E' coerente con la Legge di Murphy il fatto che proprio mentre noto che il numero di lettori di questo blog aumenta, io abbia sempre meno tempo per scrivere.
Il lavoro mi prende molto tempo durante il giorno, lavorerò anche sabato e per fortuna non avevo in programma gare.
Nel poco tempo libero rimasto sto cercando di preparare una cosetta che mi ha chiesto la Roby e della quale vi parlerò più avanti, quando anch'io saprò meglio di cosa si tratta. Risultato: poche ore di sonno e molta stanchezza.
Oggi ho anche dimenticato tutte le letture a casa e l'edicola non aveva novità di interesse; tempo di viaggio sprecato a guardare la ragazza molto carina seduta di fianco (mi piace sperare che abbia scelto la carrozza in cui salire dopo avermi squadrato mentre aspettavamo il treno, anche se ovviamente non è così e comunque è scesa qualche fermata prima senza scambiare neanche mezza parola...). Certo che, a pensarci bene, se avessi avuto con me le mie solite letture, probabilmente mi avrebbe classificato in maniera peggiore.
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La mia agenda
giovedì, ottobre 05, 2006
M.I.A. (?)
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martedì, ottobre 03, 2006
Aggiornamento Letture
Ho iniziato l'ultimo libro di Terry Brooks, "I figli di Armageddon", che dovrebbe costituire il collegamento tra la serie de "il Verbo e il Vuoto" e la più famosa serie di "Shannara".
A parte il fatto che non capisco la necessità di dover assolutamente collegare storie che potrebbero stare benissimo (anzi meglio) da sole, tipo i cicli dei robot e della fondazione di Asimov. L'inizio mi lascia abbastanza combattuto tra il piacere di vedere riapparire personaggi apprezzati diversi anni fa, dall'altro l'impronta della storia tende ad essere un po' troppo pedagogica e ispirata alla Bibbia (in alcuni passi citata esplicitamente). Effettivamente il titolo avrebbe potuto insospettirmi, ma avendo sempre seguito le notizie sul sito inglese mi è mancata la prontezza necessaria. Spero comunque che la storia migliori.
Intanto è finalmente arrivato il quarto numero della "Civil War" Marvel con le storie collegate dell'Uomo Ragno, dei Fantastici Quattro e di Capitan America. La situazione si sta muovendo lentamente verso una situazione che rispecchia di più i caratteri dei personaggi (Uomo Ragno e Donna Invisibile soprattutto), anche se non è ancora chiaro quali conseguenze ci saranno sulla continuity dell'Universo. Spero che il quinto numero non si faccia attendere troppo, perchè la storia è veramente interessante, anche se forse di difficile digestione per chi non sia un fan accanito (ci sono e ci saranno riferimenti agli ultimi tre/quattro anni di storie).
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Slevin - Patto Criminale
Ieri sera, ho visto questo film.
Mi è piaciuto molto. E' il classico film dove nulla è come sembra, sulla scia di classici come "La Stangata", "I soliti sospetti", "Il genio della truffa" o il mediocre "Derailed". Ad essere onesti, gli indizi sono tutti in bella vista sin dall'inizio (forse dopo tutti i film di cui sopra e molti altri dimenticati, sono più sensibile a coglierli), ma lo scorrere dell'azione e l'assurdità voluta di alcuni dialoghi rende tutto comunque molto godibile.
Forse il film perde un po' di smalto nella fase finale, proprio quando tutti i nodi vengono al pettine e le spiegazioni vengono date, ma forse è stata una mia impressione perchè tutto mi sembrava già noto. Un solo dubbio rimaneva in me, ovviamente fugato nel finale in maniera abbastanza scontata, per il classico lieto fine.
Gli attori sono tutti perfettamente in parte, e d'altro canto il cast è di altissimo livello, soprattutto nei co-protagonisti.
Concludendo, mi sento proprio di consigliare un film forse non originalissimo, ma tenuto su un buon ritmo da un cast perfettamente in parte.
Una sola avvertenza: di sangue se ne vede tanto, se siete sensibili sappiatelo.
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lunedì, ottobre 02, 2006
Immersi nelle tasse
Oggi l'argomento principe è l'aumento/riduzione delle tasse per i ricchi/poveri.
Un oggetto del contendere è il fantomatico SUV, che come già il buon rebelot ci dice, richiede qualche piroetta mentale per la definizione.
Per fare chiarezza, vi rendo partecipi della telefonata di cui sotto, che mi ha visto a uno degli estremi della linea.
Due premesse: non dico il peccatore per pudore e tenete conto che ero al cellulare sul pullman per Assago, quindi non si sentiva granchè.
A. "Vedi, Piero, il tuo governo che tasse che ci ha messo! Ma adesso il mio capo che li ha votati se la prende in quel posto con la tassa sui sub"
P. (credo di aver capito male) "Guarda, che la cosa interessava anche me"
A. "Ah, già, che anche tu hai il brevetto"
P. (confuso): "Vorrai dire la patente. Sai che ero incuriosito da quelle macchine"
A. "Macchina? Ma di cosa stai parlando?"
P. "Dei SUV (esseuvi)? e tu?"
A. "Ma guarda! Io avevo capito quelli che fanno le immersioni!"
Un suggerimento a Padoa-Schioppa. Nel caso, voglio la percentuale...
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venerdì, settembre 29, 2006
38
Oggi era il mio compleanno. Ovviamente, il regalo in ufficio è stata una giornata da delirio.
I messaggi di auguri degli amici mi hanno raggiunto per tutta la giornata cercando di allietare una data che col passare degli anni diventa sempre più difficile, soprattutto da quando ho scoperto che il nostro ex-presidente del consiglio è nato lo stesso giorno (comunque auguri). Altri auguri al bittons, ma soprattutto alla Roby, che come ormai tutti sanno condivide con me non solo il giorno e il mese, ma anche l'anno di nascita.
Il tempo che passa è reso più leggero dal fatto che dentro sono sempre il solito bambinone (infatti, stasera festa a base di Buzz su PS2) e che tra un anno e tre mesi potrò abbandonare l'H35 che è per me puro massacro.
Domani passerò il tempo alla ricerca del regalo da farmi, ma non avendo ancora alcuna idea, sarà una scelta mooolto complessa.
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giovedì, settembre 28, 2006
Vent'anni di DYD
Oggi Dylan Dog ha compiuto vent'anni, celebrandoli con una storia tutta a colori in due parti, che vede il ritorno di alcuni dei personaggi più importanti della continuity Dylaniana, quali Xabaras (il padre (?) del nostro eroe), Kim la strega e il suo gatto Cagliostro, e che promette di segnare una pagina fondamentale nella vita dell'Indagatore dell'Incubo.
Al di là di quello che questo personaggio ha significato in questi anni (in termini di mode, tendenze e sviluppo del settore dei fumetti) e del significato di una celebrazione del genere, la storia (almeno questa prima parte) è molto bella: sui disegni, molto ben fatti, il colore viene usato sapientemente per evidenziare gli effetti speciali di una storia molto ben scritta, che si richiama direttamente al numero uno della serie e al rapporto, sempre molto complesso, tra il nostro eroe e la sua nemesi (ma sarà davvero tale?).
Il colpo (è proprio il termine giusto) di scena finale, poi, crea da subito una attesa spasmodica per la conclusione della storia, che se mantiene il livello attuale si colloca tranquillamente sul podio delle migliori storie dell'anno.
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Ventotto settembre
Sono stato un po' preso e ho avuto poco tempo per aggiornare il blog:
- ieri e oggi, due giorni in ufficio da mal di testa tonante, chiuso in una stanza a seguire un corso con la testa ai milioni di cose da fare per il progetto che seguo e che deve essere pronto per ieri (ma solo se proprio non riesco a fare prima...)
- ieri serata playstation, la prima dopo molti mesi; io, Marco, Steve e Steve, dopo una discreta cena messicana, ci siamo affrontati a Buzz e PES; fino a che non sono schiantato dalla stanchezza mi sono difeso alla grande (4 vittorie di fila);
- il buon Steve ha avuto la sfortuna di ricevere una telefonata compromettente in nostra presenza e da lì non gliene è stata risparmiata nessuna; comunque tutta invidia, perchè lui dopo la serata play, andava a colpo sicuro (stamattina è stato avvistato con occhiaie, sorriso soddisfatto e gambe cedevoli...)
- stasera partecipato a un'indagine di mercato; è la prima volta che ne facevo una e devo dire che è stato piacevole; visto che era legata a un servizio che uso molto, spero che tengano in considerazione le mie opinioni
- domani, beh domani è un giorno particolare e l'avvicinamento è sempre un po' complesso (ma di questo parliamo domani...)
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mercoledì, settembre 27, 2006
Ti odio, ti lascio, ti...
Ancora una volta la distribuzione italiana maneggia un film per spacciarlo come qualcosa di diverso.
Incominciando dal titolo, classica traduzione libera dall'originale The Break-up, fino agli spot che fanno passare per una commedia un film che in realtà commedia non è.
A me non è piaciuto particolarmente. Se lo spunto iniziale era abbastanza interessante, il procedere della storia non decolla: le liti tra i due protagonisti mancano di misura, mentre la cattiveria che c'era stata in altri film simili (vedi La guerra dei Roses o Prima ti sposo poi ti rovino) sono assenti, lasciando il film in uno stato di animazione sospesa.
Il finale aperto, poi, dice e non dice, anche se almeno ci risparmia scene melense.
Io continuo a cadere nella trappola dei film con Jennifer Aniston, che lontana dai ritmi di sceneggiatura di Friends, non riesce ancora a colpire con prove da grande attrice (e d'altra parte io preferivo Phoebe). Un giorno forse capirò il perchè...
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Organismi monocellulari
Sono andato al cinema (seguirà commento al film) e per la quarta volta di fila le persone intorno a me hanno ricevuto e inviato sms, telefonate, con quei ca##o di schermi ultraluminosissimi che ti sparano negli occhi, con la voce altissima (un vaffa tonante sulla scena chiave del film è stata l'apoteosi, io credevo che fosse il commento al film e invece stava chiacchierando con sarca##o chi).
A questo punto la cosa sta davvero iniziando a diventare fastidiosa: se hai tanta voglia di chattare, chiacchierare, spettegolare, rimorchiare, fai il sacrosanto favore di farlo da qualche altra parte, non te l'ha mica ordinato il medico di andare al cinema, che se peraltro il film non ti interessa risparmi anche sette euri che in telefonate sono ore.
Io a questo punto cerco un jammer come quello di Luther Stickell in Mission Impossible.
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lunedì, settembre 25, 2006
Devastaziano
Ieri finale di Coppa Italia CO a Ziano di Fiemme.
Dato che la gara era middle, ho provato la H35. Il risultato è stato deludentissimo.
Proabilmente non avevo la giusta concentrazione, forse il tipo di terreno non era il più adatto a me, fatto sta che ci ho messo più di un'ora e mezza per fare sei chilometri sforzo.
L'errore grosso già alla prima: decido di fare il sentiero per attaccare il punto in sicurezza e infatti sono talmente preciso che arrivo giusto sul masso, ma dall'altra parte. Non vedo la lanterna, vado lungo in una zona piena di massi e butto via dieci minuti per tornare poi sul punto da cui ero già passato.
Da lì in poi la voglia di buttarmi a ventre basso sui punti successivi passa del tutto, anche perchè in una gara in cui gli avversari erano tali da consentirmi al massimo di arrivare penultimo, un errore grave al primo punto voleva dire maglia nera sicura.
E così, ho preferito camminare in tranquillità cercando di godermi il bosco, diventando però una specie di pericolo ambulante: ben due persone sono riuscite nell'impresa di vedermi, salutarmi (una neanche la conosco...) e cadere ai miei piedi, il primo con ampia rotolata verso la valle, il secondo con tuffo nel fango.
Alla fine, pur se non del tutto meritato, mega pranzo di elevato livello all'Hotel Pausa a base di speck, salsiccia, e altri piatti atesini (la sera prima, sempre lì, canederli e carne salada).
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venerdì, settembre 22, 2006
TicketOne
L'altro ieri stavo per scrivere un post infuocato su questo sito, citando anche strali lanciati a suo tempo dal blog di Beppe Grillo.
