martedì, agosto 29, 2006

Parlare di nuvole parlanti...

E' un po' che non parlo delle mie letture fumettistiche.
E' che mi trovo in una fase un po' complessa, in cui non riesco a capire se quello che mi passa per le mani mi piace oppure no.
L'universo Marvel è sempre squassato dalla Civil War e la fine è ancora lontana. Le fazioni sono attualmente chiare, anche se alcuni dubbi iniziano a serpeggiare tra i più sensibili. Le forze si dividono tra chi sostiene che bisogna fare quello che è giusto e chi sostiene che bisogna fare quello che dice la legge, anche se questa potrebbe essere sbagliata. Vedremo chi avrà la meglio e quali conseguenze si avranno.
Sicuramente non mi è piaciuto il numero con il matrimonio tra la Pantera Nera e Tempesta, assolutamente non paragonabile a quello tra Mr. Fantastic e la Donna Invisibile o quello tra Peter Parker e MJ.
Sul lato manga, niente di interessante (subisco la mia strana agenda di acquisti per cui sono sempre tutti concentrati all'inizio del mese).
Per quanto riguarda le uscite Bonelli, da segnalare il ritorno di Sclavi alla sceneggiatura di Dylan Dog, per una storia alquanto delirante su tempi e realtà alternative. Aspetto con ansia gli ultimi due numeri di Brad Barron, mentre Nathan Never è nel mezzo di una avventura in due parti che si ispira in maniera apertamente dichiarata al videogioco "Resident Evil" (zombi a profusione) e al film di John Carpenter "La Cosa" (la base artica, il gruppo di ricercatori alle prese con misteriose presenze...). La storia promette abbastanza bene, speriamo mantenga.

venerdì, agosto 25, 2006

Superman ritorna

... e forse era meglio se stava su Krypton.
Ieri sera anteprima di "Superman Returns" con ben sei vittime sacrificali.
Dopo l'ottimo lavoro di Bryan Singer con i primi due film sugli X-Men (per non parlare de "I soliti sospetti"), la speranza di vedere un bel film era abbastanza alta, anche se i provini e l'attore scelto non mi convincevano.
Purtroppo le sensazioni negative erano corrette. Per carità, il film si lascia vedere, le due ore e mezza passano via abbastanza velocemente. Ma il film non decolla, anzi in alcuni punti è un po' lento.
Quello che proprio non convince, poi, è la definizione dei personaggi. Superman/Clark perde su tutta la linea il confronto con il compianto Christopher Reeve, Kevin Spacey è un Lex un po' fuori tono, Lois Lane sembra lei quella di acciaio (rimbalza a destra e a sinistra in un aereo impazzito e ne esce come se fosse appena stata in una beauty farm), l'unico che ne esce benino è il piccolo Lane.
La storia poi del ritorno di Superman dopo alcuni anni di lontananza non viene approfondita a dovere e rimane molto banale.
La trama riprende, aggiornandola nella forma e sulla base dei film successivi, la storia del primo Superman, con Lex che vuole ottenere una terra da dominare (là era la California fatta separare dal continente con una serie di esplosioni lungo la faglia di Sant'Andrea, qua è un nuovo continente ottenuto con la tecnologia aliena), ma proprio la sensazione di deja-vu rovina le scene di azione pura, che in fondo sono la parte più godibile del film.
Concludendo, un sei glielo do pure, ma la sensazione di un'occasione sprecata (ma anche di un personaggio difficile da gestire e rilanciare) è molto forte.

Rifacimenti

E così anche Cindy Crawford ha ammesso di essersi rifatta un po' negli ultimi dodici anni (fondamentalmente botulino e collagene).
La notizia mi lascia un po' dispiaciuto, sembra che per i VIP (e quindi le persone normali che da loro mutuano stili di vita e costumi) sia ormai impossibile accettare i segni che l'invecchiamento inesorabilmente porta con sè, ma non è così (spero).
Giusto l'altro giorno sfottevo le sorelle e i cognati per i loro capelli bianchi, dall'alto della mia piazza in espansione e la cosa era affrontata come una cosa normale, magari giusto uno stimolo per migliorarsi (corsa per buttare giù la pancia, dieta per curare il proprio corpo, letture per mantenere la mente attiva...).
Ricorrere ad aiuti artificiali mi sembra un'ulteriore spinta a barare (analoga a doping, calciopoli e corruzione) quando uno non è in grado con le sole proprie forze.
Nel mio piccolo, son contento che ho smesso di farmi pippe sognando Cindy molto più di dodici anni fa...

giovedì, agosto 24, 2006

Back to work

Da oggi le ferie sono ufficialmente finite e si torna al lavoro.
Dopo una mattinata passata a chiudere definitivamente (?) i conti del progetto slovacco, si comincia finalmente a parlare di qualcosa di nuovo.
La voglia di lavorare è prossima allo zero assoluto, ma l'ottimismo che regna in ufficio e la spasmodica attesa per il mio rientro non possono che portarla sempre più giù.
Per consolarmi, penso alle gare dei prossimi weekend e stasera vado a vedermi l'anteprima di Superman.

martedì, agosto 22, 2006

Imprese titaniche

Ci sono giorni in cui uno decide di farsi del male e comincia un lavoro che sa già che sarà lungo, faticoso e senza risultati soddisfacenti.
Qualche anno fa è stato l'iniziare a occuparsi dell'applicazione per i prestiti per una banca slovacca; oggi, nel piccolo del mio appartamento ho deciso di mettere un po' d'ordine nella mia collezione di fumetti americani.
Dopo una giornata di lavoro, l'unico modo per ricondurre una parvenza di ordine in casa è stato quello di ordinare solo quelli più recenti (diciamo gli ultimi due anni) o quelli delle serie più importanti (Spiderman, Fantastic Four, Avengers e gli ultimi crossover).
Il livello di soddisfazione per la qualità del lavoro è bassissimo, ma per fare una cosa fatta bene, avrei bisogno di almeno altri tre giorni full immersion, quindi mi accontento.
Magari ci riprovo con la brutta stagione...

domenica, agosto 20, 2006

Cars

Potevo mancare l’anteprima di "Cars", l’ultimo film della Pixar, la casa che ha prodotto "Finding Nemo", "The Incredibles" e "Monsters, Inc." ?
Ovviamente no.
Come già per i film citati sopra, il maggior pregio del film non è la storia, sempre semplice e neanche troppo originale, ma il come viene sviluppata.
"Cars" è un lungo e continuo omaggio alla mitica Route 66, la strada statale che attraversa gli States toccando una serie di paesaggi da togliere il fiato (mamma, che voglia di andare a vederli che mi è venuta!). I produttori del film hanno riprodotto fedelmente tutti i luoghi e l’effetto è veramente affascinante.
Come sempre in questi film, la curiosità è quella di sapere com’erano le voci originali: Marco Della Noce a fare l’accento di Oriano Ferrari per la seicento patita delle Ferrari era perfetto, ma signori, dall’altra parte c’era Paul Newman a fare Doc Hudson!
Per concludere, consiglio vivamente questo film, augurandovi di non avere davanti a voi qualcuno con il cellulare acceso, che ovviamente è squillato (ma c..zo, almeno mettilo in modalità silenziosa, str..za).

venerdì, agosto 18, 2006

Orientamento del Manga

Sono lì bello tranquillo che mi leggo il mio Mazinger Z (ovviamente da destra a sinistra...), quando all’improvviso trovo una pagina che contiene una cartina (in bianco e nero come il resto del manga) con alcune strade, sentieri e centinaia di curve di livello. In basso a destra la scritta “Monte Fuji”. Il primo pensiero è “Minchia, ma quanto sale sta carta!”. Decido poi di ignorare il lato orientistico, è una deformazione che devo cercare di limitare, e torno a dedicarmi alla lettura del Manga. Ma alla pagina seguente lo scambio di battute è inequivocabile! “Ci hai trascinato qui con la scusa di fare Orienteering e ci siamo persi!” “Beh... Devo essermi sbagliato a leggere la carta”.
A questo punto i pensieri sono molteplici. “Per fortuna che a Valpiana i cognati non sono venuti, pensa se questa scena si verificava.” “Però! Anche un manga vecchiotto cita l’orienteering!” “Minchia ma quanto sale sta carta! Come cavolo si fa a fare CO sul Monte Fuji!”
L’unico commento di mia sorella è stato “Chi legge i manga e chi fa orienteering è gente strana. Mi sembra logico che ci possano essere punti di contatto...”.

Resuming Blog…

Rieccomi dopo quasi tre settimane di silenzio dovute a problemi di connessione e a vacanze computerless.
In questo periodo mi sono molto dedicato a oziare, con e senza la o. In fondo dovevo recuperare energie dopo il pesantissimo anno all’estero e recuperare il tempo perso con Giorgia, che infatti le prime volte che mi vedeva piangeva e poi ha comunque sempre mostrato di preferire l’altro zio a me. Ma su questo sono tranquillo, quando arriverà Alessia (o comunque si chiamerà la mia seconda nipote) il qui presente zio guadagnerà molte posizioni (per non parlare di quando la porterò nel bosco a fare orienteering).
Nel tempo rimanente sono riuscito anche a fare rafting sull’Adda (meno divertente di quello a suo tempo sul Noce), la gara di Ferragosto in Valpiana (non so se ringraziare di più il tracciato del Bezzi o SteGal che mi ha iscritto nel Lungo), qualche passeggiata e qualche mangiata.
Sulla gara di Valpiana (nel complesso per me discreta considerando che provavo le scarpe nuove e contrariamente ai precedenti collaudi non mi sono infortunato) occorre citare la Casatta che ha detto “Certo che bisogna proprio avere una gran voglia per venire fin qui a Ferragosto per una gara promozionale!”. Promozionale un corno!!! Un parterre de roi di tutto rispetto e gente anche dall’estero. Mi spiace solo non essere riuscito a portarci i cognati...

giovedì, agosto 10, 2006

Disconnesso

Non riesco a postare.
Problemi di connessione, legati al fatto che sono in vacanza, mi impediscono di scrivere.
Ci si risente dopo il venti agosto.
PS. per chi ci va, ci si vede alla gara di ferragosto in Valpiana.

lunedì, luglio 31, 2006

Primo week-end di libertà

In questi giorni segnati dalle polemiche sull'indulto, io ho iniziato a godere della mia riduzione di pena.
Il primo week-end è stato caratterizzato da:

  • shopping elettronico di discreto livello (sto iniziando a pormi il problema di un nuovo televisore, ovviamente HD)
  • relax assoluto
  • iniziare a mettere a posto le cianfrusaglie di rientro da Bratislava
  • organizzazione di un percorso dimostrativo di Orienteering all'Idroscalo
  • approccio al CruciPeres (altamente negativo)

L'organizzazione all'Idroscalo è andata bene, ci sono stati più partecipanti dell'anno scorso, anche se eravamo in una zona un po' lontana da cuore del viavai. Manifestazioni di questo tipo, come già la "Milano nei Parchi" per le scuole, dovrebbero essere pompate ancora di più per riuscire a promuovere tra i giovani questo bellissimo sport.
Per quello che mi riguarda, il bello è stato il non avere il solito vincolo temporale delle cinque e mezzo (anzi, a quell'ora ho dedicato un solenne gesto dell'ombrello a Autostradale e SkyEurope).
Questa settimana, cene di festeggiamento del rientro.

venerdì, luglio 28, 2006

A casa, finalmente

E così è finita.
L'esilio slovacco ha visto la sua conclusione.
Il viaggio è volato (scusate il gioco di parole) e la gioia di essere definitivamente a casa ha trovato libero sfogo.
Da domani si torna alle sane e vecchie abitudini, film in italiano, fumetti, pasta decente, e quant'altro.
E per ben cominciare, domenica garetta di orientamento all'Idroscalo. Non mancate!!

Saluti e Baci

Un'ora e poi ciao, addio, al prossimo progetto. Quando passate in Italia, chiamate, mi raccomando.
Tutto questo sapendo che probabilmente non succederà, che il separarsi cancella molte delle incomprensioni, dei problemi, dei litigi, ma non è che per questo si è diventati pappa e ciccia.
Comunque, gli ultimi saluti mi stanno lasciando uno strano sapore in bocca.
La voglia di tornarsene a casa, di lasciare questo campo di battaglia, sono sempre lì immutati.
Ma il pensiero di lasciare a metà delle cose, di abbandonare gente che dovrà scontrarsi con le castronerie che involontariamente ho fatto, di non essere qui quando il progetto finalmente arriverà a una positiva conclusione (se ce le farà, e io sono abbastanza convinto di sì), beh tutto questo mi lascia con un po' di sensi di colpa, che tutto sommato non dovrei avere.
Sinceramente, non vedo l'ora di essere sull'aereo, rivolto verso casa, dove tutti questi falsi problemi assumeranno un aspetto più semplice da gestire. E dove questa pagina si chiuderà definitivamente (?).

