un altro miracolo a Bologna. L'impressione è che alla squadra manchi un'identità, quel qualcosa che nei momenti difficili spinga tutti a prendersi la responsabilità del tiro, non solo il piccolo (di età) ma grande (di potenziale) Gallinari. Visto che le ultime partite viste dal vivo sono tutte state sconfitte, dichiaro chiusa definitivamente la stagione della mia vita in cui si va al palazzetto a tifare Olimpia (e dire che una volta andai a vederla contro la Sinudyne addirittura con una gamba ingessata, ovviamente in tribuna, in mezzo agli ultrà)
  • MotoGp: pilota straniero su moto italiana o pilota italiano su moto straniera? Questo il dubbio su chi tifare, su chi vincerà questo mondiale. Svanita purtroppo l'opzione pilota italiano su moto italiana, mi sa che Stoner ce la farà.
  • Formula 1: zzz zzz zzz zzz. Ops, scusate, mi sono addormentato. Ormai è lo sport più palloso che esista, al pari dello snooker e del cricket per chi non lo conosce. Quando avranno reso possibili almeno due sorpassi a gara, tornerò a vederlo.
Sicuramente c'è altro che ho dimenticato per quanto riguarda la settimana passata, ma ormai son vecchio e non c'è modo di ricordarli.

lunedì, giugno 11, 2007

Zio Shrek

In realtà il post doveva intitolarsi "Orco Zio", ma per evitare che pensaste a una bestemmia ho preferito cambiare.
Il problema di fondo è che le nipoti, ogni volta che mi vedono, piangono.
Sarà la barba, sarà la bellezza, sarà che sentono che le voglio portare a fare orienteering ancora prima che sappiano correre, comunque è così.
Come mi vedono, tempo 5-10 secondi piangono.
Se va bene, dopo cinque minuti smettono e iniziano a considerarmi in modo diverso. O addirittura a fare le leccapiedi per farsi viziare (soprattutto Giorgia).
Ma se va male, come oggi con Alessia, non c'è verso. Tanto vale che torni a casa.
Va bene, prometto, fino a quando me lo chiedete voi, niente gare...
Peccato, però, oggi Giorgia si è messa ad esplorare tutta la casa dei nonni. Con la piantina in mano sarebbe stato un allenamento perfetto...

Scuse sfuse

  • La gamba mi fa ancora male dallo stiramento
  • La carta non è sufficientemente precisa
  • Io in quel bosco mi perdo sempre
  • Mi sono svegliato alle 5 per arrivare lì
  • L'autostrada era chiusa e ho dovuto guidare più del necessario
  • L'alluvione e le cavallette
Ecco una serie assolutamente precisa e circostanziata di motivi per cui potrei aver fatto schifo, come effettivamente ho fatto, nella gara di Bedolpian.
In realtà, c'è un solo motivo, quando non uso la testa, non c'è speranza.
Il bosco è bellissimo, bianco, scorrevole, pieno di sentieri. Io lì mi ci perdo sempre. E' un po' la mia bestia nera. Ma ieri, su un percorso oggettivamente semplice non ho scusanti.
Ho staccato la testa e non l'ho più ricollegata fino alla sera.
In giornate così, mi domando seriamente perchè continuo a praticare questo sport.
Poi guardo il panorama e tutto si spiega.

sabato, giugno 09, 2007

Ai confini dl mondo

e ritorno, purtroppo.
La terza puntata de I Pirati dei Caraibi si pone l'obiettivo ambizioso di superare in incassi e grandezza le puntate precedenti. Ma per fare ciò, perde per strada l'elemento fondamentale che ha sempre contraddistinto la serie: il ritmo.
La storia è lenta e inutilmente lunga, riannoda i fili in sospeso in una maniera a volte incomprensibile, cerca di dare un senso epico che il film non ha mai avuto e, forse, neppure cercato.
Inserisce un sacco di personaggi di contorno, che sembrano dover avere un ruolo importante, ma poi li riduce solo a fare loro delle comparse (la fratellanza dei pirati, la dea Calypso, ...).
Il finale, poi, nonostante un colpo di scena che non mi sarei aspettato da un film di cassetta, resta ancora una volta aperto ad un possibile (probabile?) quarto episodio.
In conclusione, il film cerca ancora una volta di puntare sulla gigioneria di Johnny Depp, ma, un po' per la trama, un po' perché certe imprese sono proprio impossibili, stavolta non riesce.
Voto: 5.5