La causa era l'ennesimo insuccesso nell'acquisto di biglietti per un concerto, quello del Liga al Teatro degli Arcimboldi (precedenti fallimenti, U2, RHCP, Liga, e un paio di altri che ho rimosso dall'hard disk). L'impressione salda in me era che solo pochi eletti, con macchine potenti o tool di hacking potentissimi potessero raggiungere l'himalaya dei biglietti.
Fortunatamente per me hanno aggiunto una data e oggi, con anticipo fantozziano (trenta minuti) ero collegato al sito in attesa dell'apertura delle vendite e sono stato baciato dal successo, rivedendo così le mie convinzioni.
Adesso mi lamento dei trenta minuti, ma quando ero più giovane ci si metteva in coda alle sei del mattino per un biglietto di finale dell'Olimpia messo in vendita alle due del pomeriggio, litigando con chi passava avanti e chiacchierando con i tuoi vicini di fila e di passione.
La scomodità era maggiore, ma con un po' di iniziativa riuscivi a conoscere altra gente (anche l'altro ieri quando mi sono lanciato al Saturn per l'estremo tentativo, avevo attaccato bottone con quella davanti a me che cercava gli stessi biglietti...).
Certo, adesso una giornata di ferie per prendere un biglietto non so se me la potrei permettere, quindi continuerò a provare l'acquisto online e nel caso di insuccesso a sacramentare dietro il provider del servizio...
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mercoledì, settembre 20, 2006
Abbuffata di Anime
Non si tratta di un demone selvaggio liberato sul Pianeta Terra (per quello aspetto di leggere l'ultimo Terry Brooks arrivatomi ieri).
A partire da lunedì prossimo e fino alla domenica dopo parte su MTV l'Anime Week, una autentica abbuffata di cartoni animati giapponesi di tutti i tipi e per tutti i palati.
Il mio HDD recorder è già programmato, ho dovuto liberare un po' di spazio perchè parliamo di più di trenta ore di trasmissione.
Se siete interessati a una copia di particolari episodi, fatemelo sapere.
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martedì, settembre 19, 2006
Filmati da Internet
Il sito di Repubblica posta in prima pagina un link a questo filmato, segnalando lo scandalo per un rigore dato che neanche Moggi con le sue telefonate sarebbe riuscito. I giocatori infatti sarebbero tutti fuori dall'area.
Peccato che il video sia un falso clamoroso. Date un'occhiata al cronometro...
A Repubblica glielo dite voi?
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Blue
Seguendo un link del buon rebelot (che a sua volta citava un altro blog), sono finito su un sito che propone suggerimenti per il tuo blog.
Ho provato quello sul colore da dare al mio blog e questo è il risultato.
| Your Blog Should Be Blue |
Your blog is a peaceful, calming force in the blogosphere. You tend to avoid conflict - you're more likely to share than rant. From your social causes to cute pet photos, your life is a (mostly) open book. |
Nei prossimi giorni (se avrò tempo da buttare) proverò qualcos'altro per vedere se mantiene la percentuale di successo.
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Pirati maledetti
Ieri sera ho visto "I Pirati dei Caraibi - La Maledizione del Forziere Fantasma".
Come sempre, la traduzione non rende giustizia al titolo originale "Dead man's chest", in parte perchè il doppio senso "chest=petto, chest=forziere" è intraducibile, un po' perchè il richiamo al primo film (a suo tempo già tradotto a casaccio) fa da traino maggiore (almeno secondo le malate menti del marketing).
Il film fa (bene) quello che promette: una storia (senza particolari pretese) di amicizia, tradimenti, azione, cappa e spada, con molti effetti speciali a spasso per i sette mari. Il tutto basato sul carisma e la bravura di Johnny Depp, il Pirata più improbabile che si sia mai visto, ma nonostante tutto credibile.
La storia, come già accennato, non spicca nè per originalità, nè per brillantezza. Anzi, alcuni momenti sono forse un po' lenti. Le scene di azione, però sono sempre molto ben fatte, veloci, ma non frenetiche.
Per quanto riguarda gli attori, nè Orlando Bloom, nè Keira Knigthley mi sembrano molto in parte, mentre i personaggi secondari se la cavano abbastanza bene. Tutto questo mentre Jack Sparrow ruba la scena a tutti gli altri attori con il suo atteggiamento, dichiarato apertamente come ispirato dal vecchio Keith Richards, che infatti ne interpreterà il padre nel seguito in uscita l'anno prossimo.
E proprio il fatto che questo è il capitolo centrale di una trilogia costituisce il problema principale (come già in Star Wars, Matrix e il SdA) del film: tante trame messe in piedi e nessuna conclusione.
Tirando le somme, consiglio il film a chi vuole passare due ore e mezzo spensierate e senza particolari seghe mentali, augurandogli di non trovare il vicino che telefona durante il film (a me è già la seconda volta di fila).
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lunedì, settembre 18, 2006
Cominciamo presto...
Siamo ancora a metà settembre e già iniziano a sommergerci con i calendari delle bellezze al bagno. La pole position spetta a questa gentile fanciulla che presenta alcuni argomenti molto convincenti per ben figurare.
Stamattina in edicola è riuscita persino a distrarmi dalla ricerca quotidiana al reparto fumetti...
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Weekend Tranquillo
Visti il tempo, la stanchezza e i prossimi weekend di gare, mi sono preso un turno di riposo dalle gare (anche se non è che mi sia ripostao tanto).
Eventi particolari che merita ricordare:
- ho finito di vedere le puntate registrate di Abenobashi e quelle della quinta serie di InuYasha ed entrambe si sono mantenute all'altezza delle mie aspettative; mentre Abenobashi ha continuato con l'incessante sfoggio di citazioni da tutto lo scibile umano (mettendo però in campo un finale a sorpresa e non banale), InuYasha continua la sua avventura alla ricerca della sfera dei quattro spiriti mantenendo quell'equilibrio tra storie cupe, episodi a tutta azione e avventure demenziali a cavallo tra due mondi (la domanda ora è: a quando la sesta serie ?)
- mi sono alzato (ma non svegliato) alle sette di domenica mattina per vedere Vale e Capirex nel MotoGp di Australia, ma nel casino della pioggia ha vinto Melandri (e la regia si è fumata il sorpasso di Vale su Sete all'ultima curva)
- visita delle sorelle con nipoti (nate e in arrivo), Giorgia ha gradito la visita, ma un po' meno il pranzo, che ha prontamente rigettato sul divano nuovo
- la Juve ha vinto soffrendo; sarà un anno difficilissimo per me, ma a parziale sollievo l'Inter ha cominciato la sua serie di pareggi.
La settimana è partita male (stanchezza e pessimo umore), ma dovrebbe migliorare presto. Oggi portatile nuovo, cinema e soprattutto dovrei riuscire a organizzare la prima serata Playstation della stagione 2006/2007.
PS: giovedì cenerentoliadi, forse ricomincio ad andarci...
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giovedì, settembre 14, 2006
Tormentone
Sono tre giorni che non riesco a togliermelo di testa.
E' cominciato con la pubblicità di una suoneria, poi è arrivato Alberto alla macchinetta del caffè fischiettandolo. Allora è iniziata la discussione: "Ma che motivetto è il Man ah Man ah?"
Tra noi giovincelli sul finir degli enta è stato come tornar bambini.
Teoria uno: è la musichetta di una scenetta dei Muppets ("ma no, quella è diversa")
Teoria due: è la musichetta del Benny Hill Show ("ma no, quella è diversa")
Teoria tre (la mia): tutto vero, ma la musichetta non è originale, arriva da prima.
Allora vado a cercare su wikipedia le informazioni sul motivetto. Ne risulta che tutte e tre le teorie sono corrette, ma ovviamente la mia è più vera delle altre. C'è stata solo una piccola controindicazione, che i più attenti nel leggere wikipedia avranno già intuito. La prima volta che il motivo è stato utilizzato è stato per un porno-soft, la data era il sessantotto, e io non ero ancora nato. Come diavolo avrei fatto a vedere il film (che peraltro non ricordo assolutamente di aver mai visto) prima dei muppets ?
E alla fine possiamo concludere come si concludeva la scenetta dei Muppets, dove i due vecchietti in galleria discutono del numero appena concluso.
vecchietto A: "The question is: what is a Manah Manah?"
vecchietto B: "The question is: who cares?"
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Aiutiamola!!!!
Una delle notizie più importanti di oggi, tale da meritare la prima pagina sul sito di Repubblica è questa. Proporrei una mobilitazione generale per risolvere il problema di questa povera ragazza, sapendo peraltro che ci sono giovani (di ambo i sessi) per il quale il problema potrebbe essere anche più grave senza che costoro riescano ad avere l'onore della cronaca.
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Bonassola
Ieri giornata di ferie con gitarella in questo borgo del Levante Ligure, al confine con le Cinque Terre.
Io neanche ne conoscevo l'esistenza, ma è proprio carino: piccolo, tranquillo, con un specie di mega-piscina naturale in una insenatura e il mare limpidissimo.
La giornata poi era perfetta, soleggiata, non troppo calda, mare tranquillissimo. Essendo mercoledì,poi, la spiaggia era poco popolata e la calma assoluta.
Il fatto che la gita fosse stata proposta e organizzata dai miei capi non ha portato al classico effetto Fantozzi e la mega-mangiata a base di pesce è stata notevole (il piatto delle cozze è stato spolverato in meno di cinque minuti).
Ovviamente non ci si è fatti mancare la scorta di focaccia genovese.
Proprio un degno modo di utilizzare l'ultima giornata di tempo estivo (soprattutto vista la pioggia odierna).
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martedì, settembre 12, 2006
Dei delitti e del(le) pene
Si parlava qualche giorno fa di sesso in ufficio.
Pare che al Tribunale di Milano abbiano addirittura una stanza sufficientemente isolata dedicata alle sveltine.
Un bambino curioso avrebbe anche beccato due persone intente alla pausa caffè corretto sesso.
L'esistenza di tale camera era nota a tutti, persino in tribunali di altre città, forse organizzavano anche trasferte apposta...
Ci sono diverse cose che mi vengono in mente a commento:
- la scena di Porky's dove i due professori si appartano nello stanzino, salvo poi scoprire che lei ulula quando raggiunge l'apice
- se un bambino è libero di girare indisturbato per il tribunale, figuriamoci come è facile carpire segreti
- dopo le trentacinque ore, gli aumenti, la nuova rivendicazione sindacale dovrebbe essere "Più sesso per tutti", con stanze dedicate e accessoriate con idromassaggio, gadget e materasso ad acqua (gli specchi sul soffitto sono opzionali)
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lunedì, settembre 11, 2006
Correnti ad alta intensità
Atleti in gara per i titoli italiani long e recinti elettrificati da attraversare.
La cronaca delle gare si può come sempre trovare sul sito Fiso.
Il mio commento non può non cominciare dai complimenti ai miei compagni di squadra che hanno conseguito medaglie.
Per quanto mi riguarda, è incredibile come la stessa cartina sia risultata stupendamente leggibile un giorno e assolutamente incomprensibile un altro.
La gara individuale è stata forse la mia migliore gara dell'anno. Molto presente in carta (tutte scelte ad azimut), discreto passo di corsa, poche imprecisioni (generalmente causate da altri atleti chiacchieroni), attenzione in zona punto (ho beccato subito persino le buche!) e una certa dose di culo che mi ha impedito due errori gravi; tutto questo per un tempo di un'ora, otto minuti e ventinove secondi (cinquanta il tempo del vincitore) che mi è valso un posto nella prima metà della classifica (diciassettesimo su trentacinque classificati).
Il primo obiettivo di venerdì è stato ampiamente raggiunto (quattro scalpi UL e il quinto mancato per poco).
Anche il secondo potrebbe essere stato raggiunto; il Volpi è uno degli scalpi ma non so ancora i punteggi ufficiali (e non sono mai stato capace di contarli da solo). Diciamo che se ho preso qualche punto dovrei avercela fatta.
Sabato sera mega-mangiata con i compagni di squadra e nella notte trasformazione da Jekyll a Hyde.
La gara a staffetta è stata forse la peggiore gara dell'anno. Errori grossolani e mancanza di fiato su salite abbastanza marcate hanno portato il sottoscritto a vagare per più di due ore. Oh, per carità, alcuni punti bene li ho fatti, ma assoluamente niente in confronto ai vaccatoni, il primo dei quali già alla due con molte curve di livello gratis a spezzare le gambe.