Belli e Brutti di un anno a Bratislava (1)

Il peggio in assoluto di quest'anno a Bratislava è il non esserci stato quando ce n'era bisogno.
Quando un parente era in ospedale (e quest'anno ci sono passati in tanti), quando un amico si rompeva il femore, quando un'amica aveva problemi di cuore, quando semplicemente qualcuno poteva aver bisogno di un consiglio, una parola di sostegno o soltanto un abbraccio silenzioso.
Qualcosa ho fatto, qualche visita, qualche telefonata, un aereo alle cinque della mattina, molti week-end di corsa a dedicare quindici minuti a tutti quelli che potevo (ma solo quindici e poi ciao, ci si rivede tra qualche settimana), ma ogni tanto penso che non è stato abbastanza.
Spero di recuperare e di farmi perdonare.

Il meglio di quest'anno, l'arrivo di Giorgia, la prima nipote.
Intanto perchè è nata tra il mio decollo da Bratislava e l'atterraggio a Orio, giusto in tempo per darmi la possibilità di vederla subito (è da queste piccole attenzioni che si dimostra quale è lo zio preferito).
Poi perchè ha capito subito come incastrarmi (niente pianti e grandi sorrisoni).
Infine perchè lei ancora non lo sa, ma sarà un'orientista provetta (il lanternino sulla culla, già ce l'ha, la bussola arriverà presto).

giovedì, luglio 27, 2006

Belli e Brutti di un anno a Bratislava (2)

Ciò che mi ha veramente deluso durante questa esperienza è stato il comportamento della mia azienda.
Attenzione, non sto parlando tanto delle persone che ne fanno parte, quanto delle azioni che alcune di esse, soprattutto qui in Slovacchia, in quanto ricoprenti un ruolo ben preciso, hanno o non hanno fatto, generalmente sulla mia pelle.
L'ultima, in ordine di tempo, cinque minuti fa, quando ho scoperto che il responsabile del progetto da parte della banca non sapeva che domani è il mio ultimo giorno. Ma porca puttana! E' una decisione che le tre sedi coinvolte nel progetto hanno preso quattro mesi fa (centoventi giorni, mica ieri) e non c'è stato un cavolo di nessuno tra quelli responsabili dei piani, delle allocazioni delle risorse, degli status meeting (e sarcazz cos'altro) che si sia degnato di dirlo con un po' di anticipo?!?!?!? (E' vero, avrei potuto farlo io, ma con quale autorità visto che non conto una fava in questo progetto?)
Inoltre, per essere una grande multinazionale con filiali in tutto il mondo, mi è sembrato che sia mancata una visione di insieme del progetto, ogni unità territoriale coinvolta non ha mai cercato di integrarsi con le altre, mirando a prendersi tutti i meriti e tutti i soldi e a scaricare sulle altre colpe e costi, lasciando così i poveri uomini sul campo in balia delle decisioni della banca.
Ad onor del vero, noi italiani (io, l'ammiraglio, il nostro management) un po' ci abbiamo provato a vedere il progetto come fatto da un'unica entità. Però, se da una parte c'è mancata un po' di convinzione a portare avanti questa posizione, è anche vero che a voler stare insieme bisogna essere in due, altrimenti è meglio lasciarsi prima che volino le stoviglie (e qui ne sono volate, eccome!!!).

Per fortuna, in questo esilio ho avuto al mio fianco uno dei migliori compagni di sventura che potessi trovare, l'Ammiraglio.
Sempre allineati e coperti, mai un passo senza prima confrontarsi, a un certo punto siamo arrivati a discutere del fatto che non si poteva continuare ad essere sempre d'accordo al 100% (così, tanto per trovarsi in disaccordo su qualcosa).
L'Ammiraglio è stato il contraltare ai miei alti e bassi, che subisco molto frequentemente, uno sguardo critico sulle mie stronzate, che dico ancora più spesso, e un degno compagno di bevute e mangiate.
Anche molti altri colleghi (o meglio amici), mi sono stati vicini nello spirito e un ringraziamento va anche a loro, perchè se è vero che in quest'anno a Bratislava non c'è stato molto da ridere, quelle poche volte che ci si riusciva, spesso era merito loro.


PS: lo so che esistono posti di lavoro ben peggiori del mio, ma io posso lamentarmi solo di quello che conosco...

mercoledì, luglio 26, 2006

Belli e Brutti di un anno a Bratislava (3)

Bratislava è una città carina, almeno nella sua parte vecchia.
Soprattutto, si respira la voglia di crescere, di migliorarla, di renderla più vivibile. In un anno che sono stato qua hanno inaugurato un nuovo ponte sul Danubio, rifatto le piazze principali, ristrutturato diversi edifici storici e adesso (purtroppo per le mie orecchie) stanno rifacendo Obchodna, un po' come dire Corso Buenos Aires.
Che l'attenzione sia comunque rivolta alla gente lo noti da molti particolari; per esempio in tutte le piazze ci sono moltissime panchine, spesso ci sono spettacolini o manifestazioni sportive o culturali, il collegamento Wi-Fi gratuito è sempre presente.
Certo, negozi e ristoranti stanno prendendo possesso di quasi tutti i locali in centro, ma se contemporaneamente sostengono queste attività mi sembra uno scambio abbastanza equo.
Decisamente un bel posto dove trascorrere un periodo d'esilio, se non fosse per gli slovacchi (rimanete collegati, se ne parlerà in una delle prossime posizioni della classifica).

Una cosa che mi è mancata moltissimo è stata la possibilità di parlare in italiano, soprattutto il fare battute, doppi sensi, sparare vaccate a raffica. E' vero che a lungo c'è stato ben poco da scherzare, visto come stava andando il progetto, ma è anche vero che sparare una battutaccia, magari anche volgare, nel momento di massima tensione mi ha sempre aiutato a mettere le cose nella giusta prospettiva.
Per un anno, tutto questo mi è stato vietato (con l'esclusione dei week-end dove diventavo un autentico Kalashnikov di minchiate).
Credo che per rientrare nella vecchia media, mi ci vorranno diversi mesi a ritmo sostenuto.
Poi non dite che non vi avevo avvisato...

Spazio, ultima frontiera del turismo

Come sempre d'estate spuntano le notizie inutili.
Repubblica è riuscita a metterne vicine due che prese singolarmente si guadagnano un bel chissenefrega a ventiquattro carati, ma complessivamente aprono uno scenario molto curioso.
La prima riguarda l'attenzione crescente verso il turismo spaziale. Attualmente il costo è un po' altino (ventisette milioni di euro) ma sono fiducioso che presto arriveranno compagnie low-cost. Certo per arrivare sulla luna dovrai fare uno scalo su Titano e aspettarvi dodici cicli gioviani, ma il tutto ti costerà solo quindici euro più tasse e contributo carburante.
La seconda riguarda le problematiche del fare sesso nello spazio. Elevata sudorazione, difficoltà di movimento, scarsa pressione sanguigna e conseguente ridotta erezione sarebbero ostacoli non secondari a una soddisfacente rapporto.
Secondo me, sotto queste ipotesi, il turismo spaziale non ha un grande futuro. Nel rapporto prezzo/prestazioni mi sembra che la Thailandia continui ad essere più conveniente...

Strike!

Non parlo dello sciopero di oggi dei Farmacisti (che a quanto pare è illegittimo) o quello di settimana scorsa dei tassisti (che forse non era illegittimo, ma secondo me non era neanche giusto).
Ieri sera siamo andati al Bowling (gli inglesi, con più precisione, lo chiamano 10-pin Bowling, perchè evidentemente ce ne sono anche altri). Sapevo da ottobre che c’era questo posto, ma non l’avevo mai proposto per paura che la mia spalla si ribellasse (e non sarebbe bello proporre una cosa e uscirne con un arto staccato...).
A posteriori posso dire che è stato un peccato. La spalla mi ha dato sì qualche fastidio ma in poco tempo sono riuscito a prenderle le misure e tirare normalmente.
Erano sei o sette anni che non andavo a un bowling, ma devo dire che me la sono cavata abbastanza bene, comunque sui livelli di un tempo.
Nella prima partita, sembrava che fosse l’anzianità e l’esperienza collegata a guidare il gioco. Bill e Donald a giocarsi la vittoria sopra i centocinquanta punti, io intorno a cento e le figlie di Bill a prendere di mira i canali esterni.
Nella seconda, i vecchi hanno accusato un calo (di mira, di fortuna, non lo so), le novelline hanno improvvisamente capito come tirare (anche se i tiri di Claire erano talmente lenti che nell’urto con i birilli era la boccia che rischiava di uscirne male) e la partita è stata molto più equilibrata.
Dato che, come il buon John Belushi insegna, quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, posso confermare che Sarah è proprio una bella ragazza (voto nove, cinque anni in più e sarebbe dieci) e che, nonostante questa distrazione, ho vinto io all’ultimo tiro.
Una considerazione a margine.
Una caratteristica del mio bowling è sempre stata (e anche ieri si è confermata entrambe le volte) quella di riuscire a fare strike o spare all’ultimo tiro per ottenere il tiro supplementare. Visto che il costo della partita è lo stesso sia che il tiro supplementare lo si faccia sia che non lo si faccia, si tratta del classico caso di braccino corto. Però di precisione.

martedì, luglio 25, 2006

Belli e Brutti di un anno a Bratislava (4)

Una cosa bella dello stare a Bratislava è la possibilità di vedere da lontano e con occhi diversi quello che succede in Italia. La convinzione che la situazione reale non sia come la dipingono i media è abbastanza radicata in me, ma vedere come le notizie vengono date all'estero lo conferma.
In più la cosa è disintossicante, non vedere tutti i giorni tizio che replica a caio che replica a sempronio per argomenti assolutamente irrilevanti solo per poter dire che il mio schieramento è veramente democratico mentre il tuo è disfattitsta e bugiardo aiuta a collocare i problemi nelle giuste caselle.
Anche il mondiale, visto da qua, è stato più tranquillo, senza gli eccessi nel creare l'attesa, nel celebrare i risultati, nell'esaltare la festa.
Di contro, una cosa brutta (legata proprio alla lontananza) è stata questo pendolarismo di lunga percorrenza.
Per carità, il mondo è pieno di pendolari (vedi la Cri, che probabilmente è messa ben peggio di me) e comunque è meglio un week-end di corsa (orientistica o no) con gli amici e la famiglia che un week-end tranquillo da solo.
Comunque, l'ansia del tempo contato, i casini per gli amici quando per riuscire a organizzare il tutto bisognava prevedere partenze antelucane, passaggi forzati per Orio e quant'altro, hanno notevolmente abbassato la mia qualità della vita.
Se poi ci si aggiungevano i ritardi dei voli (a volte anche quattro ore...), il quadro era completo.

lunedì, luglio 24, 2006

Belli e Brutti di un anno a Bratislava (5)

In questi ultimi cinque giorni di esilio bratislavo, mi capita spesso di ripensare a quest'ultimo anno e ciò che di bello o di brutto mi ha portato.
E così, eccovi una classifichina delle cinque cose brutte e delle cinque cose belle avvenute in quest'anno, così come le ho viste dalla posizione in cui ero.
Oggi vediamo cosa c'è in quinta posizione.
Di bello, le ragazze slovacche. Non che le italiane siano brutte, anzi, generalmente le ragazze italiane veramente belle sono mille volte meglio delle slovacche. La differenza è la media, che qui è decisamente elevata. Il torcicollo a furia di voltarsi e la muta di ormoni formato pantegana sono stati due rischi che sono riuscito a scongiurare facendo ricorso a tutte le mie doti ascetiche.
Magari ci sarebbe un po' da lavorare su come si vestono (tutti i maschiacci mi faranno notare che è più importante come si s-vestono)
Di brutto, la cucina slovacca (se escludiamo la carne). Dopo alcuni esperimenti suggeriti dal buon Miro (che infatti dopo non è più venuto a pranzo con noi) e miseramente falliti (specie di torte salate, ma dolci, spiedini al forno fatti su nella pastella fritta, specie di gnocchi con una crema di latte acido che ha richiesto poi litri e litri di acqua per riportare la gola a un livello di secchezza non sahariano), lo stomaco ha diretto il sottoscritto verso due semplici scelte: carne alla griglia o propria cucina.