venerdì, giugno 08, 2007

Costumi di scena

Per la serie "Classifiche cui non avremmo mai pensato, ma che per fortuna qualcuno ci propone", ecco le 10 migliori scene in bikini della storia del cinema.
Al di là di un paio di bikini che bikini non sono e dei due maschietti inseriti, ci si può anche trovare d'accordo.
Buona visione.

Rientro blando

Dopo una settimana di discreto schifo (in cui non ho avuto molto tempo per raccontarlo), il week-end vedrà il mio tentativo di rientro dopo lo stiramento a Fusine.
La gara selezionata è il Memorial Plancher in quel di Bedolpian, classica località dove mi perdo sempre e sempre nello stesso posto.
Per non rischiare una bella MC e molta attenzione alle risposte del mio (ormai devastato) fisico.

giovedì, giugno 07, 2007

Io vado qui.

Luglio, come tutti gli anni, è all'insegna dell'eur-orienteering.
Dopo l'Highlands Open (per la verità ancora in giugno) e la Cinque giorni dei Forti, è la volta di riaffrontare la madre di tutte le gare, l'O-Ringen (tre ritiri su cinque gare, la prima volta).
Se volete vedere cosa mi aspetta (e magari farci un pensierino), guardate qui.
A me son già venuti i brividi...

mercoledì, giugno 06, 2007

Buon giorno, Angeli

Con il trasloco di ufficio al sesto piano, un grosso mistero aveva riempito i nostri cuori.
Ma in questo soprattetto in cui ci siamo trasferiti, gli uffici di fianco a noi chi ospitano?
Per rendere la nostra situazione più divertente i grandi capi avevano spacciato la presenza di una importantissima agenzia di modelle (ovviamente non se ne è vista una).
Oggi finalmente ho avuto la risposta, tramite un fattorino che chiedeva informazioni.
Negli uffici di fianco a noi si trova un'agenzia di investigazioni e consulenza nell'ambito della sicurezza, il cui nome è (ragazzi, è proprio così, ho dovuto trattenermi molto per non scoppiare a ridere sul posto) Charlie's Angels. Sì,lo so avrei dovuto linkare i film (1 e 2), ma, con tutta la passione per Cameron Diaz, c'è solo un angelo di Charlie: Farrah Fawcett.

Son curioso di vedere le dipendenti. Con la mia fortuna, ovviamente, sarà già tanto se capiterà di vedere Bosley...

martedì, giugno 05, 2007

Post in conto terzi

Su richiesta di chi c'era, non posso non celebrare il brillante risultato della staffetta UL M35 composta dallo speaker-fantasma SteGal67 e dal "già campione italiano" Marco-Rusky che in quel di Barricata hanno combattuto dall'inizio alla fine con i team trentini e veneti, ottenendo un notevole podio.


PS. giusto perché non si pensi che gli staffettisti se la tirino, la richiesta non è arrivata da loro (altrimenti non l'avrei accolta...;-))
PPS. e comunque adesso gli staffettisti se la tireranno un po'...

lunedì, giugno 04, 2007

Ops! Mi scusi, ho sbagliato numero...

Stasera, come sempre quando voglio credere di essere la persona più simpatica del mondo (quindi tutti i giorni, anche più volte al giorno), sono andato a guardare le statistiche di accesso a questo blog.
Gran sorpresa, il numero di visitatori è schizzato alle stelle, più del doppio del solito.
Siccome, pur volendolo credere, non sono la persona più simpatica del mondo (e se lo fossi, pochi lo saprebbero...) ho voluto scoprire da dove arrivano tutti questi visitatori (molti dei quali sono andati a vedersi le calciatrici in mutande).
Pare che per qualche insano motivo, forse per il feed a fondo pagina, se uno cerca su technorati il blog di Beppe Grillo, salto fuori come risultato.
Beh, mi spiace abbiate sbagliato strada. Spero possiate trovare comunque qualcosa di interessante in queste pagine (ovviamente oltre alle calciatrici in mutande).