L'unica cosa che mi ha portato fino al traguardo è stata il pensiero che ero in una staffetta, che il mio ritiro rovinava la gara di altri (oddio, anche il mio arrivo non è che faceva loro molto bene...) e quindi ho stretto i denti.
Purtroppo il terzo frazionista (già provato dalla gara del giorno precedente) si procurava un leggero stiramento scavalcando un recinto e si ritirava rendendo inutile il mio sforzo (ma comunque consentendomi di centrare anche il terzo obiettivo di non affossare la staffetta...).
Una sola nota negativa: la Roby aveva il mio stesso percorso sabato e, nonostante una caviglia grossa come un pallone, ha fatto (finchè è riuscita a correre) dei tempi di poco superiori ai miei. Non credo che sarei qui a celebrare la mia prova se fosse stata in condizione di correre e finire la gara ;-)
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venerdì, settembre 08, 2006
Campionati italiani
Stasera si parte per il week-end dei Campionati Italiani Long a San Genesio (BZ).
Obiettivi (molto ambiziosi) sono:
- non essere l'ultimo UL in classifica individuale HB
- recuperare al Volpi i cinque centesimi di punto che dopo Asiago ci separano in lista base
- non affondare i miei compagni di staffetta H35
A lunedì per il commento tecnico.
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mercoledì, settembre 06, 2006
Resistere alle tentazioni
I miei dubbi esistenziali sono sempre più profondi. La Sony ha comunicato che la PS3 uscirà in Europa soltanto a marzo dell'anno prossimo, che vuol dire che prima di due-tre anni non arriverà a un prezzo abbordabile.
Se a ciò si unisce che il compleanno si avvicina, la tentazione di tradire la mia fedele console è sempre più forte. Spero di riuscire a resistere.
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martedì, settembre 05, 2006
Andare alla cieca
In Inghilterra, hanno fermato un tizio che guidando aveva superato il limite di velocità. Al momento di contestargli l'infrazione, i poliziotti hanno scoperto che il guidatore è cieco.
Io, fossi un pilota di rally, proverei subito l'amico navigatore.
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Pierlabi
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Tre giorni in trincea
Con un po' di ritardo arrivo a commentare il mio weekend ad Asiago per il Trofeo delle Regioni, valido anche come Alpe Adria Cup.
Il TDR è l'unica gara in cui noi orientisti non difendiamo i colori delle nostre società sportive, bensì (come dice il nome) quello delle regioni di residenza.
Tutti gli anni le convocazioni sono fonte di lunghe discussioni, che neanche quelle per la nazionale di calcio si sognano.
Quest'anno poi le regioni presenti erano anche estere, purchè appartenenti all'Alpe Adria.
Le sorprese non sono mancate (soprattutto nelle staffette), suscitando ovviamente ulteriori chiacchiere e discussioni.
Nel mio piccolo, quale non convocato, ho potuto godermi il sole e i bei campi di gara con quattro gare in tre giorni.
Venerdì, la middle (valida solo per l'AAC) è andata discretamente, pochi errori, poca corsa, bel bosco, niente infortuni. La classifica finale dice ottavo, intorno alla metà classifica.
Sabato mattina, la long, che in realtà è quasi lunga uguale alla middle del giorno prima, è andata un po' peggio. Qualche errorino in più, ancora meno corsa in una gara un po' più veloce della middle mi hanno portato a un tempo simile a quello del venerdì ma molto più in basso in classifica (c'erano anche più partecipanti).
Sabato pomeriggio, Coppa Italia di Trail-O (orientamento di precisione per categorie paralimpiche, aperto anche ai normodotati). Tre errori, i primi due dovuti essenzialmente a mia ignoranza delle regole della specialità, mi hanno relegato in posizioni di rincalzo, ma l'esperimento è stato molto divertente.
Domenica, la staffetta Open (scusate ancora Adele e SteBe) è stata una sofferenza. Un erroraccio alla tre, lo scarso feeling con la carta (soprattutto nella parte in paese), le varie difficoltà con i campi coltivati e le proprietà private, mi hanno portato a fondo. Una prestazione assolutamente negativa che spero non si ripeta domenica prossima nella staffetta per i Campionati Italiani (lunga il doppio).
Al rientro, scorta di formaggi del posto e dolori vari a piedi, caviglie e ginocchia.
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Guidando per Milano
Ancora per qualche giorno userò l'auto per andare in ufficio.
A Bratislava andavo a piedi attraversando una zona chiusa al traffico e così ora mi piace molto osservare i comportamenti dei guidatori.
Pensieri sparsi di un'ora al volante:
- la freccia è ormai diventata uno strumento sconosciuto alla massa
- la gente non ha più chiaro il concetto di destra e sinistra, ma utilizza solo il centro della carreggiata (così le code raddoppiano di lunghezza)
- ci sono grandi ottimizzatori del tempo speso fermi ai semafori (il recordman è il tizio che con il pollice destro teneva il cellulare all'orecchio, mentre con l'indice e l'altra mano si schiacciava un brufolo, il tutto discutendo amabilmente con qualcuno)
- in cosa differirà la legna da ardere per pizzeria (indicazione vista su un camion) da quella normale ?
- nell'ora spesa in macchina, quanti fumetti sarei riuscito a leggere ?
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giovedì, agosto 31, 2006
Sconto alla pompa
L'aumento del costo della benzina ha molte conseguenze negative. In Australia, dove le distanze sono maggiori l'impatto potrebbe essere devastante. Una gentile signora ha stabilito che i suoi clienti avranno diritto al rimborso di un quinto del costo del rifornimento richiesto per recarsi a utilizzare i suoi servizi.
Mi sembra un'ottima idea. Cosa c'è di tanto interessante ? La signora è la tenutaria di un bordello.
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martedì, agosto 29, 2006
Sex and the Office
Un inchiesta (dichiaratamente non molto scientifica) ha appurato che il venti per cento degli italiani scopa con i colleghi, spessissimo durante l'orario di lavoro.
Mi sembra una percentuale altina, anche perchè statisticamente avrei dovuto incontrare qualcuna di queste coppie di trombettieri.
Certo, mi è capitato di vedere coppie formatesi in ufficio, spesso giunte fino all'altare (Clint e Leo gli ultimi), ma mai saputo di sesso in ufficio (e si sa che queste voci sono sempre le più veloci a girare).
Per onestà, devo ammettere che al fascino di alcune colleghe (soprattutto ai tempi d'oro di Comitsiel) ero molto sensibile e che per una o due di loro avrei anche potuto considerare l'ipotesi corteggiamento. Ma, come già detto tendo, ad essere molto fedele.
Un caso a parte è l'ammiraglio, che con il tasso di fertilità che ha dimostrato in questi ultimi anni (due gemelli solo al suo rientro da Bratislava) supera ampiamente qualunque media statistica. Lui con le colleghe sesso non lo fa, però basta mettergliene vicina una (sposata, perchè ha dei principi morali) anche per pochi minuti, che questa nel giro di poche settimane resta incinta.
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6:16 PM
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Virtuosi virtuali
Suzanne Vega ha tenuto un concerto virtuale. Mentre lei suonava dal vero, il suo avatar, la sua copia virtuale, replicava suono e voce per un pubblico composto da spettatori virtuali che a loro volta erano gli avatar di persone collegate un po' da tutto il mondo.
Le case discografiche guardano con attenzione a questo nuovo business.
Io sono un po' dubbioso (sarò retrogrado), comunque provo a dire tre pro e tre contro di un concerto virtuale.
Pro:
- niente trasferte massacranti in posti lontanissimi, si sta tranquilli in poltrona
- qualità audio migliore, compatibilmente con il proprio impianto stereo
- prezzi più bassi (spero)
Contro:
- niente pogo
- niente cucco
- niente spinelli passivi (tipo concerto dei Pink Floyd al Delle Alpi, dove ero circondato da decine di cannaioli)
A voi la scelta...
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Dubbi esistenziali
Avevo detto di essere un cliente fedele. Ed effetivamente la fedeltà alla grande S giapponese è totale: mini hifi, televisore, VCR, registratore digitale...
Per le playstescion varie (uno, due, portatile),poi, siamo quasi a livello di religione.
Ma qui nasce un problema. Se i miei giochi preferiti (FFXI, versioni online di famosi boardgame) vengono pubblicati solo per la console piccola e molle e intanto la nuova PS 3non si vede, la tentazione di tradire si fa abbastanza forte.
Saprò resistere ?
Ai posteri (e all'estratto conto) l'ardua sentenza...
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Parlare di nuvole parlanti...
E' un po' che non parlo delle mie letture fumettistiche.
E' che mi trovo in una fase un po' complessa, in cui non riesco a capire se quello che mi passa per le mani mi piace oppure no.
L'universo Marvel è sempre squassato dalla Civil War e la fine è ancora lontana. Le fazioni sono attualmente chiare, anche se alcuni dubbi iniziano a serpeggiare tra i più sensibili. Le forze si dividono tra chi sostiene che bisogna fare quello che è giusto e chi sostiene che bisogna fare quello che dice la legge, anche se questa potrebbe essere sbagliata. Vedremo chi avrà la meglio e quali conseguenze si avranno.
Sicuramente non mi è piaciuto il numero con il matrimonio tra la Pantera Nera e Tempesta, assolutamente non paragonabile a quello tra Mr. Fantastic e la Donna Invisibile o quello tra Peter Parker e MJ.
Sul lato manga, niente di interessante (subisco la mia strana agenda di acquisti per cui sono sempre tutti concentrati all'inizio del mese).
Per quanto riguarda le uscite Bonelli, da segnalare il ritorno di Sclavi alla sceneggiatura di Dylan Dog, per una storia alquanto delirante su tempi e realtà alternative. Aspetto con ansia gli ultimi due numeri di Brad Barron, mentre Nathan Never è nel mezzo di una avventura in due parti che si ispira in maniera apertamente dichiarata al videogioco "Resident Evil" (zombi a profusione) e al film di John Carpenter "La Cosa" (la base artica, il gruppo di ricercatori alle prese con misteriose presenze...). La storia promette abbastanza bene, speriamo mantenga.
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11:49 AM
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venerdì, agosto 25, 2006
Superman ritorna
... e forse era meglio se stava su Krypton.
Ieri sera anteprima di "Superman Returns" con ben sei vittime sacrificali.
Dopo l'ottimo lavoro di Bryan Singer con i primi due film sugli X-Men (per non parlare de "I soliti sospetti"), la speranza di vedere un bel film era abbastanza alta, anche se i provini e l'attore scelto non mi convincevano.
Purtroppo le sensazioni negative erano corrette. Per carità, il film si lascia vedere, le due ore e mezza passano via abbastanza velocemente. Ma il film non decolla, anzi in alcuni punti è un po' lento.
Quello che proprio non convince, poi, è la definizione dei personaggi. Superman/Clark perde su tutta la linea il confronto con il compianto Christopher Reeve, Kevin Spacey è un Lex un po' fuori tono, Lois Lane sembra lei quella di acciaio (rimbalza a destra e a sinistra in un aereo impazzito e ne esce come se fosse appena stata in una beauty farm), l'unico che ne esce benino è il piccolo Lane.
La storia poi del ritorno di Superman dopo alcuni anni di lontananza non viene approfondita a dovere e rimane molto banale.
La trama riprende, aggiornandola nella forma e sulla base dei film successivi, la storia del primo Superman, con Lex che vuole ottenere una terra da dominare (là era la California fatta separare dal continente con una serie di esplosioni lungo la faglia di Sant'Andrea, qua è un nuovo continente ottenuto con la tecnologia aliena), ma proprio la sensazione di deja-vu rovina le scene di azione pura, che in fondo sono la parte più godibile del film.
Concludendo, un sei glielo do pure, ma la sensazione di un'occasione sprecata (ma anche di un personaggio difficile da gestire e rilanciare) è molto forte.
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5:46 PM
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Rifacimenti
E così anche Cindy Crawford ha ammesso di essersi rifatta un po' negli ultimi dodici anni (fondamentalmente botulino e collagene).
La notizia mi lascia un po' dispiaciuto, sembra che per i VIP (e quindi le persone normali che da loro mutuano stili di vita e costumi) sia ormai impossibile accettare i segni che l'invecchiamento inesorabilmente porta con sè, ma non è così (spero).