Troppo difficile

Sta per arrivare il nuovo CruciPeres, il cruciverba impossibile di Ennio Peres (famoso esperto di giochi, enigmistica e simili).
Per me sarà il terzo anno che proverò a farlo, spero con risultati migliori dei precedenti (neanche le sigle ho completato...).
Se qualcuno è interessato a provare la soluzione e vuole condividere l'impresa con il sottoscritto (io ti passo un'orizzontale, tu in cambio mi risolvi una verticale), mi contatti, tanto non c'è nulla in palio se non l'onore, e quello se lo contendono i campionissimi italiani di cruciverba.
Stasera, per fare un po' di palestra, tiro fuori un vecchio Bartezzaghi...

L'ultima volta

“Prozim?”
“Janackova Ulica, please”
“One moment,please”
E cominciano ricerche sulla mappa della città, richieste ad altri tassisti, telefonate in centrale, finchè non si capisce dove cavolo è sta via di m…a. (Ma caspita, è in centro, proprio a quattrocento metri dalla piazza principale, è solo una traversa un po’ nascosta!).
Ieri sera è stata l’ultima volta di questa trafila.
Come è stata l’ultima volta del volo Skyeurope NE 367 per Bratislava, il controllo documenti del “M. Stefanik Letisko”, e tutte le cose che caratterizzavano questo volo.
Pensavo che le avrei vissute in maniera diversa, quasi osservandole in slow-motion per cogliere il più piccolo particolare.
Invece no, la ormai raggiunta normalità di questo pendolarismo aereo ha cancellato ogni sentimento. Il desiderio di arrivare a destinazione il più presto possibile ha vinto su tutto.
Ora comincia l’ultima settimana, con una tabella di marcia ormai stabilita e alquanto intensa. Mi sembra di essere tornato all’ultima settimana di militare (anche se in realtà, allora il congedo era di mercoledì, tre giorni dopo l’ultima licenza), l’unico pensiero fisso sul viaggio di rientro.
Il rientro alla normalità.

Rat-man

L’ultimo numero di Rat-man è spettacolare.
Con “Come dice Freud: «Chi cita, ha bisogno di fare sesso»” comincia una storia stand-alone, piena di battute, citazioni e doppi sensi da richiedere almeno una seconda lettura per apprezzarli tutti.
Tutto ruota sulla solitudine degli uomini e la soluzione che molti di loro (tutti?) trovano a tale problema: la masturbazione.
Tutti i luoghi comuni vengono presi di mira, tutte le situazioni classiche vengono dissacrate (“La masturbazione mi ha sempre fatto molta compagnia. Certo, molte persone per non sentirsi sole comprano un cane. Ma i cani non hanno il pollice opponibile. E quando lo scoprono, li abbandonano in autostrada”).
Per chi non è avvezzo allo stile di Leo Ortolani e non ha mai letto Rat-man, questa è un’ottima occasione per farsi quattro risate di puro gusto.

Kyashan, la rinascita

Signori, ecco a voi un autentico PACCO.
Venerdì sera, appena atterrato, ho ricevuto un invito ad andare al cinema, ma la Farah mi ha consentito di scegliere cosa vedere. Nella tristezza estiva del programma della Bicocca, attratto dai ricordi di gioventù davanti al cartone animato (il cyborg, il cane robot, la mamma cigno meccanico, l’eroe odiato dall’umanità in quanto non più umano...), ho proposto questo film, sperando di rivivere le emozioni del bambino che ero (e che ancora sono). Per citare i classici, “La sventurata rispose”. (Va bene, Farah. Con questo pareggiamo il famoso risotto con le fragole...).
Il film in realtà non c’entra molto con il cartone, anche se ci sono ogni tanto alcune citazioni: il cane Flender (anche se non è un robot), il casco usato nella serie animata (che viene distrutto nel primo combattimento), i robot dell’armata dei cattivi (cattivi?).
La trama scorre con una lentezza degna dei migliori film russi, ripetendo gli stessi concetti più volte (a volte addirittura nello stesso dialogo), oscillando tra la denuncia dell’inutilità della guerra, la violenza legata alle discriminazioni di ogni tipo, il desiderio di mantenere costantemente in vita la propria amata e il desiderio dei figli di ribellarsi ai genitori per plasmare un mondo nuovo.
La confusione di tutti questi elementi non poteva che essere risolta in un solo modo, ormai classico nella fantascienza giapponese (Akira!?!), una bella mega esplosione purificatrice, che lascia soli i protagonisti di fronte a loro stessi per la resa dei conti finali (con alcune sorprese, che in fondo sono l’unica cosa salvabile di tutto il film, e altre cose così scontate che veniva da urlare), dalla quale non si salva nessuno (vi dico come finisce così vi passa ogni residuo desiderio di andarlo a vedere).
In pratica, due ore e mezzo di noia, con uno stile visivo dove i colori erano spesso così intensi da dare fastidio, alternati a scene sgranate per dare l’impressione delle cose passate.
Lo spettacolo ha iniziato ad essere divertente nell’ultimo quarto d’ora, quando l’incredulità e la sopportazione del pubblico in sala hanno lasciato il posto all’ironia.
L’apoteosi mentre esco e scorrono i titoli di coda.
Un tizio sta rispondendo alle domande delle sue vittime (nella mia testa, ogni gruppo di spettatori ha un colpevole, magari con delle attenuanti, come il sottoscritto, e una o più vittime) che non hanno capito nulla del film, esordendo con “Alla terza volta che l’ho visto, ho finalmente capito che...”. Io mi fermo a guardarlo incantato. Lui se ne accorge e si bulla di ciò con le sue vittime (c’erano fanciulle e quindi bullarsi aiuta il cucco). Io mi avvicino e lui insiste con il bullarsi. “Ma scusa, ma davvero hai visto questa roba TRE VOLTE?!?!?” “Sì, una volta anche in inglese!” “Complimenti! Un bel coraggio!!!!” E me ne sono andato (avrei anche potuto infierire sul fatto dell’inglese o sul fatto che non erano necessarie tre visioni per capire, ma mi sono trattenuto), lasciandolo lì un po’ basito.
Ribadisco, evitate questo film come la peste...

giovedì, luglio 20, 2006

Problemi di rete

Per tutta la giornata la rete in ufficio è stata instabile e non mi ha permesso di aggiornare il blog (il post sulla casalinga depressa doveva essere pubblicato stamattina...). Per carità, una rete wireless instabile, ma gratuita è sempre meglio che niente a pagamento (poi ci sono anche i lavori in strada che creano disturbi...).
Ora sono quindi in "Primacialne Namestie", un po' come Piazza della Scala, ma più piccola, dove esiste un altro hot-spot gratuito a fare il punto della giornata (e poi noi saremmo quelli evoluti...)

  • La fine dell'esilio è sempre più vicina (Mute le due cifre, per dirla alla militare). Oggi Judita è venuta a chiedermi lo stato delle attività a me assegnate; quando ha saputo che domani inizio l'ultima si è lanciata in una serie di consigli (molto utili, per carità) che però si scontravano con un disturbo grossissimo sul canale trasmissivo ("Venerdìfiniscovenerdìfiniscovenerdìfinisco....").
  • Ho letto con piacere che, dopo Del Piero, anche Buffon e Nedved sarebbero (condizionale d'obbligo) disposti a rimanere alla Juve anche in B. Al di là del lato economico (che non è mai secondario e che potrebbe segnare l'ultima parola), ritengo positivo che in una squadra le colonne portanti siano comunque fedeli ai colori che hanno dato loro tanto
  • Allo stesso modo non ritengo negativa la scelta di Cannavaro ed Emerson di andare a Madrid; in fondo erano alla Juve solo da poco e, per quanto importanti e bravi siano stati nei risultati (purtroppo cancellati) degli ultimi due anni, non si può dire che siano delle bandiere della squadra (e quindi è meglio che la Juve realizzi dalla cessione del loro cartellino)
  • Pamela Anderson si sposa, Carmen Electra si separa, quindi il conto di gnocche rifatte libere ma inarrivabili ai comuni mortali si mantiene inalterato
  • Pranzo con Barry, lui purtroppo non finisce l'esilio e rimpiange quando lavorava da Milano (va bene Barry, ti penserò un po' quando lavorerò da Milano...)
  • Le signorine allo stand della T-Com vestite come infermiere fanno alquanto sesso
  • Alcune di quelle che passano di qua (come quella seduta nella panchina di fianco a me), anche di più
Adesso, come botta di vita, vado e vedere il concerto in Hlavne Namestie (un po' come Piazza Duomo, ma più piccola) e a mangiare fuori.
Domani, quarantotto del congedante (sempre per fare il parallelo con il militare).

Casalinga depressa

Questi ultimi giorni slovacchi si trascinano stancamente tra il caldo dell'ufficio e l'apatia post-lavorativa.
Diversi colleghi americani lasceranno il progetto alla fine di luglio, pochi giorni dopo di me e quindi sono tutti concentrati sui propri bagagli.
Ieri sera quindi serata da casalinga depressa:

  • l'esperimento con il pesce al gratin ha avuto risultati poco incoraggianti (pesce mangiabile, gratin da buttare)
  • però mi ero portato a casa il gelato
  • in televisione c'era Ally McBeal, peccato fosse in ceco (la puntata più o meno me la ricordavo, ma i dialoghi no)
  • quindi mega-ronfatona mentre la lavatrice andava
  • ho iniziato a preparare i cataloghi delle mie collezioni (CD, DVD, Fumetti) ovviamente partendo da quello più semplice e meno impegnativo, cioè i Fumetti
  • a proposito, se qualcuno di voi ha il mio vecchio foglio excel con la lista dei miei DVD, se me la manda mi fa un favore (la mia copia si è persa nei guasti dei miei PC)

mercoledì, luglio 19, 2006

Il mio vicino Totoro

Ieri sera ho tirato fuori dalla mia scorta di DVD questo vecchio film di Hayao Miyazaki (in versione inglese perchè, non si sa bene per quale strana strategia di marketing, in Italia tale DVD è M.I.A. al pari di “Nausicaa della Valle del Vento”).
Una fiaba leggera, ma non banale. Allegra, nonostante non tutto nel film lo sia. Insomma, un Miyazaki, che se dal punto grafico (comunque molto buono) forse non ha ancora raggiunto la maturità de “La Principessa Mononoke” e dei film seguenti, dal punto della storia ha già collaudato ampiamente quel suo stile, valido per tutte le età, con diversi livelli di lettura e un alone di fantastico che fa da collante.
La storia è molto semplice.
Mei e Satsuki, due bambine di quattro e otto anni, si trasferiscono insieme al padre in una casa al bordo della foresta. L’esplorazione della casa, che sembra infestata, e del bosco circostante portano prima Mei e poi anche Satsuke all’incontro con Totoro, uno spirito del bosco a forma di scoiattolone gigante (o almeno a me sembra così) che dorme, russa, mangia le nocciole e suona l’ocarina durante la notte (ma soprattutto che nessuno vede se lui non vuole). Insieme a lui, le due bambine affronteranno diverse esperienze, ma soprattutto supereranno un momento difficile legato alla malattia della madre, ricoverata da tempo in ospedale.
Come già “Kiki’s Delivery Service”, questo è un film sul crescere, sull’affrontare le difficoltà della vita e forgiare la propria personalità. In questo caso l’attenzione è sul rapporto tra le due sorelle, sul sostegno reciproco, sulle incomprensioni e sul rinforzare il legame una volta che queste siano state rimosse.
Ma è anche (e soprattutto) un film che ti tiene avvinto grazie a un’atmosfera unica che solo il Maestro indiscusso dell’animazione giapponese riesce a creare ogni volta.

martedì, luglio 18, 2006

Ambasciatrice di pace

Pare che l'attrice Kate Hudson abbia fatto precipitare un elicottero militare semplicemente sfoderando il suo bikini (neanche nuda era, povero esercito statunitense...).
Mi vengono in mente alcune cose:
1. il fatto che d'ora in poi la chiameranno Kate "Scud"son
2. il robottone Venus Alfa che in Mazinga abbatteva i nemici con missili che fuoriuscivano dalle tette
3. il probabile dialogo tra i piloti prima dell'incidente
"Guarda, Ken, c'è Kate Hudson in bikini!"
"Accidenti, Paul, ho un sovraccarico alle pale! Si sta sollevando!"
"Tienilo giù! Tienilo giù!"
"Non ce la faccio! La pressione è troppo elevata!"
"Pensa a una cosa triste! Pensa a George W.!"
"Aiuto! Si abbassa troppo velocemente! Ho perso il controllo!! Precipitiamo!!!"
Crash!!!!

Cosa bloggherò da grande ?

