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giovedì, marzo 27, 2008

Riabituarsi ai ritmi usuali

Non ho ancora recuperato i ritmi di prima di partire per Bratislava.
Complici la Pasqua e le poche attività in ufficio, mi sembra di essere ancora sfasato.
La prima conseguenza è che, come a Bratislava, tiro le ore piccole a smanettare sul PC. Cosa che, essendo il PC nuovo e quindi da sverginare e configurare, dà delle notevoli soddisfazioni.
Peccato che, lavorandoci su dalle 23 alle 2, svegliarsi la mattina diventi un calvario.
E se invece di dieci minuti a piedi, ce ne vogliono cinquanta di mezzi pubblici, è impossibile arrivare in ufficio ad un orario umano. (Domani causa incontro con i cinesi la cosa non sarà tollerata).

Ho iniziato la ricerca di eventi cine-musico-teatrali e spero a breve di avere un calendario di tutto rispetto. Suggerimenti e proposte sono benvenuti.
Dopo il battesimo del ghiaccio per la stagione orientistica, aprile sarà di medio riposo in vista degli appuntamenti trentini di maggio-giugno. Ovviamente, di allenarsi non se ne parla.

Con mio sommo piacere, la pila di letture si sta riducendo. Se è vero che a Bratislava il tempo a disposizione per il task era notevole, le limitazioni di peso per il bagaglio erano tali da non consentirmi il trasporto di tutto quello che volevo leggere.
Per dare nuova linfa a tale pila, appuntamento per sabato a Cartoomics, dove tra fumetti e giochi spero di non perdere troppo la cognizione del tempo (e del portafogli).

A maggio, poi, ci sarà finalmente l'operazione per il mio lipoma alla guancia.
Le notizie positive sono due. E' effettivamente solo grasso (non ci sono fibromi o similia) e lo asporteranno passando da dentro la bocca, evitandomi cicatrici che deturperebbero la mia proverbiale bellezza (quella che fa dire a Brad Pitt, "Pierlabi, chi?").
Quella negativa è che l'intervento, contrariamente a quanto pensavo, sarà in anestesia totale e quindi richiederà il ricovero per almeno un paio di giorni.

La cosa alla quale mi sono riabituato subito, e con immenso piacere, è poter parlare. Con i colleghi, con gli amici, con i parenti, insomma con chiunque e ogni volta che mi va.
E' questo che mi fa veramente capire che sono rientrato.

venerdì, marzo 14, 2008

Last day in Bratislava

Eccomi qui a riempire l’ultimo giorno della seconda (e spero ultima) trasferta slovacca con i pensieri e i ricordi di questi cinque mesi.
La cosa che mi ha più lasciato basito è la simpatia che hanno dimostrato qui.
Tanto per fare un esempio, oggi la mia responsabile ha preso il giorno libero e ieri neanche si è degnata di salutarmi. Per carità, non è un obbligo di legge, ma io, comunque, a parti inverse non mi sarei comportato così.
La seconda cosa che mi dà da pensare è che, tutto sommato, un po’ mi dispiace interrompere così. è vero che (se non ci si mette di mezzo la nomina ai seggi per le elezioni) il 10 aprile sarò di nuovo qui per il passaggio in produzione, ma comunque c’erano altre cose da fare che non verranno fatte (e comunque non da me).
E la cosa mi stupisce ancor di più quando penso che, al di là dello stare lontano dalla solita routine in ufficio, questa esperienza non ha portato alcun tipo di valore aggiunto, nè a me, nè all’azienda (spero proprio che a nessuno venga in mente di pensare a un Bratislava-ter).
Credo che molto del dispiacere sia dovuto al fatto di non aver dovuto rendere conto praticamente a nessuno di quello che facevo. Cosa che, anche se spesso ha significato non parlare con nessuno, è comunque decisamente ammaliante e provoca dipendenza. Temo proprio che l’impatto con le strette procedure da seguire in Italia sarà pesante.
Ciò nonostante sono veramente contento di rientrare, di ridare alla mia vita quei ritmi normali (seppur frenetici) che l’hanno sempre caratterizzata. Gli amici, l’orienteering, le mie letture (portarsi avanti e indietro tutti i miei fumetti è un gran peso), la famiglia (magari le nipoti smetteranno di scappare spaventate alla mia vista), insomma, le cose veramente importanti.
Infine, grazie a tutti quelli che mi hanno sopportato (e supportato) in questi mesi. So di essere stato abbastanza difficile. Spero che il mio rientro non vi faccia rimpiangere questi mesi (e nel caso, non ditemelo).