Giusto l'altro giorno sfottevo le sorelle e i cognati per i loro capelli bianchi, dall'alto della mia piazza in espansione e la cosa era affrontata come una cosa normale, magari giusto uno stimolo per migliorarsi (corsa per buttare giù la pancia, dieta per curare il proprio corpo, letture per mantenere la mente attiva...).
Ricorrere ad aiuti artificiali mi sembra un'ulteriore spinta a barare (analoga a doping, calciopoli e corruzione) quando uno non è in grado con le sole proprie forze.
Nel mio piccolo, son contento che ho smesso di farmi pippe sognando Cindy molto più di dodici anni fa...
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giovedì, agosto 24, 2006
Back to work
Da oggi le ferie sono ufficialmente finite e si torna al lavoro.
Dopo una mattinata passata a chiudere definitivamente (?) i conti del progetto slovacco, si comincia finalmente a parlare di qualcosa di nuovo.
La voglia di lavorare è prossima allo zero assoluto, ma l'ottimismo che regna in ufficio e la spasmodica attesa per il mio rientro non possono che portarla sempre più giù.
Per consolarmi, penso alle gare dei prossimi weekend e stasera vado a vedermi l'anteprima di Superman.
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martedì, agosto 22, 2006
Imprese titaniche
Ci sono giorni in cui uno decide di farsi del male e comincia un lavoro che sa già che sarà lungo, faticoso e senza risultati soddisfacenti.
Qualche anno fa è stato l'iniziare a occuparsi dell'applicazione per i prestiti per una banca slovacca; oggi, nel piccolo del mio appartamento ho deciso di mettere un po' d'ordine nella mia collezione di fumetti americani.
Dopo una giornata di lavoro, l'unico modo per ricondurre una parvenza di ordine in casa è stato quello di ordinare solo quelli più recenti (diciamo gli ultimi due anni) o quelli delle serie più importanti (Spiderman, Fantastic Four, Avengers e gli ultimi crossover).
Il livello di soddisfazione per la qualità del lavoro è bassissimo, ma per fare una cosa fatta bene, avrei bisogno di almeno altri tre giorni full immersion, quindi mi accontento.
Magari ci riprovo con la brutta stagione...
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domenica, agosto 20, 2006
Cars
Potevo mancare l’anteprima di "Cars", l’ultimo film della Pixar, la casa che ha prodotto "Finding Nemo", "The Incredibles" e "Monsters, Inc." ?
Ovviamente no.
Come già per i film citati sopra, il maggior pregio del film non è la storia, sempre semplice e neanche troppo originale, ma il come viene sviluppata.
"Cars" è un lungo e continuo omaggio alla mitica Route 66, la strada statale che attraversa gli States toccando una serie di paesaggi da togliere il fiato (mamma, che voglia di andare a vederli che mi è venuta!). I produttori del film hanno riprodotto fedelmente tutti i luoghi e l’effetto è veramente affascinante.
Come sempre in questi film, la curiosità è quella di sapere com’erano le voci originali: Marco Della Noce a fare l’accento di Oriano Ferrari per la seicento patita delle Ferrari era perfetto, ma signori, dall’altra parte c’era Paul Newman a fare Doc Hudson!
Per concludere, consiglio vivamente questo film, augurandovi di non avere davanti a voi qualcuno con il cellulare acceso, che ovviamente è squillato (ma c..zo, almeno mettilo in modalità silenziosa, str..za).
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venerdì, agosto 18, 2006
Orientamento del Manga
Sono lì bello tranquillo che mi leggo il mio Mazinger Z (ovviamente da destra a sinistra...), quando all’improvviso trovo una pagina che contiene una cartina (in bianco e nero come il resto del manga) con alcune strade, sentieri e centinaia di curve di livello. In basso a destra la scritta “Monte Fuji”. Il primo pensiero è “Minchia, ma quanto sale sta carta!”. Decido poi di ignorare il lato orientistico, è una deformazione che devo cercare di limitare, e torno a dedicarmi alla lettura del Manga. Ma alla pagina seguente lo scambio di battute è inequivocabile! “Ci hai trascinato qui con la scusa di fare Orienteering e ci siamo persi!” “Beh... Devo essermi sbagliato a leggere la carta”.
A questo punto i pensieri sono molteplici. “Per fortuna che a Valpiana i cognati non sono venuti, pensa se questa scena si verificava.” “Però! Anche un manga vecchiotto cita l’orienteering!” “Minchia ma quanto sale sta carta! Come cavolo si fa a fare CO sul Monte Fuji!”
L’unico commento di mia sorella è stato “Chi legge i manga e chi fa orienteering è gente strana. Mi sembra logico che ci possano essere punti di contatto...”.
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Resuming Blog…
Rieccomi dopo quasi tre settimane di silenzio dovute a problemi di connessione e a vacanze computerless.
In questo periodo mi sono molto dedicato a oziare, con e senza la o. In fondo dovevo recuperare energie dopo il pesantissimo anno all’estero e recuperare il tempo perso con Giorgia, che infatti le prime volte che mi vedeva piangeva e poi ha comunque sempre mostrato di preferire l’altro zio a me. Ma su questo sono tranquillo, quando arriverà Alessia (o comunque si chiamerà la mia seconda nipote) il qui presente zio guadagnerà molte posizioni (per non parlare di quando la porterò nel bosco a fare orienteering).
Nel tempo rimanente sono riuscito anche a fare rafting sull’Adda (meno divertente di quello a suo tempo sul Noce), la gara di Ferragosto in Valpiana (non so se ringraziare di più il tracciato del Bezzi o SteGal che mi ha iscritto nel Lungo), qualche passeggiata e qualche mangiata.
Sulla gara di Valpiana (nel complesso per me discreta considerando che provavo le scarpe nuove e contrariamente ai precedenti collaudi non mi sono infortunato) occorre citare la Casatta che ha detto “Certo che bisogna proprio avere una gran voglia per venire fin qui a Ferragosto per una gara promozionale!”. Promozionale un corno!!! Un parterre de roi di tutto rispetto e gente anche dall’estero. Mi spiace solo non essere riuscito a portarci i cognati...
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giovedì, agosto 10, 2006
Disconnesso
Non riesco a postare.
Problemi di connessione, legati al fatto che sono in vacanza, mi impediscono di scrivere.
Ci si risente dopo il venti agosto.
PS. per chi ci va, ci si vede alla gara di ferragosto in Valpiana.
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lunedì, luglio 31, 2006
Primo week-end di libertà
In questi giorni segnati dalle polemiche sull'indulto, io ho iniziato a godere della mia riduzione di pena.
Il primo week-end è stato caratterizzato da:
- shopping elettronico di discreto livello (sto iniziando a pormi il problema di un nuovo televisore, ovviamente HD)
- relax assoluto
- iniziare a mettere a posto le cianfrusaglie di rientro da Bratislava
- organizzazione di un percorso dimostrativo di Orienteering all'Idroscalo
- approccio al CruciPeres (altamente negativo)
L'organizzazione all'Idroscalo è andata bene, ci sono stati più partecipanti dell'anno scorso, anche se eravamo in una zona un po' lontana da cuore del viavai. Manifestazioni di questo tipo, come già la "Milano nei Parchi" per le scuole, dovrebbero essere pompate ancora di più per riuscire a promuovere tra i giovani questo bellissimo sport.
Per quello che mi riguarda, il bello è stato il non avere il solito vincolo temporale delle cinque e mezzo (anzi, a quell'ora ho dedicato un solenne gesto dell'ombrello a Autostradale e SkyEurope).
Questa settimana, cene di festeggiamento del rientro.
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venerdì, luglio 28, 2006
A casa, finalmente
E così è finita.
L'esilio slovacco ha visto la sua conclusione.
Il viaggio è volato (scusate il gioco di parole) e la gioia di essere definitivamente a casa ha trovato libero sfogo.
Da domani si torna alle sane e vecchie abitudini, film in italiano, fumetti, pasta decente, e quant'altro.
E per ben cominciare, domenica garetta di orientamento all'Idroscalo. Non mancate!!
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Saluti e Baci
Un'ora e poi ciao, addio, al prossimo progetto. Quando passate in Italia, chiamate, mi raccomando.
Tutto questo sapendo che probabilmente non succederà, che il separarsi cancella molte delle incomprensioni, dei problemi, dei litigi, ma non è che per questo si è diventati pappa e ciccia.
Comunque, gli ultimi saluti mi stanno lasciando uno strano sapore in bocca.
La voglia di tornarsene a casa, di lasciare questo campo di battaglia, sono sempre lì immutati.
Ma il pensiero di lasciare a metà delle cose, di abbandonare gente che dovrà scontrarsi con le castronerie che involontariamente ho fatto, di non essere qui quando il progetto finalmente arriverà a una positiva conclusione (se ce le farà, e io sono abbastanza convinto di sì), beh tutto questo mi lascia con un po' di sensi di colpa, che tutto sommato non dovrei avere.
Sinceramente, non vedo l'ora di essere sull'aereo, rivolto verso casa, dove tutti questi falsi problemi assumeranno un aspetto più semplice da gestire. E dove questa pagina si chiuderà definitivamente (?).
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Belli e Brutti di un anno a Bratislava (1)
Il peggio in assoluto di quest'anno a Bratislava è il non esserci stato quando ce n'era bisogno.
Quando un parente era in ospedale (e quest'anno ci sono passati in tanti), quando un amico si rompeva il femore, quando un'amica aveva problemi di cuore, quando semplicemente qualcuno poteva aver bisogno di un consiglio, una parola di sostegno o soltanto un abbraccio silenzioso.
Qualcosa ho fatto, qualche visita, qualche telefonata, un aereo alle cinque della mattina, molti week-end di corsa a dedicare quindici minuti a tutti quelli che potevo (ma solo quindici e poi ciao, ci si rivede tra qualche settimana), ma ogni tanto penso che non è stato abbastanza.
Spero di recuperare e di farmi perdonare.
Il meglio di quest'anno, l'arrivo di Giorgia, la prima nipote.
Intanto perchè è nata tra il mio decollo da Bratislava e l'atterraggio a Orio, giusto in tempo per darmi la possibilità di vederla subito (è da queste piccole attenzioni che si dimostra quale è lo zio preferito).
Poi perchè ha capito subito come incastrarmi (niente pianti e grandi sorrisoni).
Infine perchè lei ancora non lo sa, ma sarà un'orientista provetta (il lanternino sulla culla, già ce l'ha, la bussola arriverà presto).
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giovedì, luglio 27, 2006
Belli e Brutti di un anno a Bratislava (2)
Ciò che mi ha veramente deluso durante questa esperienza è stato il comportamento della mia azienda.
Attenzione, non sto parlando tanto delle persone che ne fanno parte, quanto delle azioni che alcune di esse, soprattutto qui in Slovacchia, in quanto ricoprenti un ruolo ben preciso, hanno o non hanno fatto, generalmente sulla mia pelle.
L'ultima, in ordine di tempo, cinque minuti fa, quando ho scoperto che il responsabile del progetto da parte della banca non sapeva che domani è il mio ultimo giorno. Ma porca puttana! E' una decisione che le tre sedi coinvolte nel progetto hanno preso quattro mesi fa (centoventi giorni, mica ieri) e non c'è stato un cavolo di nessuno tra quelli responsabili dei piani, delle allocazioni delle risorse, degli status meeting (e sarcazz cos'altro) che si sia degnato di dirlo con un po' di anticipo?!?!?!? (E' vero, avrei potuto farlo io, ma con quale autorità visto che non conto una fava in questo progetto?)
Inoltre, per essere una grande multinazionale con filiali in tutto il mondo, mi è sembrato che sia mancata una visione di insieme del progetto, ogni unità territoriale coinvolta non ha mai cercato di integrarsi con le altre, mirando a prendersi tutti i meriti e tutti i soldi e a scaricare sulle altre colpe e costi, lasciando così i poveri uomini sul campo in balia delle decisioni della banca.
Ad onor del vero, noi italiani (io, l'ammiraglio, il nostro management) un po' ci abbiamo provato a vedere il progetto come fatto da un'unica entità. Però, se da una parte c'è mancata un po' di convinzione a portare avanti questa posizione, è anche vero che a voler stare insieme bisogna essere in due, altrimenti è meglio lasciarsi prima che volino le stoviglie (e qui ne sono volate, eccome!!!).
