mercoledì, luglio 30, 2008

Ma che bel bambino!

Il ricordo più antico che ancora sopravvive alla liquefazione neuronale che mi affligge risale a quando avevo quasi tre anni.
In vacanza, sfuggo all'attenzione dei miei e mi avvicino a un signore che, seduto comodamente su una panchina, si sta leggendo il giornale. Inizio a guardare il suo giornale e mi rendo conto che è pieno di parole che sono in grado di leggere.
Il signore, sentendo la mia voce, impiega un po' a capire che sto effettivamente leggendo il suo giornale (ipotesi considerate: un'allucinazione, qualcuno mi ha insegnato cosa dire per fare uno scherzo, un ventriloquo). Ma quando si rende conto lì vicino che ci siamo solo lui ed io, lo stupore si manifesta in maniera per me indimenticabile.
Ma la faccia che proprio non dimenticherò mai è quella che farà all'arrivo dei miei genitori, quando, alla frase "Complimenti, signore. Suo figlio, così piccolo, è già capace di leggere", si sente rispondere da mio padre, che negli anni a seguire non mancherà mai di mostrare altrettanto understatement, rispose "Cosa vuole che sia, avrà imparato così per gioco".

Giusto per calare le arie, segnalo che mi ci sono voluti altri tre anni per imparare a scrivere: una cosa è la teoria, l'altra è la pratica (si vedano a riguardo i miei risultati orientistici). Per non parlare, poi, della mia pigrizia, già allora molto evidente.

Comunque, questo evento avrà notevoli conseguenze da allora fino ai giorni nostri:

  • la mia passione per i fumetti, cominciata su Topolino e Tex, e arrivata trentasette anni dopo a qualsiasi cosa che contenga disegni e parole (da approfondire in alcuni post aggiuntivi)
  • il fatto che mio padre si sia sempre sentito giustificato ad essere molto esigente in tutto quello che ha riguardato i risultati scolastici (e anche questo si meriterà alcuni post aggiuntivi)
  • il fatto che mia nipote sia costretta a subire, da parte del nonno, continue lezioni di lettura dall'età di 18 mesi
  • alcuni siparietti divertenti con la mia professoressa d'Inglese del Liceo (un altro post)
  • la falsa illusione che qualunque cosa potesse essere ottenuta con poco sforzo (si vedano sempre i miei brillanti risultati sportivi)

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