Aprendo questo mio blog, mi ero dato due mesi come termine per una prima verifica dei risultati, coincidente con il mio rientro da Bratislava.
Snic ha però sollevato il problema con qualche giorno di anticipo, sia con un commento ad un post precedente, sia con una mail privata piena di complimenti largamente immeritati e di spunti molto interessanti.
La domanda fondamentale che mi viene posta e che mi “posto” spesso anch’io è se una volta rientrato a Milano sentirò ancora la necessità di scrivere su questo blog invece di usare mezzi più convenzionali come il telefono, le chiacchiere davanti alla macchinetta del caffè, etc.
La risposta è “non lo so, spero di sì”.
Questo blog è nato quando sono rimasto l’unico italiano nel progetto a Bratislava e comunicare i miei pensieri si è rivelato molto complesso (e potenzialmente costoso grazie alle tariffe del roaming). Esempi di blog molto riusciti mi scorrevano nella barra dei feed e questo mi ha dato una spinta in più a concretizzare un progetto che erano anni che stava nel ripostiglio delle scope.
Devo ammettere che non pensavo sarei stato così fedele. A volte, per essere sicuro di cogliere l’attimo anche senza essere collegato a Internet, scrivo il post su un pezzo di carta o su Word e poi lo posto il giorno dopo. E comunque, a rileggerli i miei post in seguito, non sono mai soddisfatto di ciò che ho scritto, avrei sempre scritto qualcosa di più, di meno, di diverso...
Sicuramente mi aiuta molto il fatto che il lavoro qui non è più così prioritario da occupare tutto il mio tempo e i miei pensieri.
Al rientro a Milano tante cose cambieranno e nel primo periodo potrebbe essere complesso aggiornare il blog (sarò anche in ferie per un mese...). Ma proprio perchè tutto cambia, vorrei mantenere traccia di questi cambiamenti su un posto dove rileggerli più avanti e raccogliere i commenti degli amici, anche quelli che di solito non scrivono (mi raccomando, gente, commentate, commentate).
Quando guardo le statistiche di accesso al blog e vedo indirizzi legati a persone che conosco (Mr. Merck, Ms. Provincia di Milano, Mr. Intesa, etc.) mi dico che tutto sommato qualcuno che è interessato a quello che dico e faccio c’è e anche se non avrò il numero di accessi di Beppe Grillo considero questo un motivo per continuare a scrivere (nonostante lo sguardo pieno di disapprovazione di mia madre quando gliene parlo).
Quando poi vedo collegamenti da USA, Canada, Filippine e Australia, tipicamente di gente che capita per caso da ricerche su google di argomenti che ho casualmente trattato, spero che quelle due vaccate che ho scritto possano essere loro servite, se non altro per farsi una risatina.
Al prossimo post.

lunedì, luglio 17, 2006

Melandri e Rossi

Stavolta parlo dei piloti. Ho visto gli ultimi tre giri della MotoGP ieri. Ragazzi, che spettacolo! Prima o poi Melandri ce la farà a battere Vale, ma dopo una battaglia così non è che poi il risultato sia fondamentale!
Altro che quella noia della Formula 1 (comunque forza Ferrari!)

Il matrimonio del secolo

E così sabato c’è stato il matrimonio tra il Bramby e la Titti. Dopo anni a rispondere alla domanda “Ma quando vi sposate?” con un generico “A luglio” (senza specificare di quale anno), il minimo che potevano fare era sposarsi a gennaio. E invece no! Fedeli alla linea, il 15 luglio, sulle rive del Lago di Como, la cerimonia si è concretizzata. Lo sposo era emozionatissimo, la sposa forse un po’ meno, ma mi è stato difficile capirlo (ha parlato pochissimo, cosa per lei anormale).
Mi sono piaciuti molto il tono con cui lo sposo ha pronunciato le frasi di rito (il Playboy della Brianza mantiene intatto il suo stile anche sotto pressione...), il discorso della sorella dello sposo dopo la comunione, le musiche (violino, organo e voce) di accompagnamento, le letture (le stesse scelte per il mio ai tempi) e l’omelia (strano per me).
La solita impressione strana nel vedere gli orientisti in abiti eleganti invece che le solite tute sbrindellate da gara (tra la Martina coi tacchi e il Luca con i pantaloni lunghi non so chi fosse più fuori dai soliti canoni da gara) e l’invana ricerca di facce che avrei pensato di riconoscere dai tempi di Comitsiel hanno completato l’evento.
Devo essere sincero, ogni tanto tremo al pensiero di come possa venire su un figlio di cotanti genitori campioni di stranezze. Ma una cosa è certa, se sarà orientista, sarà elite.
Purtroppo il limitato tempo del mio week-end Bratislava-free (il penultimo, fortunatamente) non mi ha consentito di partecipare al pranzo, ma se qualcuno vuole riempire questa lacuna è il benvenuto.

La condanna della Juve

Venerdì, mentre il mio volo faceva tre ore di ritardo, veniva emessa la sentenza per Moggiopoli. Non so cosa dire (giornalisti molto più capaci di me hanno detto tutto e il contrario di tutto). L’unica cosa che mi lascia senza parole è come siano riusciti a dare la punizione massima, facendola sembrare una cosa meno dura.
Mi spiego meglio. La B con trenta punti di penalità è, secondo me, peggio della C-1. In quest’ultimo caso, infatti si può ipotizzare in due anni un ritorno in A (essendo molto bravi, ma non eccezionali). Con i trenta punti di penalità invece, c’è il rischio serio (visto anche chi gioca in B quest’anno) che il primo anno si finisca in C-1 e quindi il ritorno in A si ha un anno dopo.
E’ vero che l’appello probabilmente ridurrà un po’ le pene e che quindi l’anno B diventi un po’ più abbordabile, ma nonostante ciò mi sembra che si sia un po’ esagerato (sarà che son juventino).
L’altra cosa effettivamente è che si son colpite molto le squadre (responsabili oggettivamente e non direttamente) e pochissimo le persone (con l’eccezione di Moggi e Giraudo).
Con la fuga all’estero di molti pezzi da novanta della nostra nazionale (non lo sapevo, ma la squadra campione del mondo non è più qualificata di diritto all’edizione successiva), vedo poi il lavoro del nuovo CT (in bocca al lupo) complicato ulteriormente.
Oh, per carità, la Juve probabilmente merita la serie B per aver tentato di falsare il campionato, ma non sono così sicuro che si stia facendo veramente giustizia e pulizia nel mondo del calcio.

giovedì, luglio 13, 2006

La sorella di Zidane

Pare proprio che sia lei l'artefice della vittoria dell'Italia ai Mondiali, tramite commenti poco gentili di Materazzi nei suoi confronti e conseguente reazione rabbiosa di Zizou.
Se è vero che fa la modella e che la frase incriminata riguarda la preferenza di Materazzi verso il togliere a lei la maglietta invece che al fratello, non vedo cosa ci sia di strano o da reagire in maniera così esagerata (certo, il pensiero di Materazzi che entra in famiglia può far rabbrividire una persona a modo come la signora Zidane).
Poi tutto questo scandalo per qualche parolina un po' pesante non lo capisco mica. Durante una partita di pallone o di qualunque altro sport che preveda un contatto ravvicinato tra gli avversari volano parole grosse per distrarre l'avversario.
Quando giocavo a pallacanestro (ormai vent'anni fa), una volta stavamo prendendo una sonora lezione da una squadra di vecchietti (bravi, per carità, ma comunque con minore tenuta di noi giovani virgulti) in cui il punto di forza era un ragazzone (l'unico giovane) alto due metri e largo altrettanti che faceva il bello e il cattivo tempo in area. Al che il nostro specialista in risse (perchè in quasi tutte le squadre ce n'è uno) durante una serie di tiri liberi gli disse: "Quella ragazza sta con te ?" L'incauto ragazzone rispose di sì. "Bel tr...ne!!". Ovviamente la reazione fu immediata, il ragazzone venne espulso e noi vincemmo la partita. Ma la provocazione era talmente evidente che solo un babbeo poteva cascarci.
Che poi esista gente che sia particolarmente sensibile a come si parla della propria madre o sorella, questo succede. A militare (ormai dodici anni fa) ci si era specializzati nel far accidentare il nostro commilitone Bolognesi con semplici riferimenti alla sorella (in questo caso non era necessario essere volgari, si arrabbiava anche se dicevi solo che era carina). Ma lui almeno si limitava a qualche insulto e poi se ne andava.
La violenza per proteggere la virtù della sorella da una semplice battuta, anche se volgare, proprio non la capisco, forse perchè (se escludiamo la famosa gaffe di Destro) nessuno mai si è lasciato andare a commenti volgari sulle mie sorelle in mia presenza.

Tempo ripreso

Il verdetto finale è (come mi aspettavo e come in fondo era più corretto) quello di rimanere qui fino alla fine del mese. Venerdì ventotto sarà l'ultimo giorno di questa esperienza slovacca.
Poi ferie e a settembre si ricomincia con l'attività a Milano, con le facce giovani e simpatiche di Assago, con il parlare italiano, insomma con una vita più a mia misura.

Stasera però devo riempire il frigorifero, altrimenti a stomaco vuoto non ci arrivo alla fine del mese.

Tempo sospeso

Proprio mentre sto scrivendo si dovrebbe decidere sullo sconto di pena.
Ovviamente la voglia di lavorare è sotto il livello del mare (almeno lei sta fresca...).
Ieri sera ho raccattato tutte le cose da mettere in valigia e sono arrivato alla conclusione che pagherò un notevole eccesso di bagaglio. Libri che non ho letto, fumetti che hanno fatto la polvere, DVD che hanno atteso invano di essere visti. Ovviamente tutto quello che invece ho letto, sfogliato, visto è già tornato a casa, ma dato che quando preparavo le selezioni per passare il tempo non sapevo cosa avrei avuto voglia di fare (senza considerare l'effetto colleghi, quello cinema e quello TV), la casa si è riempita di cose che avrei potuto tranquillamente lasciare a Milano (se non addirittura sul banco del negozio).
Ieri sera, comunque, ho cercato di smarcare alcune letture sospese.
L'ultimo numero di Brad Barron (discreto, ma adesso aspetto la trilogia conclusiva), quello di Julia (sul solito buon livello, anche se i disegni non mi esaltavano), il malloppazzo di Altrimondi (collezione di varie storie fantastiche, erede spirituale del vecchio Zona X).
La testa comunque non s'era molto e non me li sono goduti fino in fondo. Recupererò al rientro...
E intanto il matrimonio del secolo si avvicina...

mercoledì, luglio 12, 2006

In attesa della sentenza

Mentre l'Italia intera si riprende dai postumi delle celebrazioni calcistiche attendendo e discutendo del processo su Calciopoli (amnistia, colpo di spugna, clemenza della corte), il sottoscritto attende un'altra sentenza, per quanto piccola e poco significativa possa sembrare.
La fine del mio esilio slovacco si avvicina (data massima trentun luglio p.v.), ma uno sconto di pena potrebbe essere deciso in questi giorni. In pratica, saprò domani se finisco venerdì.
Le sensazioni sono contrastanti.
Da una parte tornare definitivamente a casa è quello che desidero da diversi mesi (specie da quando l'ammiraglio è partito), dall'altra c'è però il fatto che lascerei improvvisamente il gruppo praticamente senza salutare e senza finire i task che mi erano stati assegnati e questo dopo tanta fatica per ricostruire un rapporto umano decente mi seccherebbe un po'. E' proprio vero che ogni tanto sono proprio incontentabile.
Non so ancora quale sarà la decisione finale, ma intanto stasera lavatrice e pulizia della casa.

martedì, luglio 11, 2006

Letture varie

Mi sono reso conto che in quest'ultimo periodo non ho dedicato molto tempo alla lettura, ma soprattutto a scrivere sul blog le impressioni derivate dalla lettura.
Provo a recuperare.
Il libro che avevo con me ai WMOC (e che dovevo condividere con la Roby) è "Il segreto del Graal", il libro che avrebbe ispirato "Il codice da Vinci". Devo dire che non mi sta piacendo, in parte perchè sapendo già i risultati il tono da inchiesta mi indispettisce un po' (ma questa non è colpa del libro), in parte perchè la storia non è mai stata la mia materia preferita, ma soprattutto perchè mi sembra che gli elementi a sostegno della teoria siano descritti in maniera molto debole e che quindi il tutto non solo non sembra vero ma nemmeno verosimile.
Il weekend a Milano invece ha visto il solito passaggio da Camilla alla Borsa del Fumetto. Erano tre settimane che non passavo, quindi ora sono carico di una bella trentina di comics.
Ho smarcato subito Amazing Spider-man con le conseguenze del suo coming out; la storia sta prendendo piede in maniera molto intrigante, peccato che dovrò aspettare quattro mesi per vederne la fine.
Una storia che sta arrivando alla fine (forse) è invece quella di Daredevil. Matt Murdock è stato messo in carcere per i reati commessi da Devil e le reazioni dei criminali da lui catturati non si sono fatte attendere. Aggiungete il Punitore, Kingpin e Bullseye, un ritmo incalzante e avrete una storia da non perdere assolutamente.
L'unica cosa che non capisco è perchè tutto l'universo Marvel debba per forza girare intorno al problema di svelare le identità segrete dei suoi supereroi.