lunedì, marzo 10, 2008

Un’idea chiara del futuro

Dopo solo due settimane dalla richiesta di prolungamento fino al 30 giugno, eccoci giunti al “Piero, non sappiamo cosa farti fare, forse è meglio se da lunedì resti a Milano.”
Alla domanda “Come mai?”, la scena sembra degna di Jake Blues nelle fogne sotto la minaccia armata: “Le specifiche non sono pronte. Le persone del business non decidono. La persona che deve scrivere il documento da oggi è assente per cinque settimane (!). Non è stata colpa mia!!”. (State tranquilli, niente bacio e niente abbandono nel fango, per il momento).
La cosa non è ancora certa (ne stanno discutendo proprio adesso in una riunione) e quindi non mi faccio troppe illusioni (a dir la verità, non so neanche bene cosa augurarmi…), ma la domanda sorge spontanea: “Ma due anni fa, con gente così, come siamo riusciti a fare una figura tanto misera ?”

lunedì, marzo 03, 2008

The Butterfly Effect

Ovvero, come un piccolo evento possa scatenare un'immane perturbazione.
Venerdi', mentre ero sul punto di prendere l'aereo per tornare a Milano, ho ricevuto una telefonata inaspettata; ero fortemente convinto che la decisione che tale telefonata comunicava non sarebbe arrivata prima di un mese.
Invece, mi avevano stupito.
I testimoni che mi hanno incontrato, una volta atterrato, possono confermare la mia affermazione, classica in casi come questi, "Verra' a piovere...".
Quando la Milano nei Parchi di sabato mattina e' stata baciata dal bel tempo e domenica siamo addirittura arrivati ai venti gradi, ho pensato di essere stato inutilmente cattivo.
Purtroppo no.

martedì, febbraio 26, 2008

Migrazione

Nel week-end il sito per le prenotazioni di Ryanair e' migrato a una nuova versione.
Adesso, quindi, non funziona piu'. Niente prenotazioni, niente check-in online, niente di niente.
Un comunicato dice:"The new Ryanair.com website is now up and running. However, due to phenomenal demand some customers are experiencing some delays during the booking process. We are working to resolve these issues as quickly as possible and ask that customers bear with us during this time."
Io che lavoro nel settore so benissimo che in realta' vuol dire: "Scusate tanto. Il nuovo sito non e' stato testato abbastanza per quanto riguarda i tempi di risposta. Pertanto, appena due utenti si collegano contemporaneamente non funziona piu'. Abbiate pazienza mentre i consulenti che hanno fatto il casino cercano di capire che cazzata hanno fatto. Se tutto va bene, la situazione tornera' alla normalita' in una settimana."
Visto che l'ultimo biglietto in mano mia e' un Bratislava-Orio e non il contrario sono tranquillo, pero' mi disturba un po' pagare la tassa per il check-in in aeroporto, solo perche' loro non mi permettono di fare quello elettronico.

PS. spero che il mio progetto di migrazione vada un po' meglio...

Adesso inizio a preoccuparmi davvero

Questi qua hanno chiesto la mia estensione fino al 30 giugno!
Adesso vado a ubriacarmi, poi ci penso su...

lunedì, febbraio 25, 2008

Partenze Multiple

Domenica molto complessa, almeno fino al primo pomeriggio.
Si correvano la seconda prova del Trofeo Lombardia e il Campionato regionale Sprint, entrambi al Parco Lambro, entrambi organizzati da noi.
Io, ai tempi, avevo dato una disponibilita' a dare una mano in partenza, fino all'ora in cui mi sarei recato alla Gobba a prendere il Pullman per Orio.
Il mio piano si e' subito scontrato con tre piccoli problemi: 1.) la mano in partenza e' diventata "Responsabile della Partenza", 2.) il sito di Ryanair era in aggiornamento e quindi non si poteva fare il check-in online (ovvero, coda all'aeroporto), 3.) la fermata della Gobba e' stata soppressa a partire da martedi' scorso.
In pratica, impossibilita' a coprire la partenza per la seconda manche.
Andare via a meta' del compito mi lascia sempre un po' indispettito, soprattutto lasciando SteGal in mezzo al guado. Ma d'altra parte, che potevo fare?
Oggettivamente, questa volta la macchina organizzativa UL (io, in primis) ha mancato qualche colpo. Peccato, perche' l'impegno c'e' sicuramente stato.
Ma dalla prossima gara, sono sicuro che torneremo a essere i migliori.