Una chiara lezione

La finale della Louis Vuitton Cup è iniziata, e dopo l'illusione della prima regata, dove "abbiamo perso, ma ce la possiamo giocare" e l'amarezza della seconda, "ma se partiamo davanti, vedrai che cambia musica", siamo arrivati alla batosta totale della terza regata.
A questo punto, la domanda è molto semplice: "5-0 o 5-1" ?

Io, intanto, rispolvero il golfino di Alinghi...

venerdì, giugno 01, 2007

Incubi


Ho finalmente finito questa raccolta di racconti horror tutta declinata all'italiana: autori italiani, location italiane, tematiche strettamente italiane.
Probabilmente non l'ho letta nelle condizioni migliori (la metro, con l'iPod nelle orecchie, in ora di punta) e al momento non mi ha convinto fino in fondo.
Ma a mente fredda, qualcosa resta.
Si tratta di racconti che hanno sempre qualcosa che colpisce, magari solo l'inizio, o la fine, o un semplice particolare (che so, citare la torre di Viale Sarca e ambientarci lo scontro finale).
Quei pochi racconti che tengono il ritmo per tutto il tempo (quello di Sclavi, per esempio, quello che ho letto per primo) sicuramente mi sono piaciuti. Gli altri non mi sono dispiaciuti, ma forse me li aspettavo più splatter; il difficile equilibrio tra dire e non dire (che già era difficile per maestri del genere come Edgar Allan Poe o H.P. Lovecraft) spesso si risolve in un senso di incompletezza, l'impressione che qualcosa manchi al racconto.
Se siete proprio patiti del genere, prendetelo. Altrimenti prendete uno qualunque dei libri di Lovecraft.

Ventidue giocatori in mutande che danno la caccia a un pallone

... ovvero la definizione del gioco del calcio.
Partendo da tale definizione, in Cina hanno prodotto questo spot che sta ottenendo grande successo, ovviamente non tanto per il prodotto pubblicizzato (nessuno ha capito di cosa si tratti), quanto per il soggetto artistico.
Buon divertimento. E se capite cosa pubblicizza, fatemelo sapere...

Gioie e Dolores


Ieri sera, unica tappa italiana, tutta esaurita, del tour di Dolores O'Riordan, ex voce dei Cranberries e ora uscita con un nuovo disco solista.
Ovviamente tutti, nel pubblico, erano lì per le canzoni più vecchie, anche se molti erano quelli che sapevano a memoria anche le canzoni nuove.
Per creare subito la giusta atmosfera e fugare ogni timore, il concerto è iniziato con le note di Zombie e da lì in poi è stato un tripudio fino alle conclusive Linger e Dreams.
La voce di Dolores è potente come sempre, e subito mi sono tornati alla mente i due concerti dei Cranberries, dove un'acustica pessima (parlo di Palalido e Palatrussardi) non mi aveva permesso di apprezzarla appieno.
Il gruppo di supporto è bravo e, seppur non appariscente, svolge il suo compito alla perfezione, consentendo a Dolores di occupare tutta la scena.
L'alternanza di canzoni vecchie e nuove è ben ritmata e garantisce la giusta attenzione ai brani nuovi, senza far scendere la partecipazione (tranne forse per l'unica canzone, nuova, un po' bruttina di tutto il concerto).
Insomma, mi sono proprio divertito; ho cantato, gridato, saltato (per quanto la gamba stirata permetteva), quasi pogato per tutto il tempo.
L'unico difetto: un concerto così, che per definizione non dura mai abbastanza, è durato solo un'ora e mezza. Sono uscito con ancora voglia di musica, proprio perché quella ascoltata era ottima.
Voto 8.5 (9 se fosse durato due ore) e oggi Cranberries a palla in ufficio.

Edit: uno dei miei compagni di avventura ha recensito il concerto per una rivista online. Eccovi l'articolo.

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