Altre storie (F4, Hulk, Xmen) nei prossimi giorni...

Gioventù musicale

Devo assolutamente trovare il modo di vedere Vh1 al mio ritorno in Italia!
Il canale fa parte del network di MTV ma dedica ampio spazio alla musica di quando ero un bimbetto con molti più capelli e molta meno pancia (anni ottanta e novanta, tanto per essere chiari, quelli al di là dell’abisso generazionale).
Ieri sera, per esempio, c’era una trasmissione tributo a quattro bandettine che hanno provato a fare Hard Rock con qualche risultato quando andavo al liceo. Vi dicono niente i nomi Queen, Judas Priest, Def Leppard e Kiss ?
Lo spettacolo fa sempre quel po’ di tristezza che viene vedendo Brian May con la pancia (problema che sento molto mio in questo periodo) e Gene Simmons che finge di essere ancora un ventenne (come faccio io tutte le domeniche che corro), pensando che Freddie non c’è più e quel idiota che c’è al suo posto (neanche ricordo il nome) non ha la metà della sua classe.
Però, porca miseria, le canzoni sono ancora lì, forti e giovani come se non avessero trent’anni sulle spalle.
Quello che non ho mai capito della musica Rock è perchè le groupies che si vedono in televisione sono tutte delle gran gnocche, mentre quelle che vedevo io ai concerti erano autentici cessi. Forse dovevo stare più vicino al palco...
Poi, per chiudere degnamente la serata, è partito Vh1 Rocks, striscia quotidiana di mezzora a tutto rock (ieri, tanto per gradire, Nirvana, Led Zeppelin, Motley Crue, AC/DC).

lunedì, luglio 10, 2006

Cose divertenti a lato del WMOC

Finora ho parlato solo delle gare, che per carità erano il cuore e la ragion d'essere di queste ferie.
Ma tante piccole cose sono accadute intorno a questo evento, molte delle quali hanno avuto in me solo il testimone. Le elenco in ordine sparso:
1. la Roby ha ricevuto spesso e volentieri accoglienze calorosissime da personaggi qualunque dell'orientamento italiano e svizzero (baci e abbracci dal Presidente della Fiso, saluti e chiacchiere con l'allenatore della nazionale svizzera, giusto per fare due esempi)
2. io, in compenso, sono stato più volte interpellato da orientisti ceki che vedendo l'auto noleggiata con targa BA (Bratislava, non Bari) pensavano fossi un fortissimo atleta slovacco ("I'm sorry. I'm not Slovak. I'm Italian" e l'espressione subito cambiava a significare "Tu pofera mertaccia coza fenire a fare qui ?")
3. il modo migliore per fare defaticamento è risultato essere la visita all'Outlet di Parndorf (e io che ero sempre riuscito ad evitare Serravalle e Vicolungo...), dove la Roby, nonostante problemi fisici e la stanchezza dopo gara è riuscita a fare il giro completo in poco più di un'ora e mezzo
4. il miracolo di venerdì, con la Roby che parte per la finale alle 12.24 e noi che riusciamo ad essere alle 16.00 all'aeroporto di Bratislava a restituire la macchina, con la Roby che passa il traguardo e senza fermarsi arriva di corsa al parcheggio dove l'aspettavo con il motore pronto e via con tempi degni di Schumacher (salvo poi perdersi in zona aeroporto alla ricerca del distributore di benzina)
5. le risposte pilatesche dell'oranizzazione quando il giorno prima abbiamo chiesto se era possibile anticipare la partenza della Roby ("in fondo è solo la finale B" diciaqmo noi, "It's the world championship" rispondono loro), ma soprattutto quando abbiamo chiesto se era possibile arrivare in macchina alla zona del ritrovo per evitare un chilometro a piedi più dieci minuti di bus per arrivare al parcheggio a valle ("Non pozziamo tirle ze è pozzibile, ma non kredo ke nezzuno le tirà nulla, feda un po' lei")
6. la maglietta del WMOC taglia 2, per bimbi/e che, se tutto va bene, vi parteciperanno tra 33 anni (io nel dubbio l'ho presa per mia nipote, la madre ha apprezzato il regalo perchè tanto sarà utilizzato ed eliminato prima che lei sia in grado di intendere e di volere)
7. tutti che chiedevano del Galletti, un po' perchè è difficile vedere me o la Roby a una gara senza di lui, un po' perchè era proprio il suo terreno, un po' perchè così se la può menare ancora un pochettino
8. l'inno del WMOC, di una bruttezza rara, anche se avevo temuto una cosa in stile pseudo lirico, stile Il Divo per i Mondiali
9. l'unico iscritto della M+90 (novantadue anni come la mia nonnina) ce l'ha fatta, e probailmente è andato più veloce di me (non ho avuto il coraggio di guardare i tempi). Chapeau!

Il valore del Park Race

Ho controllato la classifica e ho provato ad estrarre il fattore Park Race.
In pratica la gara in città mi è valsa sei posizioni, ma la cosa bella è che di queste solo cinque sono di persone che non hanno partecipato alla PR. Il sesto è uno che nei tre giorni di bosco ha fatto meglio di me, ma non abbastanza per recuperare lo svantaggio inflittogli in città.
Questo aumenta di un pochetto la mia ulteriore sensazione positiva sulla gara di Wiener Neustadt.

Dove eravamo rimasti ?

La mia cronaca delle gare al WMOC si è interrotta al model event.
Dovrei quindi riassumere gli eventi successivi, ma preferisco partire dalla fine, cioè dal risultato finale. Devo dire che sono abbastanza soddisfatto della mia prestazione e molto soddisfatto di aver ritagliato una finestra per andare a fare queste gare. I posti erano molto belli, le gare molto tecniche, il tempo è sempre più migliorato, l'unica cosa che rivedrei (forse) è l'idea di fare avanti e indietro da Bratislava tutti i giorni (con l'eccezione di venerdì quando era tecnicamente impossibile).
Ma passiamo alle gare nel bosco.
Martedì gara a Bad Fischau, poco più di otto kmsf su quattordici punti, tempo finale un’ora e ventidue, per i miei standard un buon tempo. Prima parte scorrevole, con poco dislivello e molto tecnica. Un errore alla due da qualche minuto e poca precisione in un paio di punti. Alla cinque ho deciso di passare a scelte più sicure anche se un filo più lunghe e da quel momento è andata meglio. Anche perchè la gara è diventata molto fisica e poco tecnica: la tratta sette-otto era composta da una dozzina almeno di curve di livello su per la massima pendenza (il punto poi era lì sulla destra), la otto-nove un lungo tratto su sentiero in leggera salita, per finire poi con la nove-dieci che era una tratta da quasi due chilometri da fare fondamentalmente seguendo (con la dovuta attenzione) la rete di sentieri.
La parte finale tornava ad essere abbastanza tecnica, anche se più semplice (a parte la stanchezza accumulata) della parte iniziale.
La classifica di tappa diceva sedicesimo su ventitre, meglio dei classici piazzamenti in HB. La classifica complessiva mi vedeva retrocedere di un posto.
Mercoledì altra gara a Bad Fischau, ma sulla carta adiacente, quasi otto kmsf su diciassette punti, tempo finale un'ora e quarantanove, già più vicino ai miei standard. Infatti ho sbagliato molto. La carta è molto simile a quella del giorno prima, ma io ci metto del mio per complicare cose semplici. Alla uno non riconosco il muro di terra che mi fa da linea di arresto, alla tre finisco sul sentiero sbagliato, ma il meglio lo lascio per la nove, dove sbaglio a uscire dal punto di attacco (fine di un avvallamento) e vago tra i rovi per diversi minuti convinto di dover cercare il punto a destra, quando invece era pochi metri a sinistra (cosa che ho scoperto tornando al punto di attacco di cui sopra e facendo più attenzione). Cinema sulla tratta lunga nove-dieci: allungo per passare da un ristoro (un'ora di gara era ormai andata e se non passavo da quello, il successivo era dopo almeno venti minuti), cerco di non sbagliare poi le scelte dei sentieri, ma mi ritrovo a scendere per una ripida tratta senza alcun riferimento se non la direzione dei piedi; mi ritrovo così sul sentiero che volevo prendere ma trecento metri più a sudest.
Sulla tratta dieci-undici l'evento che ha segnato il resto delle gare: scelta in sicurezza sul sentiero, corsa sostenuta e Crack, stortona alla caviglia. Il ritmo cala ulteriormente, metto due errorini sulla tredici e sulla quindici e arrivo.
La classifica dice ancora sedicesimo (con mio sommo stupore), mentre quella complessiva mi vede recuperare il decimo posto (con mia assoluta incredulità).
Giorno di riposo (ah! ah! ah!) con visita al castello di Devin sotto il sole a picco, trasferimento a Vienna con pausa per recuperare il tempo di partenza della Roby.
Venerdì ultima gara a Witzelberg, altri otto kmsf su venti punti, per fortuna gli ultimi. La caviglia mi fa male, quindi imposto la gara in maniera altamente conservativa, niente corsa, attenzione estrema alle scelte sul tipo di terreno, e via così. Tempo finale due ore e qualche secondo, coerente con l'impostazione che mirava solo a finire.
Non ho la cartina con me (chissà quando riuscirò ad averla) e non ricordo bene il percorso. Alcuni errori, la due, la sei (altro verde maledetto che cercavo a destra, mentre era a sinistra), la nove (dove ero sicuro di essere in un punto, ma invece no, e per fortuna che c'era il fiume come linea d'arresto...), la diciassette (a un tiro di sputo dalla sedici e l'ho mancata lo stesso), ma soprattutto la caviglia e il caldo hanno limitato la mia prestazione, ben al di sotto di quanto mi aspettavo.
La classifica mi vede con il ventunesimo tempo, mentre quella complessiva mi conferma al decimo posto (uno dietro mi ha superato, ma uno davanti ha mancato un punto). Proverò a fare la classifica senza la Park race (dove molti non sono partiti) per vedere il mio reale valore nel bosco, prossimamente il risultato.
Alla fine resta molta soddisfazione e molta stanchezza, ma la voglia di riprendere a correre, specie se in boschi come questi è tantissima. Certo è che, finchè non supero i quarant'anni, le gare Master sono inavvicinabili per me. Dovrò farmene una ragione...

Campioni del mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo!!!!

Mi sono sbagliato, lo ammetto. Credevo che questa squadra non sarebbe andata oltre ai quarti.
E invece ecco lì Cannavaro che alza la coppa e la festa può cominciare.
La partita è stata bruttina, giocata un pochino meglio dai francesi, che però non sono stati in grado di effettuare tiri decisivi.
La bottiglia di Marzemino beneaugurante è servita, come il voler a tutti i costi vedere la partita qui a Bratislava (l’unico pareggio l’ho visto a Milano e così cambio volo per essere qui al pomeriggio). Tutte le pratiche scaramantiche che potevo applicare le ho usate.
Mi sembra di tornare indietro di ventiquattro anni, con Pertini che festeggia, con Zoff che porta la coppa, con i tedeschi nel mio campeggio in Romagna che si ubriacano dal dispiacere. E adesso si può tornare alla normalità: la Juve in B, il Milan penalizzato, l’Inter che non vince, Materazzi (capocannoniere azzurro di questo mondiale!!!!) che fa il macellaio, etc.
Devo dire che seguire il mondiale in esilio ha semplificato molto la vita, permettendomi di concentrarmi sul solo evento sportivo risparmiandomi i fiumi di parole inutili (oggi quindici pagine quindici su Repubblica e ancora non era successo nulla).
Complimenti a Lippi, ai giocatori e anche a Beckenbauer; speriamo di subire sempre gufate come la sua prima del mondiale.