giovedì, febbraio 21, 2008

Ricercato per errore

E' da ieri sera che il telefono e' bollente.
Telefonate e messaggi continui.
Roby, mia madre, il mio capo.
Il bello e' che nessuno aveva niente da dirmi!
Infatti, Roby ha messo giu' dopo uno squillo e il telefono e' subito diventato non raggiungibile.
Il mio capo si e' seduto sul telefono e non sa come sia venuto fuori il mio numero.
Il messaggio di mia madre era vuoto (opera, come sempre, di mia nipote Giorgia).
Per fortuna che qui in ufficio in questi giorni, causa i problemi di test, sono costretti a parlarmi in molti. Altrimenti la mia autostima andrebbe veramente sotto i tacchi...

lunedì, febbraio 11, 2008

La resistenza è inutile

"Noi siamo i VUB-Borg. Le vostre peculiarità biologiche e tecnologiche saranno assimilate."
Tutta questo po' po' di citazione per dire che il mio problema di accesso agli uffici è stato risolto (forse) non un nuovo badge, su cui compaiono contemporaneamente il logo della banca e il mio nome.
E' vero che c'è scritto "Externè spolocnosti", ma l'impressione di essere stato incatenato alla sedia un pochettino ce l'ho...

D'ora in poi chiamatemi Labutus.

giovedì, febbraio 07, 2008

Portatemi le arance

Il fatto che dopo il cambio delle serrature degli uffici non mi abbiano dato il nuovo badge sta aggiungendo un rischio notevole alla mia permanenza qui.
In pratica mi tocca piazzarmi vicino alla porta e aspettare che passi qualcuno che la apra per me.
Il problema è che, statisticamente, ad aprire la porta il più delle volte è una donna.
Prima o poi qualcuna di queste penserà che voglia molestarla (quella che mi ha aperto ieri sera per uscire, che è stata praticamente seguita per tutti i corridoi fino all’uscita ha avuto il dubbio).

lunedì, gennaio 28, 2008

Dev’essere l’alito

Il mio essere solo e ignorato da tutti qui a Bratislava si è arricchito di un nuovo evento.
La tizia seduta di fronte a me ha cambiato scrivania e si è spostata, armi e bagagli, tre scrivanie più in là.
E con lei se ne va una notevole fetta delle parole scambiate giornalmente...

Applauso liberatorio

Non ho fatto in tempo a dire che preferivo Ryanair a SkyEurope, che mi trovo di fronte a un ritardo di ben tre ore del mio volo.
E’ vero che la mia statistica dice che una cosa così accade circa ogni tre mesi e che in questa trasferta non era ancora successa, ma comunque da fastidio.
Ma il peggio è arrivato dopo.
Il viaggio è stato accompagnato da turbolenze continue, con salti e depressioni continue che hanno messo alla prova gli stomaci dei passeggeri (e infatti, qualcuno non ha retto).
La ciliegina è stata il comandante che ha comunicato che “le condizioni di vento a Bratislava non consentono un atterraggio in sicurezza. Quindi giriamo un po’ in tondo e, se non migliorano, atterremo da qualche altra parte”. Senza specificare dove.
Già mi vedevo, mezzo svomitazzante, perso da qualche parte a caso tra Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria, con lo spettro di rimanere in ballo per tutta la notte.
Poi, fortunatamente, le condizioni sono rientrate nei limiti per l’atterraggio, anche se comunque si è ballato molto nella discesa (anche il mio stomaco, di solito molto resistente, ha rischiato di cedere, anche perchè abbastanza vuoto). Il vento laterale ha spaventato molta gente e tutti si guardavano con sguardo poco tranquillo.
Il sobbalzo dovuto alle ruote che toccavano terra è stato salutato da un fragoroso applauso di liberazione. Nonostante quello che mi dice sempre Sissio a riguardo, mi sono unito anch’io.