Per fortuna, in questo esilio ho avuto al mio fianco uno dei migliori compagni di sventura che potessi trovare, l'Ammiraglio.
Sempre allineati e coperti, mai un passo senza prima confrontarsi, a un certo punto siamo arrivati a discutere del fatto che non si poteva continuare ad essere sempre d'accordo al 100% (così, tanto per trovarsi in disaccordo su qualcosa).
L'Ammiraglio è stato il contraltare ai miei alti e bassi, che subisco molto frequentemente, uno sguardo critico sulle mie stronzate, che dico ancora più spesso, e un degno compagno di bevute e mangiate.
Anche molti altri colleghi (o meglio amici), mi sono stati vicini nello spirito e un ringraziamento va anche a loro, perchè se è vero che in quest'anno a Bratislava non c'è stato molto da ridere, quelle poche volte che ci si riusciva, spesso era merito loro.
PS: lo so che esistono posti di lavoro ben peggiori del mio, ma io posso lamentarmi solo di quello che conosco...
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mercoledì, luglio 26, 2006
Belli e Brutti di un anno a Bratislava (3)
Bratislava è una città carina, almeno nella sua parte vecchia.
Soprattutto, si respira la voglia di crescere, di migliorarla, di renderla più vivibile. In un anno che sono stato qua hanno inaugurato un nuovo ponte sul Danubio, rifatto le piazze principali, ristrutturato diversi edifici storici e adesso (purtroppo per le mie orecchie) stanno rifacendo Obchodna, un po' come dire Corso Buenos Aires.
Che l'attenzione sia comunque rivolta alla gente lo noti da molti particolari; per esempio in tutte le piazze ci sono moltissime panchine, spesso ci sono spettacolini o manifestazioni sportive o culturali, il collegamento Wi-Fi gratuito è sempre presente.
Certo, negozi e ristoranti stanno prendendo possesso di quasi tutti i locali in centro, ma se contemporaneamente sostengono queste attività mi sembra uno scambio abbastanza equo.
Decisamente un bel posto dove trascorrere un periodo d'esilio, se non fosse per gli slovacchi (rimanete collegati, se ne parlerà in una delle prossime posizioni della classifica).
Una cosa che mi è mancata moltissimo è stata la possibilità di parlare in italiano, soprattutto il fare battute, doppi sensi, sparare vaccate a raffica. E' vero che a lungo c'è stato ben poco da scherzare, visto come stava andando il progetto, ma è anche vero che sparare una battutaccia, magari anche volgare, nel momento di massima tensione mi ha sempre aiutato a mettere le cose nella giusta prospettiva.
Per un anno, tutto questo mi è stato vietato (con l'esclusione dei week-end dove diventavo un autentico Kalashnikov di minchiate).
Credo che per rientrare nella vecchia media, mi ci vorranno diversi mesi a ritmo sostenuto.
Poi non dite che non vi avevo avvisato...
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Spazio, ultima frontiera del turismo
Come sempre d'estate spuntano le notizie inutili.
Repubblica è riuscita a metterne vicine due che prese singolarmente si guadagnano un bel chissenefrega a ventiquattro carati, ma complessivamente aprono uno scenario molto curioso.
La prima riguarda l'attenzione crescente verso il turismo spaziale. Attualmente il costo è un po' altino (ventisette milioni di euro) ma sono fiducioso che presto arriveranno compagnie low-cost. Certo per arrivare sulla luna dovrai fare uno scalo su Titano e aspettarvi dodici cicli gioviani, ma il tutto ti costerà solo quindici euro più tasse e contributo carburante.
La seconda riguarda le problematiche del fare sesso nello spazio. Elevata sudorazione, difficoltà di movimento, scarsa pressione sanguigna e conseguente ridotta erezione sarebbero ostacoli non secondari a una soddisfacente rapporto.
Secondo me, sotto queste ipotesi, il turismo spaziale non ha un grande futuro. Nel rapporto prezzo/prestazioni mi sembra che la Thailandia continui ad essere più conveniente...
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Strike!
Non parlo dello sciopero di oggi dei Farmacisti (che a quanto pare è illegittimo) o quello di settimana scorsa dei tassisti (che forse non era illegittimo, ma secondo me non era neanche giusto).
Ieri sera siamo andati al Bowling (gli inglesi, con più precisione, lo chiamano 10-pin Bowling, perchè evidentemente ce ne sono anche altri). Sapevo da ottobre che c’era questo posto, ma non l’avevo mai proposto per paura che la mia spalla si ribellasse (e non sarebbe bello proporre una cosa e uscirne con un arto staccato...).
A posteriori posso dire che è stato un peccato. La spalla mi ha dato sì qualche fastidio ma in poco tempo sono riuscito a prenderle le misure e tirare normalmente.
Erano sei o sette anni che non andavo a un bowling, ma devo dire che me la sono cavata abbastanza bene, comunque sui livelli di un tempo.
Nella prima partita, sembrava che fosse l’anzianità e l’esperienza collegata a guidare il gioco. Bill e Donald a giocarsi la vittoria sopra i centocinquanta punti, io intorno a cento e le figlie di Bill a prendere di mira i canali esterni.
Nella seconda, i vecchi hanno accusato un calo (di mira, di fortuna, non lo so), le novelline hanno improvvisamente capito come tirare (anche se i tiri di Claire erano talmente lenti che nell’urto con i birilli era la boccia che rischiava di uscirne male) e la partita è stata molto più equilibrata.
Dato che, come il buon John Belushi insegna, quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, posso confermare che Sarah è proprio una bella ragazza (voto nove, cinque anni in più e sarebbe dieci) e che, nonostante questa distrazione, ho vinto io all’ultimo tiro.
Una considerazione a margine.
Una caratteristica del mio bowling è sempre stata (e anche ieri si è confermata entrambe le volte) quella di riuscire a fare strike o spare all’ultimo tiro per ottenere il tiro supplementare. Visto che il costo della partita è lo stesso sia che il tiro supplementare lo si faccia sia che non lo si faccia, si tratta del classico caso di braccino corto. Però di precisione.
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martedì, luglio 25, 2006
Belli e Brutti di un anno a Bratislava (4)
Una cosa bella dello stare a Bratislava è la possibilità di vedere da lontano e con occhi diversi quello che succede in Italia. La convinzione che la situazione reale non sia come la dipingono i media è abbastanza radicata in me, ma vedere come le notizie vengono date all'estero lo conferma.
In più la cosa è disintossicante, non vedere tutti i giorni tizio che replica a caio che replica a sempronio per argomenti assolutamente irrilevanti solo per poter dire che il mio schieramento è veramente democratico mentre il tuo è disfattitsta e bugiardo aiuta a collocare i problemi nelle giuste caselle.
Anche il mondiale, visto da qua, è stato più tranquillo, senza gli eccessi nel creare l'attesa, nel celebrare i risultati, nell'esaltare la festa.
Di contro, una cosa brutta (legata proprio alla lontananza) è stata questo pendolarismo di lunga percorrenza.
Per carità, il mondo è pieno di pendolari (vedi la Cri, che probabilmente è messa ben peggio di me) e comunque è meglio un week-end di corsa (orientistica o no) con gli amici e la famiglia che un week-end tranquillo da solo.
Comunque, l'ansia del tempo contato, i casini per gli amici quando per riuscire a organizzare il tutto bisognava prevedere partenze antelucane, passaggi forzati per Orio e quant'altro, hanno notevolmente abbassato la mia qualità della vita.
Se poi ci si aggiungevano i ritardi dei voli (a volte anche quattro ore...), il quadro era completo.
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lunedì, luglio 24, 2006
Belli e Brutti di un anno a Bratislava (5)
In questi ultimi cinque giorni di esilio bratislavo, mi capita spesso di ripensare a quest'ultimo anno e ciò che di bello o di brutto mi ha portato.
E così, eccovi una classifichina delle cinque cose brutte e delle cinque cose belle avvenute in quest'anno, così come le ho viste dalla posizione in cui ero.
Oggi vediamo cosa c'è in quinta posizione.
Di bello, le ragazze slovacche. Non che le italiane siano brutte, anzi, generalmente le ragazze italiane veramente belle sono mille volte meglio delle slovacche. La differenza è la media, che qui è decisamente elevata. Il torcicollo a furia di voltarsi e la muta di ormoni formato pantegana sono stati due rischi che sono riuscito a scongiurare facendo ricorso a tutte le mie doti ascetiche.
Magari ci sarebbe un po' da lavorare su come si vestono (tutti i maschiacci mi faranno notare che è più importante come si s-vestono)
Di brutto, la cucina slovacca (se escludiamo la carne). Dopo alcuni esperimenti suggeriti dal buon Miro (che infatti dopo non è più venuto a pranzo con noi) e miseramente falliti (specie di torte salate, ma dolci, spiedini al forno fatti su nella pastella fritta, specie di gnocchi con una crema di latte acido che ha richiesto poi litri e litri di acqua per riportare la gola a un livello di secchezza non sahariano), lo stomaco ha diretto il sottoscritto verso due semplici scelte: carne alla griglia o propria cucina.
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Troppo difficile
Sta per arrivare il nuovo CruciPeres, il cruciverba impossibile di Ennio Peres (famoso esperto di giochi, enigmistica e simili).
Per me sarà il terzo anno che proverò a farlo, spero con risultati migliori dei precedenti (neanche le sigle ho completato...).
Se qualcuno è interessato a provare la soluzione e vuole condividere l'impresa con il sottoscritto (io ti passo un'orizzontale, tu in cambio mi risolvi una verticale), mi contatti, tanto non c'è nulla in palio se non l'onore, e quello se lo contendono i campionissimi italiani di cruciverba.
Stasera, per fare un po' di palestra, tiro fuori un vecchio Bartezzaghi...
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L'ultima volta
“Prozim?”
“Janackova Ulica, please”
“One moment,please”
E cominciano ricerche sulla mappa della città, richieste ad altri tassisti, telefonate in centrale, finchè non si capisce dove cavolo è sta via di m…a. (Ma caspita, è in centro, proprio a quattrocento metri dalla piazza principale, è solo una traversa un po’ nascosta!).
Ieri sera è stata l’ultima volta di questa trafila.
Come è stata l’ultima volta del volo Skyeurope NE 367 per Bratislava, il controllo documenti del “M. Stefanik Letisko”, e tutte le cose che caratterizzavano questo volo.
Pensavo che le avrei vissute in maniera diversa, quasi osservandole in slow-motion per cogliere il più piccolo particolare.
Invece no, la ormai raggiunta normalità di questo pendolarismo aereo ha cancellato ogni sentimento. Il desiderio di arrivare a destinazione il più presto possibile ha vinto su tutto.
Ora comincia l’ultima settimana, con una tabella di marcia ormai stabilita e alquanto intensa. Mi sembra di essere tornato all’ultima settimana di militare (anche se in realtà, allora il congedo era di mercoledì, tre giorni dopo l’ultima licenza), l’unico pensiero fisso sul viaggio di rientro.
Il rientro alla normalità.
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Rat-man
L’ultimo numero di Rat-man è spettacolare.
Con “Come dice Freud: «Chi cita, ha bisogno di fare sesso»” comincia una storia stand-alone, piena di battute, citazioni e doppi sensi da richiedere almeno una seconda lettura per apprezzarli tutti.
Tutto ruota sulla solitudine degli uomini e la soluzione che molti di loro (tutti?) trovano a tale problema: la masturbazione.
Tutti i luoghi comuni vengono presi di mira, tutte le situazioni classiche vengono dissacrate (“La masturbazione mi ha sempre fatto molta compagnia. Certo, molte persone per non sentirsi sole comprano un cane. Ma i cani non hanno il pollice opponibile. E quando lo scoprono, li abbandonano in autostrada”).
Per chi non è avvezzo allo stile di Leo Ortolani e non ha mai letto Rat-man, questa è un’ottima occasione per farsi quattro risate di puro gusto.
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Kyashan, la rinascita
Signori, ecco a voi un autentico PACCO.
Venerdì sera, appena atterrato, ho ricevuto un invito ad andare al cinema, ma la Farah mi ha consentito di scegliere cosa vedere. Nella tristezza estiva del programma della Bicocca, attratto dai ricordi di gioventù davanti al cartone animato (il cyborg, il cane robot, la mamma cigno meccanico, l’eroe odiato dall’umanità in quanto non più umano...), ho proposto questo film, sperando di rivivere le emozioni del bambino che ero (e che ancora sono). Per citare i classici, “La sventurata rispose”. (Va bene, Farah. Con questo pareggiamo il famoso risotto con le fragole...).