lunedì, luglio 03, 2006

Markt Piesting

Oggi model event per il WMOC a Markt Piesting. 52 minuti a corricchiare in un bosco STUPENDO.
La Roby si è addirittura distratta e invece di fare i dieci punti concordati per confrontare i tempi ne ha fatti quindici.
Il tempo è abbastanza coperto (all'arrivo in zona carta pioveva pure...), ma aiuta ad affrontare lo sforzo.
La carta era molto bella, con dislivelli marcati ma un bosco e un fondo che erano un invito alla corsa.
Un paio di errori (uno di distanza, uno di uscita dal punto precedente) legati a cali di concentrazione. E' comunque emerso il leit-motiv della mia gara di domani: attenzione alle tracce lasciate dagli altri: in un bosco così pulito basta qualche decina di passaggi e la traccia resta e chissà se è quella che serve per arrivare al punto ?
A domani per sapere se ho recuperato i sei minuti dal primo o sono sprofondato in fondo alla classifica (anche se dato l'alto numero dei non partiti di ieri sarò sempre a metà classifica ;-)

domenica, luglio 02, 2006

Se il buon giorno si vede dal mattino…

I primi due eventi del WMOC sono passati, un primo bilancio si può trarre in vista delle gare che contano.
Il warm-up è stato un casino, non ho capito nulla della carta (comunque carina), confondendo continuamente i sentieri e le canalette che li contenevano. Risultato, un tempo che di solito faccio su gare lunghe il doppio (mi vergogno a comunicarlo, quindi andatevelo a cercare sul sito del WMOC).
Che la concentrazione non fosse al massimo si vedeva sin dal mattino, quando ho sbagliato strada per andare a prendere la Roby all’aeroporto, ho sbagliato la strada per Vienna, ho vagato a lungo alla ricerca dell’Event Centre e della zona del warm-up. Il percorso vero non poteva che essere peggio...
Spero almeno di aver capito quali sono i problemi da affrontare in gara.
Il Park City, al contrario, è stato ampiamente positivo. Gara molto veloce, semplice ma non banale, con passaggi su strada alternati all’erba dei parchi. Il ritmo che sono riuscito a tenere è stato buono e nonostante un paio di scelte non ottimali sono riuscito ad arrivare decimo (su ventitrè) a sette minuti dal primo.
Le prossime gare nel bosco sono più lunghe e la somma dei tempi non mi dà ampio margine su chi mi sta dietro, ma comunque il risultato è per sopra la media di questa stagione.
La Roby ha avuto anche lei problemi ad affrontare la cartina del warm-up (anche se è stata migliore di me) ed è andata forte (con un paio di errorini) nel Park City (quattordicesima su ventisette).
Domani allenamenti e da dopodomani si fa sul serio (soprattutto la Roby...).

venerdì, giugno 30, 2006

Finalmente WMOC

Domani cominciano i WMOC. E comincia la mia settimana di ferie.
Il programma è intenso, ma non impossibile.
Domani warm-up corto, domenica Park Race, lunedì model events, martedì e mercoledì gare di qualificazione e venerdì finale.
Questo ovviamente per chi fa la gara ufficiale. Per me che faccio la gara di contorno, i giorni sono gli stessi ma le gare vanno considerate come somma dei tempi.
Non so se riuscirò a tenere una cronaca giornaliera di quello che succederà (fondamentalmente per problemi di connessione ad internet), ma spero di farcela.
Laura, che ha il fratello che vive a Vienna, ha detto che la zona delle gare è molto carina. Spero di divertirmi e di sopravvivere.
Come sempre, ai poster l'ardua sentenza.

giovedì, giugno 29, 2006

16 blocks

Sedici isolati, quelli che deve percorrere Jack Mosley, un poliziotto ormai finito interpretato da un Bruce Willis invecchiato e imbolsito ad arte, per accompagnare un carcerato inoffensivo ad una deposizione.
Peccato che il carcerato abbia visto qualcosa di troppo e che la sua deposizione dia fastidio ad alcuni poliziotti andati fuori dalle righe, tra cui l'ex-compagno di pattuglia di Jack.
Inizia quindi un inseguimento in cui Jack non sa su chi poter contare e che finirà con un piccolo colpo di scena.
Il regista è lo stesso di Arma Letale, anche se il ritmo e lo stile è alquanto diverso. La recitazione è buona e Bruce Willis è abbastanza credibile nel ruolo del poliziotto che dopo tanto tempo si trova alle prese con la sua coscienza.
I comprimari sono bravi, anche se il carcerato parlava uno slang veramente fastidioso (io l'avrei ammazzato dopo cinque minuti).
Non so quando questo film uscirà in Italia e con quale titolo, ma quando succederà non farà male andarlo a vedere.

mercoledì, giugno 28, 2006

Pensare al suicidio

Non lo conoscevo bene, ma l'immagine che la televisione e i giornali davano di Gianluca Pessotto era quella di una persona intelligente, sensibile e educata (quest'ultima dote rara in un mondo del calcio sempre più caciarone), con lo sguardo rivolto anche fuori dal mondo del pallone.
Come una persona di questo tipo (o anche le altre) sia potuta arrivare a tentare di togliersi la vita è sempre per me fonte di grossi pensieri.
Il fatto che ci voglia un coraggio estremo per compiere un atto di grande vigliaccheria già crea in me reazioni contrastanti. In ogni racconto di un suicidio, poi, ci sono quei piccoli particolari che stridono, che fanno capire come uno non sia mai sicuro al cento per cento di farcela (o di volercela fare), tipo la macchina posteggiata nel garage sotterraneo invece che in cortile (paura di rovinarla cadendoci sopra o paura che cadendoci sopra l'impatto venga attutito?) o l'essersi portato sul tetto il cellulare e le chiavi della macchina e averli abbandonati lì.
Non so se a tutti capiti almeno una volta nella vita di pensare di volersi suicidare, a me è successo. Ero in macchina da solo, venivo da un periodo negativo, avevo appena avuto un grosso litigio con una persona importante per me e la soluzione ad alcuni problemi non sembrava a portata di mano (almeno non nel modo che avrei desiderato).
Ricordo chiaramente, con l'acceleratore premuto, di aver pensato che se alla curva successiva non avessi girato il volante, tutto si sarebbe risolto semplicemente.
Ma poi una serie incredibile di pensieri, alcuni belli altri meno, mi riportò su questa terra. O forse solamente non ebbi il coraggio di imboccare un tunnel senza uscita. La cosa che mi ha colpito (allora come adesso) è che la spinta maggiore è arrivata proprio dai pensieri meno belli, dai problemi che avrei creato a chi mi vuole bene, non dalle gioie che la vita poteva ancora riservarmi.
Banale a dirsi, sono contento di aver continuato il viaggio su quella strada.
In bocca al lupo, Gianluca.

martedì, giugno 27, 2006

Vittorie al pelo e vittorie nette

E così l'Italia ce l'ha fatta.
In un solo giorno ha superato il turno ai mondiali ed il turno elettorale (o meglio referendario).
Elementi sparsi che emergono dagli eventi di ieri:
- è finalmente dimostrato che è possibile completare le operazioni di scrutinio di una votazione in tempi normali, basta avere gli opportuni incentivi
- quando il quorum non è un obiettivo, la gente a votare ci va, eccome
- come giustamente il mio amico rebelot sostiene, ora che la lunga campagna elettorale è finita, si può smettere di urlarsi addosso e iniziare a parlarsi per affrontare i problemi dell'Italia (la nazione, non la nazionale)
- povero Materazzi, tornato dalle stelle alla polvere in soli quattro giorni, e neanche tutta colpa sua... (io comunque, il sospetto che non avrebbe finito la partita ce l'avevo)
- il rigore ci stava, ma quando l'arbitro l'ha fischiato non ho potuto fare a meno di pensare alla canzone di Checco Zalone, che finisce con queste parole "grande Luciano Moggi/dacci tanti orologi agli albitri internazionali/si no co' cazz' che vinciamo i mondiali"
- che dopo il c..o di Sacchi, sia arrivato il momento del c..o di Lippi ?

lunedì, giugno 26, 2006

Un weekend a tutto sprint

L'ultimo è stato un weekend senza un attimo di respiro.
Atterrato a Orio venerdì sera sono stato prelevato e direttamente portato sull'altopiano di Asiago (in realtà, guidavo io) arrivando a notte inoltrata.
Sabato mattina Campionati italiani Sprint. Sabato pomeriggo passeggiata per il centro di Asiago. Domenica mattina Coppa Italia. Alle due e mezza partenza per rientrare a Bratislava, via Orio.
Sono praticamente a pezzi, ma molto soddisfatto.
La gara di sabato è andata abbastanza bene, sono finito a metà classifica (io che di solito frequento il podio della maglia nera...) e senza alcuni errori avrei potuto anche battere gente che di solito vedo con il binocolo. La gara era veloce e molto tecnica e io ho commesso l'errore di partire troppo forte, con il risultato di finire la birra prima del solito e commettere i miei classici errori da calo di zucchero. Il buono è stato che sono sempre riuscito a rilocarmi sulla cartina molto velocemente, riducendo al minimo l'errore.
Domenica, invece, è andata male. Un grosso errore al primo punto mi ha fatto perdere tempo, energie e concentrazione (quella forse mancava già). La situazione non è migliorata nei punti successivi ed ero a un'ora di gara dopo solo cinque punti su quindici. Lentamente la situazione migliorava, anche se la stanchezza e il ginocchio iniziavano a rallentarmi sempre di più.
Ciò nonostante, sono riuscito a mantenere la voglia di finire la gara (anche in vista delle gare della prossima settimana) e a finire sotto le due ore (terz'ultimo dei classificati, ma diversi non classificati).
Un ultimo commento sul campo di gara: fantastico! Bosco molto scorrevole (con la sola eccezione della zone delle trincee della prima guerra mondiale, prati verdissimi, dislivelli non troppo accentuati. Un posto ideale per fare Orienteering.

venerdì, giugno 23, 2006

Weekend Orientistico

Ancora un ora e poi comincia il mio weekend (spero migliore del precedente).
Volo Bratislava-Orio, aggancio al volo (Miwa, lanciami i componenti!) con una delle macchine UL che salgono a Marcesina e domani Campionati Italiani Sprint. Domenica Coppa Italia e ritorno a Bratislava senza passare dal via.

E fra una settimana, WMOC!!!
Ok, siamo onesti, faccio la gara di contorno (e per fortuna, perchè tre gare da 13KMsf in quattro giorni non sono assolutamente in grado di farle...).

E tre!

E così abbiamo passato il turno.
Devo essere sincero, non ho vissuto questa partita con la stessa apprensione delle due precedenti.
Sono uscito in tempo dall'ufficio e tutti i preparativi sono stati i soliti, ma iniziata la partita, la mente si è un po' distratta.
Al cambio di Nesta con Materazzi, ho pensato che fosse finita lì, che avremmo finito in dieci e che saremmo tornati a casa per celebrare i processi per Moggiopoli.
Invece Materazzi ha segnato, la Cekia è finita in dieci e Superpippo ha raddoppiato (tra parentesi, gli slovacchi non si rendono conto che quando dicono Superpippa, dativo, dicono l'esatto contrario del nominativo, Superpippo).
E ora l'Australia. Le sensazioni non sono positivissime (sarà che l'allenatore è lo stesso della Corea di quattro anni fa, sarà che temo il gioco un po' troppo fisico stile USA), ma spero di sbagliarmi.

mercoledì, giugno 21, 2006

Due scudetti

Quelli vinti nel basket in giro per il mondo (Treviso e Miami).
Quelli che probabilmente toglieranno alla Juve (dopo la partita si sapranno i deferimenti per lo scandalo calcio).

Giusto per la cronaca, prima che le serie di finale iniziassero, speravo vincessero Bologna e Dallas. Da quando mi hanno tolto Moggi ci prendo molto meno nei pronostici...

Robocup

Non è un errore di scrittura, non è mia intenzione di parlare del film.
Oggi hanno pubblicato la notizia che un progetto italiano ha vinto la medaglia di bronzo nell'edizione di quest'anno della Robocup, competizione molto seria a dispetto del nome, nella categoria Robotica Domestica, con un Robot assistente per anziani.
I ricordi tornano subito alla mia gioventù, all'esame di robotica, alla tesi sui modelli dinamici di tali oggetti e al breve periodo in laboratorio dopo la laurea.
Chissà cosa sarebbe successo se avessi accettato il dottorato, chissà se il famoso PieRoBot pronosticato dai compagni di corso sarebbe stato realizzato.
Dopo tredici anni posso solo dire una cosa: voi che avete realizzato il robot siete stati bravissimi, avete tutto il mio rispetto e un po della mia invidia, ma un nome diverso da Lucia potevate pure trovarlo!!