mercoledì, gennaio 23, 2008

Tutto un altro volare

Martedì sono rientrato a Bratislava con un tragitto diverso dal solito.
Visto che Ryanair non vola su Bratislava il martedì, sono tornato al vecchio amore SkyEurope.
Che però mi ha molto deluso.
L’arrivo in aeroporto, che il martedì è molto più tranquillo e vuoto, faceva presagire un viaggio di tutto riposo, anche se una nube oscurava il mio buon umore già da venerdì scorso.
Il fatto è che SkyEurope non vola più su Bratislava, bensì su Vienna e questo implica un’ora di pullman aggiuntiva.
Comunque, faccio il check-in e mi metto in placida attesa del volo. Che ovviamente ritarda.
Salgo sull’aereo e scopro che, con tutte le cattiverie dette a riguardo, ormai preferisco la gara ai posti migliori di Ryanair rispetto all’assegnazione di SkyEurope. Il posto era scomodo e in volo si è ballato un bel po’.
All’arrivo mi metto alla ricerca dello Shuttle SkyEurope per Bratislava. Totale assenza di informazioni e soprattutto il ritardo di venti minuti del volo che mi ha fatto perdere la coincidenza.
Fortunatamente ci sono altri vettori che fanno Vienna-Bratislava, anche se arrivo un po’ più lontano da casa. Sono più frequenti e costano anche meno!
Ho così percorso, dopo più di un anno, la strada che mi ha visto fare avanti-indietro per i WMOC 2006, ho attraversato l’ormai chiuso (grazie a Schengen) varco di frontiera tra Austria e Slovacchia e ho finalmente attraversato il ponte sul Danubio costruito durante la mia scorsa permanenza.
Invece di arrivare alle sette sono arrivato alle nove, e se si escludono i pochi pro di cui sopra, spero proprio di non doverlo fare mai più.

giovedì, gennaio 17, 2008

Quell'inconfondibile ronzio...

...di paduli che si preparano al decollo.
Voci sempre piu' insistenti danno per altamente probabile un'allungamento del mio assignment a Bratislava.
Io ci provo a seminare danni, ma evidentemente sono irrisori o troppo ben nascosti.

mercoledì, gennaio 16, 2008

Crash Test

Stamattina, mentre mi reco in ufficio con lo sguardo vacuo da semi-assonnato, vengo svegliato da uno schianto proprio davanti a me.
Una fanciulla in fase di parcheggio ha bellamente centrato il palo davanti a lei, piegandolo quasi del tutto. La dinamica dell’incidente era chiarissima: la ragazza non ha assolutamente visto il palo, forse distratta dalle chiacchiere con il suo ragazzo seduto alla sua destra. Il parcheggio era a lisca di pesce e stava entrando in avanti, quindi non ci sono altre spiegazioni.
Il fatto che il tutto si sia consumato pochi metri davanti a me mi ha consentito, sebbene appisolato, di cogliere in pieno le facce delle persone coinvolte negli attimi immediatamente successivi il botto.
La ragazza alla guida, con lo sguardo “Ma da dove è saltato fuori questo palo!” rivolto verso il suo ragazzo. Quest’ultimo con lo sguardo “Non ci posso credere! Ma come cavolo guida questa qui!” rivolto verso l’esterno, alternato a “Io non c’entro! Non la stavo distraendo in alcun modo. E’ lei, che come tutte le donne non sa guidare!”.
Per finire, la passante che ha schivato il palo in movimento, con lo sguardo “Ma guarda se doveva proprio succedere a me!” a metà tra lo choccato e il divertito.
Mi sono subito venuti in mente i tre incidenti più assurdi cui ho assistito in diretta, in assoluto disordine cronologico.
Il primo è avvenuto all’incrocio tra Via Sarca e Via Pianell. Una macchina, arrivando da quest’ultima e svoltando a sinistra, ha sbagliato la curva, stringendola troppo e schiantandosi contro il semaforo. La cosa assurda era che l’autista ha fatto tutto da solo, non c’erano macchine a disturbarlo in alcun modo. E non andava neanche particolarmente veloce. L’urto però è stato sufficientemente secco da spezzare il semiasse. Così, quando ha cercato di uscire in retromarcia dal palo, le ruote si sono aperte in due direzioni diverse e la macchina si è bloccata lì, proprio in mezzo alla strada e proprio davanti a me.
Il secondo risale ai tempi del liceo. Il sabato sera ci si incontrava in Stazione Centrale per poi andare in centro coi mezzi. Stavamo aspettando il tram in Piazza IV Novembre decidendo che film vedere, quando sentiamo il ciocco. Ci giriamo e vediamo una serie di scintille. Una macchina ha preso in pieno lo spartitraffico della fermata del tram in direzione opposta alla nostra (ai tempi non c’erano le pensiline), ha divelto il palo con il primo cartello e sta grattando il pianale sul marciapiede (da lì, le scintille). La macchina prosegue la sua corsa per qualche metro, poi si ferma, un po’ per l’attrito, un po’ perchè le ruote non fanno presa giù dal marciapiede. Scende un tizio, si guarda intorno incredulo, recupera la marmitta (persa nell’impatto) e cerca di andarsene, ovviamente senza riuscirci. La scena viene interrotta dall’arrivo del nostro tram che prendiamo, visto che comunque nessuno si era fatto male.
Il terzo è il più spettacolare. Sempre al Liceo, sempre alla solita fermata di Piazza IV Novembre. Dalla direzione da cui dovrebbe arrivare il tram, vediamo un tizio in bici. Fa il figo pedalando senza le mani sul manubrio. La bici va perfettamente dritta, nessuno sbandamento. Lui fa ancora più il figo (non ricordo se c’erano ragazze carine alla fermata, sicuramente non ce n’erano nel mio gruppo). Ci supera con sguardo di superiorità. Poi la bicicletta si apre in due e lui pianta un triplo carpiato con avvitamento da prestazione olimpica.
Il fatto era che lui era tutto perfetto perchè aveva messo le ruote della bici nella rotaia del tram, ma arrivato allo scambio, non so dire per quale motivo (se non una qual forma di punizione divina per tanta presunzione), la ruota davanti era andata dritta, mentre quella dietro aveva infilato lo scambio ed era andata a sinistra.
Il tizio, fortunatamente, non si è fatto quasi nulla. Ma la faccia con cui si è alzato e si è defilato alla chetichella è stata da cineteca.