Il film in realtà non c’entra molto con il cartone, anche se ci sono ogni tanto alcune citazioni: il cane Flender (anche se non è un robot), il casco usato nella serie animata (che viene distrutto nel primo combattimento), i robot dell’armata dei cattivi (cattivi?).
La trama scorre con una lentezza degna dei migliori film russi, ripetendo gli stessi concetti più volte (a volte addirittura nello stesso dialogo), oscillando tra la denuncia dell’inutilità della guerra, la violenza legata alle discriminazioni di ogni tipo, il desiderio di mantenere costantemente in vita la propria amata e il desiderio dei figli di ribellarsi ai genitori per plasmare un mondo nuovo.
La confusione di tutti questi elementi non poteva che essere risolta in un solo modo, ormai classico nella fantascienza giapponese (Akira!?!), una bella mega esplosione purificatrice, che lascia soli i protagonisti di fronte a loro stessi per la resa dei conti finali (con alcune sorprese, che in fondo sono l’unica cosa salvabile di tutto il film, e altre cose così scontate che veniva da urlare), dalla quale non si salva nessuno (vi dico come finisce così vi passa ogni residuo desiderio di andarlo a vedere).
In pratica, due ore e mezzo di noia, con uno stile visivo dove i colori erano spesso così intensi da dare fastidio, alternati a scene sgranate per dare l’impressione delle cose passate.
Lo spettacolo ha iniziato ad essere divertente nell’ultimo quarto d’ora, quando l’incredulità e la sopportazione del pubblico in sala hanno lasciato il posto all’ironia.
L’apoteosi mentre esco e scorrono i titoli di coda.
Un tizio sta rispondendo alle domande delle sue vittime (nella mia testa, ogni gruppo di spettatori ha un colpevole, magari con delle attenuanti, come il sottoscritto, e una o più vittime) che non hanno capito nulla del film, esordendo con “Alla terza volta che l’ho visto, ho finalmente capito che...”. Io mi fermo a guardarlo incantato. Lui se ne accorge e si bulla di ciò con le sue vittime (c’erano fanciulle e quindi bullarsi aiuta il cucco). Io mi avvicino e lui insiste con il bullarsi. “Ma scusa, ma davvero hai visto questa roba TRE VOLTE?!?!?” “Sì, una volta anche in inglese!” “Complimenti! Un bel coraggio!!!!” E me ne sono andato (avrei anche potuto infierire sul fatto dell’inglese o sul fatto che non erano necessarie tre visioni per capire, ma mi sono trattenuto), lasciandolo lì un po’ basito.
Ribadisco, evitate questo film come la peste...
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giovedì, luglio 20, 2006
Problemi di rete
Per tutta la giornata la rete in ufficio è stata instabile e non mi ha permesso di aggiornare il blog (il post sulla casalinga depressa doveva essere pubblicato stamattina...). Per carità, una rete wireless instabile, ma gratuita è sempre meglio che niente a pagamento (poi ci sono anche i lavori in strada che creano disturbi...).
Ora sono quindi in "Primacialne Namestie", un po' come Piazza della Scala, ma più piccola, dove esiste un altro hot-spot gratuito a fare il punto della giornata (e poi noi saremmo quelli evoluti...)
- La fine dell'esilio è sempre più vicina (Mute le due cifre, per dirla alla militare). Oggi Judita è venuta a chiedermi lo stato delle attività a me assegnate; quando ha saputo che domani inizio l'ultima si è lanciata in una serie di consigli (molto utili, per carità) che però si scontravano con un disturbo grossissimo sul canale trasmissivo ("Venerdìfiniscovenerdìfiniscovenerdìfinisco....").
- Ho letto con piacere che, dopo Del Piero, anche Buffon e Nedved sarebbero (condizionale d'obbligo) disposti a rimanere alla Juve anche in B. Al di là del lato economico (che non è mai secondario e che potrebbe segnare l'ultima parola), ritengo positivo che in una squadra le colonne portanti siano comunque fedeli ai colori che hanno dato loro tanto
- Allo stesso modo non ritengo negativa la scelta di Cannavaro ed Emerson di andare a Madrid; in fondo erano alla Juve solo da poco e, per quanto importanti e bravi siano stati nei risultati (purtroppo cancellati) degli ultimi due anni, non si può dire che siano delle bandiere della squadra (e quindi è meglio che la Juve realizzi dalla cessione del loro cartellino)
- Pamela Anderson si sposa, Carmen Electra si separa, quindi il conto di gnocche rifatte libere ma inarrivabili ai comuni mortali si mantiene inalterato
- Pranzo con Barry, lui purtroppo non finisce l'esilio e rimpiange quando lavorava da Milano (va bene Barry, ti penserò un po' quando lavorerò da Milano...)
- Le signorine allo stand della T-Com vestite come infermiere fanno alquanto sesso
- Alcune di quelle che passano di qua (come quella seduta nella panchina di fianco a me), anche di più
Domani, quarantotto del congedante (sempre per fare il parallelo con il militare).
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Casalinga depressa
Questi ultimi giorni slovacchi si trascinano stancamente tra il caldo dell'ufficio e l'apatia post-lavorativa.
Diversi colleghi americani lasceranno il progetto alla fine di luglio, pochi giorni dopo di me e quindi sono tutti concentrati sui propri bagagli.
Ieri sera quindi serata da casalinga depressa:
- l'esperimento con il pesce al gratin ha avuto risultati poco incoraggianti (pesce mangiabile, gratin da buttare)
- però mi ero portato a casa il gelato
- in televisione c'era Ally McBeal, peccato fosse in ceco (la puntata più o meno me la ricordavo, ma i dialoghi no)
- quindi mega-ronfatona mentre la lavatrice andava
- ho iniziato a preparare i cataloghi delle mie collezioni (CD, DVD, Fumetti) ovviamente partendo da quello più semplice e meno impegnativo, cioè i Fumetti
- a proposito, se qualcuno di voi ha il mio vecchio foglio excel con la lista dei miei DVD, se me la manda mi fa un favore (la mia copia si è persa nei guasti dei miei PC)
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mercoledì, luglio 19, 2006
Il mio vicino Totoro
Ieri sera ho tirato fuori dalla mia scorta di DVD questo vecchio film di Hayao Miyazaki (in versione inglese perchè, non si sa bene per quale strana strategia di marketing, in Italia tale DVD è M.I.A. al pari di “Nausicaa della Valle del Vento”).
Una fiaba leggera, ma non banale. Allegra, nonostante non tutto nel film lo sia. Insomma, un Miyazaki, che se dal punto grafico (comunque molto buono) forse non ha ancora raggiunto la maturità de “La Principessa Mononoke” e dei film seguenti, dal punto della storia ha già collaudato ampiamente quel suo stile, valido per tutte le età, con diversi livelli di lettura e un alone di fantastico che fa da collante.
La storia è molto semplice.
Mei e Satsuki, due bambine di quattro e otto anni, si trasferiscono insieme al padre in una casa al bordo della foresta. L’esplorazione della casa, che sembra infestata, e del bosco circostante portano prima Mei e poi anche Satsuke all’incontro con Totoro, uno spirito del bosco a forma di scoiattolone gigante (o almeno a me sembra così) che dorme, russa, mangia le nocciole e suona l’ocarina durante la notte (ma soprattutto che nessuno vede se lui non vuole). Insieme a lui, le due bambine affronteranno diverse esperienze, ma soprattutto supereranno un momento difficile legato alla malattia della madre, ricoverata da tempo in ospedale.
Come già “Kiki’s Delivery Service”, questo è un film sul crescere, sull’affrontare le difficoltà della vita e forgiare la propria personalità. In questo caso l’attenzione è sul rapporto tra le due sorelle, sul sostegno reciproco, sulle incomprensioni e sul rinforzare il legame una volta che queste siano state rimosse.
Ma è anche (e soprattutto) un film che ti tiene avvinto grazie a un’atmosfera unica che solo il Maestro indiscusso dell’animazione giapponese riesce a creare ogni volta.
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martedì, luglio 18, 2006
Ambasciatrice di pace
Pare che l'attrice Kate Hudson abbia fatto precipitare un elicottero militare semplicemente sfoderando il suo bikini (neanche nuda era, povero esercito statunitense...).
Mi vengono in mente alcune cose:
1. il fatto che d'ora in poi la chiameranno Kate "Scud"son
2. il robottone Venus Alfa che in Mazinga abbatteva i nemici con missili che fuoriuscivano dalle tette
3. il probabile dialogo tra i piloti prima dell'incidente
"Guarda, Ken, c'è Kate Hudson in bikini!"
"Accidenti, Paul, ho un sovraccarico alle pale! Si sta sollevando!"
"Tienilo giù! Tienilo giù!"
"Non ce la faccio! La pressione è troppo elevata!"
"Pensa a una cosa triste! Pensa a George W.!"
"Aiuto! Si abbassa troppo velocemente! Ho perso il controllo!! Precipitiamo!!!"
Crash!!!!
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2:00 PM
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Cosa bloggherò da grande ?
Aprendo questo mio blog, mi ero dato due mesi come termine per una prima verifica dei risultati, coincidente con il mio rientro da Bratislava.
Snic ha però sollevato il problema con qualche giorno di anticipo, sia con un commento ad un post precedente, sia con una mail privata piena di complimenti largamente immeritati e di spunti molto interessanti.
La domanda fondamentale che mi viene posta e che mi “posto” spesso anch’io è se una volta rientrato a Milano sentirò ancora la necessità di scrivere su questo blog invece di usare mezzi più convenzionali come il telefono, le chiacchiere davanti alla macchinetta del caffè, etc.
La risposta è “non lo so, spero di sì”.
Questo blog è nato quando sono rimasto l’unico italiano nel progetto a Bratislava e comunicare i miei pensieri si è rivelato molto complesso (e potenzialmente costoso grazie alle tariffe del roaming). Esempi di blog molto riusciti mi scorrevano nella barra dei feed e questo mi ha dato una spinta in più a concretizzare un progetto che erano anni che stava nel ripostiglio delle scope.
Devo ammettere che non pensavo sarei stato così fedele. A volte, per essere sicuro di cogliere l’attimo anche senza essere collegato a Internet, scrivo il post su un pezzo di carta o su Word e poi lo posto il giorno dopo. E comunque, a rileggerli i miei post in seguito, non sono mai soddisfatto di ciò che ho scritto, avrei sempre scritto qualcosa di più, di meno, di diverso...
Sicuramente mi aiuta molto il fatto che il lavoro qui non è più così prioritario da occupare tutto il mio tempo e i miei pensieri.
Al rientro a Milano tante cose cambieranno e nel primo periodo potrebbe essere complesso aggiornare il blog (sarò anche in ferie per un mese...). Ma proprio perchè tutto cambia, vorrei mantenere traccia di questi cambiamenti su un posto dove rileggerli più avanti e raccogliere i commenti degli amici, anche quelli che di solito non scrivono (mi raccomando, gente, commentate, commentate).
Quando guardo le statistiche di accesso al blog e vedo indirizzi legati a persone che conosco (Mr. Merck, Ms. Provincia di Milano, Mr. Intesa, etc.) mi dico che tutto sommato qualcuno che è interessato a quello che dico e faccio c’è e anche se non avrò il numero di accessi di Beppe Grillo considero questo un motivo per continuare a scrivere (nonostante lo sguardo pieno di disapprovazione di mia madre quando gliene parlo).
Quando poi vedo collegamenti da USA, Canada, Filippine e Australia, tipicamente di gente che capita per caso da ricerche su google di argomenti che ho casualmente trattato, spero che quelle due vaccate che ho scritto possano essere loro servite, se non altro per farsi una risatina.
Al prossimo post.
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lunedì, luglio 17, 2006
Melandri e Rossi
Stavolta parlo dei piloti. Ho visto gli ultimi tre giri della MotoGP ieri. Ragazzi, che spettacolo! Prima o poi Melandri ce la farà a battere Vale, ma dopo una battaglia così non è che poi il risultato sia fondamentale!
Altro che quella noia della Formula 1 (comunque forza Ferrari!)