Nessuna scelta

Alla fine ho fatto la cosa più logica, prima il concerto e poi la lavatrice.
Il concerto non era male, anche se l'oboe era un pochettino scarso. I pezzi erano quasi tutti a me sconosciuti, anche se di Bach, Haendel e Sammartini. Unica eccezione la Toccata e Fuga.
La cosa strana era che il trio non si vedeva: noi ascoltavamo all'interno della Cattedrale, mentre l'organo era al piano superiore, nascosto alla vista. Le figlie di Bill, che suonano il violino, sono salite per sbirciare la tecnica del violinista. Sono rimaste stupite perchè loro suonano in maniera completamente diversa (i dettagli tecnici mi sfuggono, avrei bisogno del quattrini per capire meglio).
Finito il concerto, la classica fregatura che si ha uscendo con gli americani: se l'appuntamento è alle 18.30, per me vuol dire che dopo si cena, per loro invece vuol dire che dopo si prende qualcosa da bere (ieri visto che c'erano le ragazze, è stato un gelato). Risultato: niente cena fino alle dieci.
Ah, ma stasera mi rifaccio (grazie, Laura!).

martedì, giugno 20, 2006

Scelta complessa

Andare a casa a lavare i panni o accettare l'invito di Bill e andare ad ascoltare lo Slovak Chamber Trio (violino, oboe e organo) ?
A domani per la risposta...

lunedì, giugno 19, 2006

E due

Guardare le partite dell'Italia è sempre una sofferenza. Se poi ci si aggiunge la febbre e l'essere sotto tachipirina, potrete immaginare il lago di sudore sotto la poltrona.
Cosa dire che non sia stato già detto sull'incontro di sabato ?
1. che la scommessa con le americane qui è finita in pareggio (se vincevano gli USA dovevo offrire un pranzo a Milano, se vinceva l'Italia me ne offrivano loro uno a New York, non avevamo ben definito chi pagava il viaggio), quindi una di queste sere si andrà fuori a cena e si farà alla romana
2. che nella tristezza, il c..o ci sorride, perchè la Cekia ha fatto quel che ha fatto
3. che certi azzurri dovrebbero ricordarsi di quando giocavano al calcio balilla (lì nessuno ha le braccia)
4. che gli azzurri, come tutti i calciatori italiani di serie A sono delle femminucce e appena il gioco si fa un po' duretto perdono la lucidità (vistose eccezioni, Gattuso, Nesta, Cannavaro e Pirlo)
5. che la sofferenza non durerà ancora molto, soprattutto se non becchiamo il Brasile

37.8

Purtroppo non sono punti in lista base (sarebbe il mio record assoluto, finora al massimo 25 e rotti in una sprint).
Si tratta della temperatura raggiunta dal sottoscritto in data di Sabato.
Sono quindi saltate la visione societaria dell'Italia (potrei dire per fortuna), la gara di Brugherio (la Roby dice per fortuna), il pranzo post-gara dalla Farah (chissà se è stata fortuna).
Non ho saltato invece: l'Assemblea della Fiso (febbricitante ma ligio al dovere), l'appuntamento dal Barbiere (non ancora febbricitante) e il volo per Bratislava (piuttosto che rischiare di prolungare, infetto tutto il team).
Comunque la statistica di quest'ultimo anno è impressionante: giorni feriali malato a Bratislava 0 (zero), giorni non lavorativi malato a Milano 9 (nove).
Ogni commento è superfluo (ma voi postateli pure, se volete...).

E visto che ho citato l'Uomo Ragno (Attenzione! SPOILER!)

Se leggete l'uomo ragno (e più in generale i fumetti Marvel) nella versione italiana, pensateci bene prima di proseguire. Anche se il Pandreis mi ha detto che alcuni giornali hanno pubblicato la notizia (e anche il sito Marvel Italia ne parla), quello che sto per scrivere arriverà in Italia tra circa un annetto, quindi siete avvisati. Proseguite a vostro rischio e pericolo.


Il secondo numero di Civil War, il mega evento Marvel dell'estate, si è chiuso con un colpo di scena clamoroso, del livello della morte di Superman. L'Uomo Ragno si è tolto la maschera in pubblico, dichiarando apertamente la sua identità privata. La cosa non arriva come una sorpresa e le motivazioni si trovano negli episodi precedenti (non ve li svelo, andateveli a leggere quando usciranno).
Per un vecchio seguace dell'amichevole arrampicamuri di quartiere, la prima domanda è sempre stata: "Ma quel vecchio burbero di JJJ come la prenderà?". E devo dire che gli autori non mi hanno deluso.
Le quattro pagine finali dove il tutto avviene sono perfette (anche se lo stile del disegnatore non è tra i miei preferiti). Ritmo, buoni dialoghi, suspence e la giusta attesa per il prossimo numero.
La guerra civile Marvel non mi ha ancora entusiasmato, la divisione in fazioni dei supereroi non scalda il mio cuore, ma questa mossa mi ha completamente tirato dentro.

venerdì, giugno 16, 2006

Da grandi poteri ...

...derivano grandi responsabilità.
Con questa frase, l'uomo ragno ci stritola le cosiddette per giustificare le sue azioni.
Io nel mio piccolo non ho grandi poteri, ma domani devo partecipare all'assemblea straordinaria della FISO per l'elezione del nuovo Presidente e del nuovo Consiglio Federale (a solo un anno dall'elezione del precedente, ma almeno stavolta la fanno a Milano invece che a Firenze).
La situazione mi pare confusissima e l'assemblea si preannuncia complessa. Al momento non è ancora chiaro chi riceverà i miei voti (che essendo in delega del presidente della mia società, devono essere ovviamente concordati con lui e con gli altri dirigenti).
La riunione ieri sera (raggiunta direttamente dall'aeroporto) non ha fugato tutti i dubbi (la pizza dopo però era buona...) e molto dipenderà da chi risulterà eletto come Presidente.
Chi vincerà ? Il nuovo CF riuscirà a operare attivamente nell'interesse del movimento ?
Ai posteri l'ardua sentenza.
Io intanto mi preparo per la gara di Brugherio...

giovedì, giugno 15, 2006

Verrà un'orda straniera

Ieri sera ho letto l'ultimo numero di Gea. La storia è come sempre interessante e di buona qualità.
Dopo il numero precedente abbastanza movimentato, questo è più tranquillo: mentre le armate della "Seconda Grande Guerra" prendono posizione e i primi colpi vengono sparati (e che colpi!), i protagonisti si riuniscono e valutano cosa è successo e come prepararsi al futuro.
Forse però per una pubblicazione semestrale questo potrebbe essere un difetto: un numero di attesa diventa difficile da digerire sapendo che l'attesa durerà molto.
Resta comunque la intrigante domanda di fondo di questo numero: cosa resterebbe della nostra società se il sottile filo elettrico su cui si regge venisse reso inerte ? Come sopravviveremmo senza l'energia elettrica, e quindi senza telefoni, elettrodomestici, televisori, computer ?
Visto l'uso che si fa oggi della tecnologia, credo che alcuni benefici si otterrebbero. Solo mi spiacerebbe non riuscire a vedere i miei DVD in sospeso...

mercoledì, giugno 14, 2006

Squilli di tromba!!!!

Il presente blog è orgoglioso di annunciare, dopo 15 giorni di intenso travaglio, l'arrivo del suo PRIMO commento!
Ringrazia per tale lieto evento snic, che, anche se mantiene un basso profilo, è ben nota nell'ambiente come saggia dispensatrice di sorrisi e simpatiche battute.
Centomila di questi eventi!

La legge di Murphy

Il signor Murphy deve aver passato un lungo periodo della sua vita in Slovacchia. E' qui che ha sperimentato l'efficacia della sua legge.
Lo zio Umbi mi ha comunicato che sta cercando di farmi avere lo sconto di pena, di liberarmi da questo progetto prima della scadenza naturale del 31 luglio.
Questo di per sè è positivo (per rifarsi all'esempio dei Blues Brothers, anche Jake usciva sulla parola...).
Sono però pronto a scommettere che la nuova scadenza sarà tale da impedirmi di usare la casa qui a Bratislava come base di appoggio per la mia settimana austriaca ai WMOC (o peggio da impedirmi di fare la settimana austriaca...)
Spero di sbagliarmi (anche se Murphy non mi fa stare tranquillo) ...

martedì, giugno 13, 2006

La stanza del buco

Ogni tanto mi fa impazzire l'uso delle parole da parte dei personaggi pubblici.
L'argomento specifico è La stanza del "Buco". Mi rendo conto che l'italiano medio è stupido (almeno nella concezione di molti governanti) e che i concetti vanno spiegati con parole semplici.
A me, però, la stanza del buco ricorda Porky's...

E uno!

Purtroppo (o per fortuna) non ce l'ho fatta.
Alla quarta giornata, la mia astinenza dai mondiali è finita. Un assaggino con il finale di Usa-Cekia e poi via con Italia-Ghana.
I commenti tecnici li lascio ai cinquantun milioni di CT italiani.
Quello che mi ha colpito di questa partita:
- il commentatore slovacco non era capace di distinguere metà dei giocatori italiani (ridatece er bisteccone!!)
- se Pirlo quando riceve un passaggio diventa Pirla (i casi slovacchi declinano che un piacere!), posso sperare che un retropassaggio al nostro portiere produca una assoluta verità (e aspetto sempre di vedere il Portogallo...)
- peraltro la maglia di Buffon fa veramente c..are
- ancora non riesco a capire perchè la Juve comprò Appiah
- il marzemino di accompagnamento era veramente notevole

Mi dicono dall'Italia che Biscardi ha trovato asilo in un'altra trasmissione. Peccato (anche se prendo questo fatto come segno che lo scandalo del calcio finirà in una bolla di sapone e quindi la Juve non andrà in B). Un lato positivo di stare qui durante gli eventi sportivi è l'evitarsi i fiumi di parole inutili al contorno.

lunedì, giugno 12, 2006

CalcioGP

Oggi Rossi e Melandri visitano la Nazionale di Calcio in Germania.
Immagino che sarà per insegnar loro come si vince, come si affronta ogni istante della gara al limite dell'aderenza, come il brivido della competizione è quello che ti fa rischiare l'osso del collo e i soldi (comunque tanti) che arrivano sono solo la degna ricompensa.
Poi mi accorgo che in realtà si parla del Commissario Straordinario della FIGC e del ministro dello Sport e penso che manca solo un Presidente di Lega che si chiama Capirossi (Biaggi, no, non lo sopporto) e la confusione è totale...

Una richiesta al Ministro: venga a visitare anche le nostre gare di Orientamento. Muoveranno meno soldi (molti meno), ma sicuramente sono molto più pulite.

venerdì, giugno 09, 2006

Fidelizzazione

Quasi ora di prendere l'aereo per tornare a Milano.
Questo week-end appare tranquillo (l'apparenza a volte inganna...), quindi classici giri di esplorazione.
Camilla della Borsa del Fumetto, Saturn per gli ultimi DVD e CD, Feltrinelli per le ultime uscite librarie, l'edicola di Precotto per le ultime riviste.
Ebbene sì, io sono molto fedele ai miei negozi, altro che carte fedeltà (le ho comunque tutte, ma non spostano di una virgola le mie abitudini).
Si comincia dal Barbiere (o Parrucchiere che dir si voglia), che è lo stesso da ben 28 anni, con pochissimi tradimenti e senza impatti dovuti ai traslochi o alle mie trasferte estere. Tra parentesi, spero che dopo lo scandalo Moggi mi accetti ancora come cliente...
Seconda la Borsa del Fumetto, dove ormai mi sento di casa, si chiacchiera, si fanno battute, ci si saluta se ci si incontra per strada. La mia mania per il mondo delle nuvole parlanti negli ultimi dieci anni non avrebbe avuto lo stesso sapore senza il contributo della BdF (il portafoglio e la Roby ringraziano sentitamente).
Terza l'edicola di Precotto MM (quella sotto), dove le chiacchierate sono meno frequenti, ma l'attenzione verso le mie piccole manie è assoluta (ricerca delle copie in migliori condizioni, copie riservate quando non sono a Milano, ...).
Questi tre casi sono legati, per così dire, al cuore. Il servizio, la cortesia, il rapporto che si è creato sono ciò che mi fanno rimanere legati a questi posti.
Poi vengono le catene, dove il fattore umano si perde; e allora entrano in gioco la comodità, la competenza e soprattutto il rapporto prezzi/qualità (che per uno spendaccione come me è sempre importante).
Anche se poi la spesa per me è sempre stata (sin da quando la mamma mi mandava a prendere il latte) con la S lunga e i libri sono sempre stati comprati alla F.
Poi ci sono i posti in cui non andrò mai più, perchè maleducazione, scortesia, scorrettezza nei confronti del cliente, han fatto sì che venissero cancellati dalla mia vista sul Pianeta Terra. Ma di questo ne parlerò un'altra volta. Ma forse no (non si meritano neanche questo).

giovedì, giugno 08, 2006

Il Mondiale si avvicina

Ci siamo quasi.
Ancora poche ore e quella serie ininterrotta di partite di calcio riempirà le nostre giornate.
Qui da Bratislava perderò un po' l'effetto dirompente di un mondiale criptato, che non avendo io Sky, avrebbe semplificato di molto le mie giornate.
Per quanto riguarda cosa fare, la ragione e lo stomaco dicono di disinteressarsi delle partite dell'Italia, ma il cuore (e la noia di essere qui da solo) porteranno ad arrabbiarsi, tifare, accidentare, soffire e (forse, ma forse) a gioire dei successi.
Io vedrei bene una nazionale senza Buffon e Cannavaro (e sono juventino), in cui Totti viene tolto a due minuti dalla fine delle partite importanti se stiamo vincendo 1-0 (vedi europei e mondiali), in cui Lippi prova almeno cinque minuti a fare il simpatico e in cui i giornalisti non ci fanno la testa quadra per un evento che ormai è solo business (e poi si lamentano dei trucchi di Moggi).