martedì, gennaio 15, 2008

I costi del traffico

Cerco costantemente di vincere la mia pignoleria, ma a volte non ce la faccio proprio. Anche quando, in teoria, vuol dire tirarsi la zappa sui piedi.
Dopo lunga e penosa attesa sono finalmente entrato in possesso della connect card per collegare via UMTS il portatile, dato che in ufficio e nell’appartamento non ci sono Wi-Fi spot gratuiti (l’altr’anno ero stato molto più fortunato a riguardo).
Il problema è che, in pratica, la scheda è inutilizzabile. Ma solo perchè sono pignolo (ovvero, altri colleghi se ne fregeherebbero...).
Il contratto quadro dell’azienda con il provider è tale che il traffico UMTS è conveniente solo all’interno dei confini italiani. Appena superi il contratto diventa un salasso.
Esiste allora una bellissima tariffa che, in cambio di un canone aggiuntivo mensile, ti include un plafond di tot MB a bimestre.
Prima di tutto, faccio fatica a capire perchè se il canone è mensile, il consumo debba essere bimestrale. Forse lo fanno per venirci incontro, ma mi sfugge su quale bimestre si contano i consumi.
Poi, anche le modalità di utilizzo del plafond hanno le loro difficoltà.
Le connessioni vengono approssimate ai 100 KB superiori (cioè, se ti colleghi una volta al giorno ti fottono in media 3 MB al bimestre, pari a circa 15 Euri). Il plafond è valido solo se ti colleghi tramite un provider partner, cosa che ovviamente non è assolutamente sotto il tuo controllo (ad esempio, io in ufficio, col cavolo che ci riesco).
Nasce a questo punto il dubbio su quale sia l’effettiva tariffa applicata.
Il sito è assolutamente (e volutamente?) privo di informazioni, salvo dire genericamente “Guarda quanto ti veniamo incontro con l’opzione xxxx”.
A questo punto dovrei fregarmene, collegarmi, guardare la posta e fare quello che devo. Tanto poi non pago io.
Solo che mi dà fastidio pensare che cinque minuti in internet costano di più di un volo Bratislava-Orio, soprattutto quando sono qua che faccio un operativo volo a due mesi per essere sicuro che nessuno possa rompere le scatole a me o ai miei capi sul fatto che il rientrare tutte le settimane (cosa concordata con l’azienda, ma comunque in deroga alle policies aziendali) sia troppo costoso per il budget di questo progetto.
Brutta cosa la pignoleria....

PS. Sissio, stavolta mi sono informato per bene, non dovrei aver sparato minchiate...
PPS. E già che si parla di tariffe, leggetevi l’inchiesta di Repubblica sui biglietti ferroviari.

venerdì, gennaio 11, 2008

Sonni agitati

Mi sono ormai abituato a non riuscire ad addormentarmi prima dell'una passata. Solo che adesso iniziano a mettercisi anche dei sogni devastanti che mi svegliano prima dell'alba.
Non li ricordo bene, ma quello della notte scorsa mescolava lavoro, vita privata, film, telefilm e fumetti. So che c'era un incidente in auto, i mostri di Io Sono Leggenda, la Justice League di Smallville, Roby, mia sorella e il problema della conversione dati (il mio progetto qui a Bratislava). Poteva essere qualcosa come il fatto che il progetto di conversione degli zombi in supereroi della JLA (oppure il contrario) si era incagliato su un incidente d'auto in cui Roby era testimone, ma essendo in Italia non poteva testimoniare.

Mi sa che l'esperimento con i tortellini spagnoli non è andato troppo bene.

giovedì, gennaio 10, 2008

...Anche quando ricevo!

Uscito dal cinema, riaccendo i cellulari.
Pappapparapapparapappara, l’inizio di “Message in a Bottle” dei Police mi comunica che mi è arrivato un messaggio (ragazzi che fantasia di suoneria...).
E’ mia sorella: “Ciao Piero, non è che per caso hai registrato Smallville ieri sera, che noi non si siamo riusciti? Come è stato il rientro a Bratislava?”. Avrei potuta prenderla in giro sull’elevato tasso di fallimenti con la programmazione del video-registratore, invece preferisco farle pesare qualcos’altro. “Non ho risposto prima perchè ero al cinema. Smallville era programmato, anche se mica me lo avevi detto che avevano cambiato orario e giorno” (sapete com’è, tendo ad essere molto infantile) “Controllo quando torno a Milano. Il rientro è stato tranquillo, ma ne ho già le palle piene”.
Pappapparapapparapappara, “Che film hai visto? Ci sei sabato alla festa di Alessia?”
Rispondo. “Io sono leggenda. Carino ma non adatto a te. Sabato pomeriggio o sera?”
Pappapparapapparapappara, “Pomeriggio. Allora mi sa che non l’hai registrato. Peccato c’era xxxxx” (ecco, grazie per avermi rovinato la sorpresa, che sono indietro di un tot di puntate).
A questo punto, dovete sapere che io odio gli scambi di SMS che vanno al di là del terzo, perchè a quel punto tanto vale fare il numero e chiamare direttamente. Aggiungete che ero sulla strada di ritorno dal cinema e muovere le dita fuori dal caldo delle tasche era poco piacevole e con tutti i discorsi ancora in sospeso si rischiava di fare l’alba.
Per chiudere il discorso, decido di usare un argomento che mia sorella rispetta molto.
“Il fatto che tu non mi abbia detto del cambio di orario, non vuol dire che non lo sapessi per altra via. Stai tranquilla, l’ho registrato. Ora basta SMS che mi costi una fortuna.”
Invia.
Nel preciso momento in cui vedo l’icona dell’invio, realizzo che l’informazione inviata non è completa.
Volevo dire “Anche quando ricevo”
Pappapparapapparapappara.

mercoledì, gennaio 09, 2008

Nove Parole

Oggi e' stata una giornata tipo qua a Bratislava.
Segue resoconto dei dialoghi avuti in ufficio, parola per parola.
All'arrivo: "Dobre Rano" (ovvero Buon giorno).
In mensa: "Menu dva" (Menu due)
Alla cassa: "Sto Koruna" "Dovidenia" (Cento corone - Arrivederci)
Al tizio cui ho tenuto aperto la porta "Dakujeme" (Grazie)
Stasera quando andro' via: "Dovidenia"

Aspetto con ansia la prima partita di Capello sulla panchina dell'Inghilterra, almeno gli inglesi potranno venire a insultarmi...

lunedì, novembre 26, 2007

Alla faccia del tempo variabile!!!

Stamattina, alle 5.30, sono stato svegliato da una pioggia fortissima, con vento che faceva sbattere i goccioloni contro le finestre in maniera rumorosissima.
Alle 8.30, quando sono andato al lavoro, c’era una bellissima giornata di sole, neanche troppo fredda (al di là di un po’ di vento).
Alle 14.00, dopo pranzo, ho intravisto al’orizzonte delle nuvole bianchissime, foriere di brutto tempo.
Adesso, alle 16.50, sta nevicando da paura.
Non mi resta che sperare che, con questo ritmo di variabilità, alle 18.00, quando vado a casa, sia tutto finito...

EDIT: sono le 19.00. Non nevica piu'

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