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10:40 AM
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Il matrimonio del secolo
E così sabato c’è stato il matrimonio tra il Bramby e la Titti. Dopo anni a rispondere alla domanda “Ma quando vi sposate?” con un generico “A luglio” (senza specificare di quale anno), il minimo che potevano fare era sposarsi a gennaio. E invece no! Fedeli alla linea, il 15 luglio, sulle rive del Lago di Como, la cerimonia si è concretizzata. Lo sposo era emozionatissimo, la sposa forse un po’ meno, ma mi è stato difficile capirlo (ha parlato pochissimo, cosa per lei anormale).
Mi sono piaciuti molto il tono con cui lo sposo ha pronunciato le frasi di rito (il Playboy della Brianza mantiene intatto il suo stile anche sotto pressione...), il discorso della sorella dello sposo dopo la comunione, le musiche (violino, organo e voce) di accompagnamento, le letture (le stesse scelte per il mio ai tempi) e l’omelia (strano per me).
La solita impressione strana nel vedere gli orientisti in abiti eleganti invece che le solite tute sbrindellate da gara (tra la Martina coi tacchi e il Luca con i pantaloni lunghi non so chi fosse più fuori dai soliti canoni da gara) e l’invana ricerca di facce che avrei pensato di riconoscere dai tempi di Comitsiel hanno completato l’evento.
Devo essere sincero, ogni tanto tremo al pensiero di come possa venire su un figlio di cotanti genitori campioni di stranezze. Ma una cosa è certa, se sarà orientista, sarà elite.
Purtroppo il limitato tempo del mio week-end Bratislava-free (il penultimo, fortunatamente) non mi ha consentito di partecipare al pranzo, ma se qualcuno vuole riempire questa lacuna è il benvenuto.
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La condanna della Juve
Venerdì, mentre il mio volo faceva tre ore di ritardo, veniva emessa la sentenza per Moggiopoli. Non so cosa dire (giornalisti molto più capaci di me hanno detto tutto e il contrario di tutto). L’unica cosa che mi lascia senza parole è come siano riusciti a dare la punizione massima, facendola sembrare una cosa meno dura.
Mi spiego meglio. La B con trenta punti di penalità è, secondo me, peggio della C-1. In quest’ultimo caso, infatti si può ipotizzare in due anni un ritorno in A (essendo molto bravi, ma non eccezionali). Con i trenta punti di penalità invece, c’è il rischio serio (visto anche chi gioca in B quest’anno) che il primo anno si finisca in C-1 e quindi il ritorno in A si ha un anno dopo.
E’ vero che l’appello probabilmente ridurrà un po’ le pene e che quindi l’anno B diventi un po’ più abbordabile, ma nonostante ciò mi sembra che si sia un po’ esagerato (sarà che son juventino).
L’altra cosa effettivamente è che si son colpite molto le squadre (responsabili oggettivamente e non direttamente) e pochissimo le persone (con l’eccezione di Moggi e Giraudo).
Con la fuga all’estero di molti pezzi da novanta della nostra nazionale (non lo sapevo, ma la squadra campione del mondo non è più qualificata di diritto all’edizione successiva), vedo poi il lavoro del nuovo CT (in bocca al lupo) complicato ulteriormente.
Oh, per carità, la Juve probabilmente merita la serie B per aver tentato di falsare il campionato, ma non sono così sicuro che si stia facendo veramente giustizia e pulizia nel mondo del calcio.
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giovedì, luglio 13, 2006
La sorella di Zidane
Pare proprio che sia lei l'artefice della vittoria dell'Italia ai Mondiali, tramite commenti poco gentili di Materazzi nei suoi confronti e conseguente reazione rabbiosa di Zizou.
Se è vero che fa la modella e che la frase incriminata riguarda la preferenza di Materazzi verso il togliere a lei la maglietta invece che al fratello, non vedo cosa ci sia di strano o da reagire in maniera così esagerata (certo, il pensiero di Materazzi che entra in famiglia può far rabbrividire una persona a modo come la signora Zidane).
Poi tutto questo scandalo per qualche parolina un po' pesante non lo capisco mica. Durante una partita di pallone o di qualunque altro sport che preveda un contatto ravvicinato tra gli avversari volano parole grosse per distrarre l'avversario.
Quando giocavo a pallacanestro (ormai vent'anni fa), una volta stavamo prendendo una sonora lezione da una squadra di vecchietti (bravi, per carità, ma comunque con minore tenuta di noi giovani virgulti) in cui il punto di forza era un ragazzone (l'unico giovane) alto due metri e largo altrettanti che faceva il bello e il cattivo tempo in area. Al che il nostro specialista in risse (perchè in quasi tutte le squadre ce n'è uno) durante una serie di tiri liberi gli disse: "Quella ragazza sta con te ?" L'incauto ragazzone rispose di sì. "Bel tr...ne!!". Ovviamente la reazione fu immediata, il ragazzone venne espulso e noi vincemmo la partita. Ma la provocazione era talmente evidente che solo un babbeo poteva cascarci.
Che poi esista gente che sia particolarmente sensibile a come si parla della propria madre o sorella, questo succede. A militare (ormai dodici anni fa) ci si era specializzati nel far accidentare il nostro commilitone Bolognesi con semplici riferimenti alla sorella (in questo caso non era necessario essere volgari, si arrabbiava anche se dicevi solo che era carina). Ma lui almeno si limitava a qualche insulto e poi se ne andava.
La violenza per proteggere la virtù della sorella da una semplice battuta, anche se volgare, proprio non la capisco, forse perchè (se escludiamo la famosa gaffe di Destro) nessuno mai si è lasciato andare a commenti volgari sulle mie sorelle in mia presenza.
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Tempo ripreso
Il verdetto finale è (come mi aspettavo e come in fondo era più corretto) quello di rimanere qui fino alla fine del mese. Venerdì ventotto sarà l'ultimo giorno di questa esperienza slovacca.
Poi ferie e a settembre si ricomincia con l'attività a Milano, con le facce giovani e simpatiche di Assago, con il parlare italiano, insomma con una vita più a mia misura.
Stasera però devo riempire il frigorifero, altrimenti a stomaco vuoto non ci arrivo alla fine del mese.
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Tempo sospeso
Proprio mentre sto scrivendo si dovrebbe decidere sullo sconto di pena.
Ovviamente la voglia di lavorare è sotto il livello del mare (almeno lei sta fresca...).
Ieri sera ho raccattato tutte le cose da mettere in valigia e sono arrivato alla conclusione che pagherò un notevole eccesso di bagaglio. Libri che non ho letto, fumetti che hanno fatto la polvere, DVD che hanno atteso invano di essere visti. Ovviamente tutto quello che invece ho letto, sfogliato, visto è già tornato a casa, ma dato che quando preparavo le selezioni per passare il tempo non sapevo cosa avrei avuto voglia di fare (senza considerare l'effetto colleghi, quello cinema e quello TV), la casa si è riempita di cose che avrei potuto tranquillamente lasciare a Milano (se non addirittura sul banco del negozio).
Ieri sera, comunque, ho cercato di smarcare alcune letture sospese.
L'ultimo numero di Brad Barron (discreto, ma adesso aspetto la trilogia conclusiva), quello di Julia (sul solito buon livello, anche se i disegni non mi esaltavano), il malloppazzo di Altrimondi (collezione di varie storie fantastiche, erede spirituale del vecchio Zona X).
La testa comunque non s'era molto e non me li sono goduti fino in fondo. Recupererò al rientro...
E intanto il matrimonio del secolo si avvicina...
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mercoledì, luglio 12, 2006
In attesa della sentenza
Mentre l'Italia intera si riprende dai postumi delle celebrazioni calcistiche attendendo e discutendo del processo su Calciopoli (amnistia, colpo di spugna, clemenza della corte), il sottoscritto attende un'altra sentenza, per quanto piccola e poco significativa possa sembrare.
La fine del mio esilio slovacco si avvicina (data massima trentun luglio p.v.), ma uno sconto di pena potrebbe essere deciso in questi giorni. In pratica, saprò domani se finisco venerdì.
Le sensazioni sono contrastanti.
Da una parte tornare definitivamente a casa è quello che desidero da diversi mesi (specie da quando l'ammiraglio è partito), dall'altra c'è però il fatto che lascerei improvvisamente il gruppo praticamente senza salutare e senza finire i task che mi erano stati assegnati e questo dopo tanta fatica per ricostruire un rapporto umano decente mi seccherebbe un po'. E' proprio vero che ogni tanto sono proprio incontentabile.
Non so ancora quale sarà la decisione finale, ma intanto stasera lavatrice e pulizia della casa.
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martedì, luglio 11, 2006
Letture varie
Mi sono reso conto che in quest'ultimo periodo non ho dedicato molto tempo alla lettura, ma soprattutto a scrivere sul blog le impressioni derivate dalla lettura.
Provo a recuperare.
Il libro che avevo con me ai WMOC (e che dovevo condividere con la Roby) è "Il segreto del Graal", il libro che avrebbe ispirato "Il codice da Vinci". Devo dire che non mi sta piacendo, in parte perchè sapendo già i risultati il tono da inchiesta mi indispettisce un po' (ma questa non è colpa del libro), in parte perchè la storia non è mai stata la mia materia preferita, ma soprattutto perchè mi sembra che gli elementi a sostegno della teoria siano descritti in maniera molto debole e che quindi il tutto non solo non sembra vero ma nemmeno verosimile.
Il weekend a Milano invece ha visto il solito passaggio da Camilla alla Borsa del Fumetto. Erano tre settimane che non passavo, quindi ora sono carico di una bella trentina di comics.
Ho smarcato subito Amazing Spider-man con le conseguenze del suo coming out; la storia sta prendendo piede in maniera molto intrigante, peccato che dovrò aspettare quattro mesi per vederne la fine.
Una storia che sta arrivando alla fine (forse) è invece quella di Daredevil. Matt Murdock è stato messo in carcere per i reati commessi da Devil e le reazioni dei criminali da lui catturati non si sono fatte attendere. Aggiungete il Punitore, Kingpin e Bullseye, un ritmo incalzante e avrete una storia da non perdere assolutamente.
L'unica cosa che non capisco è perchè tutto l'universo Marvel debba per forza girare intorno al problema di svelare le identità segrete dei suoi supereroi.
Altre storie (F4, Hulk, Xmen) nei prossimi giorni...
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Gioventù musicale
Devo assolutamente trovare il modo di vedere Vh1 al mio ritorno in Italia!
Il canale fa parte del network di MTV ma dedica ampio spazio alla musica di quando ero un bimbetto con molti più capelli e molta meno pancia (anni ottanta e novanta, tanto per essere chiari, quelli al di là dell’abisso generazionale).
Ieri sera, per esempio, c’era una trasmissione tributo a quattro bandettine che hanno provato a fare Hard Rock con qualche risultato quando andavo al liceo. Vi dicono niente i nomi Queen, Judas Priest, Def Leppard e Kiss ?
Lo spettacolo fa sempre quel po’ di tristezza che viene vedendo Brian May con la pancia (problema che sento molto mio in questo periodo) e Gene Simmons che finge di essere ancora un ventenne (come faccio io tutte le domeniche che corro), pensando che Freddie non c’è più e quel idiota che c’è al suo posto (neanche ricordo il nome) non ha la metà della sua classe.
Però, porca miseria, le canzoni sono ancora lì, forti e giovani come se non avessero trent’anni sulle spalle.
Quello che non ho mai capito della musica Rock è perchè le groupies che si vedono in televisione sono tutte delle gran gnocche, mentre quelle che vedevo io ai concerti erano autentici cessi. Forse dovevo stare più vicino al palco...
Poi, per chiudere degnamente la serata, è partito Vh1 Rocks, striscia quotidiana di mezzora a tutto rock (ieri, tanto per gradire, Nirvana, Led Zeppelin, Motley Crue, AC/DC).
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lunedì, luglio 10, 2006
Cose divertenti a lato del WMOC
Finora ho parlato solo delle gare, che per carità erano il cuore e la ragion d'essere di queste ferie.
Ma tante piccole cose sono accadute intorno a questo evento, molte delle quali hanno avuto in me solo il testimone. Le elenco in ordine sparso:
1. la Roby ha ricevuto spesso e volentieri accoglienze calorosissime da personaggi qualunque dell'orientamento italiano e svizzero (baci e abbracci dal Presidente della Fiso, saluti e chiacchiere con l'allenatore della nazionale svizzera, giusto per fare due esempi)
2. io, in compenso, sono stato più volte interpellato da orientisti ceki che vedendo l'auto noleggiata con targa BA (Bratislava, non Bari) pensavano fossi un fortissimo atleta slovacco ("I'm sorry. I'm not Slovak. I'm Italian" e l'espressione subito cambiava a significare "Tu pofera mertaccia coza fenire a fare qui ?")
3. il modo migliore per fare defaticamento è risultato essere la visita all'Outlet di Parndorf (e io che ero sempre riuscito ad evitare Serravalle e Vicolungo...), dove la Roby, nonostante problemi fisici e la stanchezza dopo gara è riuscita a fare il giro completo in poco più di un'ora e mezzo
4. il miracolo di venerdì, con la Roby che parte per la finale alle 12.24 e noi che riusciamo ad essere alle 16.00 all'aeroporto di Bratislava a restituire la macchina, con la Roby che passa il traguardo e senza fermarsi arriva di corsa al parcheggio dove l'aspettavo con il motore pronto e via con tempi degni di Schumacher (salvo poi perdersi in zona aeroporto alla ricerca del distributore di benzina)
5. le risposte pilatesche dell'oranizzazione quando il giorno prima abbiamo chiesto se era possibile anticipare la partenza della Roby ("in fondo è solo la finale B" diciaqmo noi, "It's the world championship" rispondono loro), ma soprattutto quando abbiamo chiesto se era possibile arrivare in macchina alla zona del ritrovo per evitare un chilometro a piedi più dieci minuti di bus per arrivare al parcheggio a valle ("Non pozziamo tirle ze è pozzibile, ma non kredo ke nezzuno le tirà nulla, feda un po' lei")
6. la maglietta del WMOC taglia 2, per bimbi/e che, se tutto va bene, vi parteciperanno tra 33 anni (io nel dubbio l'ho presa per mia nipote, la madre ha apprezzato il regalo perchè tanto sarà utilizzato ed eliminato prima che lei sia in grado di intendere e di volere)
7. tutti che chiedevano del Galletti, un po' perchè è difficile vedere me o la Roby a una gara senza di lui, un po' perchè era proprio il suo terreno, un po' perchè così se la può menare ancora un pochettino
8. l'inno del WMOC, di una bruttezza rara, anche se avevo temuto una cosa in stile pseudo lirico, stile Il Divo per i Mondiali
9. l'unico iscritto della M+90 (novantadue anni come la mia nonnina) ce l'ha fatta, e probailmente è andato più veloce di me (non ho avuto il coraggio di guardare i tempi). Chapeau!
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Pierlabi
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Il valore del Park Race
Ho controllato la classifica e ho provato ad estrarre il fattore Park Race.
In pratica la gara in città mi è valsa sei posizioni, ma la cosa bella è che di queste solo cinque sono di persone che non hanno partecipato alla PR. Il sesto è uno che nei tre giorni di bosco ha fatto meglio di me, ma non abbastanza per recuperare lo svantaggio inflittogli in città.
Questo aumenta di un pochetto la mia ulteriore sensazione positiva sulla gara di Wiener Neustadt.
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Pierlabi
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Dove eravamo rimasti ?
La mia cronaca delle gare al WMOC si è interrotta al model event.
Dovrei quindi riassumere gli eventi successivi, ma preferisco partire dalla fine, cioè dal risultato finale. Devo dire che sono abbastanza soddisfatto della mia prestazione e molto soddisfatto di aver ritagliato una finestra per andare a fare queste gare. I posti erano molto belli, le gare molto tecniche, il tempo è sempre più migliorato, l'unica cosa che rivedrei (forse) è l'idea di fare avanti e indietro da Bratislava tutti i giorni (con l'eccezione di venerdì quando era tecnicamente impossibile).
Ma passiamo alle gare nel bosco.
Martedì gara a Bad Fischau, poco più di otto kmsf su quattordici punti, tempo finale un’ora e ventidue, per i miei standard un buon tempo. Prima parte scorrevole, con poco dislivello e molto tecnica. Un errore alla due da qualche minuto e poca precisione in un paio di punti. Alla cinque ho deciso di passare a scelte più sicure anche se un filo più lunghe e da quel momento è andata meglio. Anche perchè la gara è diventata molto fisica e poco tecnica: la tratta sette-otto era composta da una dozzina almeno di curve di livello su per la massima pendenza (il punto poi era lì sulla destra), la otto-nove un lungo tratto su sentiero in leggera salita, per finire poi con la nove-dieci che era una tratta da quasi due chilometri da fare fondamentalmente seguendo (con la dovuta attenzione) la rete di sentieri.
La parte finale tornava ad essere abbastanza tecnica, anche se più semplice (a parte la stanchezza accumulata) della parte iniziale.
La classifica di tappa diceva sedicesimo su ventitre, meglio dei classici piazzamenti in HB. La classifica complessiva mi vedeva retrocedere di un posto.
Mercoledì altra gara a Bad Fischau, ma sulla carta adiacente, quasi otto kmsf su diciassette punti, tempo finale un'ora e quarantanove, già più vicino ai miei standard. Infatti ho sbagliato molto. La carta è molto simile a quella del giorno prima, ma io ci metto del mio per complicare cose semplici. Alla uno non riconosco il muro di terra che mi fa da linea di arresto, alla tre finisco sul sentiero sbagliato, ma il meglio lo lascio per la nove, dove sbaglio a uscire dal punto di attacco (fine di un avvallamento) e vago tra i rovi per diversi minuti convinto di dover cercare il punto a destra, quando invece era pochi metri a sinistra (cosa che ho scoperto tornando al punto di attacco di cui sopra e facendo più attenzione). Cinema sulla tratta lunga nove-dieci: allungo per passare da un ristoro (un'ora di gara era ormai andata e se non passavo da quello, il successivo era dopo almeno venti minuti), cerco di non sbagliare poi le scelte dei sentieri, ma mi ritrovo a scendere per una ripida tratta senza alcun riferimento se non la direzione dei piedi; mi ritrovo così sul sentiero che volevo prendere ma trecento metri più a sudest.
Sulla tratta dieci-undici l'evento che ha segnato il resto delle gare: scelta in sicurezza sul sentiero, corsa sostenuta e Crack, stortona alla caviglia. Il ritmo cala ulteriormente, metto due errorini sulla tredici e sulla quindici e arrivo.
La classifica dice ancora sedicesimo (con mio sommo stupore), mentre quella complessiva mi vede recuperare il decimo posto (con mia assoluta incredulità).
Giorno di riposo (ah! ah! ah!) con visita al castello di Devin sotto il sole a picco, trasferimento a Vienna con pausa per recuperare il tempo di partenza della Roby.
Venerdì ultima gara a Witzelberg, altri otto kmsf su venti punti, per fortuna gli ultimi. La caviglia mi fa male, quindi imposto la gara in maniera altamente conservativa, niente corsa, attenzione estrema alle scelte sul tipo di terreno, e via così. Tempo finale due ore e qualche secondo, coerente con l'impostazione che mirava solo a finire.
Non ho la cartina con me (chissà quando riuscirò ad averla) e non ricordo bene il percorso. Alcuni errori, la due, la sei (altro verde maledetto che cercavo a destra, mentre era a sinistra), la nove (dove ero sicuro di essere in un punto, ma invece no, e per fortuna che c'era il fiume come linea d'arresto...), la diciassette (a un tiro di sputo dalla sedici e l'ho mancata lo stesso), ma soprattutto la caviglia e il caldo hanno limitato la mia prestazione, ben al di sotto di quanto mi aspettavo.
La classifica mi vede con il ventunesimo tempo, mentre quella complessiva mi conferma al decimo posto (uno dietro mi ha superato, ma uno davanti ha mancato un punto). Proverò a fare la classifica senza la Park race (dove molti non sono partiti) per vedere il mio reale valore nel bosco, prossimamente il risultato.
Alla fine resta molta soddisfazione e molta stanchezza, ma la voglia di riprendere a correre, specie se in boschi come questi è tantissima. Certo è che, finchè non supero i quarant'anni, le gare Master sono inavvicinabili per me. Dovrò farmene una ragione...
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Pierlabi
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Campioni del mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo!!!!
Mi sono sbagliato, lo ammetto. Credevo che questa squadra non sarebbe andata oltre ai quarti.
E invece ecco lì Cannavaro che alza la coppa e la festa può cominciare.
La partita è stata bruttina, giocata un pochino meglio dai francesi, che però non sono stati in grado di effettuare tiri decisivi.
La bottiglia di Marzemino beneaugurante è servita, come il voler a tutti i costi vedere la partita qui a Bratislava (l’unico pareggio l’ho visto a Milano e così cambio volo per essere qui al pomeriggio). Tutte le pratiche scaramantiche che potevo applicare le ho usate.
Mi sembra di tornare indietro di ventiquattro anni, con Pertini che festeggia, con Zoff che porta la coppa, con i tedeschi nel mio campeggio in Romagna che si ubriacano dal dispiacere. E adesso si può tornare alla normalità: la Juve in B, il Milan penalizzato, l’Inter che non vince, Materazzi (capocannoniere azzurro di questo mondiale!!!!) che fa il macellaio, etc.
Devo dire che seguire il mondiale in esilio ha semplificato molto la vita, permettendomi di concentrarmi sul solo evento sportivo risparmiandomi i fiumi di parole inutili (oggi quindici pagine quindici su Repubblica e ancora non era successo nulla).
Complimenti a Lippi, ai giocatori e anche a Beckenbauer; speriamo di subire sempre gufate come la sua prima del mondiale.
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Pierlabi
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lunedì, luglio 03, 2006
Markt Piesting
Oggi model event per il WMOC a Markt Piesting. 52 minuti a corricchiare in un bosco STUPENDO.
La Roby si è addirittura distratta e invece di fare i dieci punti concordati per confrontare i tempi ne ha fatti quindici.
Il tempo è abbastanza coperto (all'arrivo in zona carta pioveva pure...), ma aiuta ad affrontare lo sforzo.
La carta era molto bella, con dislivelli marcati ma un bosco e un fondo che erano un invito alla corsa.
Un paio di errori (uno di distanza, uno di uscita dal punto precedente) legati a cali di concentrazione. E' comunque emerso il leit-motiv della mia gara di domani: attenzione alle tracce lasciate dagli altri: in un bosco così pulito basta qualche decina di passaggi e la traccia resta e chissà se è quella che serve per arrivare al punto ?
A domani per sapere se ho recuperato i sei minuti dal primo o sono sprofondato in fondo alla classifica (anche se dato l'alto numero dei non partiti di ieri sarò sempre a metà classifica ;-)
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Pierlabi
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domenica, luglio 02, 2006
Se il buon giorno si vede dal mattino…
I primi due eventi del WMOC sono passati, un primo bilancio si può trarre in vista delle gare che contano.
Il warm-up è stato un casino, non ho capito nulla della carta (comunque carina), confondendo continuamente i sentieri e le canalette che li contenevano. Risultato, un tempo che di solito faccio su gare lunghe il doppio (mi vergogno a comunicarlo, quindi andatevelo a cercare sul sito del WMOC).
Che la concentrazione non fosse al massimo si vedeva sin dal mattino, quando ho sbagliato strada per andare a prendere la Roby all’aeroporto, ho sbagliato la strada per Vienna, ho vagato a lungo alla ricerca dell’Event Centre e della zona del warm-up. Il percorso vero non poteva che essere peggio...
Spero almeno di aver capito quali sono i problemi da affrontare in gara.
Il Park City, al contrario, è stato ampiamente positivo. Gara molto veloce, semplice ma non banale, con passaggi su strada alternati all’erba dei parchi. Il ritmo che sono riuscito a tenere è stato buono e nonostante un paio di scelte non ottimali sono riuscito ad arrivare decimo (su ventitrè) a sette minuti dal primo.
Le prossime gare nel bosco sono più lunghe e la somma dei tempi non mi dà ampio margine su chi mi sta dietro, ma comunque il risultato è per sopra la media di questa stagione.
La Roby ha avuto anche lei problemi ad affrontare la cartina del warm-up (anche se è stata migliore di me) ed è andata forte (con un paio di errorini) nel Park City (quattordicesima su ventisette).
Domani allenamenti e da dopodomani si fa sul serio (soprattutto la Roby...).
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Pierlabi
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