Per chi, non essendo interessato al calcio (e ce ne sono molti), non sa dove picchiar la testa, suggerisco:
- passeggiate alla ricerca della miglior gelateria della zona (ottimo investimento sul futuro)
- noleggio e visione di DVD di classe, o solo di film che per altri impegni o pigrizia erano andati persi
- i campionati italiani sprint di orientamento a Marcesina (VI) il 24/25 giugno

Per le scommesse, direi Italia non oltre i quarti.

Buon divertimento a tutti.

mercoledì, giugno 07, 2006

The Vubs brothers

Con l'avvicinarsi della uscita definitiva dell'ammiraglio dal progetto slovacco, inizio anch'io a immaginarmi il mio rientro alla fine di luglio.
Oggi che sono di buon umore me lo vedo così:
- le due team leader americane che mi accompagnano lungo il corridoio dell'ufficio e mi fanno fermare dietro la riga gialla;
- dragomino che mi fa il controllo degli oggetti lasciati al momento di iniziare il progetto (vestiti, soldi, oggetti personali, un preservativo nuovo, uno usato...);
- l'ammiraglio, vestito nero, occhiali neri, il nome Mario scritto sulle nocche delle dita, mi aspetta fuori dall'aeroporto di Orio appoggiato a una vecchia macchina della polizia riconvertita a bluesmobile
- visita al vecchio orfanotrofio di Assago (aka CSC office), dove lo zio Umbi mi aspetta per vedere se sono contrito, pentito e redento dopo i brillanti risultati di questo progetto, e per mandarmi in una nuova missione ("in missione per conto di zio")
- all'arrivo a Milano, la Roby mi aspetta nascosta in una macchina e cerca di farmi saltare in aria con un lanciarazzi per averla abbandonata per un anno a Milano


"... il terremoto, l'alluvione, le cavallette. Non è stata colpa mia!!!"

Samurai7

L'altra sera ho finito di vedere l'ultimo episodio di questa serie di OAV pubblicato dalla Panini. Questa serie si ispira al famosissimo film di Akira Kurosawa aggiungendo un lato fantascientifico che nonostante tutto non stona.
I briganti diventano dei robot, ma i sette samurai (i nomi sono fedeli al film originale) combattono sempre con la katana e seguono il codice dei samurai. Ammetto di non ricordarmi bene il film (recupererò il DVD che ho regalato ai miei per un veloce ripasso), ma la storia mi è sembrata abbastanza fedele nei passaggi chiave (per esempio, la famosa battuta finale "Ancora una volta abbiamo perso... i veri vincitori sono loro (i contadini)" viene mantenuta).
Come tutte le ultime produzioni giapponesi, i disegni si fondono con effetti grafici computerizzati, ma stranamente sono proprio i primi a lasciare un po' stupiti. Non so se è legato al fatto che vedevo il tutto sul mio scars-top, ma alcune immagini non sembravano chiarissime. Inoltre si nota una certa diversità di stile nei disegni tra puntata e puntata, come se i vari disegnatori non fossero coordinati. All'inizio pensavo che il diverso stile fosse legato ai particolari ambienti in cui l'episodio si svolgeva, ma proseguendo nella visione, questa ipotesi è venuta a cadere.
Tirando le somme, un 7 alla storia (e come poteva essere diverso?), un 6- alla realizzazione. Non sono sicuro di volerne consigliare l'acquisto (a meno che non esca un cofanetto speciale in offerta).

martedì, giugno 06, 2006

Tu sa hovori po taliansky

Avete presente quando in un locale rumoroso il silenzio cade nel preciso istante in cui dite una volgarità incredibile ? La versione slovacca della cosa è molto più semplice: basta incrociare una ragazza che capisce l’italiano mentre simpaticamente parlate di erezioni prolungate su tutta la giornata (non che sia un evento che mi si presenta, ma stavo dicendo str***ate con l’ammiraglio, fidandomi della barriera linguistica).
La fanciulla si è voltata di scatto e ha sorriso con fare interessato; io in compenso, imbarazzato dalla situazione, sono inciampato sul gradino del marciapiede.

lunedì, giugno 05, 2006

Orientarsi nella vita

Come sempre il buon Rebelot riesce a colpirmi con i suoi post. Sottoscrivo quasi al 100% quello che dice. Il mio ultimo weekend conferma che anch'io vivo l'orientamento come un modo di essere.
La culla di Giorgia è stata subito ornata di Lanternino (così magari quando sarà grande sarà più brava dello zio a riconoscere i punti nel bosco) e quando il suo cervello sarà in grado di recepire stimoli diversi da pupù, cibo e ciuccio, inizieranno le lezioni teoriche (sempre che il padre non la travi sulla via del tennis).
Non c'è serata con gli amici in cui l'argomento non salti fuori (che si tratti di gare passate o di gare future poco importa). Visti gli scarsi risultati, poi, la decisione di aumentare l'impegno in fase organizzativa e di pubblicizzazione dell'orientamento è stata immediata (in uno sport completamente basato sulla collaborazione volontaria dei partecipanti a organizzare eventi, questo è fondamentale e chi sono io per potermi tirare indietro?).
Sono anni che non esistono vacanze senza connessa gara di orientamento e se la gara non c'è la si crea.
Poco importa se colleghi, parenti e conoscenti (gli amici no, son praticamente tutti orientisti) ti guardano sempre come un pazzo che si devasta nel weekend quando potrebbe sedersi comodamente in poltrona a guardare la partita.
Rebelot ha ragione, l'orientamento è un modo di vivere. Tutto il resto (lavoro incluso) riempe il tempo che resta.

Sopravvissuto!

Il weekend si è concluso e ancora una volta posso dire di essere sopravvissuto senza danni significativi.
Come anticipato venerdì, il casino cominciava con l’arrivo sul suolo patrio. Il volo fortunatamente riusciva a contenere il ritardo entro limiti accettabili (un’ora e mezza) e il buon Gal mi aspettava e ci recavamo insieme in quel di Andalo per una due giorni di gare ad alto livello tecnico.
Il tempo si è mantenuto buono (a parte un vento in alcuni momenti fastidioso).
Sabato, la gara individuale valida per il campionato trentino-veneto-altoatesino vedeva schierato il gotha dell’orientamento italiano. Io come sempre ho fatto la mia porca figura, non sono arrivato ultimo e sono rimasto entro il tempo massimo di gara. Poca corsa, un errore grosso su un paio di punti, ma soprattutto molta imprecisione in zona punto. La situazione classica è stata il passare a pochi metri dalla lanterna e non vederla, finire lungo per poi girarsi e vederla lì che mi guarda come a dire “Io sono sempre stata qui, tu a che stavi pensando?”.
Sabato sera (pur non essendomelo meritato più di tanto) banchetto luculliano, dove il servizio è stato più lento di me in gara (ritardo compensato dall’offerta di un’intera bottiglia di limoncello da scolare sul posto).
La gara di domenica, staffetta valida per lo stesso campionato del sabato, vedeva un motivo aggiuntivo di interesse, la sfida sociale tra le coppie MariaGrazia-Marco, Roby-Dani e Farah-Labi in OpenLungo.
La mia gara è stata come quella del sabato senza gli errori gravi, ma tante imprecisioni in zona punto, ma stavolta non ero solo: gente più persa di me in alcuni punti e capannelli alla ricerca di lanterne a duecento metri di dove erano veramente. Farah è riuscita a darmi il cambio evitandomi la sofferenza di un nuovo lancio (non che sia una novità, ma fa sempre piacere ricevere la pacca del tuo compagno di staffetta) e il mio tempo è stato discreto. Purtroppo vi sono stati problemi con il computer e risulto squalificato, ma so che i punti li ho fatti tutti.
La classifica interna ha visto la vittoria di MariaGrazia e Marco, con il sottoscritto in coda. Ma d’altra parte era la coppia sulla carta più debole...
Per il resoconto ufficiale della gara, per quello ufficioso del Gal (speaker della manifestazione) e per tutti i risultati i collegamenti sono i soliti.
Finita la gara, con il groppo in gola la comitiva (che comprendeva anche Adele, Bellini e Attila) si è instradata per la vecchia Milano con una pausa all’aeroporto di Orio al Serio, dove mi sono messo in paziente attesa del volo per Bratislava.
Molto paziente, infatti il volo si è presentato al via con quattro ore e mezza di ritardo. Sarà stato un piccolo errore in zona punto....

Yapoo, il bestiame umano

Questo manga ha attirato la mia attenzione grazie al nome del suo autore, quel Tetsuya Egawa che mi aveva donato Golden Boy e Deadman (serie ad alto impatto visivo e non troppo leggere nell’affrontare erotismo, costumi giapponesi o argomenti horror). Lo stile grafico è molto simile a queste due opere, forse anche più pulito e diretto. Quello che non mi convince è la storia, che risente molto dell’essere una trasposizione di un libro (scandalo?). Le parti descrittive della società alternativa che caratterizza lo scenario su cui si muove la storia sono molto lunghe e poco efficaci, appesantendo molto la lettura. Mi rendo conto che tutta lstoria si snoderà sulla contrapposizione tra gli stili di vita delle due protagoniste e che questo non può prescindere dalla loro conoscenza da parte dei lettori, ma il tutto non mi convince a fondo. Devo decidere se proseguire la lettura (quando uscirà il volume 3) o dedicarmi ad altre letture (e la collezione????)

venerdì, giugno 02, 2006

Di corsa verso il week-end

Qui a Bratislava oggi non è festa, quindi si lavora.
La connessione è mancata tutta la mattina e ora mi trovo di corsa a scrivere.
Il week-end si preannuncia molto incasinato.
Atterraggio a Orio e se il volo non tarda, il Gal mi recupera e porta diretto ad Andalo per una due giorni di gare (domenica a staffetta, povera Farah che si becca il sottoscritto come compagno).
Finite le gare, sulla strada del ritorno, verrò depositato ancora all'aeroporto dove ripartirò per Bratislava (niente visita parenti, niente visita amici, niente passaggio da Camilla per gli ultimi fumetti).
Se il volo di oggi tarda, la situazione degenera: rientro a Milano e domani si sale in macchina da solo.
Questo esilio è sempre più massacrante...

giovedì, giugno 01, 2006

E' DEGLI OASIS L'ALBUM MIGLIORE DI TUTTI I TEMPI
Dall'ennesimo sondaggio risulta che questo è il miglior album di tutti i tempi.
A parte che non sapendo bene come era fatto il campione non è possibile commentare bene, io posso solo dire che The Dark Side of the Moon all'ottavo non mi piace neanche un po'.
Nei prossimi giorni, quando sarò entrato a regime, posterò i miei dieci album preferiti.

BLOG AMICI
Oggi il buon Rebelot ha postato un commento molto interessante sui nuovi Centri Commerciali. Come sempre le sue elucubrazioni mi trovano d'accordo.
Il Gal invece si lancia in commenti sul come fare il giornalista senza andare sul posto.
Io nel mio piccolo, non posso non pensare che devo trovare qualcosa di più profondo di cui postare.

Cuba Libre!
Niente politica (magari più in là), solo che ieri sera c'è stata la "Mario's going away function" che sembra una messa solenne, ma altro non è che la cena per la fine della permanenza dell'ammiraglio nel progetto.
Visto che nel gruppo sono tutti statunitensi o slovacchi, perchè non andare in un ristorante italiano ?
Il posto non era male, il "focaccio" era ben più che commestibile, le pizze degli altri sembravano all'altezza, ma forse il Cuba Libre a stomaco vuoto ha azzerato il senso critico.
Tra la neo-nonna Lynn e le prossime vacanze italiane di Veronika, la serata è passata senza accorgersene.
L'ammiraglio ha sfoderato la solita classe nel brindisi finale, riuscendo a mostrarsi dispiaciuto di non aver potuto conoscere meglio alcune persone del gruppo e a darne a loro la colpa!
Prendo questa cena come prova che l'esilio sta per finire (due mesi ancora).

Tornato a casa, solita razione di anime in giapponese con sottotitoli in slovacco (o in ungherese